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Al contempo di eventi di dubbia natura quali quelli di Chiaiano, vorrei far notare alcuni articoli esteri come Io sono fascista, dice la stella del Milan Christian Abbiati, Il ministro della Difesa italiano chiede rispetto per i soldati fascisti, Alcuni commenti sul fascismo suscitano la protesta in Italia. Mi chiedevo giusto dove fosse finita la legge Scelba. Domanda retorica, lo so.
E dire che nel posto da cui scrivo in questo momento persino i cittadini hanno buttato nel dimenticatoio la parola Führer, che sebbene sia una normale parola tedesca che significa “guida” o “capo”, per il suo abuso durante il periodo nazista è stata sostituita nel linguaggio comune dal sinonimo Anführer.
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Cliccare sull’immagine per firmare la petizione contro il nucleare.
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Rapido rapido: andatevi a leggere questo e guardatevi il video all’interno. Subito.
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[Windows] Vista is at best mildly annoying and at worst makes you want to rush to Redmond, Wash. and rip somebody’s liver out.
[Windows] Vista è, nella migliore delle ipotesi, leggermente fastidioso, e nel peggiore dei casi ti fa venir voglia di correre a Redmond e strappar via il fegato a qualcuno.
— Stephen Manes on Forbes.com
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Se i napoletani facessero, con la metà della forza, la metà delle proteste che son capaci di fare quando gli toccano la squadra di calcio, Napoli sarebbe la città migliore del pianeta.
E invece. Invece dovete passare solo un brutto guaio. “Senza il Napoli non siamo niente” dice un intervistato. Qualcosa lo sei. Nu ddije ‘e strunzo. Pensa alla merda che respiri tu e i figli tuoi, invece di pensare a quatte scieme appriesso a ‘na palla.
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I’d like to share a revelation that I’ve had…during my time here. It came to me when I tried to classify your species. I realized that you’re not actually mammals. Every mammal on this planet…instinctively develops a natural equilibrium with the surrounding environment. But you humans do not. You move to an area and you multiply and multiply until every natural resource is
consumed. And the only way you can survive is to spread to another area. There is another organism on this planet that follows the same pattern. Do you know what it is? A virus. Human beings are a disease. A cancer of this planet.
Queste parole pronunciava l’agente Smith a Morpheus, per asserire un concetto chiaro a chiunque disponga della facoltà di un pensiero attento: la razza umana ha un comportamento assimilabile a quello dei virus, poiché per sopravvivere distrugge e consuma anziché adattarsi come fanno gli altri mammiferi.
Di tanto in tanto ritorno su questo tema, ma spesso mi ritrovo a domandarmi: Che razza di mondo abbiamo creato? Un mondo ormai allo stremo delle risorse e dove si fa fatica a tenere il conto delle guerre in atto. Un mondo dove siamo costretti ad affannarci e a
tessere un benessere frenetico che ti porta ad essere un messere nevrastenico con crisi di panico [cit. Caparezza, Torna Catalessi, Habemus Capa]
Un mondo in cui la società globale ha invertito ogni concetto di valore, ha sovvertito i principi, ha cambiato il significato di felicità, ha modificato le nostre vite in processi produttivi e di consumo, ha plagiato le nostre menti con falsi miti e ancor più false priorità, inducendoci in rinunce che erroneamente non riteniamo tali.
Un mondo in cui non sei veramente libero.
Un mondo dove paesi come Russia, Cina, Korea, Iran, e altri si affannano tra sfruttamento, distruzione del pianeta, corsa alle armi nucleare, odio. Un mondo dove un candidato alla vice-presidenza degli USA afferma pubblicamente che se la Russia continuerà per la sua strada, interverrà (in guerra). Un’affermazione che nasconde un alone da fine del mondo. E non lo fa nemmeno tanto bene.
Ma mi rendo conto che usare “mondo” come soggetto è impreciso. È giusto dire “società”. Una società globale che mi fa paura. Ma non gli darò la soddisfazione di rovinare il mio di mondo.
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The whole problem with the world is that fools and fanatics are always so certain of themselves, but wiser people so full of doubts.
