Archives for aprile, 2006
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A 20 anni dall’esplosione nella centrale nucleare di Chernobyl (26 Aprile 1986), si sente in questi giorni molto parlare del nucleare. Da un lato c’è chi discute della concreta possibilità di affidare la generazione di energia elettrica alle centrali nucleari, dall’altro c’è chi teme (e vorrebbe a tutti i costi scongiurare il pericolo) un altro disastro come quello di Chernobyl e/o inorridisce (come non si potrebbe?) di fronte alle atroci conseguenze che ancora oggi persone innocenti sono costrette a pagare.
Ma a 20 anni da quel mastodontico disastro, quali sono le tendenze e i pensieri riguardo il nucleare?
Beh, a volerla farla facile, c’è chi è a favore e chi è contro. Ma perché si è a favore? E perché essere contro?
A favore, sostanzialmente, sono soprattutto coloro che dall’affare “nucleare” ci guadagnerebbero, come Scaroni della “nostra” Enel. Poi vengono coloro che sono fermamente convinti che le cosiddette fonti di energia rinnovabile siano fantascienza e che il nucleare a fissione (da non confondere da quello a fusione, ben lontano dal poter essere messo in pratica) sia la vera unica alternativa.
In realtà sul nucleare vanno sfatati tanti miti.
L’energia nucleare è energia pulita
Il nucleare non è pulito. Sarà pulito nel senso che il processo di “combustione nucleare” non genera emissioni che inquinano l’atmosfera, ma questo non vuol dire che sia totalmente pulito. L’uranio, l’elemento che fa da combustibile nelle centrali, una volta che fatto il suo gioco nella centrale, lascia le sue belle scorie radioattive, che se non smaltite secondo processi altamente complessi, restano sostanze nocive alla salute umana per secoli. E questo ci porta a sfatare il prossimo mito.
Il nucleare è economico
Le scorie radioattive sono una gamma di isotopi con tempo di dimezzamento molto vario, ma che può arrivare ad alcune migliaia di anni. Quindi è necessario prevedere sia delle aree di stoccaggio in cui gli isotopi più radioattivi abbiano il tempo di decadere, sia dei siti di immagazzinamento definitivo in cui riporre il restante materiale radioattivo a lunga vita (almeno per alcuni secoli). Questo si traduce in costi aggiuntivi (e altri rischi, se queste aree di stoccaggio vengono mal realizzate).
Oltretutto, le strutture in muratura della centrale accumulano, negli anni, isotopi trasmutati a causa di occasionali neutroni vaganti che sfuggono agli schermi antiradiazioni: nel giro di alcuni decenni gli stessi muri in cemento armato della struttura centrale iniziano a diventare debolmente radioattivi, imponendo un limite alla vita produttiva della centrale stessa; oltre questo tempo limite la centrale deve essere chiusa e smantellata, e i laterizi utilizzati nella costruzione smaltiti come scorie a bassa pericolosità . Altri costi aggiuntivi, altri rischi.
Infine, secondo il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (DOE) il costo di 1 kWh di energia elettrica costa da nucleare 6,13 cent/$, mentre da gas 4,96 cent/$, da carbone 5,34 cent/$, da fonte eolica 5,05 cent/$.
Basso impatto ambientale
Anche questo è un problema da cui il nucleare non è immune: l’elevata quantità di acqua necessaria per il raffreddamento, dopo l’utilizzo, viene rilasciata a temperature più elevate rispetto a quella dell’ambiente creando uno sbilanciamento termico con impatti ambientali rilevanti soprattutto sulla fauna e flora dei fiumi. C’è da precisare che questo problema è tipico di tutte le centrali termoelettriche, alla cui famiglia appartengono anche le centrali nucleari.
A questo, possiamo (anzi dobbiamo) aggiungere emissioni di anidride carbonica, che seppur indirettamente, vengono emesse nell’atmosfera. Infatti, se non è la centrale stessa a causare queste emissioni direttamente, esse sono dovute al processo di costruzione della centrale, all’estrazione/trasporto/arricchimento dell’uranio, alla gestione delle scorie, allo smantellamento degli impianti alla fine della loro vita produttiva.
Alta disponibilità di uranio
Falso anche questo. Con i ritmi attuali si stima che il combustibile nucleare presente sia in grado di assicurare circa 50 anni di attività delle centrali nucleari. Se si aumentano i ritmi come si vorrebbe, l’uranio avrebbe davvero vita breve, nonostante i nuovi reattori autofertilizzanti che attualmente costituiscono soltanto il 5% dei reattori al mondo.
