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L’Unità sceglie Firefox

Secondo il mio modesto avviso, tutto ciò che è tecnologicamente moderno dovrebbe basarsi su standard aperti.
Il famoso quotidiano italiano L’Unità ha recentemente rivisitato il proprio sito e la propria interfaccia utente secondo un’ottica più moderna. Tale scelta nasce dalla volontà della redazione di rendere disponibile facilmente i propri contenuti a quegli utenti che per disabilità o altro non possono usufruire del sito in maniera usuale. Per adempiere a tale scopo è loro intenzione rifarsi agli standard di accessibilità definiti dal consorzio W3C. In virtù di ciò, il sito attuale è espressamente ottimizzato per Firefox 1.5 (come è possibile apprendere da questa pagina). La scelta è quanto di più naturale ci si possa aspettare: scartato Internet Explorer per la sua eclatante inadempienza agli standard, se proprio bisogna avere come riferimento un browser che segua gli standard tanto vale sceglierne uno che sia anche versatile, multipiattaforma e Open Source. Quest’ultima caratteristica fornisce, secondo il mio modesto parere, una garanzia del perpretarsi di una stirpe di browser che supporteranno sempre e comunque gli standard aperti, poiché ci sarà sempre un gruppo di sviluppatori e/o organizzazioni che confideranno negli standard aperti piuttosto che negli interessi commerciali (e che magari sapranno forzare un connubio tra le due cose, come tutt’ora accade con Firefox).
La mossa dell’Unità sarebbe da prendere come esempio da molti altri grandi enti/organizzazioni/aziende. L’Unità on Line, infatti, è la prima applicazione web non dedicata all’informatica e con un numero di utenti elevato che sceglie di legarsi agli standard e a un browser alternativo a quello di casa Redmond. Questo è significativo prima di tutto per la tutela dell’utente più che per il mondo del software Open Source.

Categorie: Attualità

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4 Commenti

  1. Secondo il W3C Il sito dell’Unità non è standard:

    http://validator.w3.org/check?uri=http%3A%2F%2Fwww.unita.it%2F
    Result: Failed validation, 14 errors
    This page is not Valid HTML 4.01 Transitional!

  2. La validazione HTML poco c’entra con l’accessibilità, tranne in acluni particolari; nella fattispecie, la “grave” mancanza ai fini dell’accessibilità è l’omissione di alcuni attributi ALT sulle immagini.
    Per un test di accessiblità si dovrebbe eseguire il test WAI; io l’ho eseguito e pur non essendo perfetto, è migliore di moltri altri siti che ho visto. Ad ogni modo, nella pagina che ho linkato sopra c’è scritto chiaramente che al momento i lavori per migliorare l’accessibilità sono ancora in corso.
    Un’altra cosa che dovrebbero eliminare ai fini dell’accessibilità, è il testo scorrevole (verticale od orizzontale che sia), altamente sconsigliato dal W3C (per ovvie ragioni).

    PS: la prox volta puoi anche lasciare un indirizzo email “vero”, tanto (come è scritto) non viene pubblicato. E’ una questione di rispetto e non costa niente.

  3. Nonostante le critiche mosse da Pino, mi sembra comunque un ottima idea, intanto loro si stanno muovendo nella direzione giusta, vorrei far notare che quel test che ha effettuato Pino fallisce anche per siti come http://www.google.it, e comunque complimenti all’Unità finalmente si sta muovendo qualche cosa!!!
    Non è facile progettare siti usabili, e standardizzati, ma bisogna farlo!

    ciao

  4. Creare siti standard può essere all’inizio un lavoro tedioso, ma dopo due lavori, diventa già la normalità. Certo, che scappi qualche errorino di validazione (X)HTML o CSS è normale, ma si rimane sempre nell’ambito di un lavoro complessivamente ottimo e sicuramente duraturo, nonché gratificante.

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