Archives for marzo, 2007
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Un commento a questo post mi ha riportato alla mente una cosa che avevo proprio rimosso, ovvero il mio contributo al progetto 2000 Blogger Italiani, che si prefigge come scopo quello di raccogliere le foto di 2000 blogger italiani e i relativi link alle loro pagine, per poi farne un collage, che già prende forma. E dire che all’epoca quando ho segnalato il mio blog al progetto avevo intenzione di farne un post; e invece qualcosa l’ha gettato chissà in quale meandro nascosto della mia corteccia cerebrale.
Ad ogni modo, attualmente si è soltanto a quota 661, quindi, cosa aspettate a partecipare? Io, come sostenitore e amante del social networking, non ci ho pensato due volte.
In un prossimo post conto di ricambiare/emulare l’iniziativa dell’autore di questo post (autore anche del commento di cui sopra).
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Ieri, come capita molto spesso di recente, la mia Manu ed io siamo andati per foto. Quella acclusa al post è una delle tante, la cui paternità è in discussione, ma le cose volgono (molto) a favore della mia metà
Il trattamento invece è mio.
Ma il punto è un altro. Scrivo questo post perché questa fontana mi è sempre piaciuta e non ho mai saputo nemmeno come si chiamasse. È giunto il giorno di colmare questa lacuna.
Questa splendida fontana si trova nella bella curva tra via Partenope e via Nazario Sauro, a pochi passi dal Castel dell’Ovo. La costruzione risale agli inizi del Seicento, per opera del Bernini e del Naccherino. Ha due denominazioni: La fontana del Gigante o Fontana dell’Immacolatella; esse derivano dalle prime collocazioni che ebbe. Dapprima nei pressi del Palazzo Reale (dove si trovava la statua del Gigante rinvenuta a Cuma), poi dal 1815, al molo, di fronte alla costruzione detta “dell’Immacolatella”; spostata in seguito al Carmine e poi nei giardinetti di via S.Pasquale a Chiaia, trovò la collocazione definitiva nel 1905, quando il Comune decise di spostarla in un posto più consono, e fu scelta la nuova strada ottenuta dalla colmata della spiaggia.
Collocata su un basamento, è formata da tre archi a tutto sesto; in quello centrale, la tazza è decorata da due animali marini, mentre in quelli laterali due statue fluviali reggono mostri marini tra le mani. Alle estremità laterali due cariatidi sorreggono cornucopie. In alto, sugli archi, si trovano gli stemmi del vicerè, quello del re e quello della città.
Una piccola curiosità: la fontana è parte di una scena del film Dio, come ti amo!, con Gigliola Cinquetti, sulla cui canzone (che vinse San Remo nel ‘66) il film è basato.
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Questa notizia è grandiosa nel suo essere scandalosa: la scheda dell’Isola d’Elba su Italia.it ci informa placidamente che Napoleone Bonaparte è nato proprio in questo grazioso isolotto. Roba da non credere.
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Ai tempi della pubblicazione del portale Italia.it ho scritto una serie di post sull’argomento, esterefatto, come molti, di come fossero stati sperperati alla luce del sole fior di milioni di euro. Poi mi son fermato. Per questioni di tempo non ho più avuto modo, di mio pugno, di seguire a fondo la vicenda, come invece hanno fatto alacremente i ragazzi di Scandalo Italiano. Li seguo regolarmente via feed RSS e il numero di articoli e documenti prodotti e le iniziative intraprese sono davvero lodevoli.
Oggi però è il caso di segnalare l’ultima iniziativa: una lettera al governo in carica. Con questa lettera, che tutti voi potete e dovreste firmare, si chiede completa trasparente sul progetto Italia.it, richiedendo la pubblicazione dei seguenti documenti su di un sito istituzionale dedicato e accessibile a tutta la popolazione:
- studio di fattibilità completo del progetto Scegli Italia
- costo totale previsto dell’intero progetto, con dettaglio
- convenzioni tra DIT* e Innovazione Italia per l’esecuzione del progetto Italia.it
- bando di gara
- capitolato
- elenco imprese o RTI* partecipanti alla gara
- documento di aggiudicazione con dettaglio dei criteri adottati e motivazioni
- risultati del benchmark internazionale sulle offerte presentate
- contratto in essere con il RTI: IBM, ITS e Tiscover
- atto transattivo del 2006 con il RTI: IBM, ITS e Tiscover con dettaglio motivazioni
La visibilità e l’audience di questi ragazzi ormai è bella alta e si può quindi sperare in una risposta a questo appello. A noi non resta che contribuire.
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È da tempo che si parla dell’allargamento della base di Vicenza, che poi allargamento non è, ma trattasi in verità della costruzione di una nuova base. Il governo precedente e quello attuale hanno dato entrambi il via libera all’avvio del progetto di costruzione di questa base. Ma questo ammasso di 600.000 metri cubi di cemento destinato ad azioni di guerra non lo vuole nessuno. In TV, dove la disinformazione regna sovrana, ci hanno fatto credere finora che la manifestazione e le varie proteste fossero opera di centinaia, migliaia di estremisti di sinistra. Ringraziando il cielo c’è ancora qualcuno che fa il suo lavoro (nonostante dei bigotti cattolici incivili e criminali vogliano impedirlo) e proprio ieri sera i servizi di Anno Zero e i relativi ospiti in studio mi hanno messo davanti agli occhi i fatti veri: tra chi è contro alla nuova base troviamo leghisti, cittadini che votano a destra, cittadini che votano a sinistra, cittadini che non votano, casalinghe, anziani, cattolici, catechisti che non hanno mai manifestato in vita loro e addirittura un comitato di statunitensi pacifisti contrari alla costruzione delle loro basi in giro per il mondo. Insomma, una protesta tutt’altro che rossa.
