Riforma della giustizia
Tutti: Tanta gente ormai non arriva a fine mese, quasi non mangia più. Non è giusto!
Silvio: Ed è per questo che per prima cosa riformerò la giustizia!
Tutti: Tanta gente ormai non arriva a fine mese, quasi non mangia più. Non è giusto!
Silvio: Ed è per questo che per prima cosa riformerò la giustizia!

Altri manifesti elettorali ritoccati su Repubblica.it
…quando qualcuno la possiede sul serio, si sente la differenza coi millantatori che ti sferza il volto.
È il caso di Dario Fo, premio Nobel per la letteratura nel 1997.
L’ultima cosa (e purtroppo ne ho lette poche) che ho avuto modo di leggere è stato il suo “parere” sulla vicenda della chiusura di Decameron, della quale ho profusamente parlato.
Leggere di qualcuno che non argomenta con le soliti motivazioni da buonista italiano (come buongusto, scurrilità, decenza, etc.) è davvero un’emozione particolare. Una lettura vivamente consigliata.

Se io parlo del sostegno immondo di Ferrara alla guerra criminale di Bush, Blair e Berlusconi in Iraq, e voi vi scandalizzate dei toni satirici invece che di Abu Grahib o del napalm a Falluja, la vostra scala di valori è corrotta.
Dalla replica di Luttazzi al direttore di Repubblica.

Ecco cosa è successo, dalla bocca della vittima:
Stasera è successo un fatto gravissimo: per motivi legali (nessuna comunicazione ufficiale della sospensione del programma) io e Franza Di Rosa abbiamo completato al montaggio la puntata n.6 che doveva andare in onda. Verso le 20, dei funzionari di La7 sono entrati in sala montaggio per impedire fisicamente che proseguissimo. Hanno occupato la stanza, hanno intimato al tecnico di sospendere (senza averne titolo), uno di loro si è seduto al mio posto alla consolle e non se ne andava, sfidandoci. Ho telefonato all’avvocato: stavano commettendo un reato (violenza privata) e potevo chiamare la polizia. A quel punto sono usciti. Poi, quando ho finito e me ne sono andato, uno di loro è entrato per CANCELLARE TUTTO IL GIRATO di Decameron, passato e futuro. Spero non l’abbiano fatto.
No comment.

Luttazzi censurato. STOP.
Ha offesso Ferrara. STOP.
Chi cazzo è Ferrara? STOP.

…ma che fine ha fatto? SKA mi ha riportato alla mente che in questo periodo sarebbe dovuto apparire in TV. Se ricordate, infatti, a Luglio feci un post dove annunciavo l’evento.
Si parlava di ottobre. E infatti, sul sito di La7, troviamo la scheda di Luttazzi, che alla fine recita
In autunno torna in tv, cinque anni dopo il cosiddetto ‘editto di Sofia’ che lo aveva allontanato dalla Rai con un programma satirico su La7. Dieci puntate in seconda serata a partire da Ottobre.
A partire da Ottobre? Ottobre tra poco è pure finito. Che fine ha fatto Luttazzi?
Non starà mica andando in onda e io non ne so niente? Mhm, dubito.

