Diarium Neminis

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Origine del termine “lapalissiano”


Lapalissiano. Si dice di cosa ovvia e scontata, che non varrebbe la pena dire.

Questo vocabolo mi ha sempre incuriosito e così ho cercato la sua origine, direi tra le più curiose che abbia mai trovato. Il tutto deriva da Jacquez de La Palice, maresciallo di Francesco I che, contrariamente a ciò che si potrebbe credere, non è stato l’autore di nessuna frase lapalissiana.
La Palice era talmente amato dai suoi soldati che questi decisero di comporre per lui una canzone, quando il loro maresciallo morì a Pavia. In questa canzone vi era una frase

Hélas, s’il n’était pas mort, il ferait encore envie

che vuol dire

“Ah, se non fosse morto, farebbe ancora invidia

Purtroppo nell’antico francese c’era un’ambiguità nella grafia della lettera “s”, che veniva scritta anche come ƒ e quindi facilmente confondobile con la lettera “f”. In più una probabile incerta spaziatura nella parola envie porto all’equivoco

Hélas, s’il n’était pas mort, il serait encore en vie

che si traduce in

“Ah, se non fosse morto, sarebbe ancora in vita

che è chiaramente una frase banale e ovvia. Col tempo addirittura la frase venne parafrasata in Un quarto d’ora prima della sua morte, era ancora in vita. La dose fu rincarata da Bernard de la Monnoye che parodiando l’ovvietà compose una canzoncina dove aggiunse altre frasi ovvie. La canzoncina fu “riscoperta” nel secolo diciannovesimo da Edmond de Goncourt, fondatore con il fratello della nota casa editrice francese ed editore di giornali, che coniò il termine francese lapalissade, per indicare un’affermazione ovvia in sè e quindi inutile. In Italia il termine fu ripreso come aggettivo, lapalissiano. L’ortografia segue dal moderno nome della città di Lapalisse, che ospita il castello storico di Jacques de La Palice.

Categorie: Humor e Curiosità

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