Quindi, come si può ben vedere da questi pochi dati, non è tutto oro ciò che luccica.
A mio parere sarebbe meglio profondere i propri sforzi nella ricerca, negli studi e nella realizzazione di impianti di energia rinnovabile.
Fonti:
Letture correlate:
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Il 25 Aprile è una giornata importante per la storia Italiana. Uno dei pochi momenti nei quali è stato possibile essere fieri della propria nazione. E’ il giorno in cui l’Italia si è liberata definitivamente e ufficialmente dalla dominazione nazi-fascista. I veri protagonisti della Liberazione non sono gli americani, ma sono gli stessi personaggi autori e fautori della Resistenza Italiana: i Partigiani.
Ed è proprio per rendere onore al contributo dei Partigiani che Manu srotola il suo discorso di oggi, in celebrazione del 25 Aprile 1945, che si conclude con costernazione dovuta al regredire dello stato Italiano verso una condizione di non-libertà .
Ad ogni modo: Viva la Libertà !
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L’ex Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, durante una conferenza stampa tenutasi il 18 aprile 2002 presso il World Trade Center di Sofia, pronunciò le seguenti parole, conosciute come Editto di Sofia (o Diktat Bulgaro o Editto Bulgaro):
L’uso che Biagi, Santoro e Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, è stato criminoso. Preciso dovere della nuova dirigenza RAI è di non permettere più che questo avvenga.
La sospensione del programma di Michele Santoro fu decisa dalla dirigenza RAI in seguito alla messa in onda della puntata “Sciuscià Edizione Straordinaria�, trasmessa il 24 maggio 2002, e della puntata del réportage “Sciuscià � trasmessa il 16 luglio 2002: con una lettera del 5 agosto 2002, il Consiglio di Amministrazione della RAI apriva un procedimento disciplinare nei confronti di Santoro per i contenuti delle due trasmissioni.
A partire da settembre 2002 Santoro non ha più lavorato in RAI, nonostante nel giugno 2003 abbia vinto la causa di lavoro e l’ordinanza del tribunale di Roma abbia imposto alla Rai di risarcirlo e di affidargli la realizzazione e la conduzione di un programma e nonostante una delibera dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni con la quale la Rai è stata richiamata “al rispetto dei principi di pluralismo, obiettività , completezza ed imparzialità ”.
A partire dal dicembre del 2002 anche Enzo Biagi e Daniele Luttazzi non hanno più lavorato in RAI.
Ricordiamo che anche Luttazzi è uscito vincitore da tutte le cause intentategli da Berlusconi, nelle diverse persone di Mediaset, Fininvest, etc.
In forza di quanto fin qui esposto, Massimo Isolica ha proposto di firmare questa petizione per il reitegro di Biagi, Santoro e Luttazzi nel palinsesto RAI, alle stesse condizioni e nelle medesime collocazioni occupate prima della loro epurazione dalla televisione pubblica.
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Ritenevo questo articolo molto interessante, visto il tema che ogni tanto ricorre, sulla scelta del filesytem più adatto a migliorare le prestazioni del sistema. Per tanto, ho deciso di tradurlo, mentre lo leggevo, così da renderlo disponibile anche per i più “pigri”.
Ci sono molti test che confrontano i file system di Linux in giro per la rete. Molti di essi, però, sono fatti con vecchie versioni del Kernel oppure basati su task artificiali. Il benchmark che segue invece è basato su 11 operazioni direttamente collegate all’ambiente lavorativo di ogni giorno, usando hardware di vecchia generazione (Pentium II/III, hard disk EIDE).
Perché un altro benchmark?
Ho trovato due benchmark basati su kernel 2.6, ma entrambi hanno qualche mancanza. Benoit (2003) ha implementato 12 test usando file grandi (1GB+) su un PII@500Mhz con 512MB di RAM. E’ un test dal quale è possibile ricavare molte informazioni, ma è stato fatto agli albori della serie 2.6 del kernel ed è troppo focalizzato sulle aree che manipolano esclusivamente file grandi (multimedia, ambiente scientifico, database, etc.). L’altro test, di Piszcz (2006), ci presenta 21 task che simulano una varietà di operazioni su file, usando un PIII@500Mhz con 768MB RAM e 400 GB EIDE-133 hard disk. Questo test stressa abbastanza soddisfacentemente il kernel 2.6, ma dato che si basa su task “artificiali” (ovvero, copia e rimozione di 10000 directory vuote, etc.) potrebbe essere difficile ricavare delle conclusioni che valgano per un ambiente di lavoro “reale”.
