Lo ammetto. Nonostante fossi a conoscenza della storia dell’imprenditore tedesco Schindler, non avevo mai visto il film o letto il libro che racconta la sua storia, quindi ne ignoravo i dettagli.
Guardando il film ieri sera, tristezza, sconforto, ammirazione, stima e gratitudine erano le emozioni che si mescolavano. Tristezza e sconforto per un popolo che improvvisamente si è visto vittima della pazzia Nazionalsocialista tedesca senza che avesse fatto alcunché di male a quella gente. Ammirazione e stima per Oskar Schindler, un uomo il cui denaro e influenza gli conferivano il “potere”. Gratitudine sempre per Schindler, per aver usato a fin di bene il suo “potere”; tra la strada più comoda e sbagliata e quella più difficile e giusta, scelse la seconda, avendo il coraggio di rischiare pur di salvare da un’orrenda fine quanti più ebrei gli fosse stato possibile. Molto toccante è una delle scene finali del film, che lo vedono completamente trasformato: all’inizio della storia è un imprenditore dedito soltanto a fare soldi e a spenderli per puro piacere; ora piange, rammaricandosi di non aver pensato di vendere anche la macchina e la spilla che portava alla giacca al fine di salvare qualche altra persona, una decina.
Grazie Oskar Schindler: la tua storia e quella di altri grandi sono d’esempio e sono una lezione per quest’umanità corrotta e imbastardita dal potere del denaro.
…ma non il vizio. Il proverbio è tanto antico quanto attualissimo. In questo caso il lupo è il tanto amato Silvio. Siamo stati abituati da sempre e soprattutto dall’ultimo suo Governo alle sue dichiarazioni usa e getta, che venivano rimpiazzate il giorno dopo dall’esatto opposto di quello che aveva detto il giorno prima, garantedoci così una grandissima stima dei popoli esteri, che ci deridevano di gusto.
Detro mi fa notare che oggi assistiamo ancora una volta al ripetersi di questa tradizione:
26 Gennaio 2007: Berlusconi: «Dopo di me, Fini a capo del partito unico»
Da quando tempo fa, grazie a Beppe Grillo, ho appreso che lo Stato finanzia l’editoria, ho sempre pensato che questa spesa, di proporzioni tutt’altro che contenute, andasse eliminata per tre motivi:
Per principio, visto che non voglio che le mie tasse vadano a finanziare testate, riviste e quant’altro che magari nemmeno leggo
Per principio, ancora, poiché tutti queste attività sono a scopo di lucro e quindi guadagnano da ciò che vendono
Dulcis in fundo, per risanare le casse dello Stato, dato che, mi ripeto, il finanziamento all’editoria non è roba da poco
Qualche giorno fa è stato Antonio Di Pietro a parlare di nuovo della questione, sul suo blog ovviamente, mica in TV. Per sua stessa ammissione,
L’editoria assistita rappresenta oltre che uno spreco, un condizionamento indiretto della politica editoriale da parte dello Stato.
Il ministro ha detto di avere intenzioni, assieme con tutto il suo partito, di proporre una riduzione dei finanziamenti all’editoria con il taglio di ogni fondo a tutte le testate prive di una reale valenza sociale e a tutte le testate di partito, i fondi delle quali possono essere reperiti nei finanziamenti già previsti per i partiti.
Anche se apprezzabile come cosa, direi che la mossa non è abbastanza calcata. Il finanziamento va tolto a chiunque. In un impeto di bontà potrei concederlo alla testate a diffusione gratuita, ma in misura parecchio ridotta, non certo in “milioni di euro”.
Per quanto mi riguarda sono soldi letteralmente buttati, per i motivi di cui sopra e soprattutto per il fatto che spesso l’informazione via carta stampata lascia molto a desiderare, per tanti motivi. Spesso non parlano di cose realmente importanti, spostando l’attenzione delle persone su fatti che loro fanno sembrare “urgenti” ma che in realtà sono di scarsa importanza. Spesso sono male informate sui fatti. Spesso non si degnano di avere una consulenza decente per articoli tecnici, quali quelli scritti sulle moderne tecnologie o su scoperte scientifiche di ogni genere.
Nella sezione “Lavori Universitari” ho pubblicato la pagina “Teoria dell’Informazione“, dove ho reso disponibile gli appunti del corso tenuto nella mia Università. Gli appunti rispecchiano completamente il corso tenuto dal Prof. De Luca e sembrano essere, al momento, l’unica risorsa italiana in merito disponibile online.
Non che siano un capolavoro, perché di certo io non sono il tizio nella foto, ma sono già un inizio.
Per ora online c’è solo il PDF, ma metterò anche i sorgenti, sia di questi appunti che delle altre cose pubblicate.
L’abolizione dei costi di ricarica è stata introdotta, insieme ad altre liberalizzazioni, al primo articolo di un decreto legge varato ieri sera dal Governo. Finalmente il lavoro fatto da Andrea D’Ambra e da tutti i firmatari della petizione da lui predisposta ha dato i suoi frutti. Generazione Attiva, associazione nazionale in difesa dei consumatori, nata dall’esperienza del promotore della petizione contro i costi di ricarica, annuncia che assisterà i propri iscritti nella richiesta di rimborso per tutti i costi di ricarica sostenuti finora da noi cittadini/consumatori. Chiunque voglia aderire, può farlo dal sito.
Infine, è bene dire che il Governo ha riconosciuto il merito della petizione, scrivendo, a pagina di 3 di questo documento,
Il governo risponde alla petizione dei consumatori alla Commissione Ue che ha ormai superato le 810mila firme.
Un grazie ad Andrea e a tutti coloro hanno firmato (me compreso) e hanno lottato insieme a lui.
Ieri, nel tardo pomeriggio, Manu ed io tornavamo dal Cervantes; guardando fuori dall’auto notiamo un cartellone che recitava:
“La regione Campania acquista 1250 nuovi autobus [...] scegli tu il colore.”
Ovviamente non abbiamo neanche varcato la porta di casa che ero già su Google a cercare informazioni a riguardo. Ho così trovato un articolo di Ecoblog che ne parlava.
Questi nuovi autobus, che saranno impiegati sul territorio regionale sia nel servizio urbano che in quelli interurbano, sono dichiarati ad alta tecnologia e rigorosamente ecologici, dotati dei più avanzati sistemi di monitoraggio e sono in grado di garantire la massima efficienza e comfort di viaggio anche ai diversamente abili. I mezzi inoltre avranno un codice di colorazione nuovo ed unificato che permetterà di riconoscere gli autobus in servizio urbano da quelli in servizio interurbano.
Associata a questa buona notizia viaggia un’iniziativa simpatica: sulla pagina Bene Bravo Bus è possibile partecipare a un concorso votando una delle tre colorazioni ideate per il servizio urbano e una delle tre per il servizio interurbano. Il concorso (qui il regolamento) mette in palio una City Bike. Ovviamente al concorso possono partecipare soltanto i cittadini della regione Campania, e personalmente invito tutti coloro lo siano a votare in ogni caso, giusto per il gusto di partecipare alla scelta dei colori dei nuovi bus. Le mie scelte sono state B (urbano) ed E (interurbano)
Col piacere che ho nel riportare queste notizie, concludo segnalando altre risorse in merito: Andkronos, Ente Volturno, Unico Campania.
Uno studio condotto da sei organizzazioni dislocate in altrettanti paesi dell’Unione Europea ha sancito che passare all’Open Source, nel periodo a lungo termine, conviene. Inizialmente può esserci un sovrapprezzo per le società a causa, sostanzialmente, di costi di addestramento. Tali costi rientrano nel solo primo anno di passaggio, poi nei successivi è tutto recupero e risparmio.
Il rapporto indica come la produttività di un impiegato, ad esempio, non diminuisca affatto in seguito alla sostituzione di Microsoft Office con OpenOffice.org e consiglia alle società di riflettere bene quando si accingono ad aggiornare o acquistare software proprietario.
Un bel passo avanti direi
E oltre che conveniente, aggiungerei io, c’è una buona possibilità di contribuire alla comunità Open Source, direttamente o indirettamente tramite segnalazioni di Bug, feature request, etc.
Lo zero (0) è il numero che precede uno e gli altri interi positivi e segue i numeri interi negativi.
Zero significa anche: niente, nullo, vuoto.
Ma soprattutto…
ZERO è il numero degli esami che mi restano da fare!
PS: se vi chiedete cosa c’entri la foto, si tratta dell’Eva-00. Se non sapete cos’è un Eva, potete andare qui
Da amante di Wikipedia, non posso non segnalare questo nuovo progetto ancora sotto sviluppo ma comunque promettente: WikiSeek. WikiSeek è un motore di ricerca che si occupa di indicizzare esclusivamente le pagine di Wikipedia (in ogni lingua) e tutte le pagine presenti come link esterni all’interno dei contenuti di Wikipedia. Il motore sembra funzionare molto bene ma si sente la mancanza di non poter filtrare i risultati per “lingua”, indicando, ad esempio, che si vogliono soltanto i risultati da Wikipedia Italia. Sarebbe comoda una semplice opzione come il “cerca solo pagine in italiano” di Google, che quindi riconosca la lingua del client che interroga il motore e metta a disposizione in primo piano un filtro per la lingua riconosciuta. Ad ogni modo, promettente e comunque sempre in sviluppo. Di sicuro un’ottima alternativa al motore interno di Wikipedia, che ha il difetto di presentare i risultati in modo confusionario quando si trovano parecchie pagine che soddisfano i requisiti di ricerca.
Un’immagine scherzosa per un argomento tutt’altro che “leggero”. Ultimamente si parla sempre di più del problema del Riscaldamento Globale. E se la natura umana non è cambiata, allora vuol dire che veramente la situazione inizia a essere preoccupante. Già, perché di certe cose si parla soltanto quando ormai si è con l’acqua alla gola. Leggendo Ecoblog, che ultimamente riesco a seguire molto poco, vengo a sapere che una piccola isola nel Golfo del Bengala, Lohachara, è stata completamente e permenantemente sommersa dalle acque nelle quali giaceva. Lohachara, che aveva una popolazione di circa 10mila abitanti, è considerata la prima isola abitata ad essere stata permanentemente sommersa per cause imputabili al fenomeno del riscaldamento globale. Sembra che in quella zona siano a rischio un’altra dozzina di isolette e 70 mila persone presto saranno senza casa. E non dimentichiamo anche il rischio che corrono 400 tigri del Bengala che abitano quella zona. La cosa che più fa rabbrividire è che Lohachara è stata sommersa a partire dall’inzio degli anni ‘80 e soltanto ora la notizia sta saltando da un lato all’altro del pianeta.
E intanto continua il comportamento anomalo della vegetazione e del mondo animale. Fioriture anticipate, farfalle, api impazzite, zanzare che si risvegliano, quando poi erano appena andate a dormire.
Lo so, non è un bel quadro. E’ per questo che bisogna parlarne.
Di questo video mi aveva parlato anche il mio amico Detro, ma finora non l’avevo ancora visto. Facendo un giro sul BlueVolvox, ho invece trovato il video.
Alzate bene il volume: il video è girato nelle strade di Roma (o provincia)
Ho letto su “The Inquirer” che Nokia sostiene che il nuovo dispositivo di Apple è interessante ma privo di alcune funzioni essenziali che lo avrebbero fatto diventare un prodotto per tutti. E cosa ci sarebbe fra l’essenziale? Il 3G. Nella stessa dichiarazione poi dice che l’utenza non è interessata realmente ad archiviare musica sul proprio telefono: molti prodotti hanno un lettore mp3 integrato e nessuno lo usa.
Detto questo, posso affermare tranquillamente che Nokia ha accusato di brutto la presentazione di iPhone.
Cioè davvero credo che ci sono solo scemi in giro? A chi vorrebbe darla a bere che il 3G è più essenziale della funzionalità iPod per rendere il prodotto Apple “per tutti”? Volendo fare il tirchio, credo che il 50% dell’utenza mobile non sappia nemmeno a cosa serve l’UMTS e che il 90% di quelli che hanno già un prodotto 3G non usa nemmeno lontanamente le funzionalità relative.
I lettori mp3 degli altri prodotti non vengono usati? E’ vero. Ed è presto detto il perché:
1. non sono ipod
2. non sono usabili (tutto l’opposto direi)
3. si mangiano le batterie
4. non hanno spazio a sufficienza integrato nel prodotto
Per iPhone accade invece che:
1. è ipod
2. è ultrausabile
3. in playback dura 15/16 ore
4. ha 4 o 8 GB integrati
5. è figo
Quindi, Nokia, non dire idiozie. Vuoi dire che all’iPhone manca l’UMTS e manca il GPS. Va bene. Ma da qui a dire che il prodotto non si diffonderà perché non ha l’UMTS, vuol dire che stai disperata forte. Pensate piuttosto a cacciare un prodotto usabile invece di quei giocattolini sempre più complicati che state sfornando. Le macchine, specie queste di consumo giornaliero, devono essere SEMPLICI. Punto.
Ho già parlato degli ingiusti costi di ricarica applicati dagli operatori di telefonia mobile e del promotore della petizione che ha smosso le acque in Italia, Andrea D’Ambra, quasi mio concittadino. Ultimamente, a quanto pare, ci si avvicina verso la meta tanto agognata: l’abolizione di questo pizzo legalizzato. E a quanto pare qualcuno al Governo ha deciso di sfruttare la cresta dell’onda per migliorare la propria immagine agli occhi dell’opinione pubblica. Costui è il ministro Bersani, che, come possiamo leggere anche sul Blog di Andrea, nell’ultima puntata di Ballarò ha fatto intendere che lui “sta lavorando” per l’abolizione dei costi di ricarica. E nessuno, né lui, né il conduttore Floris, ha accennato al lavoraccio di Andrea, sostenuto già in passato da Beppe Grillo. Ed è ancora Beppe Grillo a dare una mano ad Andrea, per far sì che gli venga riconosciuto il merito dello scossone che si è avuto in merito di costi di ricarica.
Come si suol dire, date al Cesare quel che è di Cesare. Ovvero: Bersà, fà l’omm!
Da tempo in TV si parla della terribile e senza senso strage di erba. Oggi quotidiani e televisioni riportano che i colpevoli hanno confessato. E’ stata la coppia di coniugi che abitava al piano inferiore a quello delle vittime. La stessa che intervistata nei giorni scorsi rideva del sapersi indiziata. Movente? Disturbavano la loro quiete, soprattutto a causa del bambino piccolo.
La notizia si commenta da sola.
Che schifo.
Almeno in borsa, a Wallstreet, è stato così. Apple, che ha cambiato il suo nome da “Apple Computer, Inc.” al più generico “Apple, Inc.”, viene premiata con un +8,30%, mentre RIM, che produce i Blackberry, e Palm Inc. con i suoi Treo, vengono stroncate con rispettivamente -7,68% e -5,69%. Anche Motorola viene penalizzata da iPhone, seppur in misura minore (-1,82%).
A dispetto del mio intento iniziale, non starò qui a ripetervi tutte i dettagli tecnici che si trovano tranquillamente in giro, dal sito ufficiale, a Melablog, a migliaia di altri siti, blog e testate giornalistiche in giro per la rete. Né propinerò opinioni e critiche. Il nuovo nato di Apple merita di essere osservato nella presentazione ufficiale del Keynote di Steve Jobs. Fatevi pure da voi la vostra opinione.