Archives for novembre, 2007

27
nov

Volete un iPhone? Apple Lounge lo regala

iPhone in regalo? perché non provare? La buona sorte va invogliata :) Apple Lounge ha messo in palio il più chiacchierato aggeggio Apple degli ultimi tempi. Si vince ad estrazione. Tentate pure voi, le regole sono nel post linkato sopra.

 

In bocca al lupo!

25
nov

Pianeta Scoria

Artista: Ska-P
Brano: Planeta Eskoria
Album: Planeta Eskoria

24
nov

Suonn’

Artista: La Famiglia
Brano: Suonn’ (Sogni)
Album: Pacco

L’unico testo in originale (napoletano) che si trova in rete è scritto da un cretino, ma mi rompe riscriverlo per bene. In compenso, di seguito trovate la traduzione in italiano scritta da me. La seconda strofa è massacrante da capire, spero di non aver sbagliato nulla. Ci sono due versi mancanti (trovate [non compreso]) perché davvero non ci so’ arrivato. E dire che conosco abbastanza bene il mio dialetto. Solo che Sha-One si “mangia” le parole :-/

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24
nov

Povera Italia

Nel nostro beneamato Paese ormai non c’è limite al ridicolo e alla pretenziosità dei supponenti. Oltre alla comica “famiglia reale�, dagli avi usi ad arraffar tacendo e ora impegnata a lanciarsi al grido di “Avanti Savoia!� verso i milioni di euro della Repubblica, abbiamo Gianfranco Fini che – da bravo difensore della famiglia e dei “valori� (?) – mette incinta una signora che non è sua moglie e rompe con Berlusconi perché stizzito delle conseguenti prese per i fondelli di Striscia la notizia. Il che dimostra che anche lui – da bravo erede del fascio – la libertà di espressione la pensa sempre al guinzaglio di qualche Berluscon de’ Berlusconi, da parte sua non a caso inventore anche di Raiset. Ma abbiamo anche un Berlusconi Silvio che si inventa un nuovo partito politico così, su due piedi, o meglio su due tacchi, in piazza Duomo a Milano per ripicca contro la ripicca di Fini…Ah, povera Italia.

[Via A ruota libera]

22
nov

Le 10 cose che odio di più

Dopo aver letto questo post di Detro e il commento della mia metà, ho pensato bene di fare questo post.

Premetto che 10 cose per me è un elenco restrittivo, quindi le sparo a caso come mi vengono in mente.

1. La mancanza di rispetto
2. Le persone che millantano sapere senza documentarsi
3. I finti impegnati
4. I finti maturi
5. I benpensanti
6. La classe politica italiana e tutta la loro cerchia di amici banchieri/imprenditori/etc.
7. I cani “vestiti”
8. La formalità a tutti i costi
9. I razzisti
10. I figli di papà

Passo la palla a chiunque di voi abbia un Blog e la voglia di stilare l’elenco. Forza coi post!

21
nov

Due governi in 4 minuti

21
nov

Lo chiamavano impunità

Senza parole (nel senso “vignettistico” della frase).

16
nov

L’Italia è morta

No, non solo perché è subissata di violenza, ladri, mafiosi, camorristi, politici, criminali, etc.
Non solo perché non esiste più l’informazione e siamo un paese semi-libero.
Non solo perché le aziende seguono una politica sanguisuga, non creano lavoro, sfruttano, e lucrano sulle spalle di tutti i dipendenti e non.
Non solo perché la ricerca è ormai morta in questo paese.

Ma anche perché quando abbiamo davanti agli occhi 10 milioni di dollari, non ce li possiamo prendere. Anche se ne siamo capaci e lo vogliamo con tutto il cuore.

In questa settimana, infatti, s’è parlato molto del contest milionario indetto da Google per la creazione di nuove applicazioni per Android, il giovane sistema operativo per dispositivi mobili rilasciato da Google. Il motivo è che, per restrizioni legislative locali, l’Italia – assieme come la metà francese del Canada, il Québec – è esclusa dal contest.

Migliaia, forse più, di giovani che potrebbero e vorrebbero partecipare, sono esclusi per colpa delle assurde leggi Italiane.

All’inizio la faccenda era un po’ oscura e per capire cosa effettivamente limitasse l’inclusione dell’Italia, ho chiesto a Felipe di dare un po’ di visibilità alla questione.