Per tanto, l’obiettivo del presente benchmark è completare il lavoro di Piszcz (2006), focalizzondosi esclusivamente su operazioni classiche dell’ambiente di lavoro con file server di fascia bassa (vedere Descrizione dei Task, più avanti).
Configurazioni
* Hardware Processor : Intel Celeron 533
* RAM : 512Mb RAM PC100
* Motherboard : ASUS P2B
* Hard drive : WD Caviar SE 160Gb (EIDE 100, 7200 RPM, 8 MB Cache)
* Controller : ATA/133 PCI (Silicon Image)
* OS Debian Etch (kernel 2.6.15), aggiornata il 18 Aprile 2006
* Tutti i servizi opzionali stoppati (cron,ssh,samba,etc.)
* Filesystems Ext3 (e2fsprogs 1.38)
* ReiserFS (reiserfsprogs 1.3.6.19)
* JFS (jfsutils 1.1.8)
* XFS (xfsprogs 2.7.14)
Descrizione dei Task
Operazioni su file grandi (Immagini ISO, 700MB)
* Copia di un ISO da un secondo disco al disco di test
* Copia della stessa ISO in un’altra locazione del disco di test
* Cancellazione di entrambe le copie dell’ISO
Operazioni su un albero di file (7500 file, 900 directory, per un totale di 1.9GB)
* Copia dell’albero di file da un secondo disco al disco di test
* Copia dello stesso albero di file in un’altra locazione del disco di test
* Cancellazione dei entrambe le copie
Operazioni all’interno dell’albero di file
* Elenco ricorsivo di tutti i contenuti dell’albero di file e salvataggio dell’elenco sul disco di test
* Trovare file che corrispondono a una specifica combinazione di caratteri jolly
Operazioni su File system
* Creazione di un file system (mkfs) (tutti i FS sono stati creati con le opzioni di default)
* Montaggio del filesystem
* Smontaggio del filesystem
La sequenza di 11 task (dalla creazione del FS allo smontaggio dello stesso) è stata eseguita da uno script Bash che è stato completato tre volte (la media è riportata). Ogni sequenza è durata circa 7 minuti. Il tempo per completare un task (in secondi), la percentuale di CPU dedicata al task e il numero massimo e minimo di pagefault avvenuti durante l’esecuzione del task sono stati calcolati dall’utility GNU time (versione 1.7).
Risultati
Capacità delle partizioni
La capacità delle partizioni iniziale (dopo la creazione del file system) e residua (dopo l’eliminazione di ogni file) è stata calcolata come il rapporto tra il numero di blocchi disponibili e quello di blocchi totali di una partizione. Ext3 è risultato avere la peggiore capacità iniziale (92.77%), mentre gli altri file system preservavano quasi la totalità della loro capacità (ReiserFS = 98.33%, JFS = 99.82%, XFS = 99.95%). E’ interessante notare che la capacità residua di Ext3 e ReiserFS resta la stessa di quella iniziale, mentre JFS e XFS perdono circa lo 0.02%; ciò ci fa capire come questi FS possano crescere dinamicamente ma abbiano qualche (piccolissima) difficoltà a tornare esattamente alle condizioni iniziali dopo la cancellazione totale dei file.
Conclusione: per usare della capacità della tua partizione, scegliete ReiserFS, JFS o XFS.
Creazione del file system, montaggio e smontaggio
La creazione del FS sulla partizione di test da 20GB ha impiegato un esagerato 14.7 secondi per Ext3, in confronto ai 2 secondi (o meno) per gli altri FS (ReiserFS = 2.2, JFS = 1.3, XFS = 0.7).
Mentre per l’operazione di montaggio, ReiserFS impiega da 5 a 15 volte di più (2.3 secondi) rispetto agli altri (Ext3 = 0.2, JFS = 0.2, XFS = 0.5); è ancora ReiserFS a perdere durante lo smontaggio, con un tempo (2.3 secondi) che è due volte quello degli altri FS. Tutti i FS usano una quantità di CPU più o meno uguale per creare il FS (tra il 59% di ReiserFS e il 74% di JFS) e per montarlo (tra il 6% e il 9% di CPU). Per lo smontaggio, Ext3 e XFS impiegano 2 volte il tempo di CPU (37% e 45%) rispetto a ReiserFS e JFS (14% e 27%).
Conclusioni: per un veloce iter di crea/monta/smonta, scegliete JFS o XFS.
