Diarium Neminis

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Controllare Internet? Non siamo ancora Cinesi

Oggi da quando mi sono svegliato non faccio altro che leggere della notizia del DDL Levi “Nuova disciplina dell’editoria e delega al Governo per l’emanazione di un testo unico sul riordino della legislazione nel settore editoriale”.

La notizia è apparsa per prima (almeno così sembrerebbe a leggere tutti gli altri) su Punto Informatico. Poi è rimbalzata un po’ ovunque, per finire, come ci si aspettava, sui blog di Grillo e del ministro Di Pietro.

A farla breve, questo DDL imporrebbe a qualsiasi sito a carattere informativo (quindi non solo testate giornalistiche, ma anche blog e compagnia bella) di registrarsi presso il Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC). La registrazione presso il ROC servirebbe “anche ai fini delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa”. Tradotto dal politchese, vorrebbe dire “anche a chiudere i siti che rompono troppo le balle dicendo la verità”.

In sé per sé è un DDL scandaloso per il solo fatto che si pensa di poter regolamentare e avere diritto di veto su quelle che sono pubblicazioni amatoriali e private come i Blog.

Ai fini pratici mi trovo in gran parte (ma non del tutto) d’accordo con SKA: si trattarebbe (qualora il DDL fosse convertito definitivamente in legge) dell’ennesima legge buttata lì. Mettere in pratica una legge di questo tipo è abbastanza difficile, soprattutto se la si vuole usare per il classico bavaglio all’informazione all’italiana. Anche se siamo messi male, non credo che siamo ancora ai livelli della censura Cinese.

Resta un punto importante - quello che mi fa discordare in parte da SKA - che è stato già ribadito dal primo commento al post di SKA: nonostante questo DDL sarà l’ennessimo ammasso di carte buttate nel dimenticatoio, per quale motivo deve passare in sordina un atteggiamento e un pensiero che invece meriterebbe una forte critica da parte di giornalisti e opinione pubblica? Perché, come sempre, chi è al potere deve sentirsi in dovere di poter scrivere quello che cavolo vuole nelle leggi? E soprattutto, perché sempre più frequentemente e sempre più indipendentemente dal colore politico, si sta sviluppando questa tendenza a voler controllare e reprimere l’informazione?

Per chi fosse interessato, dal post di GP, ho recuperato un paio di petizioni.

7 Commenti

  1. tu dici:

    “perché sempre più frequentemente e sempre più indipendentemente dal colore politico, si sta sviluppando questa tendenza a voler controllare e reprimere l’informazione?”

    Me lo chiedo anch’io. Ma quale sarà il vero motivo?

  2. Io credo che oramai, parlare di colore politico, sia sempre più un problema legato ai singoli cittandini attivi politicamente: chi la politica la fa, invece, usa i colori e i simboli solo per rappresentare il suo distacco da qualcun’altro.

    Italia. Di tutto, Di più!

  3. Statisticamente 1 DDL su 4,5 va in porto e meno della metà così com’è stato presentato. Ergo… aspetterei ancora un po’ ad indignarmi a fondo e poi semmai rimane valido l’invito a trasferire i nostri blog su server scandinavi o estoni ;)

  4. Son d’accordo, magari non sta legge non avrà mai alcun effetto, forse nemmeno verrà approvata. Resta il fatto che se questi le pensano solo certe schifezze, bisogna farlo sapere in giro. Ecco perché approvo cmq il rumoreggiare della rete a riguardo.

  5. Hai assolutamente ragione quando dici che l’atteggiamento dei legislatori, del governo (qualunque esso sia) debba essere sempre sotto controllo e marcato stretto. Non era certo questo l’intento del mio post. Volevo solo sottolineare come troppo spesso i blogger prendano sin troppo facilmente le palle al balzo per gridare al regime, anche quando (sempre secondo me) non ce ne sarebbe motivo. L’attività di controllo e di supporto all’informazione cerco di farla quotidianamente, alle volte su argomenti che ai blogger neanche interessano.
    D’altronde se non ne avessi voluto parlare, avrei cassato agevolmente l’argomento. Mi sembrava utile dire “ehy, attivate il cervello prima di gridare alla Cina”, come scrivi anche nel tuo titolo.

    La tua ultima domanda è invece interessante e condivisibile: mi viene da pensare, come esempio sciocco, all’atteggiamento dell’attuale governo nei confronti delle personalità scomode come Luttazzi e i Guzzanti.

  6. [...] che fine ha fatto? SKA mi ha riportato alla mente che in questo periodo sarebbe dovuto apparire in TV. Se ricordate, infatti, a Luglio feci un post [...]

  7. @SKA: chiaro, se volevi ignorare la questioni, non ti ci voleva chissà quale impegno. Avevo notato soltanto un tono un po’ troppo di sminuimento, ma credo di capire che non è affatto così.

    Che nella rete a ogni minima briciola si alzi un polverone è anche vero. Probabilmente accade - nella blogosfera italiana - perché il Web funge un po’ da valvola di sfogo per la frustazione “informativa” accumulata.

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