Archives for marzo, 2006

30
mar

Il silenzio dei Colpevoli

Su mettiti comodo come in un condom,che scorrono momenti lenti piu’ di un Vic20 Commodore,sulla tela la tua vita intera con un prologo:tua madre che apre le gambe dal ginecologo. Poi,le tasche desertedi un bimbo povero,ma ingordo di scoperte piu’ di Colombo Cristoforo ,il tuo primo rimproveropoco dopo,avevi appiccato un fuoco per gioco come un tedoforo.Da quel giorno la tua lingua e’ in sciopero,hai detto:”no,non coopero”. Pero’ io ti ricordero’ che sei stato picchiato da quei balordi e sotto i colpi sordi ti sei detto “non discuto”. Muto,un concorrente a tempo scaduto,abbattuto come un cane da tartufo che ha perduto fiuto chiederti di raccontare l’accaduto sarebbe come per Cesare chiedere aiuto a Bruto.

Rit:

PARLA LA VERITA’E'LA NON DEVI NEGARLA
PARLA CHI TAPPA LA FALLA NON RESTA A GALLA
PARLA DALLA TUA BOCCA LIBERA LA FAVELLA COME UN FARFALLA CHE SI LIBRA DALLA CALLA
PARLA I MUTISMI SONO INASCOLTABILI
PARLA I TIMORI HANNO TIMONI DEBOLI
PARLA URLA TERMINI INTERMINABILI
PARLA PERCHE’ IL SILENZIO E’ DEI COLPEVOLI

La riconosci quella? E’ la tua panda dentro ci sei tu con la coscienza sporca ed un profumo che sa di lavanda,dillo alla fidanzata che ti guarda che c’e’ un altra che ha la quarta e pratica il tantra. Gli anni 90 vanno a rallentatore,un fotogramma infiamma’sto proiettore,tuo padre brama un figlio dottore e passi gli anni al Campus come un detenuto a San Vittore. Ammutolendoti credi di restare in piedi,ma non ti chiami ercolino e quantomeno siedi. Spesso cerchi sieri che offuschino pensieri si,ma non ti eclissi,ti celi dietro veli.Come vedi stenti,ne sprechi di momenti,il silenzio e’ d’oro e tu lo vendi ai peggior offerenti. Parla fuori dai denti,non ti pentiparla nei parlamenti,mettili sugli attenti.

RIT

Fine della proiezione,fatti un’opinione e finirai come i fatti di metadone,il tuo supporto vale molto piu’ di un cortonella rassegna dove regna la rassegnazione. Chi tace soggiace alla volonta’ del loquace si beve piu’ cazzate come la guerra di pace,rischi di impazzire piu’ di Aiace. Devi venir fuori dal tuo fondo tipo bronzo di Riace.Invece come una prece ti stai affossando,non favelli come Paggio Fernando distratto da occhi belli.Sembri la principessa Lisa,ma mi sa che non hai cigni per fratelli.Alza il culco e non fare il muto che non sei Charlie,stand up for your rights,come canta Marley. Come il Mose’ scateni in me strani tarli,sappi che…ti prendo a martellate se non parli…

Caparezza

29
mar

Anche i TG Rai sono faziosi

Dopo i TG Mediaset, anche i TG Rai vengono dichiarati pro-CDL e pro-Berlusconi. Ad affermarlo è il presidente della Rai, Claudio Petruccioli, presentando i dati dell’Osservatorio di Pavia.

«Tutti e tre i telegiornali presentano squilibri, sia per il “tempo attenzione�? che per il “tempo presenza�? (per il tempo presenza lo squilibrio del Tg3 è minimo, direi trascurabile). Il Tg2 si segnala per il divario massimo fra i due poli, a vantaggio della Cdl sia nel tempo attenzione sia nel tempo presenza , sia nel totale dei telegiornali, sia nel Prime time». I numeri sono ancora più chiari: nel periodo 11 febbraio-23 marzo, alla Cdl è andato il 59,4% e all’Unione 35,9%

Fonte.

