Diarium Neminis

Soltanto chi è abbastanza folle da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambia davvero

Ecco cosa andava in onda una volta

A che serve vivere, se non c’è il coraggio di lottare? - Giuseppe Fava

Il giornalista nel video, Giuseppe Fava, è lì che parla di Mafia in una trasmissione di Enzo Biagi del 1983. Ne parla in maniera disinibita, dicendo quello che tutti sanno, ma che nessuno dice mai: la mafia è al potere. Politici, banchieri. È lì che c’è la vera Mafia.

L’anno dopo quell’intervista, Pippo - così si era soliti chiamarlo - è stato assassinato con due colpi alla nuca. Dopo un’esecuzione del genere hanno pure avuta il coraggio di farlo passare per delitto passionale. Ma oggi tutti sanno che è stata la Mafia. O meglio, gli esecutori della Mafia, per usare le parole di Fava.

Ovviamente di queste persone, in questo stato di Mafiosi, si perde memoria. Però al TG ci ricordano che è nato il figlio di Cutolo e su Canale 5 trasmettono la fiction del “grande” Riina.

Beh, dal 1983 nulla è cambiato. In meglio.

15 Commenti

  1. @nemo: oh my gosh! il mio primo pingback!

  2. eheh ;)

  3. ora che ci penso non è il primo…vabbè, niente “oh my gosh!”, come non detto…
    due colpi alla nuca, il delitto passionale più mafioso che si sia mai visto. ci vuole proprio la faccia come il culo per far passare una cosa del genere come vera.

  4. La Mafia si e’ solo allargata. Potenziata.
    Ormai tutto si puo’ definire tale: e fa proprio comodo il lasciare pensare non solo agli italiani, ma all’Europa in generale, che tutto questo sia solo il problema di un paio di Regioni in Italia…

    Fa molto comodo…

  5. Grazie Grillo, ma per favore cerchiamo insieme di continuare a raccogliere le firme con le richieste del V-day. Almeno tentiamo di ripulire la politica. Siamo tanti e molto convinti. Chi si sentirebbe di andare a rivotare in queste condizioni? e poi, a chi?

  6. La notizia della nascita del figlio di Cutolo, mi ha fatto dire istintivamente:”ma che vergogna!”"”

    Ho rifiutato di vedere la fiction su Riina.
    Ma chi l’ha prodotta? Chi l’ha comprata?

  7. Scandaloso! anche se ormai poco o nulla mi stupisce più e non so se sia un bene o un male…

  8. Mi è piaciuta molto questa intervista comparsa sul blog di Grillo. Francamente non so più che pensare del comico genovese. Tanto per pareggiare la sua fama di “populista”, addita la Romania e i Rom esattamente come si faceva con gli ebrei nell’ottocento. Chiede il ritorno alla “sacralità dei confini” (no!! vi prego!!) e chiede che “i responsabili paghino”. Poi però prende posizioni coraggiose come quella sul caso De Magistris. Non saprei come giudicare le sue uscite, ma ho paura che le sue posizioni “populiste” svalutino la forza e la credibilità delle sue denunce più coraggiose.
    Voi che ne pensate?

  9. Io penso che Grillo è solo un uomo. Quello che dovrebbero pensare tutti.

  10. “Quello che dovrebbero pensare tutti”
    Nemo, se parli così comincio a preoccuparmi… :)

  11. Un uomo deve avere la responsabilita’ del ruolo che ricopre. Se hai il potere di trainare grandi masse, devi pesare quello che dici.

    Questo principio, secondo me, vale ovunque. Dalla Politica ad ogni sorta di Business. Passando per l’Intrattenimento.

  12. Perdonami, non volevo dare “male a pensare” :)

    Quello che intendo è che bisognerebbe tenere in considerazione che Grillo non è un messia, un salvatore, o cose così. Quando si guarda alle sue azioni, alle sue critiche, alle sue proteste, bisogna farlo ricordandosi che Grillo è solo uno come noi, che in qualche modo cerca di sfruttare la sua posizione di visibilità per fare qualcosa di buono oltre che per “campare”. E non è detto che finisca sempre per fare qualcosa di buono. Ma per quanto anch’egli commetta errori (proprio in virtù del fatto che - da uomo - agisce come meglio crede), è vero anche che ha fatto battaglie apprezzabili e che volenti o nolenti, populismo o meno, ha ottenuto diversi risultati.