Il fatto non ha impiegato molto a invadere Blog e giornali di mezza rete. Anche Repubblica.it ne ha parlato e lì vi troviamo svelati quali sono le famose “local restrictions” di cui parla Google

Da noi ci sono infatti norme che in tempi di internet hanno sapore borbonico e che spaventerebbero qualsiasi organizzatore di concorsi internazionali. Per prima cosa, bisogna depositare una somma di garanzia, in anticipo, per coprire l’intero valore del concorso. Insomma, Google dovrebbe stanziare 10 milioni di dollari in un conto corrente solo per lanciare il concorso in Italia. Poi, in Italia i premi dovrebbero essere assegnati in presenza di un notaio e di un rappresentante di un’associazione dei consumatori riconosciuta; Google dovrebbe infine compilare moduli e fare registrare il concorso da due ministeri e dai monopoli di Stato.

Cioè, è praticamente impossibile che l’Italia possa mai partecipare a un evento del genere. E secondo me è fatto pure di proposito. Le solite magagne economico-politiche all’italiana.

Ettore ha scritto una lettera a Di Pietro in cui testimonia le possibilità che hanno i giovani negli USA

Vivo nella Silicon Valley, in California, e tutt’attorno a me vedo ragazzi ventenni che mettono su aziende dopo aziende e creano lavoro, creano innovazione, continuamente. Qui c’è anche una parola bellissima per identificare le aziende che iniziano: “startup”.
La Apple, la HP, Google, Flickr, Facebook, sono tutti nati così. Per aprire un’azienda in California bisogna compilare un foglio, pagare qualche dollaro, e in mezz’ora sei libero.

Già. Non mi ci far pensare, caro Ettore.

Siamo morti. Morti su ogni piano della società. Piano politico, piano commerciale, piano del lavoro dipendente, piano criminalità, piano burocratico e tutti gli altri piani su cui si può porre la questione arretratezza di questo paese.

L’Italia mi dà l’impressione di un malato terminale tenuto in vita dalle macchine. Macchine che non possiamo staccare perché la legge sull’eutanasia non c’è.

15
nov

La riforma più urgente?

Sono incappato in questo articolo di Ecoblog, dove c’è un sondaggio ormai tecnicamente chiuso (ovvero non lo potete votare), però è interessante la questione posta. O meglio, sono interessanti le opzioni, perché ci si rende conto che è quasi impossibile rispondere con una sola di esse.

La domanda è quella in oggetto: Qual è secondo voi la riforma più urgente da fare in Italia?

Le opzioni sono:

  1. Giustizia: tempi rapidi e certezza della pena
  2. Politica: riduzione dei costi e dei privilegi
  3. Economia: class action, basta furbetti e scatole cinesi
  4. Ambiente: riduciamo le emissioni di Co2
  5. Meritocrazia: basta raccomandati e fuga dei cervelli

Io ho avuto qualche difficoltà a sceglierne una sola. Poi, considerata l’emergenza “sicurezza” che vige in questo stato da 10 anni e peggiora di anno in anno, ho messo al primo posto l’opzione #1: tempi rapidi per la giustizia, ma soprattutto certezza della pena.

Infatti, uno dei più grossi problemi è che in questo stato ognuno si sente in diritto di poter fare i propri porci comodi, anche in virtù del fatto che chi è in Parlamento non ci dà proprio il buon esempio, tra mafiosi, truffatori, berlusconi e cose così.

Poi i reati vengono depenalizzati proprio perché i signori delle poltrone devono salvare il proprio culo e quello dei loro amici. E così si finisce che tutti delinquono, consci del fatto che tanto nessuno li sbatte dentro.

Aggiungiamoci la diffusa situazione di violenza gratuita che non viene risolta, a mio avviso, appositamente. Perché? Tenendo lo stato in continua “emergenza sicurezza”, questo sarà sempre la riforma più urgente chiesta dal popolo, che così sarà distratto da tutto il resto: politici e aziende che lucrano sulle nostre spalle, lavoro finto, cemento e polveri sottili sparate direttamente nei bronchi, etc.

Le restanti opzioni le ho così collocate: #3 e poi le restanti a pari merito, poiché dipendo tutte direttamente dalla #2.

E voi? Che mi dite?

14
nov

Comunicazione di servizio

Per tutti quelli che guardano Dr. House su Mediaset: sappiate che avete appena visto l’ultima puntata della terza serie. Quella ora in onda è una puntata della terza serie che si son persi per la strada la seconda puntata della seconda serie O_o

E pure è facile contare: 1, 2, 3…
Idioti.

14
nov

Breaking news

Si vota la finanziaria e si vota contro l’aumento dell’assegno di ricerca.
Si vota la finanziaria e si vota contro il tetto sugli stipedi ai manager (grazie Mastella! lo sappiamo che se no tua moglie si puzzava di fame con poco meno di 300.000 euro l’anno)

In aggiunta, si è venuto a sapere che l’Italia ha una legge che, in pratica, la esclude automaticamente da concorsi a premi internazionali come quello bandito da Google.