Altri riferimenti: Repubblica.it, Corriere.it

29
mar

Etimologia di Berlusconi

Il tutto nasce da una battuta che sia io che il mio amico Detro abbiamo sentito dal grande Daniele Luttazzi: “[...] allora vuol dire che sei due volte losco, cioè Bis-Luscus, cioè Berlusconi [...] E’ l’etimo esatto, trovato da Corrado Augias [...]”
Detro era convinto che si trattasse soltanto di una battuta.

L’etimologia in effetti è esatta (più avanti renderò evidente il fatto). In rete ne ho trovati svariati riferimenti, però la gente troppo spesso è impaziente e finisce per affermare bruscamente che Berlusconi ha scritto nel suo nomen familiae il fatto che è un losco (nell’accezione di disonesto), senza soffermarsi troppo in un’analisi più approfondita della questione.
Andiamo con calma.

Oltre Luttazzi, anche la grande rete riporta Corrado Augias come autore di una articolo intitolato “Cosa vuol dire Berlusconi”, che sarebbe stato pubblicato su “La primavera di MicroMega n. 2″.
Come tutti in rete, non ho modo di verificare l’autenticità di questo articolo.

Ne riporto comunque il contenuto:

Da bis luscus, due volte losco, o due volte strabico. Più esattamente: il nome proprio deriva da un aggettivo (o sostantivo) declinato al maschile plurale. Il Grande dizionario della Lingua Italiana del Battaglia, alla voce “Berlusco” riporta: “Agg. (plur. m. – chi). Dialettale: strabico. Voce d’area lombardo-veneta. Milanese: berlusc, barlusc, affine al lucchese bilusco”. La stessa etimologia della parola “berlusco” si trova nel Vocabolario Etimologico di Ottaviano Pianigiani (Firenze 1907, p.148) che indica: “dal lat. bisluscus o bi-luscus, che vale ‘due volte losco’”. Questa derivazione è ripresa e confermata anche dal recente dizionario etimologico De Mauro-Mancini dove alla voce “losco” leggiamo: “Dal latino ‘luscu(m)’, guercio, miope”. Losco o bilosco indica insomma in primo luogo un difetto della vista, laddove nell’italiano corrente e come aggettivo il termine introduce una qualifica di dubbia onestà, imprime il concetto di equivoco, bieco, sinistro: un luogo losco, una persona losca. Un (curioso) esempio, tra i mille possibili, preso dallo scrittore realista Mario Pratesi (1842-1921): “Capivi non soltanto l’uomo ma anche tutta la periferia losca delle sue azioni e delle sue scaltrezze”. In ogni caso il significato primario, sempre secondo il Battaglia, resta: “Che ha la vista difettosa o debole; che è costretto per guardare a socchiudere gli occhi aggrottando le sopracciglia. In senso generico: miope, semicieco, guercio, strabico, orbo”. Anche in francese resiste del resto questo doppio significato di azione o persona disonesta o sinistra da un lato, di strabico dall’altro. Per esempio nel verbo “loucher”, essere strabico, o nel familiare “louchon”, che vale per l’appunto strabico. In definitiva, se si volesse riportare in italiano corrente un cognome come Berlusconi si potrebbe proporre “Strabiconi”. Il che, estratto dal suo senso proprio e portato a livello di metafora (soprattutto nella dimensione religiosa), parrebbe indicare qualcuno in grado di servire contemporaneamente Dio e Mammona.

