
Su Boliboop ho trovato segnalata questa bella foto alla Luna che vedete qui nel post e che potete scaricare in alta risoluzione qui (1600×1200) e qui (1920×1200).
Davvero un ottimo lavoro. Ed è finita come sfondo del mio Desktop. Dà proprio una bella sensazione di profondità.
Per dettagli sulla foto, consultate Boliboop o la risorsa originale.

Dal blog di Dario apprendo che c’è una sorta di concorso a estrazione per vincere una Nikon D40, macchina fotografica Reflex della Nikon non certo di ultimissima generazione, ma che comunque ancora potete trovare in qualsiasi negozio di accessori per fotocamere digitali e della quale trovate recensioni in qualsiasi rivista gratuita di tecnologia.
Tentar non nuoce, come si suol dire.
Per istruzioni sul come partecipare, vi rimando al post di Dario.
Queste due foto della Torre di Pisa sono in realtà la stessa foto, ma la torre di destra sembra più inclinata perché il nostro sistema visivo tratta le due immagini come un’unica scena.
Questa immagine ha vinto pochi giorni fa il premio per la migliore illusione ottica dell’anno, sponsorizzato dalla Neural Correlate Society. (Cortesia F. A. A. Kingdom, A. Yoonessi ed E. Gheorghiu/McGill University)
[via Le Scienze]
Ieri, come capita molto spesso di recente, la mia Manu ed io siamo andati per foto. Quella acclusa al post è una delle tante, la cui paternità è in discussione, ma le cose volgono (molto) a favore della mia metà
Il trattamento invece è mio.
Ma il punto è un altro. Scrivo questo post perché questa fontana mi è sempre piaciuta e non ho mai saputo nemmeno come si chiamasse. È giunto il giorno di colmare questa lacuna.
Questa splendida fontana si trova nella bella curva tra via Partenope e via Nazario Sauro, a pochi passi dal Castel dell’Ovo. La costruzione risale agli inizi del Seicento, per opera del Bernini e del Naccherino. Ha due denominazioni: La fontana del Gigante o Fontana dell’Immacolatella; esse derivano dalle prime collocazioni che ebbe. Dapprima nei pressi del Palazzo Reale (dove si trovava la statua del Gigante rinvenuta a Cuma), poi dal 1815, al molo, di fronte alla costruzione detta “dell’Immacolatella”; spostata in seguito al Carmine e poi nei giardinetti di via S.Pasquale a Chiaia, trovò la collocazione definitiva nel 1905, quando il Comune decise di spostarla in un posto più consono, e fu scelta la nuova strada ottenuta dalla colmata della spiaggia.
Collocata su un basamento, è formata da tre archi a tutto sesto; in quello centrale, la tazza è decorata da due animali marini, mentre in quelli laterali due statue fluviali reggono mostri marini tra le mani. Alle estremità laterali due cariatidi sorreggono cornucopie. In alto, sugli archi, si trovano gli stemmi del vicerè, quello del re e quello della città.
Una piccola curiosità: la fontana è parte di una scena del film Dio, come ti amo!, con Gigliola Cinquetti, sulla cui canzone (che vinse San Remo nel ‘66) il film è basato.
La fotografia mi è sempre piaciuta, ma ultimamente, insieme con la mia lei, mi ci sono avvicinato un po’ di più. E’ ancora presto per parlare di un vero hobby, ma chissà, potrebbe diventarlo in un futuro non troppo lontano. Devo dire che, data la mia pigrizia nei lavori manuali, il progredire della fotografia digitale ha fatto da catalizzatore. Proprio l’anno scorso ho deciso di sostituire la mia vecchia e poco professionale fotocamera digitale con una più nuova Nikon Coolpix L4. No, non è ancora una macchina professionale, ma abbastanza decente per le mie attuali esigenze
Quella acclusa al post è il mio secondo tentantivo di fotografia HDR, tecnica che di recente va tanto di moda. Non è il massimo, ma per un principiante quale sono è già una bella soddisfazione
Ah, quasi dimenticavo il primo tentativo.
Foto credits: Napoli, Nisida di notte.
Napoli è da secoli un perfetto soggetto per le fotografie. Generazioni di fotografi hanno riempito le loro pellicole e, di recente, i loro dischi, con le foto di questa città baciata dal Creato seppur spesso punita dall’Essere Umano.
Se il fotografo è bravo, sono garantite delle opere d’arte. Scrivo questo post, infatti, proprio per segnalarvi delle stupende foto di Napoli ad opera di un certo Valpopando, moderno fotografo dell’era digitale, non so se professionista o appassionato. Fatto sta che i suoi scatti sono davvero molto belli. Molte delle foto che hanno come soggetto Napoli (e non) sono eseguite con la tecnica HDR, della quale il fotografo in questione sembra alquanto padrone. Davvero uno spettacolo da non perdere.
Foto credits: Napoli, mercato di Porta Capuana, 1900 circa. Archivi Alinari.

Se un giorno qualcuno vi dovesse chiedere di nominare qualcosa di cui l’Italia possa vantarsi che non sia un formaggio o un salame, ricordatevi che potete giocarvi la carta dei Fratelli Alinari.
Chi sono?
Presto detto. Fondata a Firenze nel 1852, la Fratelli Alinari è la più antica azienda al mondo operante nel campo della fotografia, dell’immagine e della comunicazione.
Cosa c’entrano con Italia.it?
Hanno a che fare col progetto perché sono parte della sezione Fotografie e filmati.
Fin qui, nulla di strano. Sì, è chiaro, i Fratelli Alinari saranno costati un sacco, ma data la loro qualità e il pezzo di storia che rappresentano per la nazione, ci possono ancora stare. Ma come giustamente mi faceva notare un mio amico che spesso posta commenti qui, perché diavolo ci sono ben altre otto società nella stessa sezione? A me sembra che i Fratelli Alinari siano abbastanza grossi per soddisfare ogni tipo di esigenza.
Forse…forse c’erano troppe teste d’accontentare in questo megaprogettodaquarantacinquemilionidieuro? troppi favori da ricambiare?