
Come non agiungere, a quanto ho scritto nel precedente post, le parole di una persona che spiega meglio (e di più) di quanto possa fare io, tra l’altro col giusto pizzico di ironia che rende piacevole leggere anche la più deprimente delle notizie?
Dall’Unità del 15 Luglio scorso, parla Marco Travaglio:
«Adesso si potrà lavorare di più e più tranquilli tanto dopo ci sarà l’amnistia». Se lo dicevano ridacchiando, qualche settimana fa, alcuni ladri di appartamento sudamericani trapiantati in Italia, mentre seguivano al tg il dibattito politico sul colpo di spugna prossimo venturo. Non sapevano, gli sventurati, di essere intercettati. Sventurati, poi, si fa per dire: in 24 furti nel centro di Milano, avevano raccolto la bellezza di 400 mila euro. Bottino più che sufficiente per congratularsi di aver scelto l‘Italia come terreno di caccia: solo in Italia, oltretutto, si sfollano le carceri mandando a casa i detenuti. Purtroppo per loro, diversamente da molti altri colleghi, i nostri eroi non han fatto in tempo a pregustare l’indulgenza plenaria: infatti sono stati arrestati, processati a tempo di record e condannati dal Tribunale di Milano senza attenuanti e con un aggravio di pena. Nonostante lo sconto di un terzo, previsto dai rito abbreviato, si sono beccati ben 6 anni perché – scrive il giudice nella sentenza a proposito del capobanda – «non merita il riconoscimento delle attenuanti generiche», non soltanto per il suo ruolo preminente nella gang ma anche perché «progetta, in vista della ventilata amnistia, di commettere tranquillamente ulteriori reati».
Gli allegri compari si consoleranno con l‘indulto di 3 anni che le Camere stanno per varare, liberandoli dal rischio di restare in carcere: scendendo da 6 a 3 anni, potranno ottenere l’affidamento ai servizi sociali cioè tornare in libertà. Ed è un vero peccato che non si siano candidati al Parlamento, altrimenti potrebbero rimanerci a pie‘ fermo. Infatti un loro collega pregiudicato, tale Previti Cesare, condannato anche lui a 6 anni per un reato infinitamente più grave (corruzione di giudici) e detenuto agli arresti domiciliari in virtù di una legge su misura gentilmente varata da alcuni suoi complici, grazie all‘imminente indulto potrà tornare a piede libero e conservare il seggio parlamentare. E’ vero che era stato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e dunque, secondo la Cassazione, doveva uscire dalla Camera con le mani alzate. Ma questa pena accessoria, grazie all‘indulto, da perpetua diverrà temporanea. E in Parlamento si sta lavorando per far rientrare anche quella nell‘annunciato provvedimento di clemenza.
Chi s’illudeva che Berlusconi e i suoi cari avessero perso le elezioni e che fosse finita per sempre l‘era dell’impunità per i potenti resterà lievemente deluso. È alle viste, infatti, la prima legge SalvaPreviti della nuova legislatura. Una SalvaPreviti bipartisan, camuffata da indulto «per sfoltire le carceri». Le carceri sovraffollate, naturalmente, non c’entrano nulla: altrimenti dall‘indulto verrebbero esclusi i reati contro la pubblica amministrazione (corruzione, concussione, peculato, abuso) e contro la giustizia (corruzione giudiziaria e corruzione del testimone), quelli finanziari (falso in bilancio, frode fiscale, appropriazione indebita, aggiotaggio) e le frodi sportive. Tutti reati per i quali, dopo la scarcerazione di Previti, Fiorani e Ricucci, non è detenuto nessuno. Invece sono tutti compresi.
Con la scusa dei detenuti si abbuonano preventivamente 3 anni di pena a chi, anche se condannato, in carcere non andrà o non tornerà mai: Fazio e i furbetti del quartierino, Tanzi e Cragnotti, il signor Savoia, il dottor Sottile, gli spioni dello Storacegate, i truffaldi di Calciopoli, il solito Bellachioma (imputato di corruzione di testimone, frode fiscale, falso in bilancio e appropriazione indebita). E poi, si capisce, quel sant‘uomo di Previti. Perché il sovraffollamento che allarma lorsignori non è quello delle carceri: è quello di un grazioso palazzotto di Piazza Farnese dove, scortato giorno e notte dalla polizia a spese del contribuente, risiede forzatamente il cosiddetto onorevole Previti. L‘angusto edificio va sfollato al più presto per motivi umanitari, consentendo al povero inquilino, stipato come una sardina fra la vasca delle aragoste e l’attico grande come una portaerei, di sgranchirsi le gambe nell’aula di Montecitorio. Ma siamo sicuri che Berlusconi abbia perso le elezioni?
[fonte: VivaMarcoTravaglio]
detronizator.org 17:31 on 26 luglio, 2006 Permalink
Come sempre, un applauso per Travaglio e la sua penna.
Madonna e che vergogna essere Italiani.
E dire che una parte di me ci voleva credere che Berlusconi fosse in declino… ma fino a quando sarà così ammanigliato, col cavolo.
E poi, vista la vastità e la “vecchiaia” del problema “Carceri Affollate” (se ne parla da anni), non si faceva prima a costruirne altre? Cos’é, si rischiava di crearli per davvero i posti di lavoro?
Nemo 17:35 on 26 luglio, 2006 Permalink
Più che altro si rischiava di creare posti di lavoro che non si potevano retribuire…
detronizator.org » archive » Caro Di Pietro, sono contento di averti scelto 17:44 on 26 luglio, 2006 Permalink
[...] Invito tutti infine a leggere le parole di Travaglio riportate da Nemo nel suo blog proprio in proposito alla questione “Indulto“. Share and EnjoyThese icons link to social bookmarking sites where readers can share and discover new web pages. [...]
SbatMan 00:11 on 27 luglio, 2006 Permalink
A me viene da sorridere (amaramente, si intende) se penso ai vari Rutelli, Prodi e pure lo stesso Bertinotti accusare più e più volte il precedente governo di aver fatto soltanto leggi ad personam. Ora, due sono le cose: o stiamo di fronte ad un palese esempio di incoerenza all’italiana, o le persone di cui sopra sbraitavano solamente perchè temevano che Berlusconi potesse anticiparli sul tempo. E poi sento che la ripresa economica deve poggiarsi sulla lotta all’evasione fiscale… eh certo: tanto se i Ricucci che arresti oggi sono gli stessi che domani vengono fotografati a braccetto con Mastella e che si lamentano di aver perso 10 Kg a causa della loro detenzione -ma tu il sangue dovevi buttare in galera, non il lardo!- figurati cosa possono mai rischiare i “pezzi più grossi”.
A poco a poco mi sto vergognando di dichiarami schierato a sinistra… da domani, a chi me lo chiede, risponderò di essere “DiPietrista”: faccio prima e faccio pure più bella figura!
PS è da sottolineare che Di Liberto è stato l’unico che, nei giorni scorsi, ha espresso un palese e convinto sostegno alle posizioni di Di Pietro.
detronizator.org » archive » Caro Di Pietro, sono contento di averti scelto/2 10:59 on 29 luglio, 2006 Permalink
[...] Manu segnala ed io felicissimo faccio eco: Di Pietro ha pubblicato la lista dei Parlamentari che hanno votato SI all’Indulto/Insulto ( Neminis). [...]