Diarium Neminis

Soltanto chi è abbastanza folle da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambia davvero

Windows su MacIntel?

Premessa

Di seguito trovate il mio personale pensiero sul trambusto “Windows su MacIntel”, quindi non prendetelo come un tentativo di affermare la vertià assoluta.

Troppo rumore

Per quanto mi riguarda, si fa troppo rumore su quest’argomento.
Da più lati arrivano voci, desideri, speranze e curiosità riguardo alla fatidica domanda: “ma Windows girerà sulle nuove macchine MacIntel?”
Si sa per certo che Apple non ha inserito di proposito nessuna limitazione per far sì che altri sistemi operativi non possano essere installati sul proprio hardware. Infatti, unico interesse di Apple è stato quello di impedire l’installazione del proprio sistema operativo (Mac OS X) su macchine “plebee” (comuni PC).
Non volendo scendere nei dettagli (come il fatto che WinXP non supporta nativamente l’EFI), ci sono dei particolari fondamentali che vengono trascurati.

Il classico Mac-user

Innanzitutto analizziamo il profilo del classico utente Mac:

  • Adora Mac OS X e non v’è altro sistema superiore
  • Adora il fervente e ottimo lavoro dei designer Apple
  • Adora la qualità della componentistica, la qualità dell’assemblaggio della stessa e la capacità di Apple di produrre macchine compatte, “fredde” e silenziose.

Il terzo dettaglio è un dettaglio apprezzato da un utente Mac un po’ meno “medio” del solito; egli preferisce quanto elencato sopra nel terzo punto, all’estrema attualità delle periferiche.

L’utente Mac classico si contraddistigue quindi per una questione di stile. Nessun utente Mac sporcherebbe mai la propria macchina installandovi fisicamente un sistema operativo per lui palesemente inferiore e inoltre questa tipologia di utenti è nel 99,9% completamente soddisfatta tanto da non desiderare affatto “qualcos’altro”.

Il nuovo Mac-user

E’ doveroso, ora che Apple ha effettuato lo switch a Intel, analizzare anche il caso di numerosi potenziali nuovi utenti. Parliamo di tutti quelli che sono spinti al passaggio proprio dalla presenza di chip x86 nelle macchine.
Questi utenti rappresentano coloro che più di tutti gli altri potrebbero aver necessità di applicazioni presenti su altri sistemi (in testa a tutti, Windows).
A questo punto potrebbe sorgere spontaneo affermare: “allora per questi utenti ha senso poter installare Windows!”.
La mia opinione è ancora una volta contrastante, per due motivi essenziali:

  1. Il dual-boot è la cosa più scomoda del mondo. Riavviare la macchina per usare l’uno e l’altro sistema fa perdere la comodità di entrambi i sistemi, nonché rende scocciante l’utilizzo stesso del computer.
  2. L’attuale potenza delle macchine permette di poter eseguire software di virtualizzazione (come VMWare e VirtualPC) o di API-emulation (come Wine, CrossOver Office). Quindi perché mai scegliere il dual-boot? (Io stesso sul PC utilizzo solo Linux; e Wine mi è più che sufficiente per DVDShrink)

Alla luce dei fatti, Wine potrà ora essere facilmente portato su “MacIntel” e Codeweavers stessa ha annunciato un futuro rilascio ufficiale di CrossOver Office per Mac.
Anche Virtual PC for Mac potrà essere commutato in un software di virtualizzazione piuttosto che di emulazione (come era costretto ad essere finora su architettura PPC) e VMWare, che ha sempre affermato di non sviluppare il proprio prodotto per OS X perché il loro target è la virtualizzazione e non l’emulazione, dopo i recenti sviluppi potrebbe cambiare idea in merito.

Per gli smanettoni

E’ chiaro quindi che l’interesse a installare un sistema diverso sui Mac resta solo per gli “smanettoni”, che prendono la cosa come una sfida, non come una questione di utilità personale. E la sfida riguarda l’attuale Windows XP più di tutti, poiché Linux è già pronto e anche Windows Vista dovrebbe supportare l’HW usato da Apple.

Solo Windows?

E’ da scartare del resto l’ipotesi che qualcuno compri una macchina Apple per installarci solo Windows sopra. Quello che attrae di Apple è l’accoppiata tra le sue macchine belle e prestanti e il software elegante e potente che vi gira sopra. Più probabile che utenti radicalmente legati al software libero usino questo hardware per un’installazione Linux only, che tra l’altro è attualmente molto più pronto di Windows ad essere installato sui nuovi MacIntel.

