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29 marzo 2006

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Etimologia di Berlusconi

Il tutto nasce da una battuta che sia io che il mio amico Detro abbiamo sentito dal grande Daniele Luttazzi: “[...] allora vuol dire che sei due volte losco, cioè Bis-Luscus, cioè Berlusconi [...] E’ l’etimo esatto, trovato da Corrado Augias [...]”
Detro era convinto che si trattasse soltanto di una battuta.

L’etimologia in effetti è esatta (più avanti renderò evidente il fatto). In rete ne ho trovati svariati riferimenti, però la gente troppo spesso è impaziente e finisce per affermare bruscamente che Berlusconi ha scritto nel suo nomen familiae il fatto che è un losco (nell’accezione di disonesto), senza soffermarsi troppo in un’analisi più approfondita della questione.
Andiamo con calma.

Oltre Luttazzi, anche la grande rete riporta Corrado Augias come autore di una articolo intitolato “Cosa vuol dire Berlusconi”, che sarebbe stato pubblicato su “La primavera di MicroMega n. 2″.
Come tutti in rete, non ho modo di verificare l’autenticità di questo articolo.

Ne riporto comunque il contenuto:

Da bis luscus, due volte losco, o due volte strabico. Più esattamente: il nome proprio deriva da un aggettivo (o sostantivo) declinato al maschile plurale. Il Grande dizionario della Lingua Italiana del Battaglia, alla voce “Berlusco” riporta: “Agg. (plur. m. – chi). Dialettale: strabico. Voce d’area lombardo-veneta. Milanese: berlusc, barlusc, affine al lucchese bilusco”. La stessa etimologia della parola “berlusco” si trova nel Vocabolario Etimologico di Ottaviano Pianigiani (Firenze 1907, p.148) che indica: “dal lat. bisluscus o bi-luscus, che vale ‘due volte losco’”. Questa derivazione è ripresa e confermata anche dal recente dizionario etimologico De Mauro-Mancini dove alla voce “losco” leggiamo: “Dal latino ‘luscu(m)’, guercio, miope”. Losco o bilosco indica insomma in primo luogo un difetto della vista, laddove nell’italiano corrente e come aggettivo il termine introduce una qualifica di dubbia onestà, imprime il concetto di equivoco, bieco, sinistro: un luogo losco, una persona losca. Un (curioso) esempio, tra i mille possibili, preso dallo scrittore realista Mario Pratesi (1842-1921): “Capivi non soltanto l’uomo ma anche tutta la periferia losca delle sue azioni e delle sue scaltrezze”. In ogni caso il significato primario, sempre secondo il Battaglia, resta: “Che ha la vista difettosa o debole; che è costretto per guardare a socchiudere gli occhi aggrottando le sopracciglia. In senso generico: miope, semicieco, guercio, strabico, orbo”. Anche in francese resiste del resto questo doppio significato di azione o persona disonesta o sinistra da un lato, di strabico dall’altro. Per esempio nel verbo “loucher”, essere strabico, o nel familiare “louchon”, che vale per l’appunto strabico. In definitiva, se si volesse riportare in italiano corrente un cognome come Berlusconi si potrebbe proporre “Strabiconi”. Il che, estratto dal suo senso proprio e portato a livello di metafora (soprattutto nella dimensione religiosa), parrebbe indicare qualcuno in grado di servire contemporaneamente Dio e Mammona.

Prima di andare avanti, cito altre fonti (oltre quelle dell’articolo citato sopra) da cui trarre l’origine etimologica di Berlusco:

  • www.etimo.it, dove trovate l’immagine sopra
  • Garzanti Linguistica, dove potete cercare “lusco”
  • Devoto-Oli, (c)1990, Casa Editrice Felice Le Monnier S.p.A., Firenze, dove troverete scritto: losco (arcaico o letterario lusco) aggettivo (plurale maschile -chi). 1. Di chi, per difetto della vista, è costretto a guardare stringendo gli occhi e aggrottando le sopracciglia; generic., guercio – estens. Di chi guarda torto per invidia, dispetto, indole cattiva o disposizione malevola. 2. fig. Dall’aspetto equivoco: un l. figuro; disonesto, illecito: affari l. -etim- Latino luscus ‘cieco da un occhio’.

A questo punto mi trovo a dover contrastare con Paolo Attivissimo, da anni impegnato nell’antibufala.
Non sono d’accordo con l’appelativo di Bufala dato a questa faccenda. Va bene il dubbio espresso in merito alla paternità dell’articolo attribuito a Corrado Augias, ma nell’etimologia di Berlusco(ni) non c’è nulla di “bufala”. Che poi si voglia considerare l’una o l’altra accezione della parola “losco”, questo è un discorso diverso. Resta fermo che Berlusconi, in quanto accrescitivo plurale del termine arcaico italiano Berlusco, eredita la stessa etimologia.
Ognuno, poi, è libero di interpretare Berlusconi come meglio crede: come nel presunto articolo di Augias (ovvero, “Strabiconi”) o a partire dal passo precedente, dall’etimo, attribuendo a “losco” l’accezione che più gli aggrada. Se lo si desidera, poi, si può applicare il motto latino Nomen omen.
Del resto, se i significati, le accezioni e le parole evolvono, un motivo ci sarà.

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