Luttazzi torna in TV. Su La7. Con carta bianca.
Null’altro da aggiungere.
Ah sì: assafà!
Personalmente sono un laureando del vecchio ordinamento universitario e quindi ho pochi contatti con questa nuova realtà dei crediti formativi. So cosa sono, come funzionano (più o meno) e il perché sono stati introdotti (uniformarsi al sistema universitario Europeo). Chi è stato formato col vecchio ordinamento aborra questa realtà, in genere. E spesso è odiata anche da chi ha vissuto direttamente il nuovo ordinamento. In realtà, se non si facesse abuso del concetto di credito, ci potrebbe anche stare, anche se personalmente lo trovo inutile. Come al solito, inventiamo noi le cose (l’Italia, con Bologna, è stata la prima a istituire le università nel mondo occidentale) e poi ci lasciamo dominare dagli altri nel nostro stesso campo.
Citando dalle pagine del sito del prof. Renzo Davoli
un gruppo di intraprendenti studenti bolognesi mette in piedi una satira divulgando per l’università false cartoline che valgono un credito formativo. È una provocazione degli studenti per protestare contro un’Università che dal loro punto di vista converge pericolosamente verso un esamificio, quasi fosse una raccolta punti.
Le cartoline indirizzano ad un sito che dietro la falsa apparenza del portale dell’università www.unibologna.eu (la falsità è preannunciata da apposita schermata introduttiva) tramite un video svela l’inganno e invita gli studenti a riflettere.
Il video è quello allegato a questo post. La cosa triste è che l’Ateneo bolognese ha censurato l’iniziativa, impedendo di accedere al sito “clone” dall’interno della rete universitaria. I dettagli sulla questione li trovate sempre sulla pagina del prof. Davoli.
Se anche un’università, la più antica del mondo occidentale (e forse di tutto il mondo), si oppone alla libera circolazione delle idee e di ideali in un luogo che storicamente nasce per obiettivi diametralmente opposti, vuol dire che questo paese sta andando sul serio a rotoli.
Ad ogni modo, sembra che i ragazzi di Bologna abbiano raggiunto il proprio obiettivo. Come recita il loro sito “clone”,
Centinaia di crediti, migliaia di contatti, Alma Mater nel panico: missione compiuta!
E bravi!

Il vecchio Pippo prova un gran piacere nel nascondere la verità alle persone. Dice bugie per tenere buono il suo seguito, per rimanere il grande, l’importante (mi ricorda un po’ la Chiesa…vabbè ma questo è un altro discorso).
Domenica scorsa mi capita di buttare un occhio a Domenica In… (almeno credo
), dove per magia era apparso Pippo Baudo dopo che Massimo Giletti si era sentito male in diretta. Parlavano dei grandi comici, quelli che in TV non si vedono più (vedi Grillo, Luttazzi, etc.). Non seguo tutto il discorso che fanno, perché in quei talk dicono più cazzate di quante io ne riesca a digerire. Non mi perdo il finale però. Domanda secca al Pippo nazionale, come lo chiamano alcuni:
«Pippo, secondo te perché i grandi comici non fanno più televisione?»
Riposta di Baudo:
«Semplice, oggi fare televisione è diventato più difficile, più rischioso. Non vogliono rischiare, non vogliono mettere in gioco la propria immagine. Per loro è più semplice preparare uno spettacolo teatrale, andare in giro per teatri ed esporsi ai loro ‘fedeli’. Non si rischia nulla e si guadagna molto»
Ho cercato di essere quanto più fedele alle parole esatte di Baudo, ma è passata una settimana. Ad ogni modo il senso è esattamente quello.
Allora, caro Baudo, ti mostro qual è la risposta che avresti dovuto fornire:
«Semplice, in Italia non c’è liberta di espressione. Queste persone che, come giusto che sia, dicono esattamente tutto quello che pensano, parlando spesso di scomode verità, in televisione non sono più ben volute (al contrario di ciò che accade in altri paesi democratici), da entrambe le parti politiche e anche da altri personaggi di un certo rilievo, come il sottoscritto ad esempio. Ricorderete quando durante i cinque anni di regime Berlusconiano ho intervistato Luttazzi sull’argomento ‘censura TV’, censurandolo. Putroppo, mancando in Italia la minima libertà di espressione, questi personaggi in TV non potranno più tornare, nonostante la loro volontà di farlo.»
Ecco Baudo. Se avessi parlato così, saresti stato un grand’uomo. Un grande della TV, come dovresti essere. Invece sei solo un pezzo di merda, con la coda fra le gambe manco fossi l’ultimo arrivato.
Strepitosa cover della canzone degli ABBA, Fernando, sul tema “Finanziaria” che ultimamente è molto in voga. Eseguita da Crozza, Elio, Carla Signoris e Irene Grandi nella trasmissione Crozza Italia su La7. Eccovi anche il testo

La Bibbia inizia con una donna nuda e finisce con l’apocalisse.

Da una mail arrivata all’amico Eliosh, vi riporto: