Berlusconi e la cultura
- 29 Mar '06
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Ora che sono più calmo, sono pronto a fare dei post più pensati su quanto accaduto ieri sera (martedì 28 Marzo 2006) a Ballarò, trasmissione di attualità economica e politica di Rai3.
Iniziamo da un fatto curioso.
A un certo punto della serata, durante un botta e risposta molto acceso tra la Bonino e il CaiNano, la liberale della Rosa nel Pugno dice al premier: «Lei mi definì “la protesi di Pannella�. Si ingoierà questa espressione».
Ecco a questo punto rispondere un Berlusconi sorridente che millanta di avere una cultura: «Ogni tanto un po’ di cultura non farebbe male» afferma «la parola ‘protesi’ deriva da pro teti [o simile, ora non ricordo precisamente lo pseudo-greco che ha usato, ndNemo] che vuol dire “al posto di”. Io intendevo che lei faceva le veci di Pannella.»
Ora tralasciando per un attimo lo pseudo-greco usato da Berlusconi, ciò che conta è che lui afferma con sicurezza che protesi vuol dire, etimologicamente parlando, “al posto di”.
Ovviamente è chiaro che Berlusconi non ha affatto una cultura che gli permette di dire queste cose. Infatti ha detto un’altra cazzata (e se n’è accorta pure la Bonino).
protesi [prò-te-Si], Dal latino tardo prothe°si(n), che è dal greco próthesis, derivato di protithénai ‘porre innanzi’, composto di pro- ‘pro-2′ e tithénai ‘collocare’.
E questa era l’etimologia.
Veniamo alle accezioni odierne della parola:
s. f.
1 (med.) sostituzione di un organo del corpo umano, mancante o difettoso, con un apparecchio o un dispositivo artificiale; l’apparecchio o il dispositivo stesso: protesi dentaria; protesi valvolare
2 (ling.) aggiunta di un elemento non etimologico all’inizio di parola (p. e. per istrada anziché per strada)
3 (arch.) in alcune basiliche paleocristiane, piccolo ambiente, per lo più di forma quadrata, situato sul fianco sinistro dell’abside.
Autorevole fonte: Garzanti Linguistica.
Insomma, come la si mette si mette, il CaiNano ha detto un’altra cazzata. Dove mette bocca dice idiozie. L’unica cosa che merita è il guinness dei primati per il tasso di stronzate dette nell’arco della sua vita.










E’ come il “Bisluscus” di Luttazzi:
che nella sua accezione moderna si traduce
Per fare il democratico e il preciso:
L’etimologia riportata da Detronizator è esatta: bisluscus vuol dire due volte losco ed è l’etimo della parola berlusco; ma c’è da dire che berlusco è una parola italiana arcaica che sta per “Guercio”.
Questo perché in una vecchia accezione la parola losco è un aggettivo “Di chi, per difetto della vista, è costretto a guardare stringendo gli occhi e aggrottando le sopracciglia”. Fatto sta che citando un illustre dizionario abbiamo:
Per tanto basta rimanere sul “due volte losco” e attribuire a losco tutte le accezioni che esso può reggere.
Concludo dicendo che bis-luscus è anche l’etimo di Berlusconi poiché Berlusconi (come svariati cognomi italiani che sono derivazioni di parole comuni) è un accrescitivo plurale di Berlusco.
:-O
GIURO che io stavo solo scherzando!
Avevo preso quello che diceva in proposito Luttazzi come na battuta…
[...] Il tutto nasce da una battuta che sia io che il mio amico Detro abbiamo sentito dal grande Daniele Luttazzi: “[…] allora vuol dire che sei due volte losco, cioè Bis-Luscus, cioè Berlusconi […] E’ l’etimo esatto, trovato da Corrado Augias […]” Il mio amico Detro era convinto che si trattasse soltanto di una battuta. [...]
[...] ps Il titolo l’ho rubato (letteralmente) al mio amico Nemo che l’ha ideato “free-style” e quindi é importante riconoscergli pienamente la paternità : grande! Ho però anche scoperto che il Cainano é un animale! [...]