Archives for luglio, 2006
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Guardate in quest’intervista al Messaggero cosa dice Dario Franceschini (ometto il titolo “onorevole” volutamente, pronunciando “onorevole” come il grande Totò): Di Pietro è un guaio che ha preso il virus della ricerca di visibilità!
Lo piglierei a schiaffi ripetutamente. Ma che dici, Franceschini? Il virus di Italia si chiama illegalità, il portatore è Berlusconi, l’ha mischiato a tutti voi e l’unico a non averlo preso si chiama proprio Antonio Di Pietro. Quindi andate a fare altro nella vita piuttosto che offendere il popolo che rappresentate con queste cavolate da guinness dei primati. Le mie idee mi schierano a sinistra, ma del vostro governo è rimasto solo Di Pietro degno di essere denominato “rappresentate” degli elettori di sinistra e in generale del popolo. Voialtri siete soltanto rappresentanti dei vostri interessi, come prima lo era il governo Berlusconi.
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Cari deputati e cari senatori dell’Unione,
mi rivolgo a voi tutti che tanto vi siete impegnati nel rendere scontenti la gran parte degli elettori di sinistra con la vostra legge sull’indulto “allargata”: vi chiedo, gentilmente, di cancellare le pressioni e gli attacchi verso l’on. Di Pietro, il quale non ha commesso alcun atto “deplorevole” pubblicando i nomi dei favorevoli al provvedimento di cui sopra, poiché tali dati sono già pubblici sul sito della Camera dei Deputati. Prima di accusare pubblicamente il ministro Di Pietro di atti vergognosi, sarebbe onesto ricordare al popolo votante e non votante che il leader dell’Italia dei Valori non ha fatto alcunché di illegale, né di irrispettoso; tutt’altro: ha compiuto un gesto pensando ai cittadini che rappresenta (ricordandosi che non tutti forse conoscono bene come funziona il Governo) e ha rammentato loro che i dati sono a disposizione di tutti a questo indirizzo web:
http://www.camera.it/_dati/leg15/lavori/stenografici/sed033/v002.pdf
Se siete riusciti a essere clementi con corruzione, evasione fiscale (e meno male che Prodi in campagna elettorale sembrava volesse debellare l’evasione fiscale), scambio elettorale politico-mafioso, e tanto tanto altro, potete di certo essere clementi anche con l’on. Di Pietro, che non ha commesso alcun atto illecito.
Grazie,
il vostro elettore Vincenzo Russo.
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Di Pietro sembra essere rimasto l’unico politico italiano degno di questo nome e la cosa fa per certi versi sorridere, considerando il fatto che Di Pietro è stato in un qualche modo costretto a scendere il politica. Ma poco importa. Ciò che conta è che per ora dice una cosa e subito dopo la fa. Come infatti mi ricorda la mia metà, Di Pietro aveva promesso di pubblicare sul suo Blog la lista dei deputati che avrebbero votato a favore del provvedimento sull’indulto “allargato”. Cosa che ha detto e ha fatto. Va ribadito che Di Pietro non ha commesso nessun atto illegale o in qualche modo “sporco”: come egli stesso ci ricorda, infatti, il voto dei deputati è pubblico e reperibile sul sito della Camera dei Deputati. Il ribadire questo particolare è necessario perché ci sono persone come Bertinotti che hanno fatto passare un messaggio errato affermando che il gesto che Di Pietro ha promesso e mantenuto sarebbe stato un gesto deplorevole, ripugnante e via discorrendo. Stando così i fatti, invece, il gesto di Di Pietro si traduce in un gesto fatto per il bene dei cittadini, i quali non tutti sanno che il voto dei deputati è pubblico e sopratutto facilmente reperibile.
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Votate in questo sondaggio per esprimere il vostro parere riguardo l’Indulto “allargato” voluto da questa specie di sinistra. Forse è poco, forse è niente, ma fatelo.
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Leggendo OSSBlog.it trovo un metodo simpatico per “spaventare” i furbacchioni che amano scroccare la Wi-Fi altrui. Visto che la cosa mi è molto simpatica, ho deciso di tradurre la pagina originale.
0. Strumenti usati
Linux, servizio DHCP, iptables, Perl.
1. La rete sottosopra
I miei vicini stanno “rubando” la mia connessione wireless. Potrei crittarla o magari potrei divertirmi.
2. Separare la rete
Iniziamo col separare la rete in due parti, una metà “fidata” e l’atra metà no.
