Diarium Neminis

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Anno Zero & Sex Crimes: pre e post messa in onda

Questo post è per riportare qualche dato statistico rilevato sul popolo della rete. Popolo che, a mio avviso, mediamente, risulta essere un tantino più aperto e di ampie vedute rispetto al resto della popolazione italiana, che resta confinata in una realtà che, a parte i [tele|video]-fonini d’ultima generazione, mantiene le stesse sembianze che aveva nel dopoguerra.

I dati che riporto sono rilevati su un campione statistico limitato ai lettori di TVBlog.it, che ha lanciato due sondaggi all’interno dei seguenti articoli:

 

Nel primo sondaggio si chiedeva ai lettori se fosse giusto mandare il filmato della BBC in TV:

Sì - 971 voti (77% di tutti i voti)
Sì, ma solo con un contraddittorio - 214 voti (17% di tutti i voti)
No - 66 voti (5% di tutti i voti)
Totale dei voti: 1251

Soltanto il 5% delle persone pensava di no.

Nel secondo sondaggio, ancora aperto, si chiede il giudizio sulla puntata di Anno Zero andata in onda lo scorso giovedì (31 Maggio); finora:

Molto Positivo - 1363 voti (65% di tutti i voti)
Positivo - 417 voti (19% di tutti i voti)
Negativo - 90 voti (4% di tutti i voti)
Molto Negativo - 216 voti (10% di tutti i voti)
Totale dei voti: 2086

Il 14% ha un giudizione tra il negativo e il molto negativo.

Il mio giudizio personale (già incluso nel sondaggio) l’ho già espresso e lo riporto:

il dibattito è stato portato avanti in maniera corretta, equa, tranquilla e civile. È così che dovrebbe sempre essere, cari maniaci della censura.

In linea col mio pensiero trovo anche l’autore dell’articolo di TVBlog sul giudizio di Anno Zero:

Personalmente sono molto soddisfatto, il programma è stato equilibrato, non ha avuto paura di mostrare i casi scabrosi di pedofilia che riguardano il clero, non ha evitato di mostrare integralmente Sex Crimes and Vatican, ha usato la giusta sensibilità e prudenza nel mandare in onda il filmato solo dopo la prima interruzione pubblicitaria avvertendo più volte che si trattava di argomenti che potevano urtare la sensibilità dei minori lasciando ai genitori la scelta di far vedere o meno ai loro figli questo documento.

E purtroppo, personalmente, devo condividere anche una sua altra osservazione:

[...] resto convinto che la bagarre politica generata prima della trasmissione di questa puntata [...], che il consiglio d’amministrazione abbia tentato in ogni modo di limitare la libertà d’espressione e di censurare preventivamente Santoro e la sua redazione, resti un fatto grave. [...] Quanti giornalisti [...] che non hanno la “forza” e il seguito di Santoro, si sentiranno liberi di trattare argomenti tanto delicati in futuro?

Oserei rispondere: in TV, nessuno. Un parere che non mi rende affatto contento.

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