Archives for maggio, 2006

29
mag

Quando Umberto non era venduto

Quando la Lega non era con le pezze al culo e non aveva ancora bisogno dei soldi di Forza Italia per pagare i debiti del partito (e non), Umberto Bossi, per quanto restasse un viscido razzista, almeno non si dimostrava cieco rispetto all’inettudine e allo schifo rappresentati da Silvio Berlusconi:

29
mag

Berlusco’…

berlusconi_manifesto_lega.jpg

…visto che ti piace tanto il napoletano:

‘e ‘zzecatte sule figure ‘e mmerda, vire ‘e te ne turna’ a do si’ vvenuto. Ccà a Napule già stamme belli cumbinati cu ‘a camorra, ‘e nu mafiuso cumme a te nun tenimme che ce ne fà.

Hai fatto solo figure di merda, tornatene da dove sei venuto. Qua a Napoli già stiamo messi bene con la camorra, di un mafioso come te non sappiamo cosa farcene.

PS: nella foto un vecchio manifesto della Lega di quando non si era ancora venduta a Forza Italia.

28
mag

E anche le Provinciali…

…me le sono tolte dai coglioni! ;)

Hasta la vista.

28
mag

Gli Alieni siamo noi

Quanti di voi hanno visto e vedono ancora film, telefilm e compagnia bella che parlano di Alieni e delle loro armi “fantascientifiche” ed “evolute”? Moltissimi sicuramente, se non addirittura tutti.
Beh, appassionati del genere, non temete, tutto è diventato realtà a quanto pare. E senza bisogno di Alieni. Gli Alieni siamo noi. Vi rimando a un post del mio amico Detro che riporta un filmato-documentario che parla di nuove armi sperimentali a energia diretta e a microonde, con molta probabilità utilizzate anche recentemente in IRAQ.
Buona visione.

28
mag

Il clima di violenza ha radici in FI

Berlusconi accusa la sinistra di essere i fomentatori del clima di odio, solo perché qualcuno che non ne può più di vedere la sua faccia da criminale sorridente in giro per le strade della propria nazione gli voleva dare addosso. Chissà magari era qualcuno che grazie alla ex Cirielli ha visto lo stupratore della figlia uscire impunito. O forse qualcuno che temeva potessi accadere anche a lui. Mentre loro sono santi. Già, voi come definireste squadriglie in giro per la strada la sera che picchiano coloro che affiggono manifesti di partiti di Sinistra? Berlusconi forse li chiamerebbe moderati portatori di democrazia. No, signori miei, non scherzo. E’ accaduto a Secondigliano: un attacchino è stato picchiato mentre affiggeva manifesti di sinistra. Qui a Villaricca, il modestissimo e misero paese dove abito, due persone sono state minacciate di violenza mentre cercavano di attaccare manifesti di sinistra.
Forza Italia.

24
mag

Una storia dalle strade di Napoli

Vi rimando a un post sul Blog di Manu. Riporta una storia dalle strade di Napoli. Una storia non unica. Cose che capitano spesso nella città. Cose che capitano ma che non dovrebbero capitare. Cose che capitano ma che la gente fa finta che non esistono. Altri non fanno finta, ma non possono cambiare le cose. Altri non sanno per davvero, e forse questa è la cosa più “sconvolgente”. Ma tanto adesso ci salvano Franco e Silvio.

23
mag

Il Nano-Virus

No, non fate quella faccia, non parlo di medicina e di nuove scoperte, né di virus informatici. Parlo per l’ennesima volta di quel guastatore italiano che è Berlusconi, che ormai ha assunto proprio il modus operandi di un Virus. Come riportato da Manu, negli ultimi tempi abbiamo a che fare con un Berlusconi che zitto zitto, quatto quatto, vuole fare il “botto” nelle maggiori citta italiane. In primis lo troviamo impegnato come capolista di Forza Italia sia a Napoli che nella sua amata Milano. Dio ci salvi dal nano-virus.

23
mag

L’UE chiede di indagare sui costi di ricarica

Negli ultimi tempi c’è stato molto movimento intorno al problema dei costi di ricarica che gli operatori di telefonia mobile impongono soltanto in Italia. Tempo fa vi ho anche segnalato una petizione, che attualmente ha quasi raggiunto i 300.000 firmatari. Adesso arriva il verdetto della UE: da Bruxelles si spinge sull’authority italiana affinché questa indaghi su questo problema. E’ bene ricordare il fatto che l’interessamento della Commissione, con conseguente richiesta di chiarimento alle due Authority italiane, non significhi automaticamente l’esito favorevole della petizione, ma senz’altro ne amplifica la voce, rendendola visibile ad una collettività molto più estesa.

22
mag

Niente Ponte sullo Stretto

E’ un po’ che non riesco a scrivere nulla sul Blog. Nel frattempo il nuovo governo è divenuto ufficiale, ne è stata votata la fiducia a camera e senato, Berlusconi e i suoi sudditi hanno fatto l’ennesima figuraccia e dimostrato l’ennesima incoerenza con se stessi (criticando persone che stimavano pubblicamente fino a due giorni prima, come Ciampi), i ministeri sono stati assegnati, etc.
Ora leggo dello “scandalo” scoppiato per la volontà di non continuare (?!) il Ponte sullo Stretto di Messina.
Innanzitutto non vedo dove sia lo scandalo, visto che l’Unione è una vita che si oppone a quel progetto e non l’ha mai avuto nel programma. In seconda istanza, vorrei capire la vera urgenza di questo progetto. E la voglio mettere sul piano dell’urgenza e non su quello dell’utilità per essere super partes e prescindere dal suo impatto ambientale, dimenticare che gli Igegneri Giapponesi leader nel campo hanno detto che un ponte a singola arcata di quelle dimensione cadrebbe il giorno dopo l’inaugurazione, dimenticare che si spenderebbero vagonate di milioni di euro per un guadagno effettivo sul tragitto di circa 20 minuti. Ecco, cataloghiamo questo progetto invece di inutile, come una “figata”. Lo posso ancora ammettere e, in fondo, dimenticate le cose citate prima, sarebbe proprio una “figata”. Ma resta tale, una cosa da fare quando l’Italia non avrà più problemi da risolvere e non saprà più come diavolo spendere i soldi che si ritrova. Visto che una cosa del genere la vedo alquanto utopistica (dato il grado di devastazione del nostro paese), insistere con lo buttare i soldi nel progetto del Ponte è proprio una mancanza di rispetto verso l’Italia, che vede i problemi più gravi e seri messi in secondo piano per un capriccio populistico; capriccio, tra l’altro, di una cerchia di persone che non corrisponde con i più diretti interessati delle popolazioni di Sicilia e Calabria. Soprattutto i primi hanno ben altri problemi per interessarsi a un’opera attualmente inutile; anzi, non urgente.

15
mag

0100101110101101.org: gli artisti del Media

Un paio di settimane fa, leggendo come mia abitudine l’Unità On Line, mi imbatto in un banner pubblicitario di un film: “United We Stand – Europe has a mission“. Leggendo la trama sembra davvero intrigante:

Siamo nel 2020; l´Europa si imbarca nella missione di salvare il mondo da una guerra catastrofica intrapresa dagli Stati Uniti contro la Cina con la scusa di fermare la proliferazione di armi nucleari nella Corea del Nord.

Finalmente, mi dico, un film del genere che non vede gli USA come i supereroi della situazione.
Mi illudevo.
No, non perché avevo capito male la trama del film o perché questa sia depistante. No. Mi illudevo per un motivo più semplice e al tempo stesso più strabiliante: questo film non esiste. Si, avete capito bene e so che vi sfugge la logica.
Vado a spiegarvi.
Questo finto film è l’ennesima opera di Franco ed Eva Mattes, internazionalmente conosciuti come 0100101110101101.org, una coppia di “artisti del media” che usano metodi di comunicazione non convenzionali per ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. Duplicare siti, riciclare opere, creare personaggi e fenomeni che non esistono attraverso i canali di comunicazione, tutto questo può diventare una performance artistica e, se la performance avviene su Internet, allora si può dire che ci stiamo riferendo a quelle tendenze artistiche da qualche decennio identificate con il termine di Net Art, un arte che affonda le sue radici in Europa. Franco ed Eva sono al centro dell´attenzione della stampa internazionale dal 1998 quando per il loro progetto Vaticano.org duplicano il sito del Vaticano e lo contaminano con contenuti blasfemi. Da allora atti di «appropriazione» e di «re-distribuzione» si sono susseguiti negli anni nella volontà di costruire un monumento ideologico ai principi di libera circolazione che regolano la Rete. Nel 2003 gli 0100101110101101.org stupiscono il mondo con Nike Ground, una finta campagna marketing che annuncia l’intenzione della Nike di comprare le strade e le piazze delle più grandi capitali europee per poterle rinominare e per potervi inserire il loro logo. Chiamati in tribunale dalla Nike per appropriazione illecita del loro logo, i due vincono la causa nel nome di una performance artistica e creano così un clamoroso precedente legale. Ora gli 0100101110101101.org realizzano un banner per l’Unità OnLine come parte del loro ultimo lavoro, United We Stand appunto, una finta campagna marketing del (falso) omonimo film iniziata nel dicembre del 2005. Da allora, hanno realizzato il sito ufficiale, hanno cosparso città come Berlino, New York, Bruxelles e Barcellona di locandine promozionali, dopo aver presentato il lavoro addirittura alla Postmasters Gallery di New York.
La finzione della campagna svela il potere spiazzante della comunicazione e la trama del film rafforza l’operazione con la sua allusione ironica agli stereotipi nazionalistici americani ed europei, anche questi plasmati dai canali ufficiali di comunicazione. Non c’è nessuna presa di posizione a favore di una delle due nazioni. La frase del titolo United We Stand evoca ironicamente la campagna americana del Luglio 1942 per infondere ideali di patriottismo ai combattenti: tutti i giornali nazionali riportavano nella copertina la bandiera americana. La parodia pungente coinvolge anche l´Europa: la nobile missione di salvare il mondo, a cui il sottotitolo del film, Europe has a mission, fa riferimento, non sembra destinata a buon fine, come ci lascia intuire la trama.
In definitiva, strabiliante il lavoro di Franco ed Eva, nonché la loro tenacia, la loro fede e i messaggi trasmessi dalle loro opere.

Fonti

14
mag

Mercato dei voti a Napoli

L’ombra della Camorra si allunga sul voto napoletano. C’è un prezzario per acquistare voti in vista delle prossime amministrative. Lo afferma Rosa Russo Iervolino, che “denuncia” l’ennesimo mercato dei voti a Napoli. Risulta che ad alcuni siano stati offerti 30 euro e ad altri 70 per ogni voto; risulta anche che siano stati offerti 1500 euro previa dimostrazione di 150 voti. Il mercato dei voti non è cosa nuova a Napoli. Se ne è parlato alle scorse politiche e ancora prima alle regionali dello scorso anno. Chi “aderisce” a queste proposte prova il suo voto grazie ai telefonini, ormai tutti dotati di fotocamera. Il votante scatta la foto alla scheda con la quale ha votato e in cambio della foto gli viene dato il compenso promesso. Cose che sono accadute anche con le elezioni dei sindaci in comuni della provincia di Napoli, come Afragola. Il mercato dei voti è purtroppo una triste realtà (e non credo solo a Napoli), ma purtroppo le “prove” per una denuncia formale alla questura non ci sono e l’unica cosa che resta da fare è sperare che resti una mossa vana.

13
mag

Le amministrative a Napoli

napoli-map.png

Come tutti ben sanno, tra non molto ci saranno le elezioni amminstrative in (quasi?) tutti i comuni di Italia. Un “metro” importante per misurare meglio la vera “tendenza” delle persone attraverso un sistema elettorale diverso da quello che ha caratterizzato le elezioni politiche di quest’anno, nonché uno strumento importante per migliorare l’amministrazione della propria città.
A Napoli (per le cui amminstrative io purtroppo non voterò, essendo residente in provincia) siamo in una situazione molto critica. Innanzitutto abbiamo ben otto candidati alla poltrona di sindaco:

Il malcontento nel napoletano c’è, e si vede. Napoli è una città da sempre amata e odiata al contempo dai suoi cittadini. A mio avviso, i problemi più urgenti della città sono attualmente tre: la Camorra, l’emergenza riufiuti e le strade. Questo “formalmente” parlando; in pratica tutti i problemi si possono ricondurre ad uno solo: la Camorra. A Napoli, infatti, sia la “gestione” dei riufiuti che quella delle strade è decisamente nelle mani della malavita organizzata. Questo “particolare” rende ben difficile risolvere questi problemi, per qualunque “sindaco” e qualunque “giunta regionale”. Certo qualcosa sarebbe sicuramente fattibile, ma ci si può rendere ben conto dei rischi e delle difficoltà. Poi ci sarebbe il traffico stradale, questione davvero complessa. Il traffico a Napoli è dovuto, secondo il mio modesto parere, a vari fattori, quali:

Questo problema è davvero complesso intrinsecamente e seppur migliorabile non è certamente possibile farlo svanire con la bacchetta magica come Malvano millanta sui propri manifesti elettorali.
Come se non bastasse, Berlusconi ha deciso anche di candidarsi come capolista sostenendo Malvano. Giustamente avrà pensato che legarsi a stretto giro con la Camorra è una delle poche carte che gli resta da giocare. O forse lo fa solo per ambizione: solo la Mafia era troppo poco per un criminale del suo calibro.

Beh la situazione non è delle più rosee. Speriamo che i Napoletani abbiano giudizio, fiducia e speranza. Molta speranza.

12
mag

La disumanità del computer

Girando per la rete, oggi, mi imbatto in una citazione di Isaac Asimov (prontamente verificata su Wikiquote):

La disumanità del computer sta nel fatto che, una volta programmato e messo in funzione, si comporta in maniera perfettamente onesta.

Questo pensiero mette in evidenza il rapporto che il padre delle leggi della robotica aveva con le macchine e con la concezione fantascientifica delle stesse. Asimov dà sempre questa idea di considerare le macchine “migliori”, pur mettendo in chiaro che ad ogni modo l’Umanità non debba essere mai messa in pericolo dalle macchine. Insomma, da un lato abbiamo l’ammonizione per l’uomo, del quale viene messo critica la disonestà verso i propri simili, dall’altro la volontà di far sì che le macchine non siano mai dominatrici.

11
mag

Previti: 5 giorni per 6 anni

Come era prevedibile, il caro amico di Berlusconi, Cesare Previti, dopo essere stato condannato a sei anni di reclusione, ora può uscire. Soltanto cinque giorni di reclusione per l’avvocato. Grazie alla legge ex Cirielli, altresì conosciuta proprio col nome di “Salva Previti”, per le persone di età superiore a 70 anni è ora possibile scontare la pena in sistemazione domiciliare (casa, luogo di cura o di assistenza), anche in assenza di gravi problemi di salute e oltre il limite dei quattro anni. Insomma, sia per la prescrizione, sia per il “bonus over 70″, la ex Cirielli riesce sempre a salvare Previti. Dimostrazione che, per i suoi interessi, la CdL le cose le sa fare fin troppo bene, come bene ha saputo distruggere il Paese in cui viviamo.

7
mag

L’Unità sceglie Firefox

Secondo il mio modesto avviso, tutto ciò che è tecnologicamente moderno dovrebbe basarsi su standard aperti.
Il famoso quotidiano italiano L’Unità ha recentemente rivisitato il proprio sito e la propria interfaccia utente secondo un’ottica più moderna. Tale scelta nasce dalla volontà della redazione di rendere disponibile facilmente i propri contenuti a quegli utenti che per disabilità o altro non possono usufruire del sito in maniera usuale. Per adempiere a tale scopo è loro intenzione rifarsi agli standard di accessibilità definiti dal consorzio W3C. In virtù di ciò, il sito attuale è espressamente ottimizzato per Firefox 1.5 (come è possibile apprendere da questa pagina). La scelta è quanto di più naturale ci si possa aspettare: scartato Internet Explorer per la sua eclatante inadempienza agli standard, se proprio bisogna avere come riferimento un browser che segua gli standard tanto vale sceglierne uno che sia anche versatile, multipiattaforma e Open Source. Quest’ultima caratteristica fornisce, secondo il mio modesto parere, una garanzia del perpretarsi di una stirpe di browser che supporteranno sempre e comunque gli standard aperti, poiché ci sarà sempre un gruppo di sviluppatori e/o organizzazioni che confideranno negli standard aperti piuttosto che negli interessi commerciali (e che magari sapranno forzare un connubio tra le due cose, come tutt’ora accade con Firefox).
La mossa dell’Unità sarebbe da prendere come esempio da molti altri grandi enti/organizzazioni/aziende. L’Unità on Line, infatti, è la prima applicazione web non dedicata all’informatica e con un numero di utenti elevato che sceglie di legarsi agli standard e a un browser alternativo a quello di casa Redmond. Questo è significativo prima di tutto per la tutela dell’utente più che per il mondo del software Open Source.

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