9 Commenti

  1. Mi ricordo quando ho installato per la prima volta linux, e specialmente nei primi tempi quanto mi è stato utile il dual boot, per tanti ovvi motivi! Non ritengo cosa di poco conto poter prendere un Mactel e poterci far il dual, trial, boot con Linux e Windows. Parlando per me per esempio mi basterebbe il boot con Linux, sia per sfrutare anche col pinguino appieno l’HW, che per cominciare ad usare OSX e magari chi lo sa cambiare parrocchia un giorno (per ora W Slackware!!! :D). Come me anche gli utenti windows lo apprezzerebbero .. e rivedo me che facevo il dual boot con linux, e ora linux è diventato il mio primo SO. Troppo integralista pensare che gli utenti possano cambiare piattaforma all’improvviso e in modo indolore, piuttosto si goda dell’hw e si impari a comoscere MacOsX con calma. Quanto alla virtualizzazione spesso si dimentica che questa ha un costo non solo di prestazioni ma anche monetario, per non parlare di Wine che pur avendo fatto passi da gigante secondo me è ancora uno strumento da smanettoni.
    Quindi W il “tri”al boot, il dual boot, e poi la scelta del proprio SO.

    Ciao.

  2. Nell’articolo non si tiene assolutamente conto delle esigenze di chi sarebbe felicissimo di usare unicamente Mac OS X, ma è costretto a dover utilizzare anche Windows per necessità varie, come ad esempio l’utiizzo di Matlab, Autocad, ORcad ecc ecc. Sfido chiunque a provare ad usare queste applicazioni (pesantissime) in emulazione o virtualizzazione che sia. Per questi utenti (e sono tanti) il dualboot è la soluzione più comoda del mondo - consente di avere finalmente il Mac e di potere usare le applicazioni che esistono solo per Windows senza avere necessariamente 2 computer.

  3. @Lucio: nel caso del passaggio a Linux il dual boot all’inizio è comodo per il semplice fatto che Linux non è proprio il re della semplicità. All’inizio si incontrano alcune difficoltà e poter ripiegare su Windows per “risolvere” i problemi incontrati è comodo. Qui si parla di Mac OS X. Io sono possessore di un PowerBook sul quale ho solo Mac OS X, perché Linux non mi sfrutta pienamente l’hardware (e in più mettici i limiti intrinseci di Linux-PPC). OS X è un sistema al quale ti adegui all’istante, IMHO. Poi ovviamente la cosa è soggettiva, ma non sono l’unico che conosco ad esser passato a Mac OS X in modo indolore e in pochi giorni. E’ chiaro che ognuno resta libero di voler installare tutto ciò che vuole. Per quanto riguarda il costo dei software di virtualizzazione, è ovvio che il gioco deve valere la candela. Se si pensa che l’acquisto di un software del genere è “troppo”, allora magari non si ha veramente una STRETTA necessità di usare Windows su quella macchina.

    @Marco: E’ vero magari non ne ho tenuto conto, ma è anche vero che mi sono soffermato su profili più o meno da utenti medi da home-office (anche se forse non l’ho esplicitato), senza entrare nel merito di particolari esigenze lavorative o di studio. Innanzitutto ti dico che se sei interessato (visto che l’hai citato, poi non so), MatLab è disponibile per Mac OS X (come testimonia la guida PDF di installazione). Senza considerare che cmq Matlab è una suite enorme e spesso e volentieri studenti e utenti medi di Matlab potrebbero fare tutto con soluzioni OpenSource e crossplatform come Octave o Scilab. Per i CAD non ho dati in merito, perché non sono software che mi interessano. So solo che sulla mia Linux-box, ho installato applicazioni pesanti quanto un CAD dentro VMWARE, e non ho risentito assolutamente di rallentamenti sensibili. Questo perché la virtualizzazione è una cosa ben diversa dalla emulazione. Di certo le prestazioni non sono native, ma ho usato diverse applicazioni Windows in VMWARE (giusto per il periodo di prova, un mese) senza notare alcuna differenza con una macchina comune. Pur volendo ipotizzare che dato un PC AMD 2600XP (come il mio) si ottengono prestazioni da un 1600XP, è cmq un ottimo risultato.

    Continuo a pensare che il dual-boot sia una scocciatura: uno è tutto contento di usare Mac OS X, pero’ deve usare Autocad 6 ore al giorno e quindi nelle piccole pause qualsiasi cosa la fa con Windows, come webbrowsing, mail, musica, etc. Questo ti toglie il piacere di fare tutto nell’ambiente che ti piace di più. La virtualizzazione non ti toglie questo piacere.