Operazioni su grandi file (immagine ISO, 700MB)
La copia iniziale di un file grande impiega di più su Ext3 (38.2 secondi) e ReiserFS (41.8 sec) confrontato con JFS e XFS (35.1 e 34.8 secondi). Ricopiare il file sullo stesso disco avvantaggia XFS (33.1 sec), confrontato con gli altri FS (Ext3 = 37.3, JFS = 39.4, ReiserFS = 43.9). La cancellazione della ISO è 100 volte più veloce su JFS e XFS (0.02 secondi per entrambi); ReiserFS impiega 1.5 secondi mentre Ext3 addirittura 2.5 secondi. Tutti i FS impiegano un tempo di CPU assimilabile per quanto riguarda l’operazione di copia (tra il 46 e il 51 per cento di CPU) e la ri-copia (tra il 38% e il 50%) della ISO. ReiserFS perde nettamente sulla cancellazione, dove impiega il 49% del tempo di CPU per cancellare la ISO, rispetto agli altri FS che impiegano circa il 10% della CPU. E’ chiaro che JFS tende ad usare meno CPU degli altri FS (circa il 5-10% in meno). Il numero minimo di page fault è abbastanza simile tra i FS (da 600 di XFS a 661 di ReiserFS).
Conclusioni: per operazioni veloci su grand file, scegliete JFS o XFS. Se vi interessa particolarmente minimizzare l’uso di CPU, allora optate per JFS.
Operazioni su un albero di file (7500 file, 900 directory, 1.9Gb)
La copia iniziale dell’albero è stata più veloce per Ext3 (158.3 sec) e XFS (166.1), in confronto a ReiserFS e JFS (172.1 and 180.1). Risultati simili sono stati osservati durante la ri-copia sullo stesso disco, che ha avvantaggiato Ext3 (120 sec) rispetto agli altri FS (135.2 per XFS, 136.9 per ReiserFS, 151 per JFS). La cancellazione dell’albero è 2 volte più lenta su Ext3 (22 sec), rispetto a ReiserFS (8.2), XFS (10.5) e JFS (12.5). Tutti i FS usano più o meno lo stesso tempo di CPU per l’operazione di copia (27-36%) e la ri-copia (tra il 29% di JFS e il 45% di ReiserFS) dell’albero di file. Sorprendentemente, ReiserFS e XFS usano molta più CPU per rimuovere l’albero di file (86% e 65%) rispetto agli altri FS (15% circa sia per Ext3 che JFS). Ancora una volta JFS mostra la sua tendenza a usare meno CPU di tutti gli altri FS. Il numero minimo di page fault è significativamente più alto per ReiserFS (5843) rispetto alla media degli altri FS (tra 1400 e 1490). Questa differenza sembra essere dovuta al più alto numero di page fault (da 5 a 20 volte in più) di ReiserFS durante le operazioni di ri-copia e cancellazione.
Conclusioni: per avere velocità nelle operazioni su alberi di file, scegliete Ext3 or XFS. Benchmark di altri autori consigliavano di usare ReiserFS per operazioni su file piccoli. Tuttavia, i risultati di questo test effettuato su un albero di file di varie dimensioni (10KB – 5MB) indicano Ext3 o XFS come più appropiati per operazioni “reali”. Nonostante JFS minimizzi l’uso di CPU, in questo caso lo fa offrendo una maggiore latenza sulle operazioni.
Elenco delle directory e ricerca file nell’albero di file precedente
L’elenco ricorsivo completo è stato prodotto più velocemente da ReiserFS (1.4 sec) e XFS (1.8); per Ext3 abbiamo un 2.5 sec mentre JFS sale a 3.1 sec. Risultati simili sono stati ottenuti durante la ricerca di file, dove ReiserFS (0.8 sec) e XFS (2.8) hanno mantenuto risultati migliori rispetto a Ext3 (4.6 sec) e JFS (5 sec). Ext3 e JFS hanno impiegato un tempo di CPU simile nell’elenco dei file (35%) e nella ricerca (6%). XFS impiega più tempo di CPU per l’elenco (70%) mentre ottiene un buon tempo di CPU nella ricerca (10%). ReiserFS si mosra come il più avido di CPU con un 71% per l’elenco e 36% per la ricerca. Ancora una volta, il numero minimo di page fault è 3 volte maggiore per ReiserFS (1991) rispetto agli altri (704-712).
Conclusioni: i risultati mostrano che, per questi compiti, i filesystem in esame possono essere raggruppati come “Veloci ma avidi di CPU” (ReiserFS e XFS) e “Lenti ma meno avidi di CPU” (Ext3 e JFS). XFS sembra un buon compromesso, con risultati relativamente veloci, uso della CPU moderato, e un accettabile frequenza di page fault.