La prima metà ha un netblock e la seconda un netblock differente. Useremo un server DHCP per identificare gli indirizzi MAC ai quali assegnare indirizzi rilevanti.
3. Configurazione servizio DHCP
Le seguenti linee devono essere poste nel file /etc/dhcpd.conf.
ddns-updates off;
ddns-update-style interim;
authoritative;
shared-network local {
subnet *.*.*.* netmask 255.255.255.0 {
range *.*.*.* *.*.*.*;
option routers *.*.*.*;
option subnet-mask 255.255.255.0;
option domain-name "XXXXX";
option domain-name-servers *.*.*.*;
deny unknown-clients;
host trusted1 {
hardware ethernet *:*:*:*:*:*;
fixed-address *.*.*.*;
}
}
subnet 192.168.0.0 netmask 255.255.255.0 {
range 192.168.0.2 192.168.0.10;
option routers 192.168.0.1;
option subnet-mask 255.255.255.0;
option domain-name-servers 192.168.0.1;
allow unknown-clients;
}
}
4. IPTables è divertente
Improvvisamente tutto è “gatti”! Una rete gatto.
/sbin/iptables -A PREROUTING -s 192.168.0.0/255.255.255.0 -p tcp -j DNAT --to-destination 64.111.96.38
La regola sopra redirige tutto il traffico verso il sito www.kittenwar.com.
Per divertirci di più, abbiamo configurato iptables per redirigere tutto il traffico verso un proxy Squid che gira su porta 80:
/sbin/iptables -A PREROUTING -s 192.168.0.0/255.255.255.0 -p tcp -m tcp --dport 80 -j DNAT --to-destination 192.168.0.1
Quella macchina (192.168.0.1) esegue un proxy Squid con un banale redirezionatore di traffico che scarica le immagini, usa mogrify per capovolgerle, e poi le passa al server web installato sulla stessa macchina del proxy.
5. Lo script redirezionatore
Lo script è scritto in Perl e assume che sia installato mogrify e che il server web sia su localhost.
6. Il risultato
Questa immagine è il risultato. Se invece nello script si sostituisce l’opzione -flip di mogrify con l’opzione -blur 4, si ottiene quest’altro risultato.
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Cesare Previti
Viene condannato, con sentenza confermata dalla Corte di Cassazione, a 5 anni di reclusione per la vicenda dei «processi aggiustati». E’ stato ritenuto responsabile di aver fatto avere al capo dei gip romani Squillante un’ingente somma di denaro prelevata da un conto estero di Berlusconi.
Calisto Tanzi
E’ imputato per il crack Parmalat insieme ad altri 63 tra ex vertici, manager, revisori e sindaci della società agroalimentare, crollata nel dicembre 2003 sotto il peso di un debito di 14,4 miliardi di euro. Le accuse vanno dalla bancarotta fraudolenta all’associazione a delinquere. Potrebbe beneficiare dell’indulto.
Stefano Ricucci
L’immobiliarista romano è stato arrestato il 18 aprile scorso con le accuse di aggiotaggio e rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito della scalata alla RCS. Gli contestano anche bancarotta fraudolenta, false fatturazioni e occultamento di scritture contabili. Scarcerato il 13 luglio, potrebbe beneficiare dell’indulto.
Sergio Cragnotti
L’ex patron della Lazio è stato rinviato a giudizio per bancarotta fraudolenta e truffa, nell’ambito dell’inchiesta sul crack della Cirio. Gli episodi contestati sono avvenuti tra il 1998 e il 2003. La richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Roma riguarda altre 43 persone. Se condannato, potrebbe usufruire dell’indulto.
Giampiero Fiorani
Anche lui potrebbe usufruire del provvedimento. L’ex patron Bpi è stato arrestato con le accuse di aggiotaggio, associazione a delinquere, insider trading, truffa aggravata e appropriazione indebita, nell’ambito dell’indagine sui fondi occulti della Bpi per la scalata ad Antonveneta. Dopo 118 giorni di carcere è tornato a casa.
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Sempre da questo interessante blog vi riporto i partiti che avrebbero interesse nell’approvare l’indulto e le relative motivazioni:
Forza Italia: il partito è coinvolto da indagini di ogni genere. Per restare ai nomi eccellenti, beneficerebbero dell’indulto Berlusconi, in caso di condanna futura nei processi in corso, Previti e Raffaele Fitto, indagato per corruzione.
