Con la loro tendenza a gossippare, con la perdita totale di qualsiasi capacità di fare informazione, i TG hanno fatto solo danni in questa giornata.
A questo punto, su questa scia, possiamo trasformare ogni delitto, ogni rissa, ogni tafferuglio, ogni cosa, in una questione di “calcio malato�, visto che in tutt’Italia io penso d’esser l’unico a non tifare una mazza.
E già , domani un vicino ammazza il figlio del vicino e si dice: romanista ammazza laziale. Ma stiamo scherzando? E che cazz!
Due: Sandri era sì un tifoso della Lazio e aveva sì appena concluso un litigio (tra l’altro alquanto contenuto sembrerebbe) con dei tifosi juventini. Ma questa cosa prescinde dal calcio. Anzi, non c’azzecca un cazzo. Dall’altro lato dell’autostrada, il poliziotto non sapeva nulla. Per quanto ne sapeva lui, poteva essere una lite qualsiasi. Il calcio non c’entra niente. Quindi, fanculo pure i giornali che non sanno dare le notizie e strumentalizzano ogni cosa.
Enzo Biagi si è spento stamattina. Un pezzo di storia di questo paese, un simbolo per la libera espressione, se ne va. Enzo Biagi ha attraversato epoche storiche complicate e importanti. È stato lui ad annunciare pubblicamente la caduta del nazi-fascismo in Italia.
È stato e credo rimmarà un colosso del giornalismo mondiale. Ma soprattutto, è stato un Signore, un uomo di altri tempi.
Biagi, scrivendo poche righe di rigranziamento a tutti coloro che avevano apprezzato la trasmissione, riserva un ringraziamento speciale per Berlusconi
[...] tutti quelli che hanno apprezzato il nostro lavoro e in particolare Silvio Berlusconi per il giudizio lusinghiero espresso su RT rotocalco televisivo [...]
Oggigiorno chi farebbe una cosa così?
Grande Biagi, Addio.
A che serve vivere, se non c’è il coraggio di lottare? – Giuseppe Fava
Il giornalista nel video, Giuseppe Fava, è lì che parla di Mafia in una trasmissione di Enzo Biagi del 1983. Ne parla in maniera disinibita, dicendo quello che tutti sanno, ma che nessuno dice mai: la mafia è al potere. Politici, banchieri. È lì che c’è la vera Mafia.
L’anno dopo quell’intervista, Pippo – così si era soliti chiamarlo – è stato assassinato con due colpi alla nuca. Dopo un’esecuzione del genere hanno pure avuta il coraggio di farlo passare per delitto passionale. Ma oggi tutti sanno che è stata la Mafia. O meglio, gli esecutori della Mafia, per usare le parole di Fava.
Ovviamente di queste persone, in questo stato di Mafiosi, si perde memoria. Però al TG ci ricordano che è nato il figlio di Cutolo e su Canale 5 trasmettono la fiction del “grande” Riina.
La raccolta differenziata è possibile. E’ arrivata al 76% in 22 comuni della provincia di Treviso, all’83% a Capannori (Lucca) e al 67% a Novara. Dite ai vostri sindaci di muovere il culo e di imitarli.
Una ricerca dell’Organizzazione mondiale della Sanità e del Cnr non ha trovato particolari differenze tra una camera a gas e le città di Torino e Milano. Metalli pesanti, ozono benzene, polveri sottili, nanoparticelle. Ogni giorno una bella boccata d’aria. Otto milioni di italiani vivono in zone a rischio ambientale. In alcune città i limiti massimi annui di inquinamento europei sono già superati dopo pochi mesi.
Volendo essere provocatore come Grillo, faccio un appello a chi comanda in Campania, alla Camorra:
«sappiamo che il nostro stato di cose è dovuto al fatto che essendo in perenne emergenza rifiuti, dallo Stato arrivano di continuo milioni di Euro che vengono spartiti tra politici e camorra, ovvero tra politici e politici. Questo però distrugge la Campania. Sappiate che potete fare un sacco di soldi pure facendo diventare la Campania la prima regione al mondo in quanto a raccolta differenziata. E si sa che voi siete in grado di poterlo far succedere.
Questo post è per riportare qualche dato statistico rilevato sul popolo della rete. Popolo che, a mio avviso, mediamente, risulta essere un tantino più aperto e di ampie vedute rispetto al resto della popolazione italiana, che resta confinata in una realtà che, a parte i [tele|video]-fonini d’ultima generazione, mantiene le stesse sembianze che aveva nel dopoguerra.
