Anche l’ultima mossa di Grillo ha provocato rumore. Che poi è esattamente quello che vuole Grillo.

Ma voglio analizzare un attimo la cosa. Il popolo della rete si divide per lo più in due grandi fette riguardo a Grillo. Una fetta è quella dei ciechi adoratori, che difficilmente riflettono. L’altra è quella di coloro che non riescono a contenere il loro “riflettere”, divenendo estremisti sul lato opposto degli schieramenti. Queste sono quelle persone che, specie ultimamente, tagliano la testa a ogni mossa di Grillo con la mannaia dell’antipopulismo.

Prima era il V-Day. Ora è la volta dell’invito di Grillo che esorta i cittadini a formare partiti autonomi non legati ai grandi partiti attuali e composti da cittadini incensurati. Ed offre di elencare sul suo sito tali partiti.

Ed è qui che entra in gioco il secondo schieramento di cui parlavo sopra.

Da un lato si critica Grillo perché gioca questa mossa subito dopo aver ribadito per l’ennesima volta che lui non vuole entrare in politica. Dall’altro lo si critica per deliri di onnipotenza, perché si autoelegge certificatore dei “partiti buoni”.

Innanzitutto non mi sembra che abbia dichiarato di voler scendere in politica. Quindi, nessun contrordine di quanto affermato più volte. In secondo luogo offrire di elencare quei partiti autonomi costituiti dai cittadini che si rotti le palle non mi pare sta tragedia.

Ma credo di sapere dove sia il problema. Il problema sta nei termini che Grillo sta usando. Certificazione di trasparenza è forse davvero un’esagerazione. E non è la prima dal parto del Vaffa-Day ad oggi. Non è la prima da sempre. Grillo è così. Ma non è forse vero che senza queste esagerazioni, Grillo non sarebbe mai riuscito a spingere tutti gli incazzati contro la politica a “rivoltarsi”?

Il problema, a mio avviso, è vedere cose che non ci sono. Da parte di ambo gli schieramenti (pro e contro Grillo).

A mio parere il V-Day è stato un messaggio più semplice di quello che gli è stato attribuito (sappiamo, in fondo, che la legge proposta non avrà vita facile). È stato uno spillone nel sedere di tutti quegli incazzati oramai anche rassegnati. Un messaggio che più volte è stato anche un mio pensiero: “Se siete (siamo) così tanti ad essere indignati e incazzati, perché diavolo ce ne stiamo col culo sulla sedia dietro al nostro computer invece di fare qualcosa? Noi siamo milioni, loro poche centinaia.”

Anche con questa nuova mossa il messaggio è semplice: “Ok, siete scesi in piazza al Vaffa-Day. E ora? Di nuovo dietro quel cazzo di computer? Muovete le chiappe e fate qualcosa. Se formate partiti autonomi vi elenco qui sul mio blog (ovvero vi faccio pubblicità, ndr)”

Detto questo, si può accusare Grillo di populismo, di fare i soldi con gli spettacoli sui problemi di tutti, si può rammentare che è stato condannato per omicidio colposo a causa di un incidente stradale, etc. Ma resta un dato di fatto: Grillo ha provocato un rumore non da poco e tutto sulla base di un punto principale sostanzialmente giusto, ovvero la condanna della classe politica.

Trecentomila e più in piazza al Vaffa-Day e una miriade di gruppi di giovani che da un paio di anni si adoperano per la propria città sotto il nome di “amici di Beppe Grillo” ma che il più delle volte lavorano con le proprie forze per problemi locali.

Per quanto possa essere discutibile il suo modo di inviare il messaggio, resta il fatto che ha avuto un effetto “sprono” non trascurabile. Sta alla gente usare al meglio questo spintone.

Concludendo, entrambi gli schieramenti estremisti intorno a Grillo commettono il medesimo errore: guardano troppo poco al messaggio ed entrambi vengono influenzati dagli eccessi del comico genovese, anche se con risultati opposti.

In medio stat virtus, ergo cogliete il messaggio di fondo e usate la vostra testa per passare all’azione.