UDC: Il segretario Cesa è indagato per associazione a delinquere e truffa dalla procura della Repubblica di Catanzaro. Anche questi reati beneficierebbero dell’indulto.
AN: Il fatto che Alemanno si sia schierato a favore, a differenza del suo partito, è probabilmente dovuto al fatto che il candidato-sindaco perdente a Roma sia indagato per aver ricevuto contributi illegali da Calisto Tanzi. E’ una vicenda che si inquadra nel caso Parmalat, e che beneficierà dell’indulto se le cose dovessero andare male.
DS: Troppo chiaro: la vicenda Unipol ha coinvolto personaggi vicini ai DS che vanno aiutati. Inoltre esiste comunque il rischio che D’Alema e Fassino siano coinvolti, quindi meglio mettere le mani avanti.
Margherita: ricordiamo il caso del sindaco di Potenza, appartenente al partito di Rutelli, indagato per corruzione, reato che beneficierà dell’indulto.
Udeur: Vittorio Insigne, consigliere regionale dell’Udeur, è stato indagato per vicende di appalti di Napoli. Vi sono esponenti dell’Udeur coinvolti anche nella citata vicenda di Potenza. Tra l’altro Mastella si è giocato la faccia, andando nelle carceri di mezza Italia a dire che avrebbe concesso l’indulto.
Rifondazione Comunista: il partito di Bertinotti preme per l’indulto non certo per spirito di clemenza, ma perchè mira a far scarcerare i giovani coinvolti nei fatti del G8 di Genova e gli altri arrestati di recente a Milano, i quali hanno ridotto in condizioni pietose alcune vie del centro.
Verdi: il partito di Pecoraro Scanio, attraverso il sottosegretario Paolo Cento, spinge in modo impressionante per l’indulto. Probabilmente per gli stessi motivi di Rifondazione Comunista.
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Da questo blog vi riporto la lista dei reati che hanno beneficiato dell’indulto:
# Peculato
# Spionaggio politico o militare
# Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato
# Concussione
# Corruzione per atti d’ufficio
# Corruzione in atti giudiziari
# Istigazione alla corruzione
# Abuso d’ufficio
# Violenza o minaccia a pubblico ufficiale
# Resistenza a pubblico ufficiale
# Interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità
# Millantato credito
# Usurpazione di funzioni pubbliche
# Abusivo esercizio di una professione
# Falsa testimonianza
# Frode processuale
# Evasione
# Esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle persone
# Violazione di sepolcro
# Vilipendio di cadavere, occultamento, distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere
# Istigazione a delinquere
# Associazione per delinquere (salvo articoli 600, 601, 602 c.p.)
# Scambio elettorale politico-mafioso
# Devastazione e saccheggio
# Incendio
# Naufragio, sommersione o disastro aviatorio
# Disastro ferroviario
# Rimozione od omissione dolosa o colposa di cautele contro infortuni sul lavoro (alla faccia di Diliberto e Bertinotti)
# Avvelenamento di acque o sostanze alimentari
# Commercio o somministrazione di medicinali guasti
# Delitti colposi contro la salute pubblica
# Falsificazioni
# Soppressione, distruzione e occultamento di atti veri
# Manovre speculative su merci
# Turbata libertà dell’industria o del commercio
# Aggiottaggio
# Insider Trading
# Bancarotta fraudolenta
# Maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli
# Sottrazione consensuale di minorenni
# Omicidio
# Infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale
# Istigazione al suicidio
# Lesione personale
# Abbandono di persone minori o incapaci
# Omissione di soccorso
# Sequestro di persona (escluso quello a scopo di estorsione)
# Violenza o minaccia per costringere a commettere reato
# Minaccia
# Violazione di domicilio
# Violazione di corrispondenza
# Intercettazioni di comunicazioni informatiche o telematiche
# Furto
# Furto in abitazione e furto con strappo
# Rapina
# Estorsione
# Truffa
# Circonvenzione di persone incapaci
# Fabbricazione o commercio non autorizzato di armi
# Maltrattamento di animali
# Ricettazione
# Riciclaggio (l’indulto è escluso solo per denaro, beni o utilità provenienti da sequestro di persona a scopo di estorsione o da delitti concernenti produzione o traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope)
# Impiego di denaro di provenienza illecita
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Cari ministri della Repubblica,
è a voi che parlo con profonda amarezza. Apprendo che l’indulto è stato approvato alla Camera (come era prevedibile, del resto). Voi che tanto avete criticato Forza Italia e il vostro acerrimo nemico (cosa della quale ormai dubito) Berlusconi per le leggi ad personam, le leggi vergogna e tutte le schifezze annesse, cosa fate? Scendete a patti con Forza Italia, comprando i suoi voti per l’approvazione dell’indulto pagando con l’inserimento dei reati finanziari nel provvedimento.