Prima di andare avanti, cito altre fonti (oltre quelle dell’articolo citato sopra) da cui trarre l’origine etimologica di Berlusco:

A questo punto mi trovo a dover contrastare con Paolo Attivissimo, da anni impegnato nell’antibufala.
Non sono d’accordo con l’appelativo di Bufala dato a questa faccenda. Va bene il dubbio espresso in merito alla paternità dell’articolo attribuito a Corrado Augias, ma nell’etimologia di Berlusco(ni) non c’è nulla di “bufala”. Che poi si voglia considerare l’una o l’altra accezione della parola “losco”, questo è un discorso diverso. Resta fermo che Berlusconi, in quanto accrescitivo plurale del termine arcaico italiano Berlusco, eredita la stessa etimologia.
Ognuno, poi, è libero di interpretare Berlusconi come meglio crede: come nel presunto articolo di Augias (ovvero, “Strabiconi”) o a partire dal passo precedente, dall’etimo, attribuendo a “losco” l’accezione che più gli aggrada. Se lo si desidera, poi, si può applicare il motto latino Nomen omen.
Del resto, se i significati, le accezioni e le parole evolvono, un motivo ci sarà.

29
mar

Berlusconi e la cultura

Ora che sono più calmo, sono pronto a fare dei post più pensati su quanto accaduto ieri sera (martedì 28 Marzo 2006) a Ballarò, trasmissione di attualità economica e politica di Rai3.
Iniziamo da un fatto curioso.
A un certo punto della serata, durante un botta e risposta molto acceso tra la Bonino e il CaiNano, la liberale della Rosa nel Pugno dice al premier: «Lei mi definì “la protesi di Pannella�. Si ingoierà questa espressione».
Ecco a questo punto rispondere un Berlusconi sorridente che millanta di avere una cultura: «Ogni tanto un po’ di cultura non farebbe male» afferma «la parola ‘protesi’ deriva da pro teti [o simile, ora non ricordo precisamente lo pseudo-greco che ha usato, ndNemo] che vuol dire “al posto di”. Io intendevo che lei faceva le veci di Pannella.»

Ora tralasciando per un attimo lo pseudo-greco usato da Berlusconi, ciò che conta è che lui afferma con sicurezza che protesi vuol dire, etimologicamente parlando, “al posto di”.

Ovviamente è chiaro che Berlusconi non ha affatto una cultura che gli permette di dire queste cose. Infatti ha detto un’altra cazzata (e se n’è accorta pure la Bonino).

protesi [prò-te-Si], Dal latino tardo prothe°si(n), che è dal greco próthesis, derivato di protithénai ‘porre innanzi’, composto di pro- ‘pro-2′ e tithénai ‘collocare’.

E questa era l’etimologia.
Veniamo alle accezioni odierne della parola:

s. f.
1 (med.) sostituzione di un organo del corpo umano, mancante o difettoso, con un apparecchio o un dispositivo artificiale; l’apparecchio o il dispositivo stesso: protesi dentaria; protesi valvolare
2 (ling.) aggiunta di un elemento non etimologico all’inizio di parola (p. e. per istrada anziché per strada)
3 (arch.) in alcune basiliche paleocristiane, piccolo ambiente, per lo più di forma quadrata, situato sul fianco sinistro dell’abside.

Autorevole fonte: Garzanti Linguistica.

Insomma, come la si mette si mette, il CaiNano ha detto un’altra cazzata. Dove mette bocca dice idiozie. L’unica cosa che merita è il guinness dei primati per il tasso di stronzate dette nell’arco della sua vita.