    Tutto sempre IMHO ;)

  4. Capisco quello che vuoi dire ma la fai troppo semplice :) .. rimango dell’idea che per i “non power user” il dual boot specialmente all’inizio sia l’ideale, poi l’uso farà si che uno dei 2 sparisca e io so quale. Quanto a me non mi pongo il problema il mio sarà (credo su un mac mini) un dual boot con linux. Quanto al costo sw di virtualizzazione, beh un ipotetico vmware verrebbbe a costare 189$ (e non è ancora stato sviluppato), un virtual pc for macintel (in fase di uscita.. ma nn si sa quando) 129$ … il tutto se rimarranno i prezzi attuali. Non sono cifrette :) … e considerando che per ora non esiste nessuno dei due benvenga il dual boot! :D

  5. A questo punto,dato che il Mac OS X è un sistema UNIX a tutti gli effetti e il suo kernel è open source,si potrebbe sperare in un futuro supporto di Xen a tale sistema…il che dovrebbe rendere facile la vita un po a tutti gli utenti Mac/Linux…per quel che riguarda win..booh! Spero piu che altro che la gente impari a capire la differenza tra “sistemi operativi” e “Sistemi Operativi”…Se la gente comune imparasse questa differenza e scegliesse con intelligenza (cosa alquanto improbabile),anche in ambiti professionali si finirebbe per fare la stessa scelta.Del resto è questo il meccanismo che ha portato i “Personal Computer” casalinghi negli ambiti lavorativi trasformandoli da PC a workstation e/o server.Non voglio con questo premere sulla ormai tanto discussa qualità dei prodotti MS,però la storia è chiara,e quanto tuttora oggi fa B.Gates è palese a tutti (ma nascosto dalla maggior parte dei mass-media più comuni per cause che non conosco),ed è quindi chiaro che Mr.Gates agisce piu per l’interesse economico e commerciale dei suoi prodotti che per l’interesse della gente….e la gente dovrebbe meditare su questo,perche nn è proprio un bel modo di agire! Non so se mi sono spiegato,probabilmente nn ci avrete capito nulla,però,senza scendere nel banalissimo confronto Linux vs Win,basta fare un paragone tra il modo di agire e di Steve Jobs/Apple e Bill Gates/Microsoft rispetto alla concorrenza,agli interessi della gente e quant’altro.Si,lo so,voi già sapete queste cose,non è necessario ripetervele,ma è alla gente diciamo “ignorante” che bisogna farlo capire,è alla gente che nn ha particolari interessi nell’informatica che bisogna far capire la differenza,e pur non essendo facile,bisogna farlo,sono loro che probabilmente decreteranno (involontariamente e inconsapevolmente) le mete che il prossimo mercato informatico si prefisserà.

  6. 1) Windows sarà impossibile farlo girare, avranno preso tutte le precauzioni del caso per tenersi il mercato !!
    2) La Apple farà solo un PC economico, quindi niente speranze
    3) Sotto Linux con Wine i programmi per Windows girano più veloci e meglio, basta provare, in quanto Wine NON è un emulatore.
    4) Tra poco esce Reactos (detto ROS ed è un sistema operativo) che è compatibile al 100% con Windows e in futuro con OS/2 ed altri OS, ovvero tutti i programmi che girano su Windows gireranno su ROS (qualche problema con .NET, ma dove non lo fa ?), dunque meglio usare un sistema FOSS (libero) e GRATUITO e non chiuso (chissà cosa nasconde) come Windows.

    Ciao !!!!

  7. 1)Questo non lo so,ma visto che la apple nn batte ciglio nel sapere che spesso il suo OS viene sostituito da linux,e non tenta di ostacolarne (ma nemmeno gli facilita la vita) l’esistenza,non saprei che interessi ha nell’ostacolare windows…tanto in fin dei conti a Steve Jobs ciò che interessa è che i suoi prodotti siano di qualità superiore…e lo sono!Meglio 10 mac in mano a persone che ne capiscono,che 100 mac in mano ai classici utonti!
    2)Non saprei…
    3)Con wine non tutti i programmi girano bene…solo applicazioni diciamo “leggere”…infatti se si vuole installare qualche programma piu complicato,bisogna ricorrere a Crossover,che anche se basato su wine,è cmq un programma a codice chiuso.Per quanto riguarda i videogames,bisogna ricorrere a Cedega,che come Crossover è basato su wine,e come Crossover,è a codice chiuso.
    4)Forse sbaglio,ma ReactOS c’è già da alcuni anni,ed è basato su windows 98,non sul kernel NT e successivi (2000,2003,XP…),quindi nn so quanta compatibilità può garantire con i programmi Win32 (Windows 98 era a 16 bit,solo compatibile con i processori a 32 bit).Poi nn sono informato sulla sua affidabilità in quanto a protezione da virus,stabilità etc…
    Vedremo.

    P.S. WinMX sotto linux con wine nn girava granchè…spesso andava in crash,e per farlo funzionare in modo accettabile dovevo abbastare il valore di nice a 10 (!!!) O_O strano ma vero.

  8. ERRATA CORRIGE

    volevo dire “abbassare” non “abbastare”…pardon :D

  9. Mi permetto di sottolineare quanto Wine sia cambiato parecchio nell’ultimo periodo. Ora anche applicazioni parecchio pesanti e che sfruttano il 3D girano decentemente. Tra poco si renderà inutile anche la presenza di Cedega (ex WineX).

Il tuo commento