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Articoli dalla categoria ‘Storia, Arte e Letteratura’

19
lug

L’Italia è un paese fondato sul sangue dei meridionali

Il titolo e lo spunto di questo articolo nascono dalla dichiarazione di Salvatore Borsellino: «L’Italia è una Repubblica fondata sul sangue delle stragi».

D’accordissimo. Ma ciò mi ricorda anche che, prima ancora, l’Italia è un paese nato dal sangue dei meridionali:

Io non sapevo che i piemontesi fecero al Sud quello che i nazisti fecero a Marzabotto. Ma tante volte, per anni. E cancellarono per sempre molti paesi, in operazioni “anti-terrorismo”, come i marines in Iraq. Non sapevo che, nelle rappresaglie, si concessero libertà di stupro sulle donne meridionali, come nei Balcani, durante il conflitto etnico; o come i marocchini delle truppe francesi, in Ciociaria, nell’invasione, da Sud, per redimere l’Italia dal fascismo (ogni volta che viene liberato, il Mezzogiorno ci rimette qualcosa). Ignoravo che, in nome dell’Unità nazionale, i fratelli d’Italia ebbero pure diritto di saccheggio delle città meridionali, come i Lanzichenecchi a Roma.
E che praticarono la tortura, come i marines ad Abu Ghraib, i francesi in Algeria, Pinochet in Cile. Non sapevo che in Parlamento, a Torino, un deputato ex garibaldino paragonò la ferocia e le stragi piemontesi al Sud a quelle di «Tamerlano, Gengis Khan e Attila». Un altro preferì tacere «rivelazioni di cui l’Europa potrebbe inorridire». E Garibaldi parlò di «cose da cloaca».


Terroni

Terroni, di Pino Aprile

Questo in realtà non è un vero e proprio articolo. Piuttosto, è la segnalazione, che avrei sempre voluto fare su questo blog ma non ho mai fatto finora, del libro di Pino Aprile, Terroni.

Il testo che ho citato sopra è difatti estratto dal primo capitolo di questo libro, che potete continuare a leggere qui.

È un libro che mi ha introdotto a quella che è la realtà sulla questione meridionale e sul meridionalismo. Un libro che, con un tono incalzante, appassionato, e mai noioso, vi accompagna attraverso i meandri oscuri di quella che è la storia dell’Unità del nostro paese. E non solo, poiché non si ferma a ciò che accadde 150-140 anni fa. Ma continua, spiegando scelte politiche (e non) fatte negli ultimi 150 anni, troppo spesso votate a mettere in scacco il meridione. Una storia che, a mio avviso, aiuta anche a capire perché oggi abbiamo una «una Repubblica fondata sul sangue delle stragi».

È, per me, il miglior primo passo che si possa compiere per avvicinarsi a questi temi; da qui in poi, sarà difficile smettere di volerne sapere di più, ancora più difficile smettere di leggere, cercare, e studiare.

Ed è di certo il libro che ha determinato un cambio, o meglio, un arricchimento, delle tematiche trattate da questo sito.

Un libro che ogni Italiano dovrebbe leggere, ancor più vero se si è del Sud. Non per dividersi, ma forse, per la prima volta in 150 anni, per tentare di unire questo popolo eternamente diviso per mille motivi, a volte mai del tutto chiari. E, anche, per iniziare un percorso che dia a questa nazione una politica equa nei confronti di tutte le regioni, che non sia più quella politica che ha tolto risorse, ricchezze e speranze a metà del paese.

5
lug

Spesa pubblica: eredità Savoiarda

Si legge oggi che a Palazzo Chigi spendono circa 350 milioni di euro l’anno. In perfetto stile con l’atteggiamento Savoia, che per mantenere alto lo standard di “capitale europea” di Torino, tartassavano i sudditi (specialmente la Sardegna, quando questa venne annessa).

Sarebbe decisamente convenuto ereditare l’atteggiamento di Ferdinando II, che tra le riforme varate in campo finanziario nel suo regno incluse una riduzione della pressione fiscale grazie anche alla diminuzione delle spese di corte.

5
lug

Origine del debito pubblico Italiano

Mentre Tremonti attacca il Sud per sprechi di denaro (e mentre il sottoscritto si ritaglia più tempo per scrivere un articolo su come negli ultimi 150 anni il 95% del denaro per scopi ordinari non è mai arrivato al Sud, e parte del resto è stato fatto rimbalzare da Sud a Nord, persino tramite la famosa CASMEZ), vi voglio giusto rammentare dove e quando nacque il buco enorme che poi ci siam portati dietro fino ad oggi.

