Diarium Neminis

Soltanto chi è abbastanza folle da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambia davvero

In nomine libertatis vincula edificamus

Quante volte avrò già esternato questo mio pensiero, di certo in modi più articolati, complessi, critici, arrabbiati. Ma l’ho già fatto. Ciò che è racchiuso nel titolo di questo articolo, frase tratta dalla canzone Non mettere le mani in tasca di Caparezza, è molto chiaro: è il concetto, il fatto, secondo il quale la Chiesa costruisce vincoli in nome della libertà.

In nome della libertà, la Chiesa

  • vorrebbe privare della libertà di scelta riguardo l’aborto tutte le donne italiane (e non solo)
  • vorrebbe obbligare tutti a unirsi e convivere solo ed esclusivamente secondo matrimonio
  • vorrebbe impedire a tutti di rimediare a un errore, tramite la pratica del divorzio, infliggendo una punizione eterna per uno sbaglio. Non ammette sbagli.
  • vorrebbe obbligare l’intera popolazione a crescere un numero indefinitamente alto di figli o, equivalentemente, impedire all’intera popolazione di perpetrare atti sessuali non atti alla mera riproduzione.
  • etc.

Non credo di essere l’unico a vedere una certa contraddizione in termini tra i verbi privare, obbligare, impedire e il concetto di libero arbitrio che, secondo la stessa Chiesa, l’Onnipotente ci avrebbe concesso al fine di porci su una sorta di “piedistallo” rispetto a tutti gli altri essere viventi: darci la capacità di valutare e di scegliere di conseguenza autonomamente.

Questa contraddizione è il principale sintomo della consapevolezza della Chiesa di dettare leggi contrarie a ogni principio di libertà e alla natura umana stessa. La necessità di imporre il credo quando il credo dovrebbe, per definizione, essere abbracciato con un atto di fede spontaneo, evidenzia come la Chiesa sia conscia del fatto che lasciando alle persone la scelta, queste opterebbero sicuramente lontano dal volere stesso della Chiesa. La Chiesa non può limitarsi solo a predicare, poiché non otterrebbe nulla. Deve dunque imporre. Imporre in nome della libertà.

Categorie: Chiesa

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10 Commenti

  1. se mi da lui i soldi per tirarli su ne sforno ben 4-5 di bimbi! ;-)
    Io sono ANTICLERICALE… non aggiungo altro. credo si commenti da solo! :-D

  2. E non finisce certo qui la contradizione Ecclesiastica.
    Immaginatevi cosa accadrebbe ad uno che va con Barboni, “Pancabbestia”, Drogati, Disgraziati, Pezzenti, Schifezze insomma… e su di loro cercasse di fondare un nuovo, vergine, vero, vivo, pulito, forte, reale Credo.
    Il suo nome sarebbe Gesu’… e sarebbe ignorato (oggi, nel migliore dei casi), cosi’ come fu crocifisso (ieri).

  3. Sono convinta, invece, che se la smettessero di obbligare e vietare, limitandosi a professare il Credo reale ed ad essere coerenti avrebbero molti più consensi.

  4. Il Credo reale e’ una illusione.
    Fate la brava gente, e vedete che non c’e’ bisogno di alcun “Credo Reale”.
    Non avete bisogno di qualcuno per sapere come si fa ad essere “brava gente”, no?

  5. Secondo il tuo punto di vista, senza intimidazioni e proibizioni la Chiesa perderebbe fedeli. Per me non è così, anzi sarebbe il contrario.
    Detto questo, cosa c’entra l’insegnare ad essere “brave persone”? In generale, non è solo questo quello di cui parla la religione ed infatti non intendevo dire solo quello.
    So benissimo come essere una “brava persona”, ma mi è stato insegnato. E dubito che tutti lo sappiano, ti sembra? La distinzione tra il bene ed il male, il giusto e lo sbagliato, è qualcosa che si insegna oltre che sentire. Ecco perchè il figlio di un violento tendenzialmente sarà a sua volta un violento, e come questo esistono altri esempi di quellochesiimpara->quellochesidiventa.
    Ovviamente non è certo solo la Chiesa che insegna, ma è parte dell’educazione delle persone direttamente o indirettamente.
    Il credo reale!? certo che è necessario, non si può professare una cosa e fare l’opposto. si chiama incoerenza! se tu ci creda o no è un altro discorso.

