Il militare medio
- 27 Lug '07
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Il poliziotto ideale è una rarità. Lo sbirro dei telefilm americani o, più recentemente, del nostro “Distretto di Polizia“, dedito alla legge e alla protezione dei deboli e degli innocenti, è un’idealizzazione che costituisce la minima parte dei corpi di Polizia & co.
La mia teoria (comprovata da svariati fatti inconfutabili) è che il militare medio, data la frustrazione di una vita rigida, piena di regole e che a tutti gli effetti poco dipende dalle proprie libere scelte, tende a sfogare questa sua repressione (spesso auto-imposta) e questa sua scarsa libertà sul primo povero digraziato che gli capita a tiro, oppure, qualora si tratti di un militare mandato in guerra, sul primo gruppo di prigionieri, che agli occhi del militare sono poco più di un antistress di cui poter disporre a proprio piacimento.
Per carità, ci sono dei “tipacci” che si meritano (o si meriterebbero) le migliori mazzate, ma di certo entrare in una scuola per spaccare la testa a dei ragazzi che stanno dormendo e bucare i polmoni di giornalisti stranieri, usare ripetute violenze gratuite contro due arrestati, strappare via alla vita un 18-enne che camminava di primo mattino per strada, non mi sembra sia una cosa “buona”.
Peggio ancora se sei in guerra e il tuo unico giocattolo sono i tuoi prigionieri.
E puntualmente, questi tutori della legge mettono sempre la coda fra le gambe quando devono avere a che fare con qualcuno che non è indifeso.
Questo mio sfogo segue una serie di notizie (lette di recente e non), che hanno confermato ancora una volta quello che ho sempre pensato. A tutti coloro che rientrano nella mia personale (mica tanto) classificazione, dedico “All’antimafia“.
N.B. con questo mio pensiero non sto negando l’utilità e la necessità di avere un ordine pubblico, visto che lì fuori ci sta tanta di quella “spazzatura” che se lasciata incontrollata porterebbe al caos (sì, più di quello che c’è ora). Voglio solo dire che i soggetti di cui sopra (e sono tanti) dovrebbero trovare un altro modo per sfogarsi e magari il “sistema” dovrebbe mutare qualche particolare per far sì che la frustrazione di queste persone venga ridotta.


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Non sono proprio d’accordo su quanto hai scritto, cioè la sostanza degli avvenimenti scandalosi e terrificanti accaduti sono indiscutibili, sui perchè e i modi avrei qualche obiezione. Infatti, come prima cosa, non credo che siano la maggior parte, ma solo una parte, la parte marcia.
poi, i svariati fatti inconfutabili dimostrano che ci sono militari (a qualunque forza appartengano) che non si comportano per quello per cui sono stati arruolati. Non credo che sia una questione di frustazione (almeno non per tutti), credo la maggior parte di quelli che non si comportano da militari “ideali”, vengano presi da un senso di potere e grandezza dovuta all’arma che portano e dal distintivo, che è ben diversa dalla frustazione. anche perchè, per esempio oltre a lamentarsi di una busta paga misera, fanno una vita, pericolosa, ma con orari alquanto normali, almeno i più di loro (ovviamente tranne per quelli che o sono in addestramento o sono in guerra).
La disciplina, l’ordine, l’obbedienza nelle forze dell’ordine non sono cose che si possono modificare, a mio giudizio, perchè sono necessarie e queste cose possono anche salvarti la vita in momenti di difficoltà. L’insesperienza porta a brutte conseguenze e avere la concezione di dover obbedire (ovviamente in maniera sensata) può fare in modo di scegliere la soluzione migliore.
Il problema però sta nella mentalità dell’essere umano, se sei “buono” non ti salterà mai in mente di colpire un ragazzo di 18 anni che ha l’unica colpa di camminare lungo il ciglio della strada o ti porterà a rifiutarti di colpire un giornalista o una donna o un indifeso… è possibile rifiutarsi, non è insubordinazione, le momentanee conseguenze vengono superate successivamente. Mi sto rendendo conto sempre di più, con gli anni ma soprattutto dalle miliardi di notizie, di quanto l’essere umano faccia schifo (ovviamente non mi riferisco a tutto al mondo, ma ad una parte), di quanto sia egoista, cattivo ed ingiusto… ma purtroppo, in alcuni casi, tali individui non si può riconoscerli subito e quindi cacciarli dalle forze armate, altre volte si chiude un’occhio, altre volte ancora vengono cacciati solo quando è troppo tardi. non è possibile prevedere il futuro è vero, ma credo che non si dovrebbe chiudere gli occhi su chi dimostra fin dall’inizio dell’addestramento comportamenti aggressivi e fanatici.
ops… è un pò lungo il commento
Qualunque sia il movente (frustazione o smania di potere), resta il fatto che commettono dei soprusi e violano molteplici diritti umani.
