Arieccomi. Per ora ho completato soltanto i lavori di trasferimento. Tutto neminis.org si è spostato da Tophost a Bluehost e la “nuova casa” è divisa con Detro.
Il motivo principale è il fatto che il loro pacchetto di hosting è unico, non espandibile, e decisamente troppo ristretto (in termini di spazio disco) per le mie esigenze attuali. In aggiunta, di tanto in tanto, il servizio risultava alquanto lento (spesso corrispondeva con attacchi DoS). La cosa che però mi ha sempre fatto innervosire era la configurazione dei DNS. In pratica neminis.org (senza www) non puntava a nessun server, mentre io desideravo (come tra l’altro ogni configurazione di default prevede) che fosse uguale a www.neminis.org. Niente. Non c’è mai stato verso.
Vabbuò. A buon rendere. Ora siamo su Bluehost. Vediamo come va.
Vi propongo un pezzo che ho ascoltato per la prima volta grazie a Max. Davvero un bel brano, per testo (oggettivamente) e musica (se piace il genere). Sarà che sono meridionale, ma i lavori dei gruppi del Sud sono sempre le migliori, per quanto mi riguarda.
Guardi Anno Zero. Vedi due classici politici di sinistra, moderati, tranquilli, educati, ma che a loro modo si riempiono la bocca di molta aria fritta. Dall’altra parte vedi la Prestigiacomo, la solita vittima in stile Berlusconiano, scostumata come poche. Anche lei spara una tonnellata di cavolate.
Poi arrivano due operai e gli fanno venire le facce blu con quattro parole semplici, ma che rappresentano esattamente la realtà .
È questa la politica Italiana. Un castello di carte. Un paio di soffi, e tutto va giù.
Un fatto gravissimo, un presidente della regione che viene condannato per aver favorito dei mafiosi qualcuno lo deve raccontare. Lo hanno raccontato un po’ tutti, ma tutti per far vedere con quanta dignità dopo la condanna offriva cannoli, meno Annozero, che invece ha raccontato chi è questo personaggio. Apriti cielo, ma non contro Cuffaro per quello che ha combinato: contro la trasmissione che lo ha raccontato.
Addirittura, subito dopo sono partiti degli esposti verso l’organo di controllo del servizio pubblico, che si chiama “Autorità per le garanzie nelle comunicazioni� (Agicom). Ventiquattro ore dopo l’Agcom ha già punito Santoro e la trasmissione Annozero dicendo che non è stato obiettivo e che deve riparare il danno. Quale danno? Viene da chiedersi “ma cos’è questa grande autorità delle comunicazioni? Chi sono questi personaggioni?�
Per la risposta all’ultima domanda, vi rimando all’articolo di Di Pietro e vi lascio con il commento di un lettore del blog di Di Pietro, tale Fabio
Caro Di Pietro,
io vorrei tanto reistere resistere resistere ma devo pur campare.
Per questo ho deciso di cambiare paese, sarò uno dei tanti laureati che ha capito che in questo paese proprio non ci se la fa.
Sono stanco di queste lottizzazioni, voglio andare a vivere in un paese in cui non vige questo sistema feudale.
Arrivederci onorevole, la apprezzo per il lavoro che ha fatto e mi scusi se penso che questa nostra Italia non si salverà .