Diarium Neminis

Soltanto chi è abbastanza folle da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambia davvero

La lotta contro il DRM

Ultimamente in tutto il mondo ci sono campagne e manifestazioni contro l’avanzare incontrastato del DRM nel mondo dei prodotti tecnologici (andiamo dalle console a moderni riproduttori DVD, passando per tanti altri prodotti prima “innocui”). Oggi su Punto Informatico leggo che anche in Europa è partita una di queste campagne. Non voglio entrare nei dettagli del DRM, di queste campagne e di questi movimenti contro e pro. Voglio solo evidenziare un concetto chiaro e semplice. Partiamo dall’acronimo DRM che vuol dire Digital Rights Management, ovvero Gestione dei Diritti Digitali. Per definizione, il diritto è la

facoltà, giuridicamente tutelata, di operare proprie scelte e di esigere che altri mettano in atto o si astengano da un determinato comportamento: il d. di voto, il d. alla quiete pubblica, etc.

Come si può quindi pensare, in quanto persona avente dei diritti digitali, di demandare la gestione dei propri diritti ad aziende multinazionali il cui unico interesse è da sempre quello di manipolare le masse (attraverso strumenti come pubblicità, messaggi subliminali e tante altre tecniche di marketing) affinché spendano soldi che altrimenti mai avrebbero speso. In questo caso il sistema è più subdolo ma anche più efficiente e difficile da bypassare, costituendo così una vera e propria forma di costrizione nei confronti dell’utenza che si vede non più libera di operare una scelta, ma piuttosto costretta a sottostare a delle imposizioni, a delle scelte che qualcun altro ha operato per essa. Sottostare a ciò sarebbe accettare di essere privati del proprio libero arbitrio.

Un commento

  1. Ovviamente, hai solo ragione.

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