    E bisogna ricordarsi anche di non dare sempre accezioni negative al termine “populismo”. Il populismo assumme fattezze negative quand’è condito da grosse dosi di demagogia.

  13. @Detro: non sono completamente d’accordo. Un tale peso deve certamente averlo un personaggio che si assume esplicitamente certe responsabilità, come la guida del Paese. Grillo fa quello che ritiene giusto ed essendo popolare trascina via gente. Che debba stare un pochino attento ci sta pure bene, ma che debba pesare ogni singolo cazzo che dice, beh, lo trasformerebbe in qualcosa di diverso, di molto simile a ciò che già c’è in giro, e sappiamo che questo non ci piace. In secondo luogo, non è nemmeno giusto che si metta a fare da babysittere a una massa di idioti che non è capace di accendere il cervello.

    Finché non aizza esplicitamente a comportamenti xenofobi, omicidi, sessuofobi, violenti e via discorrendo, se dice “Uh Mastella è solo un capro espriatorio” e 100.000 cristiani non sono capaci di cogliere l’ironia, non è colpa di Grillo, ma della gente. Ma soprattutto, non ha fatto danno a nessuno. Di certo non ha provocato incidenti diplomatici e aumento di criminalità come i nostri politici.

  14. @Nemo
    Sul termine “populismo”, la penso sartorianamente. Mi riferivo però all’uso dispregiativo che è invalso nei media, soprattutto grazie a chi tenta di demolire il Grillo mangiavoti.

    Sul fatto che però Grillo si muova come singolo ho qualche dubbio, visto che si avvale della consulenza di una società di marketing, la Casaleggio. Le sue scelte insomma sono collettive: passano al vaglio di più persone, fra cui alcuni che - come obiettivi primari - hanno quello dell’avanzamento del “prodotto Grillo”.

    Ora, se le posizioni sulla Romania demonio d’Europa sono passate al vaglio di questo secondo tipo di persone, significa che chi fa i conti costo-benefici ha dato l’OK. Tutto ciò rientra nella libera espressione di Grillo e di chiunque altro. Ed è giusto che sia così. Tutti devono poter parlare: da Borghezio a Calderoli a Le Pen. Una democrazia che sente il bisogno di censurare le opinioni è una democrazia debole. Io non condivido nemmeno il reato di “negazionismo dell’Olocausto” introdotto dall’amico Mastella. Però tutto ciò non toglie la tristezza che mi suscita lo staff di Grillo con certe scelte.

  15. Concordo con Matteo… e con Nemo. Perche’ sono d’accordo che la gente che “ascolta” Grillo non deve spegnere il cervello e seguire la bandiera.

    Ma tutto questo non mi stupisce: siamo storicamente dei sudditi. E’ nella nostra cultura, radicato nel nostro modus vivendi. Vogliamo un Re, un Duce, un Salvatore. Un singolo, carismatico e “urlatore”, che ci dica cosa fare, come pensare, chi odiare, chi amare. Lo dice la storia, non io.

    Ci sono pagine e pagine di Storia che raccontano di un Italia lavoratrice. Un Italia competitiva nel Mondo. Un paese ricco e “rispettato”, perche’ produttore e non solo consumatore di ricchezza.

    Oggi cosa siamo? Passiamo il tempo a pregare che almeno un solo di quella massa di merda che e’ la politica possa rappresentarci e guidarci verso qualcosa di buono. Questo e’ si il sistema politico democratico, ma perche’ in Francia, se tocchi mezzo diritto, ti fanno una manifestazione tanto potente che il politico chiede scusa in Mondovisione… ed in italia tutti si lamentano al Bar sotto casa… ma senza scendere in piazza?

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