I dati che riporto sono rilevati su un campione statistico limitato ai lettori di TVBlog.it, che ha lanciato due sondaggi all’interno dei seguenti articoli:
Nel primo sondaggio si chiedeva ai lettori se fosse giusto mandare il filmato della BBC in TV:
Sì – 971 voti (77% di tutti i voti)
Sì, ma solo con un contraddittorio – 214 voti (17% di tutti i voti)
No – 66 voti (5% di tutti i voti)
Totale dei voti: 1251
Soltanto il 5% delle persone pensava di no.
Nel secondo sondaggio, ancora aperto, si chiede il giudizio sulla puntata di Anno Zero andata in onda lo scorso giovedì (31 Maggio); finora:
Molto Positivo – 1363 voti (65% di tutti i voti)
Positivo – 417 voti (19% di tutti i voti)
Negativo – 90 voti (4% di tutti i voti)
Molto Negativo – 216 voti (10% di tutti i voti)
Totale dei voti: 2086
Il 14% ha un giudizione tra il negativo e il molto negativo.
Il mio giudizio personale (già incluso nel sondaggio) l’ho già espresso e lo riporto:
il dibattito è stato portato avanti in maniera corretta, equa, tranquilla e civile. È così che dovrebbe sempre essere, cari maniaci della censura.
In linea col mio pensiero trovo anche l’autore dell’articolo di TVBlog sul giudizio di Anno Zero:
Personalmente sono molto soddisfatto, il programma è stato equilibrato, non ha avuto paura di mostrare i casi scabrosi di pedofilia che riguardano il clero, non ha evitato di mostrare integralmente Sex Crimes and Vatican, ha usato la giusta sensibilità e prudenza nel mandare in onda il filmato solo dopo la prima interruzione pubblicitaria avvertendo più volte che si trattava di argomenti che potevano urtare la sensibilità dei minori lasciando ai genitori la scelta di far vedere o meno ai loro figli questo documento.
E purtroppo, personalmente, devo condividere anche una sua altra osservazione:
[...] resto convinto che la bagarre politica generata prima della trasmissione di questa puntata [...], che il consiglio d’amministrazione abbia tentato in ogni modo di limitare la libertà d’espressione e di censurare preventivamente Santoro e la sua redazione, resti un fatto grave. [...] Quanti giornalisti [...] che non hanno la “forza” e il seguito di Santoro, si sentiranno liberi di trattare argomenti tanto delicati in futuro?
Oserei rispondere: in TV, nessuno. Un parere che non mi rende affatto contento.
L’ultimo episodio nazionale, ieri, sabato 26 Maggio, durante la partita Verona-Napoli: episodi di razzismo verbale, sputi contro la squadra giornalistica partenopea, in loco per la tanto cara telecronaca. E tutto questo per iniziativa dei veneti, puramente “a gratis”.
Poveri discendenti dei Quadi-Marcomanni-Goti-Eruli-Unni-Longobardi, vedo che nonostante le popolazioni greco-latine abbiano cercato di civilizzarvi e dare un senso al vostro blaterare cacofonico, siete rimasti ancora gli stessi: dei barbari col complesso di inferiorità . Non siate così arrabbiati: non è colpa vostra se non siete nati Napoletani.
Il papa o chi per lui può denunciare quel che meglio crede in Mondovisione, ma resta il fatto che avere imposto il “segreto pontificio� sui casi di religiosi pedofili significa avere imposto di non parlarne a nessuno, tanto meno ai magistrati [...]
Per evitare dubbi e per evitare, almeno su questo blog, che ci sia ancora chi possa fare il furbo, ho recuperato dagli archivi vaticani la definizione di cosa sia il “segreto pontificio�. Definizione data non da un kommunista mangia bambini o da un terrorista islamista, bensì nel 1974 dall’allora Segretario di Stato del Vaticano, cardinale Jean Villot, dopo opportuna direttiva datagli a voce da papa Paolo VI.
Ecco a voi, dunque, le norme sul segreto pontificio.
Ho parlato già dell’inchiesta della BBC sulla pedofilia ecclesiastica, che in poco tempo è rimbalzata fra tutti gli utenti internet italiani, grazie soprattutto ai volontari che hanno sottotitolato il filmato.