Bertrand Russell
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Nu juorno all’intrasatta
sentette ‘e tuzzulià ‘ncopp’ a stu core:
-Mò chi sarà ca vene a tuzzulià proprio a chest’ora
a mme ca nun aspetto cchiù a nisciuno…-
…E allora?
Allora addimannaje: – Chi è? -
Na voce gentile rispunnette:
- Faciteme trasì. Cerco ospitalità -
‘O nomme aggia sapè-
- Me chiammano Violetta -
Subbeto spalancate ‘a porta ‘e chistu core
pe fa trasì stu sciore,
stu sciore delicato, stu sciore appassionato.
Appena isso trasette, a porta se ‘nzerraje,
nun s’arapette cchiù,
cchiù pe nisciuno…
… maje.
— Totò.
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Chissà ormai quanto tempo fa, Totò scriveva
Io voglio bene a Napule / pecchè ‘o paese mio / è cchiù bello ‘e na femmena / carnale e simpatia.
E voglio bene a te / ca si napulitana / pecchè si comm’a me / cu tanto ‘e core ‘mmano.
Saje scrivere, saje leggere / parole ‘e passione / saje ridere, saje chiagnere / sentenno na canzona.
Napule, tu e io… / simme tre ‘nnammurate: / simmo na cosa sola, / gentile e appassiunata.
Nuie simmo ‘e figlie ‘e Napule, / Vommero, Margellina: / quanno se dice “Napule” / s’annomena ‘a riggina!
Carò Totò, purtroppo Napule nun è cchiù comme quanno ce stive tu.
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Deve essere questo il motto di Berlusconi e del suo governo. E siccome per metterlo in atto oggigiorno non v’è migliore via della manipolazione dell’informazione e più in generale dei mezzi di comunicazione, compresi i programmi di intrattenimento e le persone ivi coinvolte, è proprio lì che c’è più fermento in questo senso. Un fermento che comprende molte cose, tranne la verità.
Ho notato casualmente in questi giorni che su Rai Uno partirà Verdetto Finale, copia-copiarella di Forum, decennale programma Mediaset.
Per tutta risposta su Mediaset partirà Il Ballo delle Debuttanti, reality assimilabile a Ballando con le Stelle, della Rai.
Come se non bastasse, diversi volti che per anni hanno occupato l’obiettivo delle telecamere del presidente mafioso, ora si trovano in giro per la Rai. Non sto qui a farvi i nomi perché francamente non li conosco (è già tanto che ne ho riconosciuto le facce), e dovrei fare una ricerca per una cosa il cui valore è inferiore a quella di un essere umano che si abbassa a votare Berlusconi. Vi basti l’incipit.
Come potete ben capire è in atto un nuovo capitolo del processo di uniformazione delle maggiori reti televisive italiane. Sempre più fuse, sempre meno dissimili, sempre meno discernibili. Lo stesso processo avvenuto da tempo tra mafie varie, banche e politica. Quei processi che portano a un lento e doloroso colpo di stato “non violento”. Un tipo colpo di stato che non è più punibile, grazie a una modifica dell’articolo 283 del codice penale avvenuta ad opera del governo Berlusconi III (2006).
Prima di allora l’articolo recitava:
Chiunque commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma del Governo, con mezzi non consentiti dall’ordinamento costituzionale dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni.
ora invece dice:
Chiunque, con atti violenti, commette un fatto diretto e idoneo a mutare la Costituzione dello Stato o la forma di governo, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni.
Ein Volk, ein Reich, ein Fürher.
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L’esasperazione della classe “artistica” è sempre più marcata. I gruppi e i cantanti socialmente impegnati non riescono a fare a meno di cantare dei tempi bui di questo paese di merda. Quasi ossessivamente ormai. È così anche per gli Après la classe. Eccovi l’ultimo singolo.
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Una delle più belle canzoni1 di Pino Daniele, e in generale della musica italiana. L’ho già ascoltata tre volte da stamattina, e quindi voglio farla ascoltare anche voi.
1 Alessà, sta canzone ven ‘a te.