La politica italiana secondo me
- 06 Giu '07
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Ho un sogno ricorrente. Essere intervistato in diretta da un giornalista serio (non ho bisogno di fare nomi) che mi faccia una sola domanda: «Lei, da cittadino, come vede la politica?».
Io risponderei: «Beh, se parliamo della politica del nostro paese, allora possiamo anche smettere di dire che stiamo parlando di politica. La politica, in Italia, non esiste più, qualsiasi accezione si dia a tale parola. È morta, sepolta e putrefatta da anni. Quella che oggiggiorno viene chiama politica non è altro che la massima espressione di ciò che è la mentalità dell’italiano medio: fregare il prossimo per il proprio, personale, tornaconto. La parola politica, in Italia, assume questa nuova accezione. L’unica che trovi un riscontro nella realtà. Oggiggiorno chi entra in politica, lo fa per interessi esclusivamente personali, danneggiando il popolo senza alcun rimorso. Vuoi fare l’imprenditore? buttati in politica. Fai l’avvocato? buttati in politica. Fai il camorrista? buttati in politica. Qualsiasi cosa tu voglia fare o già faccia, buttati in politica. È l’unico modo per fare “legalmente” ciò che è disonesto. E la disonestà, in Italia, è l’unico mezzo per realizzare i propri sogni. Quei pochi ancora onesti rimarranno degli eterni sognatori.»










Sono stupito.
E’ la prima volta che ti sento dire: “Quei pochi ancora onesti rimarranno degli eterni sognatori.”. Se anche tu parli cosi’ “fatalisticamente” e “disincantatamente”, deve stare andando PEGGIO di quanto io percepisca da qui.
Deve essere lo schifo che vedo ultimamente in TV. Avissa sape’.