Intervista a un berlusconiano
- 09 Dic '06
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Sempre l’altroieri, in Anno Zero, viene mostrata un’intervista a due ragazze partecipanti alla manifestazione della CDL contro la finanziaria. Riporto stringatamente.
Domanda: “sei di Roma?”
Risposta: “sì”
Domanda: “cosa pensi di Veltroni, il tuo sindaco?”
Risposta: “ah, Veltroni è grande, è un buon sindaco”
Domanda: “se alle politiche al posto di Prodi ci fosse stato Veltroni, avresti votato Veltroni o Berlusconi?”
Risposta: “Veltroni”
Il berlusconiano medio. Ma anche l’Italiano medio. Ovvero, ideali zero. Purtroppo.





esilarante…
aahahhahahahaah
Anche io ho visto la puntata di Anno zero, specie l’intervista citata nel post. Francamente io avrei un’altra interpretazione che, per certi versi, è addirittura positiva. A mio parere, la persona intervistata apparteneva a quella categoria di persone che nei periodi pre-elettorali viene identificata con il termine “indecisi”: non sono schierati, non hanno un ideale politico ben definito ma votano la persona che li convince di più, piuttosto che il partito cui appartiene. Onestamente io rispetto il loro modo di fare, purchè la loro preferenza non sia giustificata semplicemente da concetti tipo “voto berlusconi perchè Prodi è noioso quando parla” oppure “voto Prodi perchè Berlusconi sta pieno di soldi e mi è antipatico”. Credo, addirittura, che spesso il giudizio di queste persone (sempre se le argomentazioni sono valide) sia molto più interessante del giudizio di una persona schierata perchè rappresenta sicuramente un opinione disinteressata e obiettiva (aggettivi che spesso non possono descrivere le opinioni delle persone che vogliono a tutti i costi mantenere una loro coerenza politica). Purtroppo l’ultima legge elettorale porta queste persone a rinunciare ad esprimere il proprio voto, privando (a mio avviso) i partiti di un “feedback” assolutamente da non sottovalutare.
Beh mi rendo conto in effetti che la storia degli ideali non è il fulcro principale del discorso. Però non concordo sulla storia dell’indecisione. Secondo me gli indecisi sono quelli meno informati, non quelli senza ideali.
L’indecisione nasce dal non sapere con cosa si sta trattando e con chi si ha a che fare. Il fatto di essere senza un particolare ideale politico, non comporta necessariamente l’indecisione. Posso essere apartito, ma so benissimo quali siano i miei interessi e le mie priorità. In base a questo mi informo e vedo quale dei due candidati soddisfa di più le mie esigenze. Ma mi informo sul serio, non tramite la TV che mi dice che Berlusconi è un santo vittima della magistratura e che se moriva diventa il martire della libertà.
Quindi quelli dell’intervista sono gente disinformata prima che senza ideali; gente che non si prende la briga di capire, vedere cosa è meglio per lei; gente superficiale potrei definirli. Restano pertanto dei soggetti pericolosi.
Anche io devo riconoscere che forse non è proprio corretto definire indecisi tutti quelli che danno il proprio voto alla persona piuttosto che al partito: possono anche essere persone che hanno idee politiche chiare e che vanno oltre le logiche di partito. Inoltre credo una persona potrebbe essere informata ma allo stesso tempo per tanti motivi indecisa. Ad ogni modo anche io reputo “pericolose” le persone che radicano la loro indecisone nella disinformazione perchè, nella maggior parte dei casi, il voto finale sarà giustificato soltanto dall’appeal del candidato