Non voglio qui discutere se sia giusto o meno l’atto di clemenza in se, ma soltanto fare un breve quadro al fine di mettere in evidenza la vostra enorme contraddizione:
- Governo Berlusconi: depenalizzato il falso in bilancio, tramutandolo in contabilità creativa. L’opposizione (l’Unione) grida allo scandalo.
Governo Prodi: inserito il falso in bilancio nell’indulto (per comprare i voti di Forza Italia).
-
Governo Berlusconi: approvata la Salva Previti. Opposizione in delirio di squallore.
Governo Prodi: inserisce nel provvedimento di clemenza tutto ciò che ha fatto Previti, e lo salva.
Devo continuare? Non credo. E’ già abbastanza eloquente così.
Vogliamo ricordare che gli imputati dei reati finanziari non contribuiscono affatto al sovraffollamenteo delle carceri e che quindi non avete fatto altro che vendervi e sottomettervi ancora una volta all’illegale sopruso di Berlusconi? Inizio a pensare che è esattamente ciò che volete. Sappiate che al momento le uniche persone che mi rappresentano del vostro governo sono il ministro Di Pietro e, in parte, l’on. Diliberto.
PS: invito tutti coloro che sono solidali al ministro Di Pietro ad aumentare il numero di commenti a questo post sul suo Blog, ripreso anche da un articolo di Repubblica.
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Non molti giorni fa ho scritto a proposito del canone RAI. Oggi è ancora Punto Informatico la mia fonte di ulteriori notizie a riguardo. Vi riporto l’intervista fatta a Vincenzo Busa (direttore centrale Normativa e Contenzioso dell’Agenzia delle Entrate):
Punto Informatico: Cerchiamo di far chiarezza: se si possiede un PC o un cellulare capace di ricevere il segnale televisivo il canone è dovuto? Gli operatori del servizio telefonico degli abbonamenti RAI, il numero a pagamento 199, sostengono che il contribuente debba pagare. Come stanno le cose?
Vincenzo Busa: Sulla questione l’amministrazione finanziaria non si è pronunciata in via ufficiale, la risposta dipende dalla circostanza che, nei casi sopra menzionati, si configuri il presupposto d’imposta, come delineato più volte dalla Corte Costituzionale.
PI: Cosa intende?
VB: In varie sentenze, la Corte Costituzionale e la Corte di Cassazione hanno ricostruito il canone radiotelevisivo alla stregua di un’imposta e non di una tassa e, quindi, di prestazione dovuta non in funzione della fruizione di un particolare servizio, bensì in funzione della semplice detenzione di un qualunque apparecchio astrattamente idoneo a captare l’emittenza radio televisiva.
PI: Le conseguenze sembrano ovvie…
VB: Alla luce dei principi elaborati dalla giurisprudenza costituzionale e di legittimità deve ritenersi che laddove il personal computer o il videofonino costituiscono apparecchi astrattamente atti alla ricezione di programmi, per il possesso degli stessi dovrà essere corrisposto il canone radiotelevisivo.
PI: Chiarito questo punto, su cui molto si è dibattuto dentro e fuori dalla rete, qual è la procedura di accertamento prevista per verificare se il contribuente paghi il dovuto?
VB: In questo senso si fa presente che l’articolo 17 del Regio Decreto Legge 21 febbraio 1938, n. 246, al fine di consentire un monitoraggio sui potenziali contribuenti, prevede in prima battuta l’obbligo di tenuta di particolari registri di carico e scarico in capo ai riparatori, ai commercianti, ai rappresentanti ed agenti di vendita in genere di apparecchi e materiali radioelettrici, dai quali gli organi competenti, in sede di accertamento, possono desumere le generalità degli acquirenti dei medesimi apparecchi o comunque dei soggetti cui questi sono destinati.
PI: Chi procede materialmente all’accertamento?