28
mar

Ballarò del 28 Marzo 2006

Questa sera mi sento volgare. E come si può non involgarirsi se per due ore senti sbraitare una merda parlante? In tutta la puntata “lui” e quell’altro fesso di Rotondi (che secondo me è nato da un mal di pancia di Craxi) sono stati capaci di mettere a ferro e fuoco la puntata, amplificando al massimo la loro politica di millantamenti, terrore e intimidazione. Non starò qui a commentare l’intera puntata, che parla da sola e la potete trovare nei prossimi giorni (forse già domani) su Raiclick, se non l’avete vista.
Vado però a soffermarmi su un punto a cui tengo molto: l’insistenza di Berlusconi (e dell’altro coglione) sulla magistratura che lo perseguita. Floris, Dio lo scampi dall’esser mandato sul lastrico, alla fine gli porge la fatidica domanda che alla Travaglio suona come: “Cavaliere, dove ha preso i soldi?”. Gli chiede infatti di spiegare una volta per tutte ciò che non ha mai spiegato alla magistratura (avvalendosi della facoltà di non rispondere): fondamentalmente, da dove provenivano i soldi ritrovati nelle sue 34 (spero di non errare coi numeri) Holding? Di tali soldi infatti si ignora la provenienza, visto che non si riesce a ricostruirne il percorso finanziario. E’ una domanda che tuttora non trova risposta. Il cavaliere di sto cazzo se ne è uscito con tutto un bel giro di parole che si riassume in “Io sono un imprenditore onesto e fiero, queste sono solo basse insinuazioni degne di nessuno”. E mica ha detto però perché nessuno riesce a spiegarsi la provenienza di quei fottuti miliardi?
Criminale che non sei altro. E fessi tutti gli italiani che gli credono. Fessi, corrotti e papponi come lui. Vivo in uno stato criminale. Che schifo.
Dico io, nessuno si pone la domanda corretta? Cioè: se davvero questi soldi hanno una provenienza onesta e documentabile, come il cavaliere millanta, perché non dare scacco matto alla magistratura e ai “comunisti” cattivi che lo “odiano”? Eh? Sarebbe la cosa più semplice e una volta per tutte si leverebbe i giudici dalle palle. E invece no! Continua solo a dire “toghe rosse cattive mi perseguitano senza motivo” e non mostra la vera assenza di motivi con delle prove di uomo onesto. Eh? Perché non riflettete tutti così? Troppo faticoso per i vostri cervellini?
Per chi volesse delle chiare delucidazioni in merito ai soldi di cui sopra, legga pure L’odore dei soldi. E già che c’è, si legga tutti i libri di Travaglio. E già che c’è, si faccia un po’ di cultura. Quella vera. Invece di ammuffire sotto l’intorpidimento mediatico di questo paese di dittatori.

28
mar

Berlusconi e il veto della democrazia

La Bonino doveva stare stasera a Ballarò e invece si ritrova costretta a restare a casa da un veto sulla sua presenza posto dal democratico Berlusconi.

“Il premier – continua la Bonino – preferisce come compagni di merende elettorali Diliberto e Bertinotti e con qualche sforzo poteva accettare Enrico Boselli“. ma davanti al veto sulla Bonino, Boselli ha rifiutato “perchè non è che il premier si sceglie anche con chi parlare”.

Fonte.

AGGIORNAMENTO 28/03/2006 23:15: alla fine Berlusconi non ha voluto fare il vigliaccone maschilista. La Bonino c’era.

28
mar

Quanti stupidi nella mia città

Sopra Berlusconi a Napoli. Delirio, offese, bugie, demagogia e terrore, come al solito. E napoletani, di tutte le età, che applaudono. Fortuna che nonostante tutto dovrebbero essere la minoranza, guardando alle regionali e alle comunali.

28
mar

Il mausoleo di Berlusconi

Spassosissimo aneddoto narrato da Marco Travaglio sulla visita di Montanelli al mausoleo di Berlusconi (la “tomba” di famiglia costruita nella villa di Arcore). E con un Feltri stranamente divertito.

Fonte.

28
mar

I TG mediaset sono faziosi: ecco i dati

A dirlo sono in numeri di un monitoraggio effettuato tra l’8 e il 14 marzo dall’ISIM ricerche, su richiesta dell’Autorità per le comunicazioni.

Sulle reti private del premier oltre metà del tempo dei Tg è dedicato a Forza Italia. Briciole all’opposizione.

L’indagine si compone di tre voci: tempo di parola, tempo di notizia e il tempo di antenna (voce più notizia). I dati diffusi dalla Quercia prendono in considerazione solo il raffronto Ds – Forza Italia. Questi i risultati:

Tempo di Notizia: Tg4, Fi 44,65 – Ds 3,07; Tg5, Fi 29,79 – Ds 4,49; Studio Aperto, Fi 53,23 – Ds 1,06; TgCom, Fi 49,66 – Ds 1,35.
Totale del Tempo di Notizia: Fi 36,93% – Ds 3,69%.

