Archive for the ‘Scienza e Tecnologia’ Category

1
lug

ArrowBio – Sottotitoli al video

Vi ricordate il video di ArrowBio che ho proposto qualche tempo fa? Beh, quel post sta ricevendo un po’ di accessi (nonostante sia privo di testo!) e ho visto che nonostante esista la CST a rappresentare ArrowBio in Italia, il video di questo TMB brevettato continua a essere disponibile solo in inglese.

Visto che qualcuno che non lo capisce sicuro ci sta e visto che guardare il video è più pratico che leggere pagine e pagine (anche se fa bene), eccovi dei sottotitoli buttati giù alla meglio. Non vi assicuro il 100% della correttezza, ma si di sicuro al 90% sono ok e sono più che sufficienti per comprendere il tutto.

I sottotitoli sono in formato SRT e vanno applicati al file MP4 che potete scaricare da qua.

16
giu

Arcobaleno di fuoco

Fire Rainbow

L’arcobaleno di fuoco, chiamato così perché spesso assume una forma di fiamma, è tecnicamente conosciuto come Arco Circumorizzontale, ed è qualcosa che assomiglia a un arcobaleno capovolto, ma è un evento molto più sporadico del comune arcobaleno al quale siamo abituati. Scientificamente parlando, il fenomeno si verifica solo se il sole è alto nel cielo con un inclinazione dei raggi di 59 gradi e contemporaneamente in cielo sono presenti cirri, un particolare tipo di nube. Non basta: i cristalli di ghiaccio esagonali che compongono i cirri devono essere allineati orizzontalmente in modo da rifrangere la luce solare come farebbe un prisma gigante.

Confesso che fino a oggi vivevo infatti nella più completa ignoranza riguardo questo fenomeno e ne sono venuto a conoscenza grazie ad APOD.

In ogni caso, fantastico. Per quanto spettacolo si cerchi in giro, si finisce sempre col constatare che più spettacolare degli eventi naturali non esiste nulla.

24
mag

Gli altri lo buttano, noi lo prendiamo: è il turno del nucleare

In Italia è una moda abbastanza in voga. Siccome gli imprenditori sono tutti vecchi e retrogradi, investono sempre in tecnologie che negli altri paesi stanno smantellando. Tempo fa fu la volta del digitale terrestre, portato in Italia quando l’Inghilterra ha iniziato il processo di smantellamento. L’altro esempio eclatante sono gli inceneritori: dichiarati un abominio economico negli USA nel ‘93, in corso di smantellamento in Germania a favore dei TMB, in Italia ci vogliono rimpinzare di sti affari assolutamente inutili e dannosi.

Non bastava. Ora il Governo Berlusconi ha deciso di pulirsi il culo con l’ennesimo referendum italiano: quello sul nucleare. Leggo infatti che è stato deciso di costruire una centrale nucleare al posto del parco naturale di Chiaiano.

Mettendo un attimo da parte l’estremismo alla GreenPeace (che automaticamente fa schierare i non estremisti dal lato opposto della questione), farò come sempre il discorso economico che quello interessa sempre a tutti, riprendendo per comodità un’intervista a Rubbia.

Negli USA l’ultima centrale nucleare è stata fatta nel ‘79. In Francia i 59 reattori nucleari coprono il 20% del fabbisogno nazionale: in pratica costano più di quello che producono. Altro problema: non è una fonte rinnovabile. Il combustibile nucleare è poco. Ne resta per 35-40 anni (che si riducono se iniziamo a consumarlo anche noi, ovvio) . Se immaginiamo di iniziare ora a costruire le centrali, considerando che in media ci vogliono 10 anni, potremmo usare le nostre centrali per 25 anni. Poi dopo vanno smantellate (altri costi). Poi ci sono i costi di smaltimento delle scorie radioattive, ma quelle sappiamo che, grazie alla Camorra, finiranno direttamente sotto il culo dei napoletani, a un prezzo assolutamente competitivo. Grandezze dell’imprenditoria criminale.
Poi ci sono ovviamente altri fattori di carattere non economico che già elencai tempo fa.

Insomma il quadro è perfettamente in linea con la politica italiana del “gli altri lo buttano, noi lo prendiamo”. Tutto questo in un paese che è stato definito da Jeremy Rifkin “L’Arabia Saudita delle energie rinnovabili“. Questo, più il ricavare energia pulita dai rifiuti (ancora TMB e Thor), renderebbe automaticamente assurdo il solo pensiero di una centrale nucleare.

Ma mi chiedo: che cazzo parlo a fare?

23
mag

Thor: trattamento rifiuti a freddo italiano

Continuiamo col trattamento a freddo dei rifiuti solidi urbani. Dopo aver pubblicato il video dimostrativo dell’impianto TMB ArrowBio, eccovi anche un mini-video su Thor, che mi è stato gentilmente segnalato da Claudio in questo commento. Un altro video è disponibile su sito di La 7.

