La democrazia moribonda
- 04 Gen '06
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Come afferma il francese Bruno Gaccio in Viva Zapatero:
La democrazia che ha paura della caricatura, che ha paura delle critiche, che ha paura dell’umorismo, è malata, è una democrazia che ha dei problemi. La democrazia che è forte, sicura di se stessa, giusta e pulita, non ha paura dell’umorismo; anzi, dice: “E’ vero, lì ho sbagliato”
Ed è quello che penso ormai della democrazia Italiana.
Anzi forse penso qualcosa di peggio: che la democrazia non esista più.
E non sono l’unico, ringraziando il cielo.
Gaccio continua:
Lo stesso uomo controlla i giornali, il potere, gli affari. Va bene oppure no? Se ne può discutere oppure no? Per Berlusconi non vale la pena di parlarne. Per la Sinistra: “dovremmo discuterne, ma non con la satira”. Allora chi ne parla? Nessuno. E l’unico pensiero è quello di Berlusconi.
Beh questa era una cosa che già sapevo. Abbiamo assistito tutti all’eliminazione di elementi di spicco della televisione come Santoro, Luttazzi, Guzzanti e addirittura Biagi, uno dei più grandi giornalisti d’Italia (e del mondo oserei dire), l’uomo che fu il primo a dare la notizia della liberazione d’Italia dal nazi-fascismo. Parliamo di una pietra miliare della storia del giornalismo italiano. E nessuno ha mosso un dito.
Ho visto in un filmato (incluso anche in Viva Zapatero) Alfredo Pieroni, il più anziano giornalista del Corriere della Sera, piangere sulle parole “è uno scandalo che abbiano licenziato il povero Biagi“. Nello stesso filmato Pieroni continua dicendo:
Se io sono capace di licenziare Biagi e Santoro, figuratevi voi (parlando alla redazione che gli sta davanti, ndNemo), che contate molto, molto meno [...] Nessuno può alzare un dito, perché Berlusconi è spietato!
Cari miei, sono d’accordo con Marco Travaglio: questo è regime.
Un regime che non si basa più sulla violenza e sulla forza per imporsi. Ora la metodologia è più sottile e subdola, nonché più efficace: la psicologia.
E così, mentre nel resto d’Europa la satira va a gonfie vele proprio perché un po’ ovunque c’è ormai questa “sfiducia” nella politica, in Italia vengono messi a tacere grandi artisti satirici come la Guzzanti e Luttazzi e grandi giornalisti come Biagi.
In Italia abbiamo giornalisti che dichiarano apertamente (visto in Viva Zapatero): non era mai successo di ricevere così tante telefonate di censura oppure intere notizie vengono cancellate in favore di gastronomia, costume, societÃ
In Francia vanno in onda sketch come Peuple Fiction, parodia di Pulp Fiction, in cui Chirac viene “ammazzato” perché ha inculato il proprio popolo.
Qui in Italia la satira non è mai arrivata a un tale livello, eppure subito tutti i grandi sudditti, schiavi, sottomessi di Berlusconi sono stati pronti a censurare tutto quello che di satirico si poteva trovare in TV.
Udo Gumpel, corrispondente della TV tedesca ARD, afferma:
dopo questi casi clamorosi (della cacciata di Biagi, Santoro, Guzzanti, etc.), io mi sarei aspettato una vera rivolta dei giornalisti in RAI, iniziative, scioperi in televisione e invece è successo proprio NIENTE!
E c’ha ragione pure lui. In Italia come sempre siamo il popolo del bastone e della carota, come diceva Churchill.
Il senato, il parlamento e tutta quella specie di esseri umani lì, hanno etichettato gli spettacoli di satira della Guzzanti “non satira, ma dibattiti senza contraddittorio”. Il tribunale ha invece detto che non c’era alcun motivo per censurare la Guzzanti. Professori universitari hanno affermato anch’essi che i programmi della Guzzanti (e non solo i suoi) erano pura satira. Fate un po’ voi.
