Allora. Vediamo di arrivare a un punto. O perlomeno di dire qualcosa di diverso delle solite banali ovvietà che la televisione propina sull’argomento, manipolando così l’opinione pubblica sulla questione Emergenza Rifiuti che negli ultimi anni si verifica sempre più spesso in Campania.
I media, soprattutto la TV, non fanno altro che mandare in onda le immagini di repertorio classiche collezionate a Quarto, Aversa, etc. e parlare dell’emergenza rifiuti nei termini più errati che possano usare. Non si sente altro che: “nessuno risolve”, “Bassolino ruba”, “il commisario speciale ruba”, “i napoletani retrogradi e incivili non vogliono i (cosiddetti) termovalorizzatori”.
La Camorra tiene aperta costantemente l’emergenza, così riesce a lucrare sui finanziamenti che vengono stanziati per risolvere il problema, posizionando uomini di fiducia lungo la gerarchia istituzionale che gestisce queste cose. Ma non basta. Grazie alla Camorra, che gestisce questo commercio da decenni, la Campania è stata imbottita di rifiuti. Non c’è più spazio. Le nostre terre sono talmente zeppe di monnezza di ogni tipo, tossica e non, che lo spazio per quella che produciamo noi non c’è più. Da una vita. Una vita durante la quale le terre campane sono state imbottite di quei rifiuti troppo costosi da smaltire secondo legge. La maggior parte vengono dalle aziende del nord Italia.
Lo smaltimento è un costo che nessun imprenditore italiano sente necessario. [..] «Per loro è più utile la merda che cacano piuttosto che i rifiuti, per smaltire i quali devono sborsare valigie di soldi».
L’unica alternativa proposta sembrerebbero gli inceneritori: il piano di Rastrelli, portato avanti da Bassolino, prevede(va) 5 inceneritori. Parliamo di una soluzione vecchia più di 10 anni.
Ad ogni modo, Buone Feste a tutti coloro che mi leggono e non. Per il fauchone: tabacco e rhum, ancora ancora, posso farci qualcosa. La terza cosa mi risulta difficile
Sulla questione “decenza” tanto cara ai buonisti italioti, voglio citare qualcuno di certo non all’altezza del Dario Fo citatovi nel precedente post, ma che nel suo piccolo dice qualcosa di saggio
Le circostanze? ho ucciso a pugnalate la decenza. Il mio mandante? chi non bada
all’apparenza. Come movente: mi obbligava a stare zitto. E delle buste coi miei testi
con su scritto arma del delitto.
Ma qui è un delirio, quale omicidio, agente sono solamente un capro espiatorio: sono innocente date un occhio alla pubblicità dei media, la decenza è morta di vecchiaia.
…quando qualcuno la possiede sul serio, si sente la differenza coi millantatori che ti sferza il volto.
È il caso di Dario Fo, premio Nobel per la letteratura nel 1997.
L’ultima cosa (e purtroppo ne ho lette poche) che ho avuto modo di leggere è stato il suo “parere” sulla vicenda della chiusura di Decameron, della quale ho profusamente parlato.
Leggere di qualcuno che non argomenta con le soliti motivazioni da buonista italiano (come buongusto, scurrilità , decenza, etc.) è davvero un’emozione particolare. Una lettura vivamente consigliata.
Se io parlo del sostegno immondo di Ferrara alla guerra criminale di Bush, Blair e Berlusconi in Iraq, e voi vi scandalizzate dei toni satirici invece che di Abu Grahib o del napalm a Falluja, la vostra scala di valori è corrotta.
Dalla replica di Luttazzi al direttore di Repubblica.
Gli ultimi articoli li ho dedicati per lo più alla nuova censura di Luttazzi ad opera di La7. Come avrete potuto leggere negli articoli precedenti, tutto il materiale girato (andanto in onda e non) di Decameron era in pericolo di cancellazione.
C’è un controsenso in quello che ha fatto il direttore Campo Dall’Orto, e io gliel’ho detto: stai facendo l’errore più grande della tua carriera, distruggi quello che hai costruito in questi tre anni, l’immagine di La7 come TV libera. Ma lui, che pure m’ha riportato in TV dopo l’editto bulgaro, ha scelto la via dura.
Stasera è successo un fatto gravissimo: per motivi legali (nessuna comunicazione ufficiale della sospensione del programma) io e Franza Di Rosa abbiamo completato al montaggio la puntata n.6 che doveva andare in onda. Verso le 20, dei funzionari di La7 sono entrati in sala montaggio per impedire fisicamente che proseguissimo. Hanno occupato la stanza, hanno intimato al tecnico di sospendere (senza averne titolo), uno di loro si è seduto al mio posto alla consolle e non se ne andava, sfidandoci. Ho telefonato all’avvocato: stavano commettendo un reato (violenza privata) e potevo chiamare la polizia. A quel punto sono usciti. Poi, quando ho finito e me ne sono andato, uno di loro è entrato per CANCELLARE TUTTO IL GIRATO di Decameron, passato e futuro. Spero non l’abbiano fatto.
Il Censis nel suo rapporto annuale ha definito la società italiana una poltiglia frammentata, spaesata, disillusa, sfiduciata e senza futuro.
Più o meno quello che molti blogger italiani, compreso il sottoscritto, dicono da tempo sulle loro pagine.
Ma vediamo qualchedettaglio a proposito del rapporto annuale del Censis
ITALIA AGGRESSIVA E LITIGIOSA È la ‘degenerazione antropologicà , la modalità espressiva quotidiana degli italiani. Ne sono teatro gli stadi e le famiglie. In casa aumentano violenze e separazioni.
DELLA POLITICA NON CI SI PUÒ FIDARE La pensano così 8 italiani su 10.
ENTRATE COMUNI, INCASSI DA MULTE Nei Comuni, salgono del 52% le entrate derivanti dalle multe degli automobilisti.
UN TERZO REDDITO FAMIGLIE PER CASA E ENERGIA A questi scopi va il 31% degli stipendi. È diminuita invece la spesa per alimenti (dal 21,1% del 1996 al 18,9% del 2006).
UN ITALIANO SU 5 VIVE CON CRIMINALITÀ Il 22% della popolazione italiana, ossia circa 13 milioni di persone, vive in zone in cui è presente la criminalità organizzata. Si tratta di cittadini del sud, pari al 77,2% della popolazione di quattro regioni (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia).
Il testo della canzone lo trovate in un post che ho fatto tempo fa, quando scoppiò il trend delle morti sul lavoro. Allora come adesso, voglio commemorare i morti sul lavoro, e nella fattispecie i morti nell’incendio dell’acciaieria di Torino, con questa canzone scritta ben 7 anni fa.