Le motivazioni sono tante:
- Il desiderio di non contribuire alla guerra (da Vicenza sono partiti i primi paracadutisti per l’IRAQ e i bombardamenti al fosforo bianco di Falluja)
- La volontà di essere indipendenti dallo strapotere prepotente degli USA
- La voglia delle persone di non avere questa base a 500 metri dalla propria casa
- La voglia di molte altre persone di non costruire quest’ammasso di cemento armato a 1,5 Km dal centro storico
- La paura per gli altri impianti di cherosene che dovranno passare sotto i propri piedi e paura soprattutto per il pericolo inquinante che questi costituiscono
- La rabbia per il fatto che il governo precedente, d’accordo col sindaco di Vicenza (della Casa delle Libertà, il cui testimone di nozze è stato Berlusconi), ha nascosto per due anni le intenzioni di questo progetto, comunicato dagli americani fin dal 2004 e reso noto al pubblico soltanto nella primavera 2006
- La rabbia contro il governo attuale, che quando era all’opposizione gridava che l’uso della base di Vicenza per l’IRAQ era anticostituzionale (che è vero) e ora, dopo aver illuso il popolo con probabili referendum e accordi non definitivi con gli USA, ha improvvisamento cambiato opinione, appoggiando il progetto
- La rabbia per il fatto che gli americani che compiono azioni criminali in Italia la passano sempre liscia senza alcun risarcimento alle vittime coinvolte. Si va dalla strage del Cermis al caso di un infermiere napoletano che presta regolarmente servizio presso i locali notturni e che, intervenuto in una rissa tra due americani, è stato accoltellato (senza motivo) da uno dei due e ha perso mezzo intestino. In entrambi i casi americani impuniti e nel primo caso pure promossi di grado.
Qui non si tratta di anti-americanismo (e pure se fosse? non si può essere anti-americani? che cavolo di paese libero siamo se non possiamo essere contrari a qualcosa e/o qualcuno?) ma di una enorme volontà di non essere sudditi di un governo suddito degli Stati Uniti. La gente vuole essere libera, vuole essere ascoltata e soprattutto non vuole questa cazzo di base.
Deve essere il governo a decidere? Stronzate. Siamo in democrazia, non sotto dittatura (almeno credo…). Deve essere il popolo a decidere. Vox populi, vox dei.
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La fotografia mi è sempre piaciuta, ma ultimamente, insieme con la mia lei, mi ci sono avvicinato un po’ di più. E’ ancora presto per parlare di un vero hobby, ma chissà, potrebbe diventarlo in un futuro non troppo lontano. Devo dire che, data la mia pigrizia nei lavori manuali, il progredire della fotografia digitale ha fatto da catalizzatore. Proprio l’anno scorso ho deciso di sostituire la mia vecchia e poco professionale fotocamera digitale con una più nuova Nikon Coolpix L4. No, non è ancora una macchina professionale, ma abbastanza decente per le mie attuali esigenze
Quella acclusa al post è il mio secondo tentantivo di fotografia HDR, tecnica che di recente va tanto di moda. Non è il massimo, ma per un principiante quale sono è già una bella soddisfazione
Ah, quasi dimenticavo il primo tentativo.
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Foto credits: Napoli, Nisida di notte.

Napoli è da secoli un perfetto soggetto per le fotografie. Generazioni di fotografi hanno riempito le loro pellicole e, di recente, i loro dischi, con le foto di questa città baciata dal Creato seppur spesso punita dall’Essere Umano.
Se il fotografo è bravo, sono garantite delle opere d’arte. Scrivo questo post, infatti, proprio per segnalarvi delle stupende foto di Napoli ad opera di un certo Valpopando, moderno fotografo dell’era digitale, non so se professionista o appassionato. Fatto sta che i suoi scatti sono davvero molto belli. Molte delle foto che hanno come soggetto Napoli (e non) sono eseguite con la tecnica HDR, della quale il fotografo in questione sembra alquanto padrone. Davvero uno spettacolo da non perdere.
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Quando sabato scorso eravamo nell’osservatorio di Capodimonte in occasione dell’eclissi di Luna, verso fine serata ascoltavamo un simpatico genetista che parlava della vita (in termini scientifici) e dei pianeti. Rimanemmo molto affascinati da Giove e dalle sue dimensioni: circa due volte e mezzo tutti gli altri pianeti del sistema solare messi insieme. Così, girovagando per informazioni, trovo questa bellissima citazione di Arthur C. Clarke, autore del famoso libro di fantascienza “2001: Odissea nello spazio“:
«Il sistema solare è costituito dal Sole, da Giove e da una serie di detriti.»
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Quanto vi piacciono indovinelli, giochi di logica, rompicapi? Se vi sfizia almeno un po’ perder la testa dietro a sti giochini, ve ne consiglio uno: Fin dove riesci a contare?, di Maurizio Codogno. Mi è stato segnalato ieri dall’amico Sbatman. All’inizio mi son fermato a 4, quasi senza voglia. Poi mi son spinto fino a 8, dove m’ero quasi arreso. Poi la sera, quando ho fatto vedere il gioco alla mia lei, insieme siamo arrivati fino a 18
Diciamo che è abbastanza simpatico e a dosi moderate è un bel passatempo. Semplice nella forma, efficace nel risultato.