Diarium Neminis

Soltanto chi è abbastanza folle da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambia davvero

Che tempo che fa

Avete visto che di recente ho scritto qualche post sulla questione “emergenza Napoli” e soprattutto su come non mi vada affatto giù l’eccessiva speculazione dei giornalisti. L’intervista a Giorgio Bocca di ieri sera a “Che tempo che fa” di Fabio Fazio è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ha indotto la mia ragazza a scrivere finalmente un post sulla “questione Napoli” e me a scrivere una lettera alla redazione della trasmissione, che si è trovata ad essere il capro espiatorio della situazione. Per carità nessuna offesa o cose simili, solo una lettera dove mi rivolgo direttamente a Fazio esponendo il mio pensiero sulla questione Napoletana. Di seguito potete leggere la lettera scritta di getto a Fabio Fazio.

Caro Fabio Fazio,
scrivo in seguito all’intervista fatta a Giorgio Bocca che è stato soltanto la goccia che ha fatto traboccare il vaso, quindi in fondo non ce l’ho con lei in particolare, ma con la Televisione.
Perché ce l’ho con la Televisione? Perché aiuta a creare un clima di tensione, a far crescere l’astio e il razzismo tra nord e sud (e non solo, ma questo è un’altra storia), come si può leggere anche nel forum della vostra trasmissione.
Per esempio qui: http://www.forum.rai.it/index.php?showtopic=118641&f=38 dove un ragazzo (credo) del Nord arriva a dire: “Altra Italia, anzi altro mondo! Semplicemente la vergogna fatta istituzione” e non si ferma lì.

Il problema sa qual è? E’ che ai giornalisti piace speculare, piace troppo fare notizia, piace troppo fare share e si preoccupano solo di questo, molto spesso. E purtroppo fare questo in Italia significa dire addio all’equità di informazione, al contraddittorio, alla verità, all’oggettività e quant’altro di sano ci dovrebbe essere in quello che sarebbe dovuto essere un dibattito e non lo è stato.

Giorgio Bocca ha esagerato ieri sera nella sua trasmissione. Il problema non è la sua (di Bocca) schiettezza quanto la sua arroganza e mancanza di rispetto verso migliaia e migliaia di persone che ultimamente sono ferite a ripetizione dalle speculazioni giornalistiche sul “lato oscuro” di Napoli. Di certo non potevo aspettarmi di meglio da Bocca, che avrà anche scritto contro Berlusconi e contro la politica Statunitense, ma resta pur sempre una persona che a 18 anni ottiene la tessera del PNF (Partito nazionale fascista), sottoscrive il Manifesto in difesa della razza italiana, fortemente voluto da Benito Mussolini e scrive un articolo in cui imputa il disastro della Guerra alla congiura ebraica. Settanta anni dopo Giorgio Bocca è la stessa persona e mi piace poco e niente.

Non posso dire lo stesso di lei, Fazio, e per questo a lei mi rivolgo. Faccio un passo indietro e torno al problema della TV e dei giornali. Da tempo non si fa altro che parlare del male di Napoli rafforzando sempre più nella testa dei “nordici” quelli che sono i miti e leggende sul napoletano. Badi, Fazio, qui nessuno nega i problemi di Napoli. Qui si critica l’ossessivo lavoro di speculazione e falso giornalismo (non si senta offeso di questo, non è una critica a lei) che si fa nei confronti della mia città, di una città popolata da migliaia di brave persone, oneste, che vedono Napoli alienarsi sempre più, grazie anche a chi, come la TV, non fa altro che scagliarle il mondo intero contro. Di Napoli si parla solo quando c’è l’ennesima crisi o quando ritorna alla luce un problema vecchio d’anni. La storia è sempre la stessa e la schiera di giornalisti è sempre lì pronta a condire il tutto con nuove salse e nuovi aromi, perché il male di Napoli fa notizia, sarebbe stupido perdere l’occasione.

Caro Fazio, l’ha notato che il male di Napoli fa più notizia di quello che accade altrove? In tutta Italia, Nord in primis, accadono sempre più spesso stupri, pedostupri, omicidi senza senso come il nipote che ammazza la nonna a martellate in testa per 20 euro, suicidi per depressione e frustazione, infanticidi, rapimenti, etc. Questi fenomeni hanno una frequenza più elevata nel nord italia che da noi (personalmente a Napoli tali eventi si contano facilmente) e per molti versi si tratta di fenomeni anche peggiori, incontrollati e dilaganti. Ma questi fanno poco notizia. Accadono, entrano nella cronaca del giorno e spariscono. Ma con Napoli è diverso, accade e rimane in TV per mesi. I toni dei racconti sono sempre più accesi e aspri rispetto a quelli che si usano per le altre notizie. Il motivo, Fazio? Io penso di saperlo. Si è semplicemente trovato il pollo da spennare. Si vede in Napoli una città particolare, dove il popolo è diverso dagli altri luoghi e questo unito ai problemi di camorra & co. che vi si trovano, sono il giusto mix per avere un fuoco eternamente accesso al quale poter riscaldare la propria penna quando si è a corto di share. Tutto ciò che c’è a Napoli viene tramutato in qualcosa di negativo anche quando non lo è. E’ come quando si dice che ogni singolo arabo è un terrorista, quando non solo non è vero, ma non sono affatto gli unici terroristi. Ce ne sono di peggiori. E sono anche legalizzati.

Lo trova giusto lei, Fazio? Trova giusto che 2.000.000 di persone devono sentirsi odiate dal resto di Italia per i problemi che ha nella propria città? E come se un pover’uomo un giorno finisse sulla sedia a rotelle e la moglie e i parenti inizierebbero ad odiarlo perché ora costituisce la zavorra di ogni gita fuori porta che si pensa di organizzare. Sa come si dice a Napoli per identificare questo stato di cose? “Curnuti e mazziati” (lett. Cornuti e picchiati).

Caro Fazio, questo non va bene. Nessuno invita un napoletano come me e come i tantissimi che conosco (e che non conosco). Napoletani che potrebbero parlare di Napoli oggettivamente. Napoletani che fanno parte della “terza faccia” di Napoli come racconta quest’articolo: http://secretum.neminis.org/le-vite-di-napoli.html

No. O si intervista lo spacciatore e lo scippatore di turno, oppure la signora della Napoli bene che dice che vive con la paura. Eh già, perché altrimenti il Lombardo di turno come giustificherebbe il suo astio crescente verso un popolo che non gli ha mai fatto nulla? Come si indurrebbe i potenziali turisti a rimanere a casa o andare altrove? In medio stat virtus, Fazio. Lei lo sa. Spero di vedere un maggior equilibrio quando si parlerà della mia città in TV, perché le confesso che vedere Emilio Fede come l’unico giornalista (che ho visto) che ha speso due parole in più in difesa di Napoli mi rende molto triste.

Cordiali saluti e in bocca al lupo per il proseguimento della trasmissione.

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