Tempo di Parola: Tg4, Fi 78,27 – Ds 1,26; Tg5, Fi 35,85 – Ds 8,82; Studio Aperto, Fi 85,94 -Ds 0,55.
Totale del Tempo di Parola: Fi 65,93% – Ds 3,56%.

Tempo di Antenna: Tg4, Fi 60,32% – Ds 2,23%; Tg5, Fi 31,22 – Ds 5,51; Studio Aperto, Fi 70,78 – Ds 0,78; TgCom, Fi 49,66 – Ds 1,35.
Totale del Tempo di Antenna: Fi 47,25 – Ds 3,65.

Massimo D’Alema spiega, maliziosamente, che «c’è un dato che mi colpisce più di ogni altro e non riguarda tanto il centrosinistra, che è molto sacrificato, ma l’on. Marco Follini del quale le trasmissioni di Mediaset hanno parlato zero minuti perché, come è noto, il rancore verso l’alleato considerato infedele è perfino maggiore rispetto a quello verso gli avversari».


Fonte
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27
mar

Elezioni 2006: scoprite i partiti più vicini a voi /2

 

Sulla scia dell’altro test che vi ho già proposto, eccone chivotare.it. Le domande di questo test sono poste da un altro punto di vista, quindi vale la pena fare anche questo per capire quando si è coerenti con se stessi e quanto si è sicuri di ciò che si vuole (ovviamente limitatamente al grado di affidabilità di questi test).
Intanto, ecco il mio risultato (coerente con l’altro):

27
mar

Quando c’era Silvio

Un “film” sul periodo berlusconiano.
Non l’ho visto ancora tutto, perché solo ora ho visitato il blog del mio amico Detro. Ma sembra interessante. Lo continuo domani, che ora ho sonno.

26
mar

Il successore di Berlusconi? Ci vuole Harry Potter

Ho sempre creduto che per risanare il paese dopo il cancro Berlusconi ci sarebbe voluto davvero una magia degna del maghetto di Hogwarts. OVVIAMENTE non sono l’unico a pensarla così. Stavolta l’ennesimo segno che Berlusconi è considerato per quello che è arriva da Newsweek, nell’articolo The Rise and the fall of Berlusconi, titolo che, a parer mio, lo prende in giro anche sul suo recente paragone con Napoleone Bonaparte. Come possiamo trovare scritto nell’articolo sull’Unità che prende spunto dal succitato articolo di Newsweek,

«Le sue fughe e le sue figuracce sono state per troppo tempo un diversivo per i sempre più gravi problemi dell’Italia. Le difficoltà del Paese sono così formidabili che il suo successore dovrà essere quasi un superuomo per poter superare».

26
mar

Tapioca: VoIP + IM

Una delle cose di cui ultimamente sento parlare molto spesso in ambito IT sono le soluzioni di interoperabilità tra Voice over IP e Instant Messaging. Anche un mio collega (ormai trasferitosi al CRIAI) si occupa specificamente di ricerca in questo settore. E anche dove lavoro io se ne parla molto.
Dando un’occhiata in giro, le soluzioni Open Source per il VoIP e l’IM sono davvero tante. Ma ecco che incappo in un nuovo progetto, giovane, ma promettente. Il suo nome è Tapioca.
Tapioca è un framework per il VoIP e l’IM. L’obiettivo principale del progetto è fornire un modo facile e veloce per lo sviluppo di servizi e applicativi basati sulla combinazione VoIP+IM. Come ogni buon progetto Open, è progettato e realizzato per essere cross-platform; altre caratteristiche: leggero, thread-safe e con un occhio di riguardo per dispositivi e applicativi mobile. Nella versione attuale (0.3) include:

Per la gioia di tutti quelli che vogliono subito provare questa giovane promessa, è presente anche un client molto carino (attualmente soltanto per Linux, ovviamente). Qui troverete le istruzioni per l’installazione.