Conclusioni generali
I risultati sono sulla stessa lunghezza d’onda delle osservazioni di Piszcz (2006) circa la ridottà capacità disco di Ext3, il lungo tempo di montaggio di ReiserFS e il lungo tempo di creazione di Ext3. In più, come in questo test, entrambi i benchmark citati all’inizio hanno osservato che JFS è il filesystem che usa meno CPU. Mentre questo benchmark sembra essere il primo a mettere in evidenza l’enorme quantità di page fault causati da ReiserFS durante le usuali operazioni su file.
Basandosi sui test fatti per questo benchmark, XFS sembra essere il filesystem adatto per un file server casalingo (quindi anche un desktop, ndNemo) o per una piccola azienda:
* XFS usa la capacità massima dell’hard disk
* XFS è il più veloce nella creazione/montaggio/smontaggio
* XFS è il più veloce nelle operazioni su file grandi (>500MB)
* XFS ottiene un ottimo secondo posto nelle operazioni su alberi di file con grandezze che oscillano tra il “piccolo” e il “moderato”
* XFS ha un buon rapporto tra utilizzo di CPU e tempo impiegato per le operazioni di elenco ricorsivo di directory e ricerca file
* XFS non è il FS meno avido di CPU, ma il suo utilizzo delle risorse resta accettabile per hardware di vecchia generazione.
Nonotante Piszcz (2006) non raccomandi esplicitamente XFS, egli conclude con “Personalmente, scelgo ancora XFS per le prestazioni e la scalabilità ”. Posso solo supportare questa conclusione (e anche io, ndNemo).
Riferimenti
Benoit, M. (2003). Linux File System Benchmarks.
Piszcz, J. (2006). Benchmarking Filesystems Part II. Linux Gazette, 122 (January 2006).
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Romano Prodi ha finalmente incassato quello che aveva già ottenuto da tutti i principali governi del mondo: il presidente americano si congratula per la vittoria alle elezioni del 9 e 10 aprile. Anche in assenza di un’ammissione di sconfitta da parte di Berlusconi gli USA sono pronti a lavorare con il nuovo governo di centrosinistra. La telefonata di George W. Bush è arrivata direttamente dall’Air Force One.
Ormai tutti (come è giusto che sia) riconoscono la vittoria dell’Unione. Soltanto Silvio l’irriducibile ripete: mai telefonerò a Prodi, non governeranno. Berlusconi si riposiziona: «Oggi questi signori hanno avuto la vittoria nelle Camere, ma non il consenso degli italiani». Continuare a negare la vittoria dell’Unione è impossibile, ma basta negarne la legittimità . Ancora una volta, di fronte ai militanti di Forza Italia radunati per un comizio a Trieste, l’ormai quasi ex presidente del consiglio, ripete la sua litania guerresca: «Non ho fatto e non farò nessuna telefonata al signor Prodi». Congratulazioni mai: «Non gli farò nemmeno gli auguri di buon lavoro, perché sarebbe contro gli interessi dell’Italia».
Non c’è dubbio che quest’uomo stia facendo di tutto per rovinare ancora di più l’immagine, la credibilità e la forza economica dell’Italia, anche ora che dovrebbe stare a casa sua, magari nel suo mausoleo di Arcore. E purtroppo sento in sottofondo la voce di molti italiani urlare: «lunga vita al Devastatore».
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Dal 1 gennaio 2005, la Turchia ha una nuova moneta, la Nuova Lira Turca, Yeni Turk Lirasi, che sostituisce la vecchia Lira Turca, svalutatissima.
Quando si guarda la nuova moneta da 1 lira, ci si accorge (dalla figura sopra) che somiglia stranamente ai 2 euro. Se si paragonano queste due monete si constata che hanno esattamente la stessa forma, un anello di nickel che cinge la parte centrale in rame, e quasi la stessa dimensione.
Parimenti, un lato riporta, come molti euro, una testa (si tratta qui di Ataturk), come gli euro ci mostrano il re della Spagna, il re del Belgio, Dante, etc. La sola differenza è che al posto del numero 2 c’è un 1.
Ed ancora si può notare che questo 1 è graficamente molto vicino all’uno della moneta europea da 1 euro.
La lira turca vale attualmente 0,6114 Euro, mentre ha esordito, nel 1 Gennaio 2005, con un valore di 0,55612.
La somiglianza permette di utilizzare la moneta, in tutta la zona euro, traendone chiari benefici dovuti alla “confusione”.