  6. E invece è l’obbligo che fa il gioco della chiesa. Ovviamente è un’obbligo che i fedeli non percepiscono come tale, ma solo chi ha una visione obiettiva e razionale della realtà riesce a capire che la Chiesta attua una mistificazione della realtà e una manipolazione delle coscienze delle persone. La Chiesta “impone per bocca di Dio”, fa passare il messaggio “dell’unica cosa giusta da fare” perché è così che vuole Dio, fa passare il messaggio che “questa cosa va vietata perché se no Dio si arrabbia/dispiace”. Sono degli obblighi mascherati da atti dovuti per fede.

    Ovviamente un tale giochetto acchiappa solo sui cretini che spengono il cervello e non ragionano su nulla di quello che esce dalle bocche clericali.

    È palese invece che su gente come me non acchiappa.

    Resta il fatto che se la Chiesa non facesse così e lasciasse troppo spazio al ragionamento delle persone, rischierebbe che queste vengano a conoscenza del fatto che cose come il sesso orale, il sesso omosessuale, il sesso promiscuo, il sesso di gruppo, sono cose che esistono in natura (national geographic ci ha dedicato una serie di documentari a riguardo). Magari si rendono conto il diritto di veto sul feto sta solo alla madre che lo porta in grembo.
    Troppo rischioso visto i fondamenti su cui si basa la religione cattolica di massa.

    Infatti è evidente la differenza di informazione e di pensiero su certi temi tra l’Italia e altri paesi dove quella piaga chiamata Vaticano non esiste.

    La Chiesa è a tutti gli effetti una dittatura.

    Per quanto riguarda il credo, è un discorso che non c’appizza una mazza. Il credo, la fede sono intersecati sono minimamente con la Chiesta. La Chiesa è solo un’istituzione. Il credo, la fede, è una cosa intima di una persona che riguarda il proprio voler/sentire-di credere o meno in qualcosa che vada oltre l’umana comprensione.

    Io, per esempio, sono abbastanza convinto dell’esistenza di una o più entità superiori, preso atto della troppa perfezione delle leggi che regolamentano l’universo.

    Quello che mi lascia perplesso è che queste siano quel Dio misericordioso che ci aspetta in paradiso se siamo bravi o ci manda in perenni fornaci se siamo cattivi.

  7. @nemo: forse non hai letto bene quello che ho scritto:
    se la smettessero di obbligare e vietare
    mi sembra che nonostante io sia credente sappia distinguire perfettamente le cose e sono sicura che esistano anche altre persone capaci di farlo. (e dovresti sapere come la penso su molte delle cose che hai elencato) anche se purtroppo molti non pensano, si fanno guidare, ma questo non vale solo per la religione.
    perfettamente d’accordo su tutto quanto dici a prop del sesso, aborto ed altri tabù imposti dalla Chiesa, mai detto il contrario.
    per il credo, penso che tu ti sbaglia. nel senso che, non ha nulla a che vedere con ciò che impone la Chiesa, ma è quello che dovrebbe professare. non si può dire, per esempio, siamo tutti uguali e poi accanirsi sugli omosessuali. ovviamente, sta poi alla singola persona avere fede oppure no.

  8. @alha: ho letto benissimo, ma che c’entra? Non parlo mica di te, io parlo in linea generale. Alla Chiesta non interessano quelli come te, interessa la massa cretina. È quella che la fa campare.

    Del resto, se tu sei credente, ma comunque critichi il loro modo di operare e di “predicare”, se già dall’altra parte della linea. Loro non hanno bisogno di credenti in Dio, hanno bisogno di credenti nell’istituzione.

    Sul credo, intendevo dire che non hai bisogno della Chiesa per avere un credo.

  9. ok… io mentalmente molto appicciata ed ho frainteso! !! :P :D

  10. Per me essere “brava gente” e’ qualcosa che ti insegna la natura stessa, le sensazioni da essa derivate e i sentimenti che si sviluppano nella mente di un essere evoluto come l’uomo (evoluto???).

    Il credo e’ personale. Vuoi credere in un Dio-Grande Fratello? Liberissimo e rispettabilissimo.
    Ma, come giustamente dice Nemo, quello di cui non abbiamo bisogno e’ l’istituzione impositrice (e’ una parola?): quella serve solo a veicolare/controllare e… fare soldi.

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