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Eri lì. Bella, giovane, vergine. Lì a bagnarti nel mare e a godere di ogni onda infranta sulle rive, mentre dentro di te fuochi eterni e indomabili bruciavano.
Eri lì. Non potevi non esser notata, e così accadde. Arrivò, forte, bello, fiero, e ti conquistò. Ti fece sua. Tutto sembrava normale. Ma poi. Poi decise che era meglio sfruttarti, sottometerti, soggiogarti.
E iniziò ad usarti. E dopo di lui altri. Ed altri ancora. Di tanto in tanto c’era sempre chi ti prometteva la luna e le stelle, ma ognuno, infine, prendeva soltanto, senza mai dare nulla in cambio. Sempre a fare i propri comodi e a lasciartisi alle spalle una volta finito.
Intanto il tempo passava, e tu non eri più giovane e immacolata come una volta. Anche il tuo ardere, seppur sempre vivo come un tempo, era cambiato, maturato.
Loro ti sfruttavano, prendendoti, ferendoti, sporcandoti. Ma tu, a tuo modo, resistevi, cantando, scrivendo, creando.
Tutti uguali, uno dopo l’altro, bravi soltanto ad umiliarti. Anche ora che sei vecchia, acciaccata, malandata, loro sono ancora lì. Abusano. Ti usano.
Ancora ti trattano come una puttana, cara mia bella città natia.
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L’ho visto da un po’ ormai, ma avevo bisogno di maturare dentro di me l’opinione per evitare di esprimerla male o parzialmente.
Oggi, mentre ero a pranzo da Donna Margherita con l’amico Detro, ho avuto modo di discuterne con lui e così maturare definitivamente la mia opinione a riguardo.
Devo dividere il giudizio tra realizzazione tecnica, l’idea di fondo, e i contenuti. Purtroppo, essendo una auto-produzione, capisco che il budget non permette di raggiungere il top della realizzazione tecnica, che ad ogni modo, considerando i limiti del caso, è sicuramente buona, eccellendo nelle ricostruzioni e difettando altrove.
La ragazza che fa da collegamento tra i vari punti del documentario, e che tira le somme evidenziando concetti e deduzioni storiche, purtroppo, è il difetto del documentario. L’idea di fondo è buona, anzi ottima: abbiamo un’indagine in corso. Un giallo. Capire attraverso la storia perché Napoli e i napoletani sono quello che sono oggi. Non fa una grinza come logica, ed è intelligente impostarlo come un giallo. Avere questa figura che “indaga” attraverso gli eventi storici, e con un’aria tra il misterioso e l’amareggiato commenta il tutto. Il problema è la capacità espressiva di lei. È rigida, non naturale, quasi inespressiva, non sciolta, irreale. Questo rovina un po’ le cose.
I contenuti, ci sono e sono collegati e montati bene. Questo primo volume copre ad occhio e croce 2300 anni di storia, non era quindi facile districarsi tra la quantità immonda di materiale storico disponibile su Napoli. Devo dire che qui si sono comportati molto bene, nel focalizzarsi sui periodi e gli eventi utili alla loro “indagine” socio-culturale; eventi raccontati per lo più da docenti di diverse Università napoletane. Elementi storici interessanti, alcuni non molto comuni nemmeno per chi è napoletano D.O.C. come il sottoscritto.
In sostanza confermo il mio giudizio generale come positivo, soprattutto per aver deciso di auto-produrre un documento culturale con lo scopo di capire e spiegare al tempo stesso. Il mio consiglio è di vederlo, senza dubbio.
Aspetto di vedere il secondo volume che si focalizzerà sulla storia dal 1650 al 1920, stavolta coprendo un periodo più breve e allo stesso tempo più vicino ai giorni nostri, e per tanto presumo avrà un maggior livello di dettaglio degli eventi.
Intanto posso dirvi una sola cosa. Napoli è così perché, nel bene o nel male, lo è sempre stata. Da 2800 anni. L’aggravante dei giorni nostri è che il lato oscuro della città è andato troppo oltre, cacciando, paradossalmente, nell’ombra il lato buono della città.
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‘I think I prefer London at night,’ he said, once we’d got ourselves in step.
‘Me too,’ I said. ‘River’s very pretty.’
‘The fuck it is,’ said Barnes. ‘I prefer London at night because you can’t see it so well.’
da “The Gun Seller” by Hugh Laurie.
LOL! Agreed.
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Una produzione indipendente e autoprodotta, a opera di Pixel06 un’associazione no-profit incentrata su Cinema e Arte.
L’ultimo anno e mezzo, mentre sulla nostra città veniva riversato un mare di fango, noi abbiamo lavorato ad un film sulla Storia di Napoli. Ora è pronto e lo consideriamo un eccezionale mezzo per far conoscere la cultura bimillenaria della nostra città. E sembra che non siamo i soli a pensarla cosi.
Così nasce il primo volume di Napoli: La Storia, che copre il periodo dal VI secolo A.C. al 1657 D.C. Il secondo volume è attualmente in lavorazione e si spingerà fino al 1920, mentre, intanto, il primo concorrerà al Beloit International Film Festival.
Ho così apprezzato l’idea e il solo averci provato a fare un lavoro simile, in un periodo in cui da ogni dove sono impegnati a seppellire Napoli sotto i suoi problemi e difetti, che mi son fatto spedire il DVD a Londra senza nemmeno pensarci due volte.
È arrivato stamattina, dopo soli due giorni dalla spedizione (sono quasi certo che se ne avessi richiesto la spedizione Napoli per Napoli, non sarebbe arrivato così presto). E credo proprio che adesso lo metto su.
Perciò aspettatevi un altro post dove vi farò sapere cosa ne penso!
Intanto vi lascio al trailer, nel seguito del post.
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Ieri sera scoprop tre pezzi che non avevo mai sentito, perché non inclusi nei suoi album. Iniziamo dalla Sindrome di Lorena, che è una bonus track che si scarica dal sito di Capa se si fa un gioco che si trova nel CD Verità supposte.
Poi ho scoperto anche Musicanarkica, che è in realtà una featuring con Miele (attenzione link a sito MySpace fatto malissimo), che è un DJ partenopeo, quindi il testo del pezzo è interamente stato scritto e cantato da Caparezza.
Infine scopro anche Picciotti della Benavita, grandissimo pezzo che senza mezze misure afferma che la mafia odierna siede in parlamento. Il pezzo è ancora una volta una featuring, stavolta con gli Anti Anti (incredibile sito MySpace fatto bene!).
Di qui, il passo a scoprire tutte le altre featuring è stato breve. Enjoy!
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Grande pezzo di Federico Salvatore, in vesti stranamente melodrammatiche, probabilmente dovute alla saturazione di rabbia che ogni napoletano onesto e fiero ha raggiunto ormai da tempo.
Nel video compare anche una mia foto (che per inciso non ha ricevuto l’autorizzazione ad essere utilizzata, così come altre che ho riconosciuto essere state prelevate da Flickr).