Debito Pubblico Regno d'Italia

L’Unità d’Italia e la spoliazione delle ricchezze del Regno delle Due Sicilie da parte dei Savoia a favore della parte settentrionale del paese diedero origine, a partire dal 1870, alla famosa questione meridionale. Prima dell’Unità d’Italia infatti, mentre il bilancio del Regno delle Due Sicilie era in attivo pur avendo una “spesa sociale” non indifferente, lo Stato dei Savoia invece aveva un ingente debito pubblico1 che poi divenne la base del debito pubblico italiano.2 Secondo gli studi storici di Francesco Nitti, infatti, il Regno delle Due Sicilie possedeva un patrimonio di 443,2 milioni di lire oro, seguito dal Granducato di Toscana con 84,2 e Romagna, Marche e Umbria con 55,3 mentre il Regno di Sardegna amministrato da Cavour ne aveva solo 27 milioni.3

È giusto chiedersi,4 a questo punto, a quanto ammontasse effettivamente il debito sabaudo, se neanche annettendo lo stato più ricco della penisola riuscirono a colmarlo. Ebbene, secondo i rapporti di Savarese,5 il debito del Piemonte, a tutto il 1847 ammontava a soli 168.530.000 lire oro; in seguito, però, aumentò vertiginosamente, e a tutto il 1859 salì a 1.121.430.000, ben più dei 670 milioni circa a cui ammontava la ricchezza complessiva di tutti gli stati che andarono a formare l’Italia Unita (di cui, ricordiamo, l’oltre 66% era nel regno Borbonico).

C’è inoltre una nota curiosa sul debito del Piemonte, che crebbe sì di 952,9 milioni di lire dal 1848 al 1859, ma le spese legittimamente dichiarate assommarono a “soli” 495,9 milioni. Dal 1855 al 1859 non furono più presentati i bilanci per l’approvazione di legge. L’opinione di Savarese è che questi «contengono spese ingiustificabili, ovvero spese tali, che un ministro non oserebbe confessare al cospetto del parlamento».

  • 1  A tale debito pubblico contribuì anche l’abolizione del feudalesimo nel 1838 a seguito del quale ex duchi, conti e marchesi furono compensati con un singolare indennizzo: rendite garantite da obbligazioni di Stato (quindi debito pubblico).
  • 2  Denis Mack Smith, Storia d’Italia dal 1861 al 1997, Bari, Laterza, 1998. ISBN 88-420-5345-7
  • 3  Harold Acton, Gli ultimi Borboni di Napoli (1825-1861), Firenze, 1997, p.2
  • 4  Questo paragrafo è stato aggiunto il 6 Luglio 2010
  • 5  Giacomo Savarese, Le finanze napoletane e le finanze piemontesi dal 1848 al 1860, Napoli – tipografia Gaetano Cardamone – 1862

22
feb

L’ignoranza degli intellettuali e la “questione meridionale”

È con piacere che faccio girare questo video realizzato da Angelo Forgione, in risposta, seppur dopo diverso tempo, ma in un certo senso mai in ritardo, alle scandalose parole che Giorgio Bocca pronunciò a “Che tempo che fa”, nel 2008.

Clicca sull'immagine per visualizzare il video

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Il video unisce sapientemente una serie di spezzoni che mirano in primis a contraddire le assurde parole di Giorgio Bocca (così come i vergognosi applausi che la platea vi rivolse), e poi, in secondo luogo, a ricordare un po’ a tutti alcune sacrosante verità, come i primati di Napoli e il Regno delle due Sicilie, o i retroscena dell’unità d’Italia che i libri di storia a scuola non ci raccontano:

Quando nel 1861, Garibaldi sbarcava in Sicilia, la camorra ne approfittò per togliere l’appoggio ai Borboni, la dinastia regnante, ed appoggiare quella sabauda, di lì a poco padrona della penisola. La “ricompensa” di questo cambio di rotta nella politica camorristica è saldata dal ministro dell’interno Liborio Romano, che lascerà il controllo di Napoli alla camorra durante la fase di transizione del regno, al fine di evitare possibili rivoluzioni incoraggiate dai Borboni in esilio [continua]

15
set

Storici primati di Napoli

Fin troppo spesso si parla di Napoli nei modi più denigratori possibili. E anche quando si ricorda il contributo artistico-culturale che questa città ha avuto nella storia italiana e nel mondo, si finisce col far passare l’immagine di una città che, agli atti pratici, non ha mai concluso un bel niente.

Sebbene Napoli non passi momenti facili nelle ultime decadi, ci sono stati momenti decisamente migliori e anche tutt’oggi, tra l’enorme quantità di problemi che purtroppo è impossibile negare, c’è ancora molto di cui parlar bene, nonostante “qualcuno” tenda sempre a porre l’accento su quanto di negativo si possa trovare in questa città.

