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Un breve articolo per evidenziare come ormai sia tutto così facilmente prevedibile, eppure la maggioranza, compresi molti dei miei conterranei, non vuole vedere ciò che ha sotto il naso.
Apprendo, infatti, da Blogolandia Napoli, che uno dei siti che sarà destinato allo stoccaggio delle scorie radioattive è Sessa Aurunca, nel casertano! Ma va!? E io che avevo detto (intendendo, ovviamente, con “napoletani”, in realtà anche le zone limitrofe)?
Guarda caso una delle provincie con l’attività camorristica tra le più ferventi e spietate dell’ultimo decennio e patria dei clan che più hanno tratto vantaggio dal commercio dei rifiuti tossici, è stata adesso scelta per questo triste compito. Temporaneo dicono. Mi farei una grassa risata se non fosse troppo triste per riderci sopra.
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Già in passato ho usato il termine Shoa campana per identificare una serie di eventi legalizzati che porteranno a decimare la popolazione di Napoli prima, e di tutto il resto della Campania poi.
Facciamo un piccolo riassunto. In principio era la criminalità organizzata: già nel 1992 il boss del Rione Traiano, Nunzio Perella, confessava che “la monnezza è oro”. Notare bene: confessava nel 1992, il che implica che il tutto è iniziato ancora prima.
Da lì in poi il business della monnezza e di tutto il ciclo d’affari correlato ad essa in qualche modo è diventata la maggiore attività della Camorra campana. E di questo ci ha ampiamente raccontato Roberto Saviano nel suo libro (nella fattispecie, l’ultimo capitolo).
Da non dimenticare ovviamente l’implicazione delle istituzioni in tutto questo: se un tale business è andato (e va) avanti per almeno 20 anni è perché il governo centrale così come quello locale hanno permesso tutto ciò. Dirò di più: hanno finanziato tutto ciò, con i milioni di euro che ogni volta sono stati stanziati per “risolvere” l’emergenza.
È arrivato poi il tempo in cui il governo centrale non poteva stanziare ancora una volta soldi a vuoto, e così abbiamo permesso a un criminale come Berlusconi di dare lezioni morali sfruttando a suo vantaggio questo enorme problema.
Sappiamo tutti bene che nelle questioni di immagine Berlusconi è un “mago” (per usare un eufemismo). Ma la realtà è che Berlusconi ha fatto una cosa semplice: legalizzare quello che ha fatto la Camorra per anni. Senza contare i mezzi che ha usato per forzare l’apertura della discarica di Chiaiano.
Tutto questo è grazie anche a un’ignoranza senza giustificazione che dilaga tra la popolazione italiana, grazie alla quale, innanzitutto, Berlusconi ha un potere che nelle sue mani è pericolosissimo, e in secondo luogo, ha permesso l’attuazione di un piano per l’emergenza rifiuti degno di un governo del secolo scorso.
Ora sembra che il temutissimo inceneritore di Acerra (cittadina dell’entroterra campano dove già ora c’è un tasso di incidenza tumori eccessivamente al di sopra della media nazionale — e così nelle aeree limitrofe) sia prossimo all’apertura e di certo nessuno si aspetta che le cose possano andare diversamente da ciò che è accaduto per l’inceneritore di Colleferro, nel Lazio.
Ora che la Camorra è stata “costretta” ad accettare l’inceneritore, virerà sicuramente il suo business e farà sì che l’inceneritore di Acerra primeggi per quantità di energia prodotta. Quantità di energia che sarà pari soltanto alla quantità di tumori che con la quale spazzerà via la popolazione.
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Being the richest man in the cemetery doesn’t matter to me; going to bed at night saying we’ve done something wonderful: that’s what matters to me — Steve Jobs
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Proverbio irlandese che tradotto è:
Un paese senza lingua, un paese senza anima.
M’è piaciuto subito. Nel titolo il proverbio è nella forma originale, in gaelico irlandese.
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Oggi, 13 Marzo 2009, il World Wide Web compie 20 anni! Tim Berners-Lee ha inventato il WWW nel 1989. È difficile definire l’impatto che questa tencnologia relativamente giovane ha già avuto ed è perfino più eccitante pensare a quello che ci aspetta in futuro.
Buon compleanno WWW!
[via ReadWriteWeb]
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Vengo a scoprire che il centro storico di Napoli è Patrimonio mondiale dell’Umanità dell’UNESCO. Ignoranza mia o cos’altro, ma fatto sta che lo ignoravo.
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È un po’ che non inveisco, per il solo piacere di farlo, contro le dubbie capacità linguistiche dei tanti “blogger professionisti” che ci sono in giro. In passato — e chi mi legge da tempo lo sa — ho spesso messo in evidenza la scarsa conoscenza della lingua italiana degli allora blogger del network blogo.it. Network che ho sapientemente smesso di seguire, ragion per cui non avete più visto articoli atti a schernirli.
Purtroppo loro non sono i soli. E sebbene passi tranquillamente sopra agli errori di coloro che sono blogger a tempo perso (anche se chi scrive male mi urta i nervi comunque), da sempre non tollero che coloro che scrivono per “blog professionali” (ovvero quei blog che alle spalle hanno una seppur minima struttura commerciale), lo facciano male.
In questa categoria di blog è facile notare come gli articolisti farciscano i loro testi di paroloni e frasi inutilmente arzigogolate, col chiaro intento di sembrare “professionisti”, ma col risultato scontato di sembrare ridicoli, poiché abusare — e male — della propria lingua non fa di te un professionista, ma un buffone.
L’ultima simpatica chicca arriva da un articolo di The Apple Lounge, blog italiano che ruota intorno al mondo Apple. Il 90% delle volte i loro articoli non li leggo affatto: sono prolissi, scritti da far venire i mal di testa e abusano del grassetto (probabilmente dietro istruzioni di qualche “esperto” SEO). Però sono una buona sorgente di notizie (che regolarmente leggo dalle loro fonti).
La frase incriminata (probabilmente ce ne saranno altre, ma mi son fermato a questa) è
requisito fondamentale, ma non obbligatorio, è avere accesso ad una connessione Wi-Fi
Leggendo la frase sopra, il primo cazzotto negli occhi arriva dal contrasto tra “fondamentale” e “non obbligatorio”. Ma la situazione è ben peggiore. Essendo la parola “requisito” così definita
s. m. qualità, dote o condizione necessaria per poter accedere o aspirare a una carica, sostenere un esame e sim. [via Garzanti]
ed avendo la parola “necessario” i seguenti sinonimi
agg. Sin. essenziale, fondamentale, obbligatorio, doveroso, inevitabile, inderogabile [via Garzanti]
è ben chiaro come non possa assolutamente esistere un requisito che sia “non obbligatorio”, poiché risulterebbe in una contraddizione in termini.