Quindi, siate prudenti, e verificate che quando vi viene data di resto una moneta da 2 euro, non si tratti di una lira turca, perché hanno iniziato a circolare.
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Già , poteva, “soltanto” 4 miliardi di anni fa. Questo almeno è quello che è possibile affermare in base ai dati raccolti da uno degli strumenti a bordo della sonda dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) Mars Express, pubblicati ieri settimana su Science.
Un Marte solcato da fiumi e mari, con un clima temperato e favorevole alla vita: il pianeta rosso aveva probabilmente questo aspetto circa 4 miliardi di anni fa. Poi, a partire da 3,5 miliardi di anni fa, una serie di cambiamenti climatici globali lo ha trasformato in un pianeta freddo e aridissimo, decisamente inospitale per qualsiasi organismo vivente.
E’ stato possibile suddividere i circa 4,6 miliardi di anni della storia di Marte in tre periodi, scanditi dalla presenza di acqua.
Continua su Ansa.it.
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Manu ci ricorda che a partire dal 28 aprile fino al 4 giugno si terrà la 12-ma edizione del “Maggio dei Monumenti”. Invito chiunque può a venire nella mia città a godere delle cose belle che ancora ci sono ed è possibile apprezzare, dimenticando per qualche giorno tutto quello che non ci va giù. Napoli, nonostante i suoi difetti, resta ancora una città che dà spettacolo quando si parla di arte, di storia e di bellezze naturali. Se potete, non lasciatevi scappare l’occasione.
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Quella nel titolo è una frase che potete trovare su un articolo del giornale spagnolo El Periódico. Ha ragione senza alcun ombra di dubbio.
Il giornale ci ricorda, inoltre, come i fallimenti e le cadute hanno i propri riti e forme: “accade che nel momento del fallimento si può conservare l’eleganza e Berlusconi poteva farlo perchè le cifre elettorali lo permettevano. Ma non lo ha fatto”.
Chi si degna di informarsi come si deve, senza star lì a bersi tutto quello che passa in TV, sa benissimo perché Berlusconi non vuole schiodarsi da dove è stato negli ultimi cinque anni. Chi mi segue, sa che l’ho scritto più e più volte nelle pagine di questo Blog. Lo so io, lo sa qualche altro italiano, lo sanno all’estero, ma tutti gli altri che continuano a votarlo? Niente. L’italiano medio è avvezzo a bersi le balle populistiche del primo idiota che inizia a strimpellare. Non vuole capire, perché “la verità fa male”, come dice una vecchia canzone. Meglio ignorare e fingere che tutto vada bene. Fingere. Gli Italiani vivono in una fiction continua, uguale uguale a quelle che si sorbiscono dalla TV. Che paese triste e senza futuro che siamo.
Per una traduzione di alcuni pezzi dell’articolo spagnolo, vi rimando su Secretum.
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Gli autori di questa petizione hanno giustamente fatto notare come i “costi di ricarica” imposti dagli operatori di telefonia cellulare siano una delle tante “anomali all’italiana”. Infatti, per effettuare una ricarica non vi è alcun costo effettivo. I soldi che i gestori pretendono sono semplicemente un’addizionale ingiustificata, un po’ come quando la malavita organizzata chiede il pizzo ai commercianti. Ma in Italia la similitudine tra commercianti e Mafia è abbastanza facile da fare e lo sappiamo.
Ad ogni modo la petizione, nata da un’iniziativa spontanea slegata da associazioni e movimenti di consumatori, è indirizzata al Dipartimento Concorrenza, Mercato e Consumatori della Commissione Europea e all’Antitrust italiana. Magari non cambierà nulla, ma firmare non costa niente. Fatelo.
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Riporto dal blog di Beppe Grillo, questa lettera di un giudice di Bologna, Norberto Lenzi
Può sembrare ingenuo e perdente fare del moralismo quando ci si confronta nel campo della politica, che è il regno del pragmatismo. Ma voglio lanciare ugualmente una sfida ai pragmatici chiedendo di verificare che cosa hanno ottenuto rispetto a quello che si sarebbe potuto ottenere con il semplice, rigoroso rispetto delle regole, che è soltanto uno dei tanti aspetti dell’etica.
Un Presidente del Consiglio amante dei paradossi ha chiesto una verifica della legalità delle elezioni. Una cosa che tutti hanno diritto di fare, tranne lui.
Perché sappiamo tutti che Berlusconi non può essere eletto. Lo dice una legge dello Stato (n. 361 del 1957) che prevede la ineleggibilità in Parlamento dei titolari di concessioni pubbliche di rilevante interesse economico. Sappiamo anche che quasi nessuno ha mosso un dito per impedirlo, anzi non se ne parla proprio più.
Eppure fino a qualche tempo fa l’argomento ogni tanto veniva ancora trattato: D’Alema, il 15.9.2000 alla Festa dell’Unità di Bologna aveva dichiarato che “Berlusconi, concessionario dello Stato, era ed è ineleggibile per incompatibilità ; la decisione della Giunta per le elezioni è stata una finzione�.
Governava ancora il centrosinistra e il cuore dei legalitari si era aperto alla speranza. Ma quando, qualche mese più tardi, gli è stato chiesto perché non si era risolta la questione, ha incredibilmente risposto “abbiamo rispettato il voto di tanti milioni di italiani�.
Ho detto una volta che quando la Giunta per le elezioni ha interpretato quella legge sostenendo che concessionario delle TV era Confalonieri e non Berlusconi, in un attimo la Patria del diritto si è trasformata nell’Ospizio della idiozia. Quando D’Alema dice che Berlusconi è legittimato dal voto degli italiani deve essere reso consapevole che sta assicurando il profitto della vincita ad un baro.
Se un centometrista- come dice Moretti- parte 20 metri avanti agli altri viene squalificato anche se vince e lo stesso avviene se un atleta viene trovato positivo all’antidoping.
Soltanto nel nostro Paese è stato consentito al titolare del conflitto di interessi di dire di avere fatto lui una legge per risolverlo. Perfino in Thailandia, dove aveva vinto il clone di Berlusconi, la gente è andata in piazza e lo ha costretto a dimettersi.
Ci sono leggi in tutto il mondo che stabiliscono un limite al possesso delle televisioni, ma (dice Giuliano Ferrara) non sempre esistono leggi che stabiliscono che chi possiede una TV non può assumere cariche politiche. Non ci sono perché non servono, perché bastano il buon senso e le regole della democrazia.
E noi dobbiamo ascoltare costui, che possiede tre Tv e fa abusivamente politica da 12 anni usandole come un randello sugli oppositori, quando evoca lo spettro di leggi punitive e di inammissibili vendette? E dobbiamo davvero discutere tra noi se potrebbe essere sufficiente togliergliene una, magari sentendoci anche un po’ in colpa?
Ma con quale spudoratezza si può parlare di punizione quando viene semplicemente e finalmente ripristinata la legalità ? Su quello che è successo finora avrei una domanda per i pragmatici: vi siete trovati bene in questi anni in Italia? Cosa avete pensato quando i giornalisti liberi sono stati scacciati dalla TV e Mentana ha detto che si sarebbe incatenato se mandavano via Santoro? Avete sentito rumore di catene mentre intervistava il suo datore di lavoro in campagna elettorale?
E quando quel liberale di Berlusconi si arricchiva con le sue rendite monopolistiche sulla pubblicità , mentre il resto del Paese si impoveriva, non vi siete ricordati di quando un altro liberale (Adam Smith) bollava come infamia i privilegi concessi dalla monarchia inglese alla Compagnia delle Indie per condurre affari anche illeciti restando impunita?
Vi è piaciuto il crescendo di insulti ai giudici, in mezzo al crepitare delle leggi ad personam, culminato negli ultimi epiteti di “indegni� ed “infami�?
Se, come spero, non vi è piaciuto, se ritenete che in fin dei conti quella piccola parte dell’etica che è la legalità può in qualche modo rimediare a questo scempio, lasciate perdere le offerte di collaborazione, mozzate le mani tese che vi avrebbero strangolato se avessero vinto.
Cercate di essere sempre più credibili e magari smettete anche voi di candidare nelle liste elettorali persone con condanne definitive: non è accettabile che chi non potrebbe accedere ad un posto di bidello possa rappresentarci in Parlamento.
E da quando la miglior difesa è la difesa?
La scaletta che propongo sul conflitto di interessi è:
1) Berlusconi non può essere eletto in Parlamento in base alla legge vigente.
Se qualcuno sostenesse (ma vorrei sapere con quali argomenti) che questo è esagerato o, diciamo, non pragmatico, sono disposto a passare al punto
2) La nuova, vera, legge sul conflitto di interessi deve stabilire che nessuno può avere più di una Tv, e al punto
3) Chi ha anche una sola quota in una concessione Tv non può essere eletto in Parlamento.