12
nov

Caso Sandri, ovvero come i TG fanno danni gratis

La faccenda della morte di Gabriele Sandri non c’entra una mazza col calcio. L’ho già detto.

Ma voglio sottolineare il mio punto di vista riguardo l’informazione dannosa e irresponsabile fatta dai TG.

Infatti, per quel che ne poteva sapere il poliziotto, dall’altro lato di dov’era lui poteva esser successo o star succedendo qualsiasi cosa. Il poliziotto non ha sparato perché c’erano dei tifosi che si son dati un paio di cazzotti. Il poliziotto ha sparato perché ha presunto di aver visto qualcosa.

I TG sono stati degli irresponsabili a leggere tutta la questione in chiave “calcio”, perché non hanno fatto altro che creare tensioni assurde che poi hanno portato altri tifosi a fare danni e a prendersela con persone che non c’entravano nulla, finanche gli operatori TV.

Con la loro tendenza a gossippare, con la perdita totale di qualsiasi capacità di fare informazione, i TG hanno fatto solo danni in questa giornata.

A questo punto, su questa scia, possiamo trasformare ogni delitto, ogni rissa, ogni tafferuglio, ogni cosa, in una questione di “calcio malato�, visto che in tutt’Italia io penso d’esser l’unico a non tifare una mazza.

E già, domani un vicino ammazza il figlio del vicino e si dice: romanista ammazza laziale. Ma stiamo scherzando? E che cazz!

11
nov

Due cose sulla morte di Gabriele Sandri

Sulla morte di Gabriele Sandri voglio dire due brevi cose

Uno: e poi mi chiedete perché schifo i poliziotti? Sparano a cazzo di cane.

Due: Sandri era sì un tifoso della Lazio e aveva sì appena concluso un litigio (tra l’altro alquanto contenuto sembrerebbe) con dei tifosi juventini. Ma questa cosa prescinde dal calcio. Anzi, non c’azzecca un cazzo. Dall’altro lato dell’autostrada, il poliziotto non sapeva nulla. Per quanto ne sapeva lui, poteva essere una lite qualsiasi. Il calcio non c’entra niente. Quindi, fanculo pure i giornali che non sanno dare le notizie e strumentalizzano ogni cosa.

10
nov

Lo Skypephone di 3? Una truffa. Di quelle grosse.

Skypephone Tre

Appena ho saputo dello Skypephone, prima ancora che uscisse la reclame in TV, già dubitavo della veridicità e della qualità dell’offerta. Il motivo – molti lo sapranno – è che 3 fa solo truffe.

Ad ogni modo, vado sul sito qualche giorno fa, leggo qua e là qualcosa e già mi puzza. Ma puzza forte, eh. E inizio già a dire in giro: lasciate perdere, è un “pacco”.

La prima cosa che salta all’occhio è che l’offerta (in sé per sé comunque schifosa, a mio avviso) inizia da Gennaio 2008 ed è valida solo fino al Dicembre 2008. Il resto è mistero. Questo è bastato per farmi decretare l’effetto truffa del prodotto, quindi non ho approfondito.

Oggi, dal un articolo di SKA, vengo a conoscenza di un altro articolo, scritto davvero bene, sulla questione: Skypephone e 3 la disonestà fatta operatore.

L’articolo è lunghetto, ma scorre bene e rapido. Vi consiglio caldamente di leggere e soprattutto di diffondere, per una questione di principio.

I punti chiave toccati da Francesco Minciotti sono:

Ma ripeto, leggete e linkate.

8
nov

Gli intoccabili

Cito testualmente Antonio Di Pietro

In questi giorni stiamo assistendo a un rovesciamento dei ruoli: i giudici sono indagati per azioni disciplinari come nel caso di Clementina Forleo e di Luigi De Magistris e invece dei politici implicati nelle loro indagini non parla più nessuno.
Le lacrime di un giudice vengono fatte passare per lo sfogo di una persona sull’orlo di una crisi di nervi, come a testimoniare la sua inattendibilità. Le indagini Unipol e Why Not vedono coinvolti personaggi di primissimo piano appartenenti a entrambi gli schieramenti politici, delle loro eventuali responsabilità si è persa ogni traccia. Si preferisce orientare l’opinione pubblica sulle presunte mancanze dei giudici che sono diventati imputati.
La gente assiste a un teatrino di cui ha capito da tempo la trama e gli attori. Gli attacchi alla Forleo e De Magistris allontanano i cittadini dalla politica. E’ passato il messaggio, ancora una volta, che i politici sono intoccabili. Tutto questo rende la nostra democrazia ogni giorno più debole.

Gli ennesimi rantoli di una democrazia moribonda. Non posso aggiungere altro. Almeno per ora.

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