Tutti i militari che ho potuto conoscere (esercito, carabinieri e polizia, di varia età) avevano tutti lo stesso istinto aggressivo verso chiunque non fosse “disciplinato” come loro (io preferisco schiavizzato, perché tale è nel momento in cui devo agire per ordine altrui che se rifiutato ti tramuta in ammutinato). Addirittura alcuni portavano il metodo “militare” nell’educazioni dei figli. Di quelli che ho conosciuto, non ce ne è stato uno che non sia stato troppo accelerato mentalmente, un mio cugino compreso.
La parte marcia resta la maggior parte, cmq. Tutti la polizia/carabinieri comprata dalla camorra da noi, tutti i vari mercenari, tutti le varie stragi del Cermis & co. restate impunite, abusi che avvengono ogni santo giorno. Il sistema è marcio.
E per me resta frustazione. Come puoi mai sentirti a delegare la tua vita in mani altrui? Svegliati ora, cammina così, pensa così, fai così, mangia così. La tua libertà diventa molto più limitata.
La disciplina, l’ordine e tutto il resto, in misura eccessiva mettono le persone in uno stato di cattività mascherata da ordine. Le regole ci vogliono, per carità, ma devono essere più semplici e soprattutto più eque. Quelle attuali permettono troppo facilmente abusi da parte del potere, dal più fesso vigile che si piglia la spesa gratis dal fruttivendolo che occupa abusivamente il marciapiede, al più vigliaccio degli ufficiali USA che viene scagionato per questa o quella strage.
E più sarà così e più si sentiranno sempre in diritto e in dovere di fare i loro cazzi, facendo aumentare (statisticamente provato) il numero di vicende in cui il povero cittadino si trova vittima di quel sistema che dovrebbe proteggerlo.
@alhandra: Scusa, tuo fratello cosa sta facendo?
infatti, io nn sono d’accordo con quanto ha scritto nemo, cioè non nego vi siano elementi che dovrebbero essere in galera invece che in giro armati e padroneggianti, e che ci sono effettivamente cose che non funziona bene, anche se sono maggiormente hai livelli politici (come al solito)…ma non ritengo che sia la maggior parte ad essere sbagliata e cmq, dipende dal tipo di esperienze, ovviamente: nemo ha conosciuto fanatici rigidi e severi, i miei nonni non erano così, mio cugino non è così, idem per mio padre o per amici che si sono arruolati e nessuno dei miei zii, compresi i miei genitori, sono cresciuti in un clima “dittatoriale”. E devo essere sincera, per quanto ci siano tanti fanatici, come ultimamente ho sentito che nell’esercito americano addirittura ci sono le gang O_O, almeno in Italia una “tradizione” sembra essersi estinta: il nonnismo.
Il problema mio, oltre al fatto che continuo a ritenere che la maggior parte dei corpi armati di divertano nella violazione dei diritti umani, oltre al fatto che vengono usati come strumento di repressione da governi totalitari o pseudodemocratici (ne è un esempio l’enorme abuso di carabinieri e polizia durante il G8, dovuto alle pressioni dei fascisti di AN sotto il governo berlusconi), io non condivido proprio la mentalità annulla-personalità del militare. Sono certo che nei casini di Diaz & co. ci sono anche poliziotti e carabinieri che non avrebbero mai voluto farlo, ma, come sento dire spesso, hanno solo obbedito agli ordini. Ecco, questo cieco obbedire disabilitando il proprio libero arbitrio, è una cosa incodivisibile e si traduce in una violenza anche contro sé stessi. Se sei un uomo con le palle e hai una dignità, ti ammutini se ritieni che gli ordini siano sbagliati o che stai contravvenendo ai principi di quella democrazia che dovresti difendere. E invece tutti come capre a spaccare teste o a fare la famosa “camminata dei canguri”.
Non nego che ci possano essere brave persone tra i militari. Semplicemente non concepisco l’avere un libero arbitrio part-time e quindi essere umano part-time.