Archives for aprile, 2008

30
apr

Alba tedesca

Fresing Sunrise

Freising (Monaco), Germania.

29
apr

Roberto Saviano ad Anno Zero

Parte 1, Parte 2, Parte 3.

28
apr

Neo-fascist sweeps in as Rome’s mayor

Roma Neo Fascista

Che bentornato. Presto partirò di nuovo. Molto presto. Che merda di paese.

20
apr

‘E panni spasi

Panni stesi

Ovvero, i panni stesi (ad asciugare). “Spannere ‘e panni” è un’abitudine dura a morire dalle mie parti. Qui i panni si asciugano ancora come 100 anni fa. E personalmente, devo dire, non ci vedo niente di così scandaloso. Tutt’altro. Ho sempre pensato che sia il modo più naturale di asciugarli: esporli al sole. Economico e sostenibile.

Certo, se si abita in centro o comunque in una strada trafficata, non è proprio l’ideale, perché ce li si ritrova sporchi peggio di prima a causa dello smog. Ma esiste sempre la soluzione “terrazza condominiale in cima al palazzo”, che permette anche di mantenere un aspetto più “borghese” delle facciate dei palazzi.

Fatto sta che per me asciugare i panni nelle asciugatrici elettriche è sempre sembrata un’eresia.

Ora anche gli Stati Uniti (e non solo) cercano di riportare il proprio paese “indietro nel tempo”

Stendere i panni al sole non è più roba da vicoli. Anzi, dagli Stati Uniti arriva un nuovo dictat: basta con le asciugatrici perché consumano troppa energia elettrica. In molti stati americani, ma anche in Gran Bretagna e nel Belgio sono partite raccolte di firme e sono stati proposti disegni di legge per far abrogare i divieti di stendere i panni al sole. E nella provincia dell’Ontario, in Canada, il bando relativo alla presenza di panni stesi ai balconi è stato revocato due giorni fa. A Toronto e dintorni i panni, dunque, torneranno fuori al sole grazie al movimento per il bucato ecologico che non è composto solo da snob ambientalisti, ma anche da chi è convinto che le asciugatrici abbiano costi insostenibili.

Magari ora la smetteranno di deridere Napoli perché tutti ancora stendono i panni al sole ;)

19
apr

Il feed dei Libri

 

Dopo “secoli” mi sono iscritto anche io ad aNobii e ho aggiunto già i primi libri “a memoria”.

Se vi interessa, il feed RSS per seguire i miei libri è disponibili nella sidebar insieme a tutti gli altri (articoli, commenti, foto, ristoranti).

18
apr

Le bugie hanno le gambe lunghe

18
apr

L’Italia Oscena

Prima parte, Seconda parte, Terza parte, Quarta parte, Quinta parte

Roberto Scarpinato è un magistrato antimafia di Palermo. Tramite il blog di Piero Ricca sono venuto a conoscenza di una serie di video intitolata “L’Italia oscena”, dove c’è un suo lungo intervento riguardo il ruolo degli intellettuali nel nostro paese, e lo stretto collegamento tra criminalità e storia della politica.

Una sola parola: guardateli.

17
apr

La scimmia è l’evoluzione dell’uomo

Il Bonobo è la scimmia più simile all’uomo, ma la sua organizzazione sociale è basata sulla conciliazione piuttosto che sulla dominazione. I conflitti sono gestiti in maniera essenzialmente non violenta, dove il sesso interviene come un’alternativa all’aggressività.

Per saperne di più: Wikipedia, Paniscus.net, Google.

Vive in comunità estremamente pacifiche in cui maschi e femmine hanno pari diritti e dignità. Non sa cosa sia la competizione e condivide le risorse con tutti, in maniera equa. Non conosce la guerra, l’assassinio e la violenza. Insomma, stando a come si comporta il bonobo, la scimmia è l’evoluzione dell’uomo. Per il bonobo il sesso è alla base dei rapporti sociali, si accoppia sia con etero che con omosessuali. Davanti al cibo i bonobo prima fanno un’orgia e dopo mangiano, senza mai litigare. Il bonobo non è aggressivo: è sessualmente appagato; non discrimina il diverso, non va al family day.
La scimmia è l’evoluzione dell’uomo.