VB: L’articolo 24 di quel decreto regola espressamente la materia dell’accertamento, prevedendo, nello specifico, che “Sono competenti all’accertamento delle violazioni alle disposizioni del presente decreto gli organi cui, a norma della legge 7 gennaio 1929, n. 4, compete l’accertamento delle violazioni alle leggi finanziarie, gli ispettori ed i procuratori delle tasse ed imposte indirette sugli affari, (gli ufficiali, sottufficiali e militi della M.V.S.N.) in servizio effettivo, nonché i funzionari della RAI in numero non superiore a 50, espressamente riconosciuti idonei ed abilitati con decreto del Ministro per le finanze, emanato di concerto col Ministro della giustizia e col Ministro per l’interno.
Per l’accertamento delle violazioni, per l’applicazione delle penalità stabilite dal presente decreto, e per la definizione delle relative controversie si osservano le disposizioni della legge 7 gennaio 1929, n. 4 sopra citata”.
PI: Molti segnalano la ricezione, anche più volte l’anno, di lettere che sollecitano il pagamento del canone. Di che si tratta?
VB: Un eventuale atto di accertamento o la richiesta del pagamento del canone è rivolto necessariamente nei confronti del possessore di qualunque apparecchio atto alla ricezione di programmi radio televisivi, in quanto soggetto passivo del tributo.
Al di là di questa osservazione il quesito posto coinvolge aspetti di tipo operativo meglio conosciuti dall’Ufficio URAR di Torino.
PI: Approfondiremo al più presto anche con URAR. Cosa avviene qualora un contribuente non paghi il canone? Che tipo di sanzioni sono previste?
VB: Per le sanzioni applicabili nei casi di mancato pagamento del canone o mancata osservanza degli obblighi connessi al pagamento dello stesso, si fa presente che l’entità e le modalità di pagamento delle sanzioni sono stabilite dagli articoli 19 e seguenti del regio decreto legge 21 febbraio 1938, n. 246, come modificato dal D. Lgs. 18 dicembre 1997, n. 473.
PI: Parliamo quindi di una sanzione amministrativa che può arrivare ad un milione di vecchie lire
VB: Gli articoli 19, 20 e 22 stabiliscono le sanzioni dovute per i detentori di apparecchi che non provvedono al pagamento del canone o che vi provvedono tardivamente e per i soggetti obbligati alla tenuta dei registri di carico e scarico che non ottemperino agli obblighi previsti dalla legge.
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Come non agiungere, a quanto ho scritto nel precedente post, le parole di una persona che spiega meglio (e di più) di quanto possa fare io, tra l’altro col giusto pizzico di ironia che rende piacevole leggere anche la più deprimente delle notizie?
Dall’Unità del 15 Luglio scorso, parla Marco Travaglio:
«Adesso si potrà lavorare di più e più tranquilli tanto dopo ci sarà l’amnistia». Se lo dicevano ridacchiando, qualche settimana fa, alcuni ladri di appartamento sudamericani trapiantati in Italia, mentre seguivano al tg il dibattito politico sul colpo di spugna prossimo venturo. Non sapevano, gli sventurati, di essere intercettati. Sventurati, poi, si fa per dire: in 24 furti nel centro di Milano, avevano raccolto la bellezza di 400 mila euro. Bottino più che sufficiente per congratularsi di aver scelto l‘Italia come terreno di caccia: solo in Italia, oltretutto, si sfollano le carceri mandando a casa i detenuti. Purtroppo per loro, diversamente da molti altri colleghi, i nostri eroi non han fatto in tempo a pregustare l’indulgenza plenaria: infatti sono stati arrestati, processati a tempo di record e condannati dal Tribunale di Milano senza attenuanti e con un aggravio di pena. Nonostante lo sconto di un terzo, previsto dai rito abbreviato, si sono beccati ben 6 anni perché – scrive il giudice nella sentenza a proposito del capobanda – «non merita il riconoscimento delle attenuanti generiche», non soltanto per il suo ruolo preminente nella gang ma anche perché «progetta, in vista della ventilata amnistia, di commettere tranquillamente ulteriori reati».