Thor (Total house waste recycling – riciclaggio completo dei rifiuti domestici) è una tecnologia ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca congiunta pubblica e privata, che si basa su un processo di raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto, i quali vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili.

Il risultato dell’intero processo è una materia omogenea, purificata dalle parti dannose e dal contenuto calorifico, utilizzabile come combustibile [...] in qualunque tipo di sistema termico, [...] compresi i motori funzionanti a biodiesel, le caldaie a vapore, i sistemi di riscaldamento centralizzati.

Il primo impianto THOR, attualmente in funzione in Sicilia, riesce a trattare fino a otto tonnellate l’ora e non ha bisogno di un’area di stoccaggio in attesa del trattamento; è completamente meccanico, non termico e quindi non è necessario tenerlo sempre in funzione, anzi può essere acceso solo quando serve, limitando o eliminando così lo stoccaggio dei rifiuti e i conseguenti odori.

21
mag

ArrowBio: trattamento dei rifiuti soldi urbani

ArrowBio

20
mag

Gli inceneritori sono un pacco

7
mag

Dedicato a Veronesi

Questo talk eseguito dal prof. Paul Connet in Italia lo dedico a Veronesi, che tutti si adoperano a difendere da quando Grillo ha detto in piazza che la fondazione Veronesi (che nemmeno è di Veronesi) viene finanziata da diversi società coinvolte nella costruzione di inceneritori.

Veronesi dovrebbe inoltre vergognarsi di aver detto agli Italiani che non c’è collegamento tra inceneritori e cancro. Che gli inceneritori sono innocui per la salute (!!!). Ma tanto abbiamo visto ieri qual è la credibilità dei grandi medici italiani.

Ricordiamo che personaggi di un certo calibro, tra cui lo stesso Paul Connet, ma anche Jeremy Rifkin, Maurizio Pallante, sono avversi all’incenerimento di rifiuti per almeno quattro ragioni: sostenibilità, economia, tossicità, energia.

17
apr

La scimmia è l’evoluzione dell’uomo

Il Bonobo è la scimmia più simile all’uomo, ma la sua organizzazione sociale è basata sulla conciliazione piuttosto che sulla dominazione. I conflitti sono gestiti in maniera essenzialmente non violenta, dove il sesso interviene come un’alternativa all’aggressività.

Per saperne di più: Wikipedia, Paniscus.net, Google.

Vive in comunità estremamente pacifiche in cui maschi e femmine hanno pari diritti e dignità. Non sa cosa sia la competizione e condivide le risorse con tutti, in maniera equa. Non conosce la guerra, l’assassinio e la violenza. Insomma, stando a come si comporta il bonobo, la scimmia è l’evoluzione dell’uomo. Per il bonobo il sesso è alla base dei rapporti sociali, si accoppia sia con etero che con omosessuali. Davanti al cibo i bonobo prima fanno un’orgia e dopo mangiano, senza mai litigare. Il bonobo non è aggressivo: è sessualmente appagato; non discrimina il diverso, non va al family day.
La scimmia è l’evoluzione dell’uomo.

Rit: Bonobo power, evolving society. We improve the community and human eat the banana. Bonobo power, absence of authority. No more cruelty, no more war. We just play and come with love and human sucks!

Durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale i bonobo dello zoo di Hellabrunn morirono di spavento; alle altre scimmie non accadde nulla. Il bonobo è stato cacciato, sterminato, censurato. Il bonobo è una pericolosa alternativa sociale: dimostra che in natura esiste l’omosessualità, e che l’uomo è aggressivo perché sessualmente represso e soprattutto che l’unico vero modo per vivere in pace è giocare, mangiare ed accoppiarsi alla faccia di religiosi, intellettuali e politici benpensanti.

(Rit.)

Il testo è stato prelevato da raptxt.it.

27
mar

APOD

APOD-Goldman

 

No, non è una versione modificata o taroccata dell’iPod :D
Si tratta dell’Astronomy Picture of the Day, che come dice palesemente il nome, si occupa di pubblicare quotidianamente una foto dell’universo.

Potete anche seguirle comodamente tramite feed RSS.

È un po’ che io le seguo, e dimenticavo sempre di segnarlo. A volte vengono fuori dei capolavori oltre ogni immaginazione.

24
gen

Inceneritori? Innovativi. Nel 1895

Primo impianto di incenerimento in Germania (Hamburg-Hammerbrook, 1895)

[via Wikipedia]

19
gen

Smaltire i rifiuti: Maurizio Pallante e Jeremy Rifkin

Nel video, Maurizio Pallante mi ha risparmiato di scrivere un post dove, più o meno, volevo dire le stesse cose. Per inciso, quando parla di selezione meccanica, parla degli impianti per il TMB. Questi impianti si stanno diffondendo a macchia d’olio in Germania per sostituire gli inceneritori. Ma questo in TV non ve lo dicono.

