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Finanziamento pubblico all’editoria

Da quando tempo fa, grazie a Beppe Grillo, ho appreso che lo Stato finanzia l’editoria, ho sempre pensato che questa spesa, di proporzioni tutt’altro che contenute, andasse eliminata per tre motivi:

Per principio, visto che non voglio che le mie tasse vadano a finanziare testate, riviste e quant’altro che magari nemmeno leggo

Per principio, ancora, poiché tutti queste attività sono a scopo di lucro e quindi guadagnano da ciò che vendono

Dulcis in fundo, per risanare le casse dello Stato, dato che, mi ripeto, il finanziamento all’editoria non è roba da poco

Qualche giorno fa è stato Antonio Di Pietro a parlare di nuovo della questione, sul suo blog ovviamente, mica in TV. Per sua stessa ammissione,

L’editoria assistita rappresenta oltre che uno spreco, un condizionamento indiretto della politica editoriale da parte dello Stato.

Il ministro ha detto di avere intenzioni, assieme con tutto il suo partito, di proporre una riduzione dei finanziamenti all’editoria con il taglio di ogni fondo a tutte le testate prive di una reale valenza sociale e a tutte le testate di partito, i fondi delle quali possono essere reperiti nei finanziamenti già previsti per i partiti.
Anche se apprezzabile come cosa, direi che la mossa non è abbastanza calcata. Il finanziamento va tolto a chiunque. In un impeto di bontà potrei concederlo alla testate a diffusione gratuita, ma in misura parecchio ridotta, non certo in “milioni di euro”.

Per quanto mi riguarda sono soldi letteralmente buttati, per i motivi di cui sopra e soprattutto per il fatto che spesso l’informazione via carta stampata lascia molto a desiderare, per tanti motivi. Spesso non parlano di cose realmente importanti, spostando l’attenzione delle persone su fatti che loro fanno sembrare “urgenti” ma che in realtà sono di scarsa importanza. Spesso sono male informate sui fatti. Spesso non si degnano di avere una consulenza decente per articoli tecnici, quali quelli scritti sulle moderne tecnologie o su scoperte scientifiche di ogni genere.

Ergo, VIA i finanziamenti pubblici all’editoria.

There's 5 Comments So Far

  • Roberto
    gennaio 28th, 2007 at 19:11

    Non ho letto l’articolo di Grillo, ma tempo fa Report ha fatto un ottimo (come al solito) servizio sui vergognosi finanziamenti *statali* all’editoria:

    “Il Foglio prende tre milioni e mezzo di euro all’anno, ma il giornale che … prende di più è Libero. Cinque milioni e 371 mila euro, dieci miliardi di lire all’anno.”

    Il video è disponibile al link sopra citato.

  • Nemo
    gennaio 28th, 2007 at 22:02

    Ciao, grazie per il prezioso link.
    Da quando l’ho saputo, non sarò soddisfatto finché non saprò che nemmeno più un soldo viene regalato ai giornali.

  • Detro
    gennaio 29th, 2007 at 03:05

    Quello che mi domando, è da dove arrivino mai le idee a varare provvedimenti per finanziare i privati in una maniera così illecita e subdola, usando i NOSTRI SOLDI e SENZA CHIEDERCI IL PERMESSO. Tale è la portata della Burla/Imbroglio, che ci sarebbe voluto prima un Referendum…

  • Moebius
    maggio 11th, 2007 at 23:35

    Non sono d’accordo per il finanziamento di giornali di partito!
    Ma l’Avvenire si fotte circa 6 milioni di euro l’anno!
    Le varie diocesi si fottono un’altra enormità di soldi!
    In primis SDN società diocesana novarese che edita 9 testate ( foglietti!!)
    Inoltre le editrici cattoliche, s.Paolo, Diakonia (leggi Caritas diocesane) attraverso scatole cinesi si fottono annualmente diversi milioni di euro!! vedi il sito del Governo sull’informazione!!!
    Non è tutto!! Questi b…….!!! si fanno anche finanziare, sempre in relazione all’editoria,dalle Regioni, Provincie e Comuni!! Basta fare una ricerca sul Web per controllare.
    Senza contare le ricche donazioni dei privati.
    Ci vorrebbe un’esercito di commercialisti per fare i conti.
    Ciao

  • salpetti
    maggio 28th, 2007 at 23:55

    A parte l’inamissibile sperpero di denaro, c’è anche un’altra considerazione da fare. Nei paesi non democratici e illiberali, i governi usano metodi coercitivi per irreggimentare la stampa e i media, in Italia ai vari governi in carica basta chiudere il rubinetto del finanziamento pubblico per ottenere lo stesso risultato.

    Già in Italia, non solo non ci sono editori puri, ovvero editori che si occupano solo di editoria e che guadagano soldi solo attraverso i giornali che stampano (essendo per questo più liberi e meno condizionati), ma le testate giornalistiche ricevono pure finanziamenti dallo Stato. E poi ci lamentiamo che l’informazione in Italia non è libera, per forza!!!

    Credo che in nessun altro Paese democratico succeda qualcosa del genere. I giornali si devono pagare all’edicolante e non all’esattore delle tasse!!!

    salpetti.wordpress.com

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