Gli allegri compari si consoleranno con l‘indulto di 3 anni che le Camere stanno per varare, liberandoli dal rischio di restare in carcere: scendendo da 6 a 3 anni, potranno ottenere l’affidamento ai servizi sociali cioè tornare in libertà. Ed è un vero peccato che non si siano candidati al Parlamento, altrimenti potrebbero rimanerci a pie‘ fermo. Infatti un loro collega pregiudicato, tale Previti Cesare, condannato anche lui a 6 anni per un reato infinitamente più grave (corruzione di giudici) e detenuto agli arresti domiciliari in virtù di una legge su misura gentilmente varata da alcuni suoi complici, grazie all‘imminente indulto potrà tornare a piede libero e conservare il seggio parlamentare. E’ vero che era stato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e dunque, secondo la Cassazione, doveva uscire dalla Camera con le mani alzate. Ma questa pena accessoria, grazie all‘indulto, da perpetua diverrà temporanea. E in Parlamento si sta lavorando per far rientrare anche quella nell‘annunciato provvedimento di clemenza.
Chi s’illudeva che Berlusconi e i suoi cari avessero perso le elezioni e che fosse finita per sempre l‘era dell’impunità per i potenti resterà lievemente deluso. È alle viste, infatti, la prima legge SalvaPreviti della nuova legislatura. Una SalvaPreviti bipartisan, camuffata da indulto «per sfoltire le carceri». Le carceri sovraffollate, naturalmente, non c’entrano nulla: altrimenti dall‘indulto verrebbero esclusi i reati contro la pubblica amministrazione (corruzione, concussione, peculato, abuso) e contro la giustizia (corruzione giudiziaria e corruzione del testimone), quelli finanziari (falso in bilancio, frode fiscale, appropriazione indebita, aggiotaggio) e le frodi sportive. Tutti reati per i quali, dopo la scarcerazione di Previti, Fiorani e Ricucci, non è detenuto nessuno. Invece sono tutti compresi.
Con la scusa dei detenuti si abbuonano preventivamente 3 anni di pena a chi, anche se condannato, in carcere non andrà o non tornerà mai: Fazio e i furbetti del quartierino, Tanzi e Cragnotti, il signor Savoia, il dottor Sottile, gli spioni dello Storacegate, i truffaldi di Calciopoli, il solito Bellachioma (imputato di corruzione di testimone, frode fiscale, falso in bilancio e appropriazione indebita). E poi, si capisce, quel sant‘uomo di Previti. Perché il sovraffollamento che allarma lorsignori non è quello delle carceri: è quello di un grazioso palazzotto di Piazza Farnese dove, scortato giorno e notte dalla polizia a spese del contribuente, risiede forzatamente il cosiddetto onorevole Previti. L‘angusto edificio va sfollato al più presto per motivi umanitari, consentendo al povero inquilino, stipato come una sardina fra la vasca delle aragoste e l’attico grande come una portaerei, di sgranchirsi le gambe nell’aula di Montecitorio. Ma siamo sicuri che Berlusconi abbia perso le elezioni?
[fonte: VivaMarcoTravaglio]
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Ed ecco le prime mosse sbagliate di questo governo: l’indulto. Il provvedimento non era previsto dal programma dell’Unione, come ci ricorda prontamente il ministro Di Pietro. La mossa nasce dalla “necessità” di liberare le carceri sovraffollate. Diciamo che la motivazione potrebbe essere anche comprensibile, considerato lo stato pessimo di alcune carceri, ma c’è un piccolo particolare: per dare il via al provvedimento c’è bisogno dei due terzi dei deputati favorevoli, il che vuol dire che il governo ha bisogno anche dei voti dell’opposizione. Ovviamente Berlusconi non aspettava altro e ciò che chiede per scendere a compromessi è estendere la legge sull’indulto a reati come falso in bilancio, corruzione, reati fiscali e finanziari anche nei confronti della Pubblica amministrazione, invece di mantenersi sui cosiddetti reati minori. Perché? Soltanto per liberare Previti (e con lui altri politici e compagnia bella). Infatti, se già numericamente gli imputati dei reati suddetti non potrebbbero mai essere la causa del sovraffollamento delle carceri, c’è da sottolineare che sempre gli stessi imputati non si trovano affatto in carcere e non hanno alcuna voglia di andarci (cit. Di Pietro). Il comportamento di Berlusconi (che ormai è “carta conosciuta” come si suol dire dalle mie parti) non stupisce affatto, anzi. Ad ogni modo, nell’opposizione c’è solo Forza Italia interessata caldamente a questo compromesso; sono contrari invece Lega e AN (ogni tanto coerente coi vecchi valori di un movimento di destra rispettabile). Ma se da un lato la posizione di Berlusconi non è una novità, ciò che fa rabbia è invece la posizione della maggioranza. Soltanto il ministro Di Pietro si è opposto a questi compromessi riprovevoli: si è autosospeso e ha manifestato (un vero e proprio sit-in) con tutto il suo partito. Ma, lo sappiamo, tutto ciò servirà a ben poco se il resto della maggioranza di governo sceglierà di scendere a compromessi con Berlusconi. E così, pur di non cadere e rischiare di andare a elezioni anticipate e far risalire Berlusconi, lo si fa governare sin da ora. E bravi. Vergognatevi, questo è un insulto a tutti gli elettori, vecchi e giovani, che uno ad uno sono andati alle urne per votare voi perché non volevano più Berlusconi e ora se lo ritrovano a dettare legge anche dall’opposizione. Non solo ci sono persone che come me stanno aspettando ancora la legge sul conflitto di interessi, ora dobbiamo anche subire (per l’ennesima volta, vero D’Alemino caro?) queste scene di favori e compromessi con Forza Italia.
