I nomi delle applicazioni impediscono la migrazione a Linux?
- 27 Dic '05
- 187 visite
- Segui i commenti
In questo articolo Sal Cangeloso afferma che uno dei problemi che impedisce agli utenti di migrare da Windows a Linux risiede nei nomi delle applicazioni. Egli ritiene che i nomi delle applicazioni Linux non rispecchino le funzionalità stesse del software e pertanto confondano l’utente che, trovandosi spaesato, torna sui suoi passi.
Uscendo un attimino fuori tema, vi anticipo che per quanto mi riguarda ci sono motivi ben più seri che impediscono la migrazione di un utente; primo fra tutti la non affatto sentita necessità di questa migrazione. Ma di questo voglio parlare in un altro post.
Tornando in topic, Cangeloso riporta una serie di esempi per dare credito alla sua teoria.
Ve ne riporto alcuni di seguito.
Web Browser
Windows: Internet Explorer
Linux: Konqueror, Opera, Epiphany, Galeon, FirefoxGraphics Editing
Windows: Photoshop, Illustrator
Linux: GIMPMovie Playback
Windows: Windows Media Player
Linux: Helix, XineCD Burning
Windows: Roxio Easy CD Creator, Nero
Linux: K3b, Gnome Toaster, XCDRoast
Prima di mostrare come il metro di giudizio di Sal Cangeloso sia quantomeno puerile e non affatto basato su studi concreti, ci tengo a sottolineare come egli non abbia tenuto in considerazione un fattore importante in questo raffronto tra il Desktop Windows e i due maggiori Desktop Enviroment di Linux: Gnome e KDE. Per quanto riguarda il primo, Gnome, esistono delle linee guida per un corretto processo di assegnazione dei nomi alle applicazioni. Nel secondo, KDE, di default è abilitata una feature che mostra al fianco dei nomi delle applicazioni (nel Menu K, corrispettivo del Menu Start di Windows) la funzione svolta dalle stesse.
Esempio:
K3B (Masterizzazione CD e DVD)
che per quanto mi riguarda è molto più esplicativo di “Roxio Easy CD Creator” (che fa sorgere spontanea l’obiezione: “ma allora con questo non posso masterizzare DVD?”) e di “Nero Burning ROM” (che chi non mastica bene il gergo, pensa: “che cosa vuol farmi incendiare questo qui?”).
Infine, sia Gnome che KDE, hanno nel menu delle applicazioni un’organizzazione in categorie delle stesse, che aiuta nella ricerca dell’applicazione desiderata.
Degli screenshot mi aiuteranno a spiegarmi meglio:


Già da questo è chiaro, secondo il mio modesto parere, come le affermazioni di Sal Cangeloso sia alquanto prive di fondamento.
Ma per concludere mi riservo di usare la stessa arma di Sal Cangeloso per mostrare come il suo metro di giudizio e paragone sia senza alcuna logica e senso.
Di seguito riporto delle applicazioni Linux e Windows, dove i nomi delle prime saranno palesemente attinenti alle rispettive funzionalità e dove invece i nomi delle applicazioni Windows non avranno alcuna relazione con la funzionalità.
Client per Email
Windows: Outlook Express (in italiano: Prospettiva Espresso), Eudora
Linux (KDE): KMail
Linux (Gnome): Evolution MailProgrammi per Ufficio
Windows: Excel (in italiano: Eccellere), Access (in italiano: Accedere), PowerPoint (in italiano: Punto di potere)
Linux (KDE): KSpread (dove spread sta per spreadsheet, che significa “foglio elettronico”), KPresenter (per fare “presentazioni” mi sembra un buon nome, no? ;))
OpenOffice: Calc (per i fogli di calcolo), Base (per i database), Impress (che vuol dire imprimere, impressionare, che per le presentazioni è sempre meglio di Punto di Potere)Programmi Multimediali
Windows: WinAMP
Linux: Beep Media Player
E con questo mi fermo, perché credo di aver trasmesso il messaggio: è assurdo portare avanti una tale teoria basata sui nomi delle applicazioni. Il sistema deve essere intuitivo a prescindere.



Nessun commento
Il tuo commento