Dopo il primo articolo, ho deciso di fare una serie di post sul nuovo portale Italia.it.
Questo in particolare è dedicato al logo che rappresenterebbe l’Italia nel mondo (che riporto ancora una volta nel post).
A parte il fatto che io non ci trovo niente di eccezionale, mi chiedo perché tra le aziende che partecipavano alla gara di appalto, ci fossero anche aziende straniere, come quella che ha vinto: la Landor & Associates, statunitense.
Cosa ne saprà mai uno statunitense della cultura, degli usi, dei costumi italiani, non si sa. Certo, siamo fortunati che non c’hanno piazzato il solito pizza, spaghetti e mandolino, però sarebbe stato il caso di escludere aziende non italiane dalla gara d’appalto, fosse solo per “aiutare” l’economia nostrana (sempre che poi il vincitore avrebbe pagato le tasse -_-).

Ad ogni modo gli autori del logo ci tengono a far sapere che «non hanno voluto evidenziare i soliti stereotipi positivi dell’Italia» e quindi il significato del logo sarebbe questo:

- hanno cercato di combinare la classicità con il futuro
- il puntino rosso sulla “i” rappresenta la passione italiana
- la “t” ricorda che siamo il paese del design
- il verde completa il tricolore, ma le ricerche ci dicono anche che gli viene riconosciuto un valore naturalistico.

Contenti loro.