Ragazzi qui siamo allo sbando. Un governo di regime, un’opposizione talmente imborghesita e scialba che non si oppone nemmeno al vento in mezzo alla strada quando cammina a piedi.
Sempre in Francia sono passati degli skecth (che potete sempre vedere in Viva Zapatero) che assimilano Berlusconi a Mussolini, affermando, seppur satiricamente, che in Italia c’è di nuovo il Fascismo e concludendo: “facciamo attenzione, francesi, che questo puà accadere anche da noi”.
E non dimentichiamo che secondo The Spectator, Berlusconi, nel rifiutare un paragone tra la dittatura fascista e quella di Saddam Hussein in Iraq, ha dichiarato che “Mussolini non ammazzava nessuno… lui mandava la gente in vacanza al confino“.
Ma vi rendete conto? Questo Paese è devastato, signori miei.
Sul sito di Freedom House potete vedere come fino al 2003 l’Italia fosse considerata un paese libero (libertà di stampa/espressione), mentre ora siamo classificati come “parzialmente libero”, ovvero siamo oltre il 70-mo posto nella classifica delle libertà .
Censura, lavaggio del cervello tramite media, informazione sommersa, costituzione sfasciata, condannati in via definitiva che ricoprono cariche politche, leggi ad personam, falso in bilancio che non esiste più, etc. etc. (che se no vomito).
Che bella nazione che siamo diventati.
Ragazzi svegliatevi, vi prego. Salvate il salvabile, se ce n’è ancora. Rianimate la democrazia. Riafferrate la vostra libertà .





[...] Una bellissima digressione del mio amico Neminis.org. [...]
mi sembra che in svezia hanno fatto uno spot
con riferimento berlusconi e le sue cose e che da
loro non potrà esserci mai una figura simile;
@alberto: interessante. Vedro’ di trovarne traccia in rete.
@alberto: dobbiamo trovare assolutamente questo spot :D.
[...] Disclaimers « La democrazia moribonda [...]
[...] E’ una vecchia notizia, ma forse molti di voi ne vengono a conoscenza solo ora. Io l’ho saputo tempo fa, grazie a un commento che un ragazzo ha scritto in merito al mio post “La democrazia moribonda“. Parliamo della televisione svedese SVT che in uno spot televisivo ha praticamente dichiarato: “non siamo come berlusconi”. Per chi non comprende bene lo svedese (me compreso ), cito l’articolo de “La Repubblica” per portarvi a conoscenza di cosa afferma lo spot: “In Italia, il 90 per cento dei mass media è in mano a Silvio Berlusconi”, “Dopo intensiva campagna elettorale (grazie ai propri mezzi di comunicazione) vince le elezioni” “, “Ora è anche presidente del consiglio” e per finire “Svt: noi siamo una televisione libera”. [...]
[...] reality o di quattro veline sculettanti. E’ proprio il caso di dire: Povera Italia. Permalink| [...]
[...] Dopo gli scandalosi episodi di censura ormai famosi (la cacciata di Biagi, Santoro, Luttazzi, Guzzanti dalle televisioni), ecco che ci viene servito il bis. Slitta ancora il rientro di Michele Santoro in Rai grazie a una normativa votata al- l’ultimo minuto. In commissione Vigilanza Rai la maggioranza ha votato compat- ta un emendamento che impedisce a persone che hanno ricoperto un ruolo politi- co nell’ultimo anno di condurre una trasmissione durante il periodo di campagna elettorale. I membri dell’Unione hanno abbandonato l’aula al momento della votazione, mentre il presidente Claudio Petruccioli ha votato contro. La decisione della commissione Vigilanza è in contrasto con quanto aveva stabilito, poche ore prima, il Cda di viale Mazzini che prevedeva il ritorno di Santoro in Rai a marzo con tre prime serate su Raitre. Con questo voto la maggioranza della Commissio- ne chiede quindi al Cda Rai di non fare tornare il giornalista in video prima del 9 aprile, data delle elezioni politiche: Santoro è infatti ex europarlamentare. Per l’opposizione si tratta di una legge ad personam per impedire che Santoro ritorni a lavorare, mentre la maggioranza nega e afferma che si tratta di una norma vo- tata per garantire la par condicio in periodo elettorale. Di fatto, però, Santoro sarebbe l’unico destinatario del provvedimento, non essendoci nessun altro conduttore che abbia ricoperto un ruolo politico nell’ultimo anno. In attesa del pronunciamento di viale Mazzini il diretto interessato ha dichiarato: “Nessun commento, per ora. Non tocca a me commentare adesso quanto deciso in commissione di Vigilanza�. [...]
[...] Dopo gli scandalosi episodi di censura ormai famosi (la cacciata di Biagi, Santoro, Luttazzi, Guzzanti dalle televisioni), ecco che ci viene servito il bis. Slitta ancora il rientro di Michele Santoro in Rai grazie a una normativa votata al- l’ultimo minuto. In commissione Vigilanza Rai la maggioranza ha votato compat- ta un emendamento che impedisce a persone che hanno ricoperto un ruolo politi- co nell’ultimo anno di condurre una trasmissione durante il periodo di campagna elettorale. I membri dell’Unione hanno abbandonato l’aula al momento della votazione, mentre il presidente Claudio Petruccioli ha votato contro. La decisione della commissione Vigilanza eÌ€ in contrasto con quanto aveva stabilito, poche ore prima, il Cda di viale Mazzini che prevedeva il ritorno di Santoro in Rai a marzo con tre prime serate su Raitre. Con questo voto la maggioranza della Commissio- ne chiede quindi al Cda Rai di non fare tornare il giornalista in video prima del 9 aprile, data delle elezioni politiche: Santoro è infatti ex europarlamentare. Per l’opposizione si tratta di una legge ad personam per impedire che Santoro ritorni a lavorare, mentre la maggioranza nega e afferma che si tratta di una norma vo- tata per garantire la par condicio in periodo elettorale. Di fatto, però, Santoro sarebbe l’unico destinatario del provvedimento, non essendoci nessun altro conduttore che abbia ricoperto un ruolo politico nell’ultimo anno. In attesa del pronunciamento di viale Mazzini il diretto interessato ha dichiarato: “Nessun commento, per ora. Non tocca a me commentare adesso quanto deciso in commissione di Vigilanza”. [...]
[...] In Francia spettacoli satirici vedono attori il popolo italiano sottomesso alla dittatura fascista di Berlusconi (ne parlo anche qui e ne trovate traccia nel film-documentario Viva Zapatero) [...]
[...] All’inizio di quest’anno ho scritto un post intitolato “La democrazia moribonda“. Ora mi chiedo se sia davvero morta o ancora agonizza. Qualche giorno fa nella trasmissione “In Mezz’ora”, Lucia Annunziata intervista Enrico Deaglio (direttore di Diario) che parla di brogli elettorali durante le elezioni del 9/10 Aprile scorso. Questi brogli spiegherebbero il clamoroso fallimento dei sondaggi e l’incomprensibile rimonta della Casa circondariale delle Libertà (cit. Beppe Grillo). Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani, già autori del film-documentario Quando c’era Silvio, parlano dei “presunti” brogli del 9/10 Aprile nel nuovo film Uccidete la democrazia!, del quale potete vedere il trailer qui. Si parla di 1.200.000 voti a favore della CDL; potete capire da voi come una cifra del genere potrebbe aver compromesso la distribuzione dei seggi. [...]
[...] un mio vecchio post, in pieno regime Berlusconiano, riportavo i dati della Freedom House, secondo la quale [...]
[...] ennesimi rantoli di una democrazia moribonda. Non posso aggiungere altro. Almeno per ora. Tag: Italia, Camorra, Democrazia, Mafia, [...]