Appena la mia Gentoo la smette di compilare, lo installerò e vi farò sapere.

26
mar

Ennesimo cambio distro – Reverse

Non molto tempo fa avevo annunciato il passaggio inverso.
Ora torno sui miei passi: non esiste distribuzione più flessibile e usabile di Gentoo, pe quanto mi riguarda.
Metti Ubuntu e devi abilitare i repository a parte per gli mp3, i divx, etc.
Metti OpenSuSE, peggio ancora.
Tutte e due belle, ma inutilizzabili, per quanto mi riguarda ;)

E così la mia history di distribuzioni è così aggiornata:

25
mar

L’Italia ignorante

L’Italia è un paese in cui la massa popolare è ignorante. Se ne frega di tutto. Non si interessa ai problemi che li circonda, della società, del mondo. Vive in una realtà tutta sua. E non reagisce a niente. L’Italia è il posto perfetto per mettere in piedi una dittatura. L’ignoranza della gente è tanta che quando vai vicino a qualcuno della massa e dici: “lo sai che Bush è un assassino guerrafondaio che ha fatto la guerra per i cazzi suoi, per il petrolio, per avere il controllo su posizioni geografiche strategiche, etc.”, ti rispondono: “ma non dire cazzate, l’America è terra di democrazia e libertà e fa bene a portare la democrazia anche altrove”. E tu giustamente rimani con gli occhi sbarrati e ti chiedi: “il cervello questo dove l’ha lasciato?”. Cari miei non si può parlare di democrazia dove si usano le bombe per convincere gli altri. E’ contradditorio in sé. Purtroppo, anche una parola nobile come Democrazia è ormai un termine abusato e stuprato tanto che se chiedete in giro a qualcuno della massa se sa cos’é la Democrazia, farfuglierà giusto qualcosa di banale e pressoché senza senso.
Ma la Democrazia non si fa nemmeno con le menzogne e con i criminali che rappresentano il popolo, poiché (si spera) la maggioranza del popolo non è criminale.
Vogliamo allora parlare di Sivlio Berlusconi? Ma come, quello è un santo, un uomo che s’è fatto da sé, non teneva niente e ora ha un impero.
E come lo ha alzato questo impero? Nessuno se ne frega. Giustamente. Tanto a loro che importa. E pure sono cose pubbliche. Si sa, basta avere l’abilità di sguazzarci dentro. Certo, non è un’abilità da tutti, ma si può fare. Marco Travaglio, per esempio, l’ha fatto. E ha scritto tonnellate di carta per portare alla plebe ciò che già lui conosce, ma con un linguaggio più popolare, meno difficile, più chiaro, meno arzigogolato. Ma Travaglio a volte dimentica che siamo il Paese che legge di meno al mondo. E tra i testi più letti abbiamo la Bibbia, Panorama e TV Sorrisi e Canzoni. Insomma, non siamo proprio un paese che brilla per l’interesse social-culturale. E il 99% di quelli che leggono sono persone che tendenzialmente sono contrarie già a Berlusconi perché hanno abbastanza naso da capire che è un farabutto, senza nemmeno conoscere tutti i Procedimenti Giudiziari a egli correlati.
La massa ignorante non sa che nel 1994 Berlusconi (nella veste delle sue aziende) aveva un debituccio di circa 5000 miliardi delle vecchie lire. Debito che ha iniziato a smaltire con la prima legge Tremonti, redatta ad hoc per Mediaset, nel 1994.
La massa non sa che Berlusconi è un criminale bello e buono e che quindi aveva NECESSITA’ di entrare in politica per salvarsi le chiappe (come lui stesso ha confessato a Gianfranco Funari), visto che il suo amichetto Craxi che gli copriva il culo ormai era fuori gioco.
Vedete? Se non foste degli ignoranti, non l’avreste votato. E ora non saremmo un paese zombie.
Ah, volevo aprire una parentesi: Travaglio non è un uomo di sinistra, giacobino, comunista, e tutte queste belle stronzate che sentite uscire dalla bocca di Berlusconi e prendete tutti come oro colato. Travaglio, per sua stessa dichiarazione, non è di sinistra. E solo un giornalista vero. Uno di quei 3 o 4 che so’ rimasti in Italia. E vi ricordo che neanche il ‘maestro’ di Travaglio, Indro Montanelli, era di sinistra, comunista, etc, etc. Eppure, è stato lui ad affermare:

“Berlusconi è una di quelle malattie che si curano con il vaccino. E per guarire da Berlusconi ci vuole una bella dose di vaccino Berlusconi. Bisogna vederlo al potere”.

Sapete perché? Usano il cervello. Indro Montanelli è stato sparato anche dai partigiani. Vi giuro, non era di sinistra. Ed è stato accusato di esserlo! Incredibile. Lo stesso Montanelli ha commentato divertito:

Questo veramente è il coronamento della mia vita, e quindi lo accetto con una certa allegria. Mi doveva succedere anche questo, e mi è successo

Ma sapete chi mi fa più rabbia ancora degl ignoranti? Due altre categorie di persone:

Non vi sopporto. In un altro paese Berlusconi starebbe in galera da anni. Voi poveri stolti del popolo delle banane guardate ammirati al mafioso Silvio, mentre in giro per l’europa tutti lo guardano con i giusti occhi. L’intero parlamento europeo spera che l’Italia finisca fuori dall’Unione Europea. Ci odiano. Siamo lo zimbello del mondo.

In Inghilterra (che per gli ignoranti ricordo che non è un paese comunista) la testata giornalistica “The Guardian” afferma che Berlusconi è il Diavolo e lo assimila a Mussolini.

In Francia spettacoli satirici vedono attori il popolo italiano sottomesso alla dittatura fascista di Berlusconi (ne parlo anche qui e ne trovate traccia nel film-documentario Viva Zapatero)

In Svezia viene trasmesso un spot che in poche parole afferma: “non vi preoccupate, da noi non accadrà mai un disastro simile”.

In Germania nel 2005 esce “Bye bye Silvio Berlusconi” di Jan Henrik Stahlberg, un’irriverente commedia satirica su Silvio Berlusconi e l’Italia in generale. Il film verrà presentato e sarà in concorso alla 56esima Berlinale di Berlino. La pellicola è stata girata in economia, gli attori non sono stati pagati, il film è costato meno di 90 mila dollari. Paradossalmente l’opera di Stahlberg è già stata acquistata in molti Paesi europei (Germania, Francia, Ungheria, Polonia, Austria e Svizzera) mentre non ha ancora trovato distribuzione in Italia.

The Economist ha riempito Berlusconi di lettere aperte e ancora aspetta delle risposte. Berlusconi non ha saputo fare altro che querelarli (inutilmente).

Insomma, tutti vedono la tragedia e il pericolo costituiti da Berlusconi, tranne gli Italiani.
In questo senso, ho vergogna di essere Italiano. Perché non è possibile vivere in un paese dove la gente veramente pensa “Il sole, il mare, etc.” e quindi tutto a posto. Addirittura pure Berlusconi al Parlamento Europeo s’è messo ad argomentare in merito, invece di parlare di questioni serie.

Non si tratta più del solito politico che magna. Berlusconi è un dittatore pericoloso per la democrazia Italiana ed Europea.

E per finire, vi ricordo che vi siete fatti abbindolare pure sulla guerra. Ancora credete che sia una missione di pace. Meno male che Gustavo Selva ha provveduto a dichiarare:

Basta con l’ipocrisia dell’intervento umanitario (…)
Abbiamo dovuto mascherare Antica Babilonia come
operazione umanitaria perché altrimenti dal Colle
non sarebbe mai arrivato il via libera

Spero siate contenti di come vi siete fatti pigliare per il culo alla grande.

Forza Italia. Quella vera.

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