Rit: Bonobo power, evolving society. We improve the community and human eat the banana. Bonobo power, absence of authority. No more cruelty, no more war. We just play and come with love and human sucks!

Durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale i bonobo dello zoo di Hellabrunn morirono di spavento; alle altre scimmie non accadde nulla. Il bonobo è stato cacciato, sterminato, censurato. Il bonobo è una pericolosa alternativa sociale: dimostra che in natura esiste l’omosessualità, e che l’uomo è aggressivo perché sessualmente represso e soprattutto che l’unico vero modo per vivere in pace è giocare, mangiare ed accoppiarsi alla faccia di religiosi, intellettuali e politici benpensanti.

(Rit.)

Il testo è stato prelevato da raptxt.it.

16
apr

Musica Techno

15
apr

Non mettere le mani in tasca

Il testo.

14
apr

Berlusconi Times

13
apr

In Italia il crimine premia. E a volte Premier.

Berlusconi Colosseo 2008

Non posso fare a meno di dare ulteriore visibilità all’articolo che il mio amico Detro segnala nel suo blog: In Italy, crime pays and may get you elected, del Los Angeles Times.

L’affermazione più tristemente vera è, a mio avviso, la seguente

Italy has always been a place where people felt that…unless you cheat or break the rules, the deck is stacked against you.

Siccome non ho alcuna voglia di tradurre, spero vivamente che ve la caviate con l’inglese.

13
apr

Aria di Votazioni

Non si respira bene.

12
apr

Le mani in tasca

Sto ascoltando l’ultimo album di Caparezza e dopo averlo finito due volte, sono andato a loop sulla terza traccia: «Non mettere le mani in tasca».

Per i video su YouTube è decisamente presto (visto che l’album è uscito ieri), quindi vi lascio col testo che ho scritto io stesso qualche minuto fa. Eccezionale. E sulla base del pezzo è pressocché spettacolare.

Fratello sai cos’è una tasca?
è una vasca in cui si annaspa
in cui ogni peccato è programmato più del Pascal
io te la perquisisco a mo’ di Qasba
ci trovo vizi e basta
sei nell’angolo più di Dizzee Rascal
non è Letizia la tua tizia non è Casta
lo deduco dall’hatu nella tua sacca
hai l’alito di grappa
ma datti alla pappa
come Gian Burrasca
brucerai all’inferno
come d’inverno una frasca
In tasca metti la mano
per etti d’Afgano
ma cosa sei, sei metallaro?
ma sentiti Al Bano!
mostri le zanne ma mio caro
hai i denti di Hamtaro
con tutti i mezzi
ti si fa a pezzi più del Meccano
Sei portato insano di tasche
ti conviene confessare
che con le mani in tasca vuoi protestare
Un anno nella cella è il posto dove stare
perché adesso noi comandiamo dall’est all’ovest, amen!

Fratello tu non mettere le mani in tasca
le mani in tasca, le mani in tasca
Io so che cosa fai tu con le mani in tasca
le mani in tasca, le mani in tasca
Fratello tu non mettere le mani in tasca
le mani in tasca, le mani in tasca
Io so che cosa fai tu con le mani in tasca
le mani in tasca, le mani in tasca

Era uno stato regresso
tentato dal sesso bendato
bombardato dal degrado
più di Belgrado dalla NATO
Uno stato in crisi invaso
da invasati invisi al Vaticano
coppie di fatto che stroncavano
i patti fatti a Laterano
Mentecatti blateravano
contro noi in ogni forum
c’era una sola soluzione come per il Gollum
Bang, bang, bang, bang!
quattro colpi al Quorum
riposi in pace il referendum in secula seculorum
Scomunicammo in nome di Dio
un libro di Dan Brown sul prioriato di Sion
dando l’avvio ad un’era di messa a morte
da Crozza ad Andrea Rivera passando per Harry Potter
E fu brusio di volantini sovversivi
fummo costretti ad adottare metodi repressivi
quindi fiato sul collo
c’è la galera per chi porta le tasche
perché nelle tasche non c’è controllo

