Diarium Neminis

Soltanto chi è abbastanza folle da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambia davvero

L’Italia in frantumi

In questi giorni più volte ho riflettutto, da solo o in compagnia, su come l’Italia sia un paese che sta crollando pian piano, dall’interno. Non parlo solo di quanto i politici facciano schifo, chi più e chi meno, o di quanto il popolo italiano sia inetto, che si rivolta per il calcio e non per la precarietà del lavoro portata alle stelle. Parlo proprio delle risorse del paese, delle aziende che dovrebbero essere le “grandi” aziende del paese, ma l’unica cosa che hanno di “grande” è il buco nei loro bilanci. Come dice sempre Beppe Grillo, avevamo grandi aziende come la Olivetti o la Fiat dei tempi d’oro. Una volta l’Italia aveva davvero grandi aziende. Ora invece l’Olivetti è stata assorbita da Telecom Italia, che sappiamo tutti come è messa sul piano debiti (oltre agli scandali di spionaggio degli ultimi tempi), la Fiat forse è l’unica che sta recuperando qualcosina, la Parmalat è stata condonata dallo scorso governo Berlusconi, la Cirio ha fatto crack tanto tempo fa e anche lì tutto è passato come se nulla fosse mai accaduto. La lista è lunga. Ma veniamo a fatti recenti, che hanno coinvolto i nostri trasporti. Lo scandalo Autostrade, Alitalia praticamente sottosopra e ora anche le Ferrovie dello Stato, con un buco di 1,8 miliardi di euro nel bilancio 2006 e 6,1 miliardi di euro necessari per non portare i libri in tribunale. E’ come vedere un mobile in legno venir divorato dall’interno dalle tarme. Prima o poi mi aspetto che l’intero stato Italiano venga acquisito da un altro stato, come se fosse una banale società, perché saremo talmente rovinati, senza risorse e senza futuro che l’unico modo per sopravvivere sarà assoggettarsi ad un altro stato. Chissà magari la Cina, tanto hanno già iniziato.

Categorie: Attualità

Nessun commento

Il tuo commento