Da quest’articolo apprendo che Jeremy Rifkin è sulla stessa lunghezza d’onda.

[Read more →]

16
gen

Sull’(in)utilità dei supporti ottici

L’uscita del MacBook Air di Apple ha riaperto una discussione che ogni tanto intraprendo, ma che non ho mai portato qui sul blog: l’inutilità dei supporti ottici.

Il primo supporto ottico arrivato sul mercato di massa è stato il CD, ideato nel ‘79. Una bella innovazione per l’epoca. Da allora, come è solito l’andazzo di finta-ricerca votata al commerciale, si è evoluto tale formato in Super CD, DVD, Blue-ray, HD-DVD.

Una cavolata dopo l’altra. Sono passati quasi 30 anni dall’introduzione del CD. Trent’anni nel mondo tecnologico equivalogno a un eone. Basta. È roba antica, non può più essere portata avanti. Il solo aumento di “giga” che si riesce a ficcare nello stesso spazio fisico non giustifica assolutamente la ricerca in quel senso.

Innanzitutto, il CD è sempre stato un formato delicato: un graffio di troppo, e via. Troppo sensibile alla luce e alle temperature. Già questo la dice lunga su quanto abbia senso continuare a lavorare su aggeggi simili. Aumentando la quantità di informazione immagazinabile senza cambiare la dimensione fisica del supporto ha come conseguenza che lo stesso graffio su un CD o su un Blue-ray riporta un danno di dimensioni decisamente diverse.

Stiamo facendo la stessa fine dei floppy-disk: ancora oggi c’è gente che li usa! Un supporto che si smagnetizza solo se lo guardi. Pazzi.

Il problema è anche la chiusura mentale di una determina classe di persone. Restano fossilizzate.

I supporti ottici non servono. La tecnologia fornisce da tempo alternative. Pendrive, memorie a stato solido, hard-disk e derivati che calano di prezzo giorno dopo giorno. Inoltre, con la rete ormai sempre più diffusa e veloce, l’utilizzo di questi supporti per scambi inter-personali diventa sempre più raro.

Ma prescidendo dallo strumento “rete”, i vantaggi di usare memorie a stato solido invece di supporti ottici sono molteplici. Dimensioni ridotte dei supporti, riutilizzo fino alla nausea (che comporta anche un certo rispetto per l’ambiente), spazio a volontà, velocità di lettura/scrittura, eliminazione dell’ennesima periferica a parti meccaniche (che nei notebook significa meno spreco di spazio e meno spreco di batteria).

Il cambiamento si sta vedendo anche altrove. Lettori DVD con hard-disk interni. Autoradio con lettori SD e USB.

I supporti ottici non servono. Ed è chiaro che vale anche per la diffusione di contenuti a sola lettura.

11
gen

Wall Street Journal ‘93: inceneritori? un disastro finanziario

Giusto una citazione (estratta da RACHEL’S ENVIRONMENT & HEALTH NEWS #351)

The WALL STREET JOURNAL on August 11, 1993, warned its readers that incinerators for municipal trash are financial disasters for local government.1 In a long front-page story, and a separate story on page 2, the JOURNAL warned that incinerators are fabulously expensive compared to other ways of handling trash, and that the financial picture for incineration will probably get worse in the future.

PS: ho intenzione nei prossimi giorni di fare due conti in maniera semplice per evidenziare come gli inceneritori, prescidendo dall’impatto ambientale e salutare, non sono convenienti. Ovviamente mi baserò fu fonti che citerò.

16
nov

L’Italia è morta

No, non solo perché è subissata di violenza, ladri, mafiosi, camorristi, politici, criminali, etc.
Non solo perché non esiste più l’informazione e siamo un paese semi-libero.
Non solo perché le aziende seguono una politica sanguisuga, non creano lavoro, sfruttano, e lucrano sulle spalle di tutti i dipendenti e non.
Non solo perché la ricerca è ormai morta in questo paese.

Ma anche perché quando abbiamo davanti agli occhi 10 milioni di dollari, non ce li possiamo prendere. Anche se ne siamo capaci e lo vogliamo con tutto il cuore.

In questa settimana, infatti, s’è parlato molto del contest milionario indetto da Google per la creazione di nuove applicazioni per Android, il giovane sistema operativo per dispositivi mobili rilasciato da Google. Il motivo è che, per restrizioni legislative locali, l’Italia – assieme come la metà francese del Canada, il Québec – è esclusa dal contest.

Migliaia, forse più, di giovani che potrebbero e vorrebbero partecipare, sono esclusi per colpa delle assurde leggi Italiane.

