Il discepolo 1816: Silvio Berlusconi
In pochi minuti un chiaro quadro di come Berlusconi stia giungendo al culmine dell’attuazione del Piano di Rinascita Democratica della P2.
In pochi minuti un chiaro quadro di come Berlusconi stia giungendo al culmine dell’attuazione del Piano di Rinascita Democratica della P2.
Caro Salvini, buongiorno. Innanzitutto ti volevo esprimere la mia solidarietà. Sono da sempre sensibile ai problemi della gente, e mi rendo conto che essere padano deve essere proprio un inferno.
A tal proposito mi permetto di dedicarti alcuni versi di una canzone che puoi ascoltare qui
nun è quistione d’unità d’Italia, patria, fede o razza
è quistione ca nuje già stammo esaurite
e tu staje cacanno fuori dalla tazza
munnezza
è quistione che a cchella ladrona ‘e Roma
l’he chiammata mamma fino a che nun c’he svacantato ‘a zizza
e a nuje camorra, pizza e furmaggio salato.
Te si’ guardato?
Va’ cagnate ‘o vestito
c”a mmumente m’affugavo p”e rrisate
he vuluto ‘o carnevale anticipato e l’he avuto
mo’ miettete ‘o pigiama e va te cocche
ch’è notte
o si no t’anticipammo capodanno
e a capodanno ‘o ssaje ca nuje sparammo ‘e bbotte
e Umberto ‘o ssape bbuono ca nun se spara c”a vocca
‘e bbotte so’ na cosa delicata
e Umberto è nu pagliaccio
si nce aggia fa’ nu piezzo ce ‘o faccio e sia
nuje cca nun facimmo minacce
nuje cca addivinammo profezie.
Vorrai perdonarmi l’utilizzo della nostra lingua regionale, so che potrebbe risultare complesso per chi è più avvezzo a trattare dialetti barbari piuttosto che lingue neo-latine con influeze greco-arabo-spagnole.
Buona giornata, però vai a fare anche un poco nel culo. Grazie.
Video ripreso da me medesimo, quindi non è il massimo
Il treno di Viareggio era diretto a San Cipriano d’Aversa, destinazione: la ditta del sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, altresì noto per essere parente acquisito del boss del clan dei casalesi, Giuseppe Russo, detto Peppe ‘o Padrino.
Quello bianco. Quello nero è morto anni fa.
Chi pensava, anzi sperava, che i talloni d’Achille di Al Tappone fossero la mafia, le tangenti, i fondi neri, i conflitti d’interessi, aveva sopravvalutato l’Italia e gli italiani. Ora che l’”utilizzatore ultimo” sprofonda per gli eccessivi “quantitativi di donne” (secondo le poetiche definizioni ghediniane), chiediamo umilmente scusa a un paese ridotto a un film minore di Alvaro Vitali per esserci troppo occupati delle quisquilie di cui sopra.
Lascia stare, Silvio, sporca capra della politica europea, il mondo ne ha già avuto abbastanza?
Barbara Ellen su TheObserver
La grande coalizione del governo tedesco sembra compatta nell’usare metodi di censura digitale per oscurare siti di pedopornografia e simili. Detta così sembra una cosa buona, se non fosse che il metodo utilizzato, ovvero la censura, non solo non è necessario ma è pericoloso. Il sistema di censura sarebbe nelle mani del governo e a quel punto l’entità Internet non sarebbe più “libera” come lo è per sua natura, ma difatti controllata da un organo potente che potrebbe facilmente abusare del potere, privando la rete della sua idendità.
Ovviamente è attiva una forte protesta e gli stessi manifestanti hanno dimostrato che in 12 ore hanno potuto spazzare via 60 siti del genere dalla rete semplicemente segnalando ai provider l’esistenza di tale contenuto sui loro server, che è stato quindi prontamente rimosso dalla rete. Semplice, no?
Grande pezzo di Federico Salvatore, in vesti stranamente melodrammatiche, probabilmente dovute alla saturazione di rabbia che ogni napoletano onesto e fiero ha raggiunto ormai da tempo.
Nel video compare anche una mia foto (che per inciso non ha ricevuto l’autorizzazione ad essere utilizzata, così come altre che ho riconosciuto essere state prelevate da Flickr).
Prima parte dell’intervista a Tullio De Mauro, linguista e lessicografo. Seconda parte su YouTube.
Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un’altra, una cifra dall’altra. Trentotto lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un’icona incomprensibile. Secondo specialisti internazionali, soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea.
[Via]
«Solo Berlusconi può proseguire il mio progetto. Usi la sua maggioranza»
Licio Gelli, 31 ottobre 2008 (via Corriere.it)
EDIT: per chi non è addentro, si ricorda che Licio Gelli era il “capo” della loggia massonica P2, la quale aveva come obiettivo principale l’attuazione del Piano per la rinascita democratica. Si ricorda anche che è da tempo che si cerca (vanamente, per colpa dei media sudditi) di far notare come il programma di governo di Berlusconi non faccia altro che seguire il Piano per la rinascita democratica.
Oggi vado all’Università a chiudere delle questioni di lavoro pendenti. Dopodiché mi fermo a fare quattro chiacchiere con quelli che non molto tempo fa sono stati miei docenti. Professori, di vario grado, del corso di laurea in Informatica della Federico II di Napoli.
Una chiacchiera tira l’altra, e vien fuori che tre su tre dei professori che avevo di fronte stavo seriamente considerando di andare via dall’Italia.
Insomma, ragazzi, rendiamoci conto di una cosa. Finché è un “giovane” (inteso come più o meno 30 enni) a dire “vado via”, sebbene triste, è ancora “nella norma”. Ma quando la fascia d’età si allarga verso l’alto, allora siamo proprio in caduta libera in un baratro senza fondo.
Secondo la legge 133/2008, articolo 14, comma 1, per l’Expo di Milano verranno spesi 1486 milioni di euro.
1. Per la realizzazione delle opere e delle attività connesse allo svolgimento del grande evento EXPO Milano 2015 in attuazione dell’adempimento degli obblighi internazionali assunti dal governo italiano nei confronti del Bureau International des Expositions (BIE) e’ autorizzata la spesa di 30 milioni di euro per l’anno 2009, 45 milioni di euro per l’anno 2010, 59 milioni di euro per l’anno 2011, 223 milioni di euro per l’anno 2012, 564 milioni di euro per l’anno 2013, 445 milioni di euro per l’anno 2014 e 120 milioni di euro per l’anno 2015.
Secondo la medesima legge, articolo 66, comma 13, al fondo ordinario delle università verranno tagliati di 1441,5 milioni di euro.
13. Le disposizioni di cui al comma 7 trovano applicazione, per il triennio 2009-2011 fermi restando i limiti di cui all’articolo 1, comma 105 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, nei confronti del personale delle università. Nei limiti previsti dal presente comma e’ compreso, per l’anno 2009, anche il personale oggetto di procedure di stabilizzazione in possesso degli specifici requisiti previsti dalla normativa vigente. Nei confronti delle università per l’anno 2012 si applica quanto disposto dal comma 9. Le limitazioni di cui al presente comma non si applicano alle assunzioni di personale appartenente alle categorie protette. In relazione a quanto previsto dal presente comma, l’autorizzazione legislativa di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle università, e’ ridotta di 63,5 milioni di euro per l’anno 2009, di 190 milioni di euro per l’anno 2010, di 316 milioni di euro per l’anno 2011, di 417 milioni di euro per l’anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013.
Poco più del 97% della spesa dell’Expo viene attinta dal fondo ordinario delle università. Casualità.
[Via]