Giorgio Ambrosoli
- 04 Apr '08
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Giorgio Ambrosoli è stato un avvocato italiano. Fu assassinato l’ 11 luglio 1979 da un sicario ingaggiato dal banchiere siciliano Michele Sindona, sulle cui attività aveva ricevuto incarico di indagare.
Nel 1971 si addensarono sospetti sulle attività del banchiere siciliano Michele Sindona.
La Banca d’Italia investigò sulla Banca Privata Italiana, di cui Sindona aveva il controllo. Ciò che emerse dalle investigazioni la indusse, nel 1974, a ordinare un commissario liquidatore. Per il compito fu scelto Ambrosoli.Nel corso dell’analisi svolta dall’avvocato emersero le gravi irregolarità di cui la banca si era macchiata e le numerose falsità nelle scritturazioni contabili. Ambrosoli cominciò ad essere oggetto di pressioni e di tentativi di corruzione, ma non cedette.
Ai tentativi di corruzione fecero presto seguito minacce esplicite.
Ciò malgrado, Ambrosoli confermò la necessità di liquidare la banca e di riconoscere la responsabilità penale del banchiere.
In un clima di tensione e di pressioni anche politiche molto forti, Ambrosoli concluse la sua inchiesta. Avrebbe infine dovuto sottoscrivere una dichiarazione formale il 12 luglio 1979. Fu assassinato il giorno prima.Nessuna autorità pubblica presenziò ai funerali.
Dopo 30 anni le cose non mi sembrano affatto migliorate. Tutt’altro.
Da notare la straordinaria somiglianza del discorso di Sindona nel film sopra e i discorsi ripetuti fino alla nausea dal Berlusca: comunisti e magistrati sono nemici della libertà. Da lì il ricordo corre rapidamente alla “presunzione” dei legami di Mafia di Berlusconi, e alla morte di Falcone. E subito dopo mi sovviene una citazione di Fedele Confalonieri
La verità è che se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremmo sotto un ponte o in galera con l’accusa di mafia.










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