Tenete conto che i punti 2) e 3) facevano parte del programma dell’Ulivo nel 1996. Coerenza vuole che oggi si rimedi alle incoerenze altrui.
P.S. Ho letto questo intervento in una assemblea davanti ad alcuni parlamentari del centrosinistra. Mi sembrava di essere quel topo che propose di attaccare un campanello alla coda del gatto: molti consensi e pochi proseliti. Perché – mi si è detto – il tema della serata era la costituzione del partito democratico…
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Anche quest’anno Google indice il Summer Of Code. Tale manifestazione, ricordiamo, si è tenuta anche nel 2005. Il Summer of Code è un programma che offre a studenti di sviluppare nuove applicazioni Open Source o di contribuire allo sviluppo di progetti Open Source preesistenti. Google si preoccuperà di lavorare fianco a fianco con svariati enti/gruppi/aziende legate al mondo del software Open Source per “scovare” alcune centinaia di progetti. Questa fase occuperà tre mesi, come la scorsa edizione, durante la quale furono coinvolti più di 400 studenti e 40 organizzazioni-mentori da 49 paesi.
Le organizzazioni-mentori che, al momento in cui scrivo, hanno aderito a questa nuova edizione, sono quasi 60, tra le quali troviamo OSDL, Apache Foundation, GNOME, OpenOffice.org, PostgreSQL, Mono Project, Wine Project, la stessa Google, etc. etc.
Non tutte hanno già presentato dei proposal, ma il lavoro da fare è ancora tanto prima di dare inizio alle danze.
Per gli interessati a partecipare, si consiglia di consultare le apposite FAQ. Mentre se c’è qualche ente/organizzazione/gruppo/azienda interessata a fare da mentore, immagino che la miglior cosa da fare sia iniziare a leggere le FAQ loro dedicate.
Buon Summer of Code a tutti, io inizio a pensare cosa posso proporre
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I titoli del “The Indipendent” recitano: “Fine della linea per il Padrino (e il più grande boss della Mafia italiana viene arrestato in Sicilia)”
Curioso, vero, l’accostamento tra la notizia della fine del governo Berlusconi e quella dell’arresto di Provenzano? Specialmente il modo di accostarle, usando appellativi come Padrino per indiricare Berlusconi.
Curioso? No, forse no. Soltanto lecito e naturale. Chiunque nel mondo accosta Berlusconi alla Mafia. Solo qui in Italia il popolo è cieco e fiero di esserlo.
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Buona Pasqua!
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da Beppe Grillo:
Forse mi sono montato la testa, voglio scrivere a Bush.
“ Lettera aperta a George Bush.
Io sono solo un comico e lei è un grande presidente, a capo di una grande e potente nazione. Inoltre, lei è anche un grande amico del nostro ex presidente del consiglio con cui ha molti punti in comune, la visione atlantica al posto di quella pacifica, grandi ricchezze, l’esportazione della democrazia con o senza le armi, la personalizzazione della politica.
Mi permetto comunque, molto umilmente, di chiederle conto del suo comportamento nei confronti dell’Italia e degli italiani.
Prodi ha vinto le elezioni, si sono felicitati con lui capi di stato di molte nazioni e il presidente della comunità europea.
Manca, quasi, solo lei.
E, in questa situazione, il nostro ex presidente del consiglio non riconosce il risultato elettorale anche grazie al suo supporto.
Lei si ostina a non riconoscere in Prodi il legittimo vincitore, eletto in libere elezioni.
Elezioni gestite da un ministro degli interni del governo in carica.
Elezioni in cui si è votato con una legge elettorale liberticida fatta approvare dal suo amico e, in questo caso, la sua voce di difensore della democrazia non l’abbiamo sentita.
Lei non si sta dimostrando amico del nostro Paese e probabilmente non sta neppure facendo gli interessi del suo.
Se lei non riconosce Prodi perchè gli italiani dovrebbero riconoscere lei? Io credo e spero che la sua sia solo una temporanea distrazione istituzionale, in caso contrario gli italiani dovrebbero porsi qualche domanda.
Perchè consentire la permanenza di basi militari americane nel nostro Paese?
Perchè tollerare la presenza di armi atomiche americane a Ghedi Torre, Brescia e ad Aviano, Pordenone.
Perchè permettere agli agenti della Cia di muoversi nel nostro Paese come se fossero in visita nel suo grande ranch nel Texas?
Perchè finanziare un Paese che in questo momento gli è ostile comprando prodotti americani, mangiando in catene americane, sostenendo le imprese americane in Italia?
Sono sicuro che gli italiani sapranno trovare le risposte”.