Diarium Neminis

Soltanto chi è abbastanza folle da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambia davvero

La riforma più urgente?

Sono incappato in questo articolo di Ecoblog, dove c’è un sondaggio ormai tecnicamente chiuso (ovvero non lo potete votare), però è interessante la questione posta. O meglio, sono interessanti le opzioni, perché ci si rende conto che è quasi impossibile rispondere con una sola di esse.

La domanda è quella in oggetto: Qual è secondo voi la riforma più urgente da fare in Italia?

Le opzioni sono:

  1. Giustizia: tempi rapidi e certezza della pena
  2. Politica: riduzione dei costi e dei privilegi
  3. Economia: class action, basta furbetti e scatole cinesi
  4. Ambiente: riduciamo le emissioni di Co2
  5. Meritocrazia: basta raccomandati e fuga dei cervelli

Io ho avuto qualche difficoltà a sceglierne una sola. Poi, considerata l’emergenza “sicurezza” che vige in questo stato da 10 anni e peggiora di anno in anno, ho messo al primo posto l’opzione #1: tempi rapidi per la giustizia, ma soprattutto certezza della pena.

Infatti, uno dei più grossi problemi è che in questo stato ognuno si sente in diritto di poter fare i propri porci comodi, anche in virtù del fatto che chi è in Parlamento non ci dà proprio il buon esempio, tra mafiosi, truffatori, berlusconi e cose così.

Poi i reati vengono depenalizzati proprio perché i signori delle poltrone devono salvare il proprio culo e quello dei loro amici. E così si finisce che tutti delinquono, consci del fatto che tanto nessuno li sbatte dentro.

Aggiungiamoci la diffusa situazione di violenza gratuita che non viene risolta, a mio avviso, appositamente. Perché? Tenendo lo stato in continua “emergenza sicurezza”, questo sarà sempre la riforma più urgente chiesta dal popolo, che così sarà distratto da tutto il resto: politici e aziende che lucrano sulle nostre spalle, lavoro finto, cemento e polveri sottili sparate direttamente nei bronchi, etc.

Le restanti opzioni le ho così collocate: #3 e poi le restanti a pari merito, poiché dipendo tutte direttamente dalla #2.

E voi? Che mi dite?

12 Commenti

  1. Prima di tutto Economia. Tolto quello cade tutto il castello di carte e macchiette patetiche su cui si basa questa fantomatica repubblica.

    Crollano le aziende, crolla il paese.
    Vengono meno i politici arraffoni, gli inciuci mafiosi, ma soprattutto viene meno il senso di “sicurezza borghese” che ci lascia tutti nel torpore.

    Una nuova notte della repubblica, per un nuovo potere occulto.

    In fondo é prerogativa di questo paese far sì che, al mutare degli eventi, non seguano cambiamenti radicali.

    Eppure la crisi economica “strutturale” sta già sopraggiungendo, senza che nessuno se ne accorga.

    Tolto l’interesse americano del dopoguerra, tolte le svalutazioni della moneta e della manodopera, complici 50 anni di riforme/strutture incompiute, ed un sostanziale “tiriamo a campà” di tutte le classi dirigenti, questo paese raccoglie quello che ha seminato: NULLA.

    :D

  2. Concordo con Xander per l’analisi, ma la mia priorita’ e’ la Giustizia.
    Se ristabilisce il “senso” della pena, tutti agiranno meglio. Me compreso.

  3. Rispondo a Xander: secondo me alla base dell’economia c’è la meritocrazia.

    Senza la meritocrazia, quella parte (grande, ma pur sempre minoritaria) del nostro paese dove vige il libero mercato, si deve comunque tirare dietro l’enorme carrozzone dei raccomandati, “poltronati”, dei “figli di” e di tutto coloro che vengono protetti senza mostrare alcuna propensione alla produttività.

    Con una zavorra del genere, rincorrere il resto del mondo e fare innovazione diventa un’”impresa” impossibile.

  4. @ Matteo: concordo, ma dimentichi che parliamo di Italia ed italiani. La Meritocrazia, storicamente, non fa parte della nostra cultura. Parlassimo di altre “correnti”, profondamente radicate nel concetto di “Impresa” e “Mercato”, capirei. Ma l’Italia.. ;)

  5. @Matteo: sì, ma la meritocrazia non basta a tutelare i consumatori. Essendo aziende, banche, etc. un soggetto estremamente forte, ci vuole uno strumento che permetta ai consumatori di tutelarsi. Questo tiene “leggermente” frenato lo strapotere delle aziende. Che ci penseranno mezza volta in più prima di fare una cavolata di quelle che se perdono in tribunale sono rovinate.

  6. @Nemo

    La meritocrazia tutela anche i consumatori e i cittadini non consumatori.

    Un cittadino che si rivolge ad ufficio pubblico che non è solo un “parcheggio” per dipendenti, ma anche un servizio funzionante per il cittadino, viene tutelato dalla meritocrazia.

    Un consumatore che si muove in un mercato non falsato di aziende funzionanti ed efficienti, paga prezzi più bassi per i servizi di un cittadino…. italiano.

  7. Ah, dimenticavo: un altro modo in cui la meritocrazia tutela i deboli più della giustizia è la mobilità sociale.

    Da noi il figlio dell’avvocato fa l’avvocato, il figlio del notaio fa il notaio, il figlio del medico fa il medico, il figlio del negoziante fa il negoziante e così via… indipendentemente dalle capacità e dalle attitudini individuali. Di fronte a queste ingiustizie, non ci sono cause che tengano. C’è solo la meritocrazia.

  8. @Matteo: la tua visione rispecchia un mondo più che meritocratico. Diciamo pure un mondo ideale.

  9. @Nemo
    …e il tuo commento rispecchia l’italica rassegnazione. Paesi così esistono, anche in Europa.

  10. @Matteo: ti invito a ridimensionare la tua affermazione e soprattutto a capire meglio cosa ho scritto. Ti basta leggere senza trarre conclusioni personali.

  11. La riforma più urgente è quella di una legge che stabilisca un’età superata la quale non si possa più fare politica per presunta incapacità di guardare al futuro. Limite 50 anni massimo…

    Buona domenica

  12. @Nemo
    [puzzled]???[/puzzled]

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