Santoro, pochi giorni dopo, ha manifestato la sua volontà di fare una puntata di Anno Zero incentrata su questo servizio, facendo rivoltare tutta la classe politica bigotta italiana, tutti la classe ecclesiastica e chi più ne ha più ne metta.
Un amico mi fa notare che ultimamente il video più visto della rete è un servizio della BBC che è andato in onda il 1 Ottobre 2006 sulle reti Inglesi. Il video, intitolato Sex Crimes and The Vatican, riprende un documento ufficiale della Chiesa Cattolica dal titolo Crimen Sollicitationis, emesso dalla Congregazione per la Dottrina della Fede (ovvero, la ex Santa Inquisizione). Tale documento è stato redatto dal Cardinale Alfredo Ottaviani e approvato da Papa Giovanni XXIII nel 1962.
Il documento spiega come le gerarchie della Chiesa dovrebbero occultare i reati sessuali ed è apparso sotto i riflettori la prima volta nel 2001, quando ne fu fatta menzione in una lettera scritta dall’allora Cardinale Ratzinger ai vescovi del mondo, riguardante nuove procedure atte a fronteggiare le accuse sugli abusi sessuali minorili da parte di preti cattolici. I legali implicati in casi contro la Chiesa Cattolica sostengono che tale documento sia prova di ostruzione alla giustizia.
Questo video in Italia non è stato mai mandato in onda (che sorpresa, eh?) ed è per questo che è stato sottotitolato grazie al lavoro di Bispensiero.it e diffuso in rete.
Fortunatamente la grande rete è ancora libera (e spero lo resti a lungo) dalle grinfie dei censori dell’ordinaria informazione. Peccato che l’Italia sia al 25-mo posto tra i paesi più connessi al mondo.
Mi raccomando, voi che potete, guaradatelo e fate girare la notizia, come già stanno facendo svariati blog italiani, tra cui l’onnipresente Beppe Grillo o Anelli di Fumo.
E così, dopo la lunga lista di preti pedofili fatta da Travaglio ad Anno Zero, dopo il già citato articolo di Pino Nicotri, ecco l’ennesima puntata di un serial che vedrei volentieri fallire.
UPDATE: ne ha parlato anche Repubblica.it, incredibile.
Il vecchio Pippo prova un gran piacere nel nascondere la verità alle persone. Dice bugie per tenere buono il suo seguito, per rimanere il grande, l’importante (mi ricorda un po’ la Chiesa…vabbè ma questo è un altro discorso).
«Semplice, oggi fare televisione è diventato più difficile, più rischioso. Non vogliono rischiare, non vogliono mettere in gioco la propria immagine. Per loro è più semplice preparare uno spettacolo teatrale, andare in giro per teatri ed esporsi ai loro ‘fedeli’. Non si rischia nulla e si guadagna molto»
Ho cercato di essere quanto più fedele alle parole esatte di Baudo, ma è passata una settimana. Ad ogni modo il senso è esattamente quello.
Allora, caro Baudo, ti mostro qual è la risposta che avresti dovuto fornire:
«Semplice, in Italia non c’è liberta di espressione. Queste persone che, come giusto che sia, dicono esattamente tutto quello che pensano, parlando spesso di scomode verità , in televisione non sono più ben volute (al contrario di ciò che accade in altri paesi democratici), da entrambe le parti politiche e anche da altri personaggi di un certo rilievo, come il sottoscritto ad esempio. Ricorderete quando durante i cinque anni di regime Berlusconiano ho intervistato Luttazzi sull’argomento ‘censura TV’, censurandolo. Putroppo, mancando in Italia la minima libertà di espressione, questi personaggi in TV non potranno più tornare, nonostante la loro volontà di farlo.»
Ecco Baudo. Se avessi parlato così, saresti stato un grand’uomo. Un grande della TV, come dovresti essere. Invece sei solo un pezzo di merda, con la coda fra le gambe manco fossi l’ultimo arrivato.
Ultimamente nei TG è scoppiata la “moda” delle notizie degli incidenti sul lavoro. Una realtà vecchia, vecchissima. Ma si sa, ogni tanto in TG fanno scoppiare le mode e iniziano a battere tutti su un solo stesso tema, come se fosse uno scoop.