All’inizio la faccenda era un po’ oscura e per capire cosa effettivamente limitasse l’inclusione dell’Italia, ho chiesto a Felipe di dare un po’ di visibilità alla questione.

Il fatto non ha impiegato molto a invadere Blog e giornali di mezza rete. Anche Repubblica.it ne ha parlato e lì vi troviamo svelati quali sono le famose “local restrictions” di cui parla Google

Da noi ci sono infatti norme che in tempi di internet hanno sapore borbonico e che spaventerebbero qualsiasi organizzatore di concorsi internazionali. Per prima cosa, bisogna depositare una somma di garanzia, in anticipo, per coprire l’intero valore del concorso. Insomma, Google dovrebbe stanziare 10 milioni di dollari in un conto corrente solo per lanciare il concorso in Italia. Poi, in Italia i premi dovrebbero essere assegnati in presenza di un notaio e di un rappresentante di un’associazione dei consumatori riconosciuta; Google dovrebbe infine compilare moduli e fare registrare il concorso da due ministeri e dai monopoli di Stato.

Cioè, è praticamente impossibile che l’Italia possa mai partecipare a un evento del genere. E secondo me è fatto pure di proposito. Le solite magagne economico-politiche all’italiana.

Ettore ha scritto una lettera a Di Pietro in cui testimonia le possibilità che hanno i giovani negli USA

Vivo nella Silicon Valley, in California, e tutt’attorno a me vedo ragazzi ventenni che mettono su aziende dopo aziende e creano lavoro, creano innovazione, continuamente. Qui c’è anche una parola bellissima per identificare le aziende che iniziano: “startup”.
La Apple, la HP, Google, Flickr, Facebook, sono tutti nati così. Per aprire un’azienda in California bisogna compilare un foglio, pagare qualche dollaro, e in mezz’ora sei libero.

Già. Non mi ci far pensare, caro Ettore.

Siamo morti. Morti su ogni piano della società. Piano politico, piano commerciale, piano del lavoro dipendente, piano criminalità, piano burocratico e tutti gli altri piani su cui si può porre la questione arretratezza di questo paese.

L’Italia mi dà l’impressione di un malato terminale tenuto in vita dalle macchine. Macchine che non possiamo staccare perché la legge sull’eutanasia non c’è.

26
ott

Grattacieli nel centro delle (nostre) città? Da pazzi

Quell’obbrobrio del centro direzionale di Napoli

Ho appena letto su Repubblica che a Torino si intende costruire un nuovo grattacielo nel bel mezzo della città.

Duecento metri di altezza, di cemento armato, di acciaio e di vetro che spuntano fuori dal centro di una città ottocentesca.

Io proprio non ci arrivo a giustificare un atto simile. Non l’ho compreso quando hanno piazzato lo schifoso Centro Direzionale nel bel mezzo di Napoli e non lo comprenderò mai per nessuna delle città Italiane.

Perché? Ma a voi pare normale ficcare un mostro del genere a deturpare la bellezza di una città? Le nostre città sono antiche, nel senso buono del termine. Sono piene di bellezze che le città dove sono nati sti mostri nemmeno si sognano. A prescindere da tutti quelli che possano essere i “contro” del costruire un grattacielo, nelle nostre città un atto del genere significa deturpare deliberatamente l’aspetto storico dei nostri paessaggi cittadini, nonché dare il via a una pericolosa ma soprattutto non necessaria mutazione.

E questo mostro chi l’ha progettato? Renzo Piano. Ah, bene. L’ha progettato lui, quindi si può stare tranquilli. Di sicuro sarò un capovaloro architettonico. Peccato che sarà un capolavoro che stonerà al 100% nel bel mezzo di quella che fu la prima capitale d’Italia. Ma lui non parla. Ha detto solo qualche parola qualche settimana fa: “[...] Ciò che conta, in realtà, è fare edifici che non siano egoistici, arroganti, ma piuttosto pubblici e aperti. [...]”

Mah. Secondo me l’arroganza non la risolvi rendendoli pubblici e aperti. Un edificio del genere è arrogante a prescindere piazzato in mezzo a una città storica come Torino. E tutto per cosa? Per ficcarci i nuovi uffici degli strozzini della banca Intesa-San Paolo.

Che poi questa cosa che, ancora nel 2007, si tende ad accentrare il lavoro nel centro di una città, quando, appunto, non ci sta più spazio, mi pare una stronzata. E che si fa? Si costruiscono grattacieli, invece di spostare il lavoro in periferia, facendo due cose buone: liberare il centro dal caos e dare nuova vita ai centri periferici, magari incentivando anche il rafforzamento dei collegamenti tra città e paesi periferici. E magari ce lo ficcate lì il grattacielo, nel bel mezzo del nulla. Ma non in un centro storico!

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