Beh, come ho sempre detto, il problema dell’Italia sono gli Italiani, indipendentemente dal loro schieramento politico.
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La fotocamera digitale che avevo finora ha fatto il suo tempo. Avevo voglia di fare delle belle foto quando vado in giro, al mare, a visitare posti, etc. Ma non avevo bisogno nemmeno di una fotocamere iperprofessionale. Così ecco la via di mezzo che ho trovato (con un buon rapporto qualità-features/prezzo): Nikon Coolpix L4:
Pixel effettivi (milioni) 4.0
Dimensioni sensore CCD (L x A) [pollici] 1/2.5
LCD monitor (inch) 2.0″, 115000 dot TFT
Optical Zoom 3 x
Lunghezza focale [mm][equivalente nel formato 35mm] 38-114mm
Focus Range 30cm to infinity, Macro: 4cm to infinity
Menu 12 languages
Direct Printing PictBridge Compatible
Battery AA-size battery (LR6, Lithium, etc) x2, EN-MH x2
Interface USB
Aperture f/2.8–4.9
Storage Media SD Card
Movie without sound VGA 15fps
Memoria interna Approx.10MB
Peso approssimativo senza pile e scheda di memoria [g] 115
Dimension (WxHxD) [mm] 86.5 x 60.5 x 34.5
PS: ovviamente, anche se non c’è scritto da nessuna parte, la fotocamera funziona alla perfezione con Linux
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E’ partita la corsa al conteggio delle Ubuntu installate nel mondo. Si tratta dell’Ubuntu Counter Project. Visto che ormai ne ho anche io una installasta stabilmente sul computer di casa, ho partecipato: numero 823. E il counter sembra avere un ritmo di crescita abbastanza serrato.
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Sappiamo tutti (dove per tutti intendo tutte le persone con un minimo di intelletto) che la programmazione TV, così come è strutturata oggiggiorno, fa letteralmente inorridire, tranne qualche sporadico programma culturale mandato in onda “giustamente” in seconda o terza serata, se non prima mattinata. Molti di noi vorrebbero prendere la TV e conciarla come nella foto sopra.
Ad ogni modo, fino a qualche minuto fa ero persuaso che se non si possedeva un apparecchio televisivo, si era sollevati automaticamente dall’obbligo di pagare il canone RAI, una tassa che una volta aveva il suo senso, ora forse un po’ meno, visto la caterva di pubblicità che anche le emittenti nazionali ci propinano. In ogni caso, cosa scopro? Che la legge afferma che debba pagare chiunque possegga apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive. Da tempo, infatti, il canone non si applica più soltanto a chi materialmente possiede un televisore. Quindi, anche se si è in possesso di un qualsiasi apparecchio (ad esempio un computer) che di suo non permette di ricevere i canali televisivi, ma può essere adattato per adempiere a tale scopo, bisogna pagare il canone. E così la tassa si trasforma in pizzo. E’ assolutamente ingiusta una cosa del genere, perché impedisce quasi del tutto di liberarsi volontariamente della TV e del relativo canone RAI. Una persona che decide di non comprare una TV ma possiede anche solo un PC portatile, è obbligato a pagare una tassa per un servizio del quale in pratica non usufruirà mai.
Signori e signore, abbiamo presentato ancora un’altra puntata de “L’Italia: nazione di campioni di calcio ai rigori. E basta.”
[Via PI]