Ora. Mai. Oramai.
Ora. Ora non è più tempo per me di fare quello che faccio di solito, su questo blog. Negli anni di vita di questo blog, ho virato repentinamente da temi piuttosto variegati (dal tecnico al leggermente sociale), a tematiche fortemente socio-polotiche. E la Tag Cloud ne è testimone. Ho letto, riletto. Mi sono informato, mi sono arrabbiato, mi sono indignato e chissà quant’altro. Più di tre anni durante i quali ho usato queste pagine per dire chiaramente come la pensavo, senza mezzi termini. Per condividere con quei pochi lettori tutto ciò che scoprivo e che normalmente non viene detto in giro. Per condividere tutto ciò che sarebbe potuto esser fatto e puntualmente non lo era mai. Per evidenziare menzogne, o più semplicemente per urlare incazzato quanto questo paese e, ahimè, la mia città, mi stessero facendo arrivare lentamente all’esasperazione, conscio sempre più che l’amore patriottico che mi lega principalmente e soprattutto a Napoli è per quella Napoli che è ormai quasi esclusivamente nella mia testa, e non più tra le strade e tra la gente.
Ora non è più tempo per me di continuare a fare quello che ho fatto, di incamerare amarezza per trasformarlo in rabbia, odio, rancore e altri inpronunciabili pensieri così lontani da ciò che io sono.
Mai. Mai bisogna permettere a ciò che ci circonda di cambiare la nostra persona. Mutarla in qualcosa che non è mai stata e che non è mai voluta essere. In qualcosa che ha sempre odiato. La storia insegna che l’esasparazione sociale, la qualità bassa della vita, le ingiustizie, trasformano automaticamente le persone senza che queste se ne rendano conto. Io me ne rendo conto. Ed è per questo che ora ho bisogno di un po’ di ignoranza. Non voglio sapere niente di più di quanto i miei occhi possono incontrare per strada. Che è già troppo. Questi ultimi mesi che trascorrerò a Napoli, in Italia, non me li voglio intossicare come e peggio degli ultimi, pensando, parlando e commentando di una realtà così profondamente e articolatamente ingiusta ed errata da essere un nemico troppo grande da affrontare in un paese dove la collettività popolare è un principio che non esiste. In un paese dove l’unità nazionale è rimasta nella testa di quelli che l’hanno resa realtà.
Oramai. Oramai è giunto il tempo. Il tempo anche per me di disintossicarmi, di distrarmi. Non voglio sapere niente e quel poco che mi capiterà di sapere, no, non ho la forza di scriverlo qui. Non più. Ogni volta che ci provavo negli ultimi giorni, qualcosa mi prendeva allo stomaco e mi impediva di farlo. Oramai. Oramai qualcosa è cambiato. Ed è questo. Oramai è tempo che i temi soliti di questo blog lascino posto alla prossima ispirazione, al prossimo vento di passione. Fino ad allora, vedrete sicuramente un blog “più lento” del solito. Per i pochi ma sinceri affezionati ai miei soliti articoli, lascio, qui di lato sul blog, il blocco “Notizie e ditorni”, con i più importanti link a ciò che leggo/leggevo di solito. Per il resto, oramai…

There's 17 Comments So Far
giugno 19th, 2008 at 10:51
Disintossicarsi serve, ci sono dei casi in cui poi, uno ritrova la voglia di fare e lottare e riprende a scrivere come faceva prima.
Comunque sia accetto la tua decisione, non potrei fare altrimenti
Goditela questo periodo, hai visto mai che cambi idea.
giugno 19th, 2008 at 11:17
Sai, vivendo a Roma ho avuto la fortuna di mitigare un po’ l’amarezza che mi prende ogni volta che vengo a Napoli, ma qui non è che sia molto diverso.
Comprendo benissimo e condivido il tuo schifo.
In bocca al lupo per questo periodo sabbatico
giugno 19th, 2008 at 11:21
Periodo di pausa? Capita a tutti, ma non chiudere il blog! Mi raccomando…
Io, anche se commento poco, ti leggo sempre volentieri!
Bacioni!!!
giugno 19th, 2008 at 11:28
@curly: chiudere il blog no, ma sicuramente ne passerà di acqua sotto i ponti prima che torni a farmi il sangue amaro su certe questioni
@fauchone: crepi
@duhangst: grazie
giugno 19th, 2008 at 12:18
Che dirti se non “buona pausa” e buon fine permanenza.
giugno 19th, 2008 at 14:06
Tu sei uno che non si fa passare le cose sotto il naso e non dice niente.
Anche se non commenterai, so che sarai li’ ad incazzarti ugualmente.
Ti dico che io sono all’estero, ma ho forse una visione piu’ reale di quello che sta accadendo… proprio perche’ non c’e’ modo che io possa subire alcuna influenza “mediatica”. Qualunque sia la direzione di questa.
Perche’? Perche’ io, come te, amo il mio paese. E lo odio. Tutto allo stesso tempo.
Riposa le mani: magari ricominceranno ad apparire articoli tecnici che tanto mi mancano
giugno 19th, 2008 at 14:18
MA QUANTO
CAZZO
SCRIVI???
ahahha
sei un grande Nemo.
la penso assolutamente come te.
dopo le ultime vicende mi sono chiesto anch’io se conviene farsi il sangue amaro.
se davvero vale la pena incazzarsi mentre ognuno fa quel cazzo che gli pare.
è ora di basta.
giugno 19th, 2008 at 15:40
Sei un grande Nemo! Disintossicarsi fa bene, non ti preoccupare!
giugno 19th, 2008 at 15:53
D’accordo con Detro, più articoli tecnici
…
e poi, se passi fra noi della “resistenza passiva” imparerai a dissentire col mondo quanto vuoi, ma senza intossicarti l’anima.
Dopo un periodo di salutare ignoranza riprenderai ad informarti, a farti domande, ma sarai immune al veleno.
E a quel punto quella follia di cui parli nel titolo del blog, quella lampadina che forse ora ci sembra *stutata*, tornerà di nuovo utile a tutti.
Ciao,
Antonio
giugno 19th, 2008 at 17:53
Buon riposo, ma soprattutto in bocca al lupo per il post-Italia.
C’è un solo modo per non intossicarsi: diventare parte del problema.
Au revoir.
giugno 20th, 2008 at 08:16
Beh, che dire, grazie a tutti per il sostegno
giugno 21st, 2008 at 15:28
Buon riposo!!!
In realtà farebbe più che bene anche a me, ma mi conosci, non ne sono capace!
luglio 4th, 2008 at 14:28
non avevo letto sto post.
anche se me l’avevi detto di persona
devo essere sincero: riesci a rendere con lo scritto pensieri che riesci ad esprimere con 4 sole
parole magiche :
“MAGG RUTT O CAZZ”
viva la repubblica, viva l’italia
luglio 4th, 2008 at 15:55
@eliosh: Io me li immagino i tuoi figli. Concreti e Ruttatori!
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