Ponte Real Ferdinando sul Garigliano

Ponte Real Ferdinando sul Garigliano



Ad ogni modo, dei tempi moderni parlerò in un altro articolo. Vorrei invece dare un’impronta “storica” a questo articolo e rammentare per un attimo alcuni dei primati di cui questa città può fregiarsi:

  • Nell’Esposizione Internazionale di Parigi del 1856 fu assegnato il Premio per il terzo Paese al mondo come sviluppo industriale (I in Italia);
  • Primo ponte sospeso in ferro in Italia (Ponte “Real Ferdinando” sul Garigliano);
  • Prima ferrovia e prima stazione in Italia (tratto Napoli-Portici);
  • Prima illuminazione a gas di città;
  • Primo telegrafo sottomarino dell’Europa continentale;
  • Primo esperimento di Illuminazione Elettrica in Italia a Capodimonte;
  • Primo Sismografo Elettromagnetico nel mondo costruito da Luigi Palmieri;
  • Prima Locomotiva a Vapore costruita in Italia a Pietrarsa;
  • Prima Nave da crociera in Europa (“Francesco I”);
  • Prima Borsa Merci e seconda Borsa Valori dell’Europa continentale;
  • Primo intervento in Italia di Profilassi Anti-tubercolare;
  • Prima istituzione di assistenza sanitaria gratuita (San Leucio);
  • Primo “Orto Botanico” in Italia a Napoli;
  • Osservatorio sismologico vesuviano (primo nel mondo), con annessa stazione metereologica;
  • Prima Scuola di Ballo in Italia, annessa al San Carlo;
  • Prima Città d’Italia per numero di Teatri;
  • Prima Città d’Italia per numero di Conservatori Musicali;
  • Prima Città d’Italia per numero di pubblicazioni di Giornali e Riviste;
  • Teatro S. Carlo (il primo nel mondo), ricostruito dopo un incendio in soli 270 giorni;
  • Successo mondiale (e tutt’oggi valido) della canzone napoletana;
  • etc.

La lista è ancora lunga, ma mi limito a riportare i miei preferiti. Come è chiaro, è stato fatto tanto e gli abitanti di questa città, spesso etichettati come fannulloni nullafacenti (non che manchino, eh, per carità), si sono dimostrati e tutt’oggi si dimostrano in grado di fare grandi cose.

E mentre in questa pagina ho voluto dare un taglio storico, in un altro articolo, che spero di pubblicare presto, cercherò di fare una panoramica dei tempi più recenti.

E se lì fuori c’è chi ha contributi, che ben vengano nei commenti!

7
set

Italia, ancora come la lasciai

L'Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade, ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole. Onestà tedesca ovunque cercherai invano, c'è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina; ognuno pensa per sé, è vano, dell'altro diffida, e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé. Bello è il paese! Ma Faustina, ahimè, più non ...

30
giu

In Italia, oggi, gli darebbero del comunista

13
mar

Buon compleanno WWW!

Oggi, 13 Marzo 2009, il World Wide Web compie 20 anni! Tim Berners-Lee ha inventato il WWW nel 1989. È difficile definire l'impatto che questa tencnologia relativamente giovane ha già avuto ed è perfino più eccitante pensare a quello che ci aspetta in futuro.Buon compleanno WWW![via ReadWriteWeb]

14
feb

I’ te vurria vasa’

Il giorno, la festa, saranno pure banali e commerciali. Ma i sentimenti non lo sono mai. Dedicata a colei che amo.I' te vurria vasa' di Vincenzo Russo, cantata da Sergio Bruni. Musiche originali: Eduardo Di Capua.

25
gen

I miei commenti a “Napoli: La Storia”

L'ho visto da un po' ormai, ma avevo bisogno di maturare dentro di me l'opinione per evitare di esprimerla male o parzialmente.Oggi, mentre ero a pranzo da Donna Margherita con l'amico Detro, ho avuto modo di discuterne con lui e così maturare definitivamente la mia opinione a riguardo.Devo dividere il giudizio tra realizzazione tecnica, ...

11
gen

Caparezza: chi le conosceva?

Ieri sera scoprop tre pezzi che non avevo mai sentito, perché non inclusi nei suoi album. Iniziamo dalla Sindrome di Lorena, che è una bonus track che si scarica dal sito di Capa se si fa un gioco che si trova nel CD Verità supposte.Poi ho scoperto anche Musicanarkica, che è in realtà una ...

1
nov

La finanziaria

Artista: 99 Posse, Brano: 'a finanziaria, Album: Guai a chi ci tocca

27
ott

Sorridi!

Musica: Sorridi (Remix) dei Colle der Fomento.

27
ott

Noi, gente che spera

Articolo 31, Gente che Spera, Domani Smetto.Quando Vedi Che Sei Solo A Sto Munn', Quando Il Mondo Sta Attorno Va N'bunn Quando Cadi E Ti Rialzi Com'è? Quando Piangi E Ti Domandi Il Perché, Quando Crollano I Tuoi Sogni Campione, Vai Cercando Un Pò Di Forza Nel Cuore, Quando Il Mondo Che Volevi Migliore, Ti Sorrise Col Suo Ghigno Peggiore Noi, Gente ...

12
set

Nu journo all’intrasatta…

Nu juorno all'intrasatta sentette 'e tuzzulià 'ncopp' a stu core: -Mò chi sarà ca vene a tuzzulià proprio a chest'ora a mme ca nun aspetto cchiù a nisciuno...- ...E allora? Allora addimannaje: - Chi è? - Na voce gentile rispunnette: - Faciteme trasì. Cerco ospitalità - 'O nomme aggia sapè- - Me chiammano Violetta - Subbeto spalancate 'a porta 'e chistu core pe fa trasì stu ...