Fratello tu non mettere le mani in tasca
le mani in tasca, le mani in tasca
Io so che cosa fai tu con le mani in tasca
le mani in tasca, le mani in tasca
Fratello tu non mettere le mani in tasca
le mani in tasca, le mani in tasca
Io so che cosa fai tu con le mani in tasca
le mani in tasca, le mani in tasca

Da quel momento chi porta una tasca
o è un’artista oppure un tossico
o entrambi come Basquiat
Gente a cui basta fare il contrario come bastian
per darsi più arie di quante ne abbia composte Bach Sebastian
Per questo sei stato arrestato
tu credi nella favola della libera tasca nel libero strato
Camillo Benso si è sbagliato
l’unica Libertas è quella che sta sullo scudo crociato
Ripetiamo:
«In nomine libertatis vincula edificamus»
(Coro) «In nomine libertatis vincula edificamus»
«In nomine veritatis mendacia efferimus»
(Coro) «In nomine veritatis mendacia efferimus»

Fratello tu non mettere le mani in tasca
le mani in tasca, le mani in tasca
Io so che cosa fai tu con le mani in tasca
le mani in tasca, le mani in tasca
Fratello tu non mettere le mani in tasca
le mani in tasca, le mani in tasca
Io so che cosa fai tu con le mani in tasca
le mani in tasca, le mani in tasca

12
apr

Il voto contro

In questo paese è praticamente impossibile votare a favore di chi ci piace. È pericoloso. Pericolosissimo. Molte persone, specialmente di sinistra, stanche di tutto, non vorrebbero votare affatto. Altre, vorrebbero votare partiti più vicini alle persone, come “Per il Bene Comune” di Stefano Montanari, o altri “piccoli partiti”.

Il problema è che, mentre in una situazione normale, il pericolo è che salga il candidato che rappresenta l’area politca opposta a quella che si è votata, nel nostro caso il pericolo è ben più grande. Si chiama Berlusconi. Silvio Berlusconi.

Checché si possa populisticamente dire di tutta la politica italiana, parlando di Berlusconi, parliamo di un pericolo che va oltre ogni immaginazione. Di una persona contro ogni forma di legalità (e quindi di tutela del comune cittadino), di una persona a favore della mafie, della disinformazione, e del regime. Un criminale scampato a diversi processi e condanne grazie all’attività politica di amici, prima, e propria, poi. Un uomo senza scrupoli che durante i suoi ultimi 5 anni di governo ha portato a 46 il numero di palazzi utilizzati per il governo, e ha pagato il suo arredatore personale con i nostri soldi per arredare le sue varie residenze politiche e non a suo piacimento. Un uomo che prima di abbandonare il potere nel 2006 s’è fatto un decreto che gli assegnava 31 guardie del corpo e 10 auto (tutto pagato da noi) anche dopo il suo mandato. Un uomo che si batte affinché il legame tra la criminalità organizzata e i poteri politi-economici sia sempre più indistinguibile. Un uomo che attacca le istituzioni del paese, quali giustizia e presidente della repubblica. Parliamo del peggiore criminale italiano da decenni, legalizzato dai giochi politici ma soprattutto dall’ignoranza di una moltitudine di italiani che ancora pendono dalle labbra di uno che inneggia a Mangano come eroe, persone che si indignano solo se Berlusconi dice che Totti non ci sta con la testa perché non appoggia il suo partito.

L’Italia è a pezzi. Gli italiani sono una banda di capre. La casta politica è terrificante. Ma Berlusconi è ben oltre tutto questo. Berlusconi è il capomafia italiano. È colui che se salirà farà sì che l’illegalità prenda ancora più piede di quanto non l’abbia già fatto finora. Un uomo che trasformerà definitivamente l’Italia in una cosca mafiosa di 60 milioni di persone.

Per questo, personalmente, sento il peso e la responsabilità di dover votare contro Berlusconi, prima ancora di votare a favore di chi voglio. Per questo il mio voto sarà disgiunto.

Purtroppo votare contro sembra essere l’unico vero voto utile a queste elezioni.

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