Ma in Italia cosa si fa? Chiacchiere. L’unica cosa che sa fare l’intera classe politica italiana. Chiacchiere. Tutti buoni propositi. Intanto lo stato attuale del mercato del lavoro, che comprende, fra le altre cose, precariato legalizzato, lavoro in nero non contrastato, impiegati sottopagati, sfruttati e messi in condizione di una morte violenta, è anche e soprattutto dovuto al legiferare della classe politica italiana.
Ai caduti sul lavoro dedico i versi che seguono, insieme alla speranza che la situazione muti, prima o poi.
Altro che funerale in Chiesa. Peggio. Il bandito ha ricevuto una sepoltura già del tutto particolare per un comune cittadino e che si tramuta in assurda trattandosi di un bandito. La sua tomba, infatti, si trova in territorio Vaticano, all’interno della cripta della basilica di Sant’Apollinare; solo alla moglie è stato consentito l’accesso.
Ufficialmente, la collocazione della sua tomba è stata spiegata con riferimento a una sua particolare generosità nei confronti dei poveri frequentanti la basilica. Tale motivazione è stata attestata il 6 Marzo 1990 dall’allora rettore della basilica, monsignor Piero Vergari:
Si attesta che il signor Enrico De Pedis nato in Roma – Trastevere il 15/05/1954 e deceduto in Roma il 2/2/1990, è stato un grande benefattore dei poveri che frequentano la basilica ed ha aiutato concretamente a tante iniziative di bene che sono state patrocinate in questi ultimi tempi, sia di carattere religioso che sociale. Ha dato particolari contributi per aiutare i giovani, interessandosi in particolare per la loro formazione cristiana e umana
Cosa volete che conti l’essere un boss quando si finanzia profumatamente la Chiesa? Sempre che sia questo il vero motivo.
Quattro giorni dopo l’attestazione, l’allora vicario Ugo Poletti diede il nulla osta per la sepoltura in basilica.
Se si abbandona la distinzione tra il bene e il male “oggettivi”, allora oggi è possibile dire «sì» ai Dico e domani alla legalizzazione dell’incesto o della pedofilia.
A quanto pare il nuovo presidente della Conferenza Episcopale Italiana, successore di Ruini, è anche più radicale ed estremista del suo predecessore.
Bagnasco ha dimenticato di dire qualcosa però: che la percentuale di pedofili ecclesiatici è impressionante e che molti di questi vengono tuttora coperti e “nascosti” dalle varie autorità ecclesiastiche. Nessuno ci dice che neanche lui lo sia. Tutto può essere, in fondo, fino a prova contraria. E le statistiche non promettono niente di buono.
A tal proposito mi sembra d’obbligo segnalare qualche link in merito. Da lì in poi ognuno di voi può proseguire da solo nel documentarsi.
Insomma caro Bagnano, predicare bene e razzolare male è una caratteristica storica di vuoi uomini ecclesiastici, come anche parlare di cose di cui non avete alcuna idea e predicare la pace e l’amore senza poi far seguire a tali prediche alcuna azione concreta (azioni che vengono invece operate da volontari e altri uomini di Dio non affamati di potere come voialtri).
Con le parole non si va da nessuna parte caro arcivescovo, ci vogliono i fatti. E i fatti a voi della Chiesa proprio non piacciono. I preti pedofili preferite spostarli, nasconderli, proteggerli, piuttosto che denunciarli pubblicamente e scomunicarli come fate con quelli un po’ troppo aperti (a favore del matrimonio per i preti e più tolleranti verso gli omosessuali). Parlate di fame nel mondo indignati e andate in giro con migliaia di euro che vi fanno da indumenti e accessori. Parlate di famiglia e non ne avete una. Siete contrari ai contraccettivi, però dopo non vi interessate minimamente dei problemi di carattere socio-fisico-economico che il non utilizzo degli stessi può provocare oggiggiorno.
Insomma parlate troppo e dite pure un sacco di minchiate. Se volete fare qualcosa di buono, fate fatti e state zitti. I chiacchieroni fanno solo venire il mal di testa.
Fatto sta che con questo atteggiamento di omertà nei confronti della pedofilia ecclesiastica non si fa altro che essere complici di un reato di proporzioni plateali che voi stessi condannate. A parole, come sempre. Quindi non c’è bisogno di aspettare il dopo-DICO. I promoter della pedofilia ci sono già e siete voi.