L’ultimo episodio nazionale, ieri, sabato 26 Maggio, durante la partita Verona-Napoli: episodi di razzismo verbale, sputi contro la squadra giornalistica partenopea, in loco per la tanto cara telecronaca. E tutto questo per iniziativa dei veneti, puramente “a gratis”.
Poveri discendenti dei Quadi-Marcomanni-Goti-Eruli-Unni-Longobardi, vedo che nonostante le popolazioni greco-latine abbiano cercato di civilizzarvi e dare un senso al vostro blaterare cacofonico, siete rimasti ancora gli stessi: dei barbari col complesso di inferiorità . Non siate così arrabbiati: non è colpa vostra se non siete nati Napoletani.
Il papa o chi per lui può denunciare quel che meglio crede in Mondovisione, ma resta il fatto che avere imposto il “segreto pontificio� sui casi di religiosi pedofili significa avere imposto di non parlarne a nessuno, tanto meno ai magistrati [...]
Per evitare dubbi e per evitare, almeno su questo blog, che ci sia ancora chi possa fare il furbo, ho recuperato dagli archivi vaticani la definizione di cosa sia il “segreto pontificio�. Definizione data non da un kommunista mangia bambini o da un terrorista islamista, bensì nel 1974 dall’allora Segretario di Stato del Vaticano, cardinale Jean Villot, dopo opportuna direttiva datagli a voce da papa Paolo VI.
Ecco a voi, dunque, le norme sul segreto pontificio.
Ho parlato già dell’inchiesta della BBC sulla pedofilia ecclesiastica, che in poco tempo è rimbalzata fra tutti gli utenti internet italiani, grazie soprattutto ai volontari che hanno sottotitolato il filmato.
Santoro, pochi giorni dopo, ha manifestato la sua volontà di fare una puntata di Anno Zero incentrata su questo servizio, facendo rivoltare tutta la classe politica bigotta italiana, tutti la classe ecclesiastica e chi più ne ha più ne metta.
Un amico mi fa notare che ultimamente il video più visto della rete è un servizio della BBC che è andato in onda il 1 Ottobre 2006 sulle reti Inglesi. Il video, intitolato Sex Crimes and The Vatican, riprende un documento ufficiale della Chiesa Cattolica dal titolo Crimen Sollicitationis, emesso dalla Congregazione per la Dottrina della Fede (ovvero, la ex Santa Inquisizione). Tale documento è stato redatto dal Cardinale Alfredo Ottaviani e approvato da Papa Giovanni XXIII nel 1962.
Il documento spiega come le gerarchie della Chiesa dovrebbero occultare i reati sessuali ed è apparso sotto i riflettori la prima volta nel 2001, quando ne fu fatta menzione in una lettera scritta dall’allora Cardinale Ratzinger ai vescovi del mondo, riguardante nuove procedure atte a fronteggiare le accuse sugli abusi sessuali minorili da parte di preti cattolici. I legali implicati in casi contro la Chiesa Cattolica sostengono che tale documento sia prova di ostruzione alla giustizia.
Questo video in Italia non è stato mai mandato in onda (che sorpresa, eh?) ed è per questo che è stato sottotitolato grazie al lavoro di Bispensiero.it e diffuso in rete.
Fortunatamente la grande rete è ancora libera (e spero lo resti a lungo) dalle grinfie dei censori dell’ordinaria informazione. Peccato che l’Italia sia al 25-mo posto tra i paesi più connessi al mondo.
Mi raccomando, voi che potete, guaradatelo e fate girare la notizia, come già stanno facendo svariati blog italiani, tra cui l’onnipresente Beppe Grillo o Anelli di Fumo.
E così, dopo la lunga lista di preti pedofili fatta da Travaglio ad Anno Zero, dopo il già citato articolo di Pino Nicotri, ecco l’ennesima puntata di un serial che vedrei volentieri fallire.
UPDATE: ne ha parlato anche Repubblica.it, incredibile.
Il vecchio Pippo prova un gran piacere nel nascondere la verità alle persone. Dice bugie per tenere buono il suo seguito, per rimanere il grande, l’importante (mi ricorda un po’ la Chiesa…vabbè ma questo è un altro discorso).
«Semplice, oggi fare televisione è diventato più difficile, più rischioso. Non vogliono rischiare, non vogliono mettere in gioco la propria immagine. Per loro è più semplice preparare uno spettacolo teatrale, andare in giro per teatri ed esporsi ai loro ‘fedeli’. Non si rischia nulla e si guadagna molto»
Ho cercato di essere quanto più fedele alle parole esatte di Baudo, ma è passata una settimana. Ad ogni modo il senso è esattamente quello.
Allora, caro Baudo, ti mostro qual è la risposta che avresti dovuto fornire:
«Semplice, in Italia non c’è liberta di espressione. Queste persone che, come giusto che sia, dicono esattamente tutto quello che pensano, parlando spesso di scomode verità , in televisione non sono più ben volute (al contrario di ciò che accade in altri paesi democratici), da entrambe le parti politiche e anche da altri personaggi di un certo rilievo, come il sottoscritto ad esempio. Ricorderete quando durante i cinque anni di regime Berlusconiano ho intervistato Luttazzi sull’argomento ‘censura TV’, censurandolo. Putroppo, mancando in Italia la minima libertà di espressione, questi personaggi in TV non potranno più tornare, nonostante la loro volontà di farlo.»
Ecco Baudo. Se avessi parlato così, saresti stato un grand’uomo. Un grande della TV, come dovresti essere. Invece sei solo un pezzo di merda, con la coda fra le gambe manco fossi l’ultimo arrivato.
Ultimamente nei TG è scoppiata la “moda” delle notizie degli incidenti sul lavoro. Una realtà vecchia, vecchissima. Ma si sa, ogni tanto in TG fanno scoppiare le mode e iniziano a battere tutti su un solo stesso tema, come se fosse uno scoop.
Ma in Italia cosa si fa? Chiacchiere. L’unica cosa che sa fare l’intera classe politica italiana. Chiacchiere. Tutti buoni propositi. Intanto lo stato attuale del mercato del lavoro, che comprende, fra le altre cose, precariato legalizzato, lavoro in nero non contrastato, impiegati sottopagati, sfruttati e messi in condizione di una morte violenta, è anche e soprattutto dovuto al legiferare della classe politica italiana.
Ai caduti sul lavoro dedico i versi che seguono, insieme alla speranza che la situazione muti, prima o poi.
Altro che funerale in Chiesa. Peggio. Il bandito ha ricevuto una sepoltura già del tutto particolare per un comune cittadino e che si tramuta in assurda trattandosi di un bandito. La sua tomba, infatti, si trova in territorio Vaticano, all’interno della cripta della basilica di Sant’Apollinare; solo alla moglie è stato consentito l’accesso.
Ufficialmente, la collocazione della sua tomba è stata spiegata con riferimento a una sua particolare generosità nei confronti dei poveri frequentanti la basilica. Tale motivazione è stata attestata il 6 Marzo 1990 dall’allora rettore della basilica, monsignor Piero Vergari:
Si attesta che il signor Enrico De Pedis nato in Roma – Trastevere il 15/05/1954 e deceduto in Roma il 2/2/1990, è stato un grande benefattore dei poveri che frequentano la basilica ed ha aiutato concretamente a tante iniziative di bene che sono state patrocinate in questi ultimi tempi, sia di carattere religioso che sociale. Ha dato particolari contributi per aiutare i giovani, interessandosi in particolare per la loro formazione cristiana e umana
Cosa volete che conti l’essere un boss quando si finanzia profumatamente la Chiesa? Sempre che sia questo il vero motivo.
Quattro giorni dopo l’attestazione, l’allora vicario Ugo Poletti diede il nulla osta per la sepoltura in basilica.
In questo paese di libertà di esprimersi ce n’è poca, davvero poca. Da un bel po’. Gli ultimi cinque anni di governo Berlusconi con le censure e le epurazioni, poi, hanno rincarato la dose in maniera così profonda che dopo poco è cambiato. Certo, son tornati Santoro e Biagi in TV…ma…non è più lo stesso. Si sente. Le rubriche di cucina sono ancora lì e la copertura mediatica “Franzoni” è ancora attiva. Ma c’è di peggio. Molto peggio.
Per ritornare sul tema dell’ultimo post: la Chiesa sta esagerando. E con lei tutti i politici rammolliti che ci ritroviamo: pagnottisti a destra e buonisti a sinistra.
Ieri, Primo Maggio, classico concerto. Un cantante, Andrea Rivera, che sinceramente nemmeno conosco, ha pronunciato le seguenti frasi:
«Il Papa ha detto che non crede nell’evoluzionismo. Sono d’accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta»
«Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, Franco e per uno della banda della Magliana. È giusto così. Assieme a Gesù Cristo non c’erano due malati di SLA, ma c’erano due ladroni».
Fanculo tutti. Questi ci vogliono imbottire di stronzate e toglierci ogni libertà . Col cazzo.
La classe politica è ladra, criminale ed egoista e la Chiesa è una setta di pervertiti. Questa è la verità . E vogliono soltanto che non si faccia troppo rumore intorno ad essa.
È un concetto risaputo. Chi è davvero forte, non ha bisogno di soprusi, di star sempre lì a ricordare la propria forza, la propria importanza, la propria autorità , con gesti, dichiariazioni, pensieri più forti del dovuto. Di ribadire in continuazione che lui va considerato, temuto, tenuto in conto.
Negli ultimi tempi è possibile notare questo comportamento negli atteggiamenti del Vaticano. Sempre lì ad urlare, sbraitare, ricordare che la Chiesa esiste e che in fondo l’Italia ha radici cattoliche, quindi tutti, politici comrpesi, devono tener conto di ciò.
La pressione del Vaticano contro l’autonomia e la laicità della Repubblica italiana è arrivata a livelli insostenibili. Le chiese sono sempre meno gremite di fedeli, la crisi delle vocazioni religiose rende necessario il ricorso sempre più frequente a parroci immigrati extracomunitari e ci sono anche chiese costrette a chiudere i battenti per mancanza assoluta di parroci anche del cosiddetto Terzo Mondo. Però nonostante questa crisi che lo indebolisce dall’interno, il Vaticano alza sempre di più la voce contro l’autonomia dei politici e del parlamento italiano, arrivando all’inaudita Nota fatta emettere dalla conferenza episcopale italiana per intimare l’obbedienza (!!!) dei politici e dei parlamentari cattolici ai diktat papalini, ovviamente presentati come “legge scritta da Dio�, in tema di diritti civili, coppie di fatto, Di.Co., ecc. Iniziative semplicemente inaudite, che lo Stato del Vaticano si può permettere solo in Italia e in nessun altro Paese al mondo. Segno che davvero la nostra classe politica affonda sempre più nella palude della debolezza, il che vuol dire che la società italiana si sfrangia sempre di più…
Riporto questa notizia con un po’ di ritardo, ma meglio tardi che mai. Oggi, Primo Maggio, 235 tra musei e siti archeologici di tutta Italia, sono accessibili al pubblico al costo di un solo euro. È una buona occasione per vedere cose che, nonostante ci circondino, ignoriamo totalmente.
In Campania aderiscono: la vanvitelliana Reggia di Caserta, la città antica di Pompei, Villa Jovis a Capri, la Certosa di San Lorenzo a Padula (Salerno). Visitabili i musei e i parchi archeologici nelle varie province fra cui Pozzuoli e Cuma, Bacoli, Eboli, il Teatro Romano di Benevento, i circuiti di Stabia e Oplontis, i Templi di Paestum, il Museo Archeologico di Pontecagnano.
In particolare a Napoli: le collezioni di Palazzo Reale, il Museo e il Bosco Reale di Capodimonte, Castel S. Elmo, il Museo di S. Martino, Villa Floridiana, Villa Pignatelli.
Considerato anche il tempaccio che c’è a Napoli, mi sembra la migliore scelta per passare la giornata