I terroristi alla fine vincono?
- 27 Ott '06
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L’obiettivo dei terroristi non sono gli attentati in sé, quanto piuttosto destabilizzare l’equilibrio sociale dei paesi attaccati, cambiare le loro abitudini di vita, far sparire la loro tranquillità sostituendola con paure ossessive, paranoie a volte eccessive. L’obiettivo più grande è quello di cambiare la vita del singolo, che il giorno prima prendeva la metro in piena serenità e ora quando ci sale ha le palpitazioni, anche se magari abita in un paese dove questi attentati non sono mai avvenuti e forse mai avverrano. La solita frase: “qui stiamo tranquilli, a noi non ci tocca nessuno” perde sempre di più il suo effetto, perché i terroristi ormai hanno colpito ovunque, non soltanto dove ci si aspettava che lo facessero. E così il quotidiano è stato cambiato e molta della nostra libertà è stata troncata, spazzata via per la questione “sicurezza”. E’ proprio così. Se da soli magari non lo notate, leggere questo articolo su Repubblica vi farà riflettere non poco. Ormai ci hanno segnato. A distanza di tempo ancora ora misure di sicurezza alienanti sono all’ordine del giorno, sono la quotidianetà. E più queste cose diventano di routine e più il nostro modus vivendi viene mutato; mutato in qualcosa di meno libero e sempre più controllato. Per volere di chi ci controlla? No. Per volere dei terroristi, che hanno raggiunto il loro obiettivo molto bene. Iniettare il terrore nel più profondo delle società, avviando un processo di mutazione delle stesse portandole via via a diventare una gabbia fatta da noi per noi stessi. Forse le cose non sono ancora così gravi come le sto descrivendo, forse non lo diverranno mai (lo spero), ma tant’è che un processo è stato avviato e noi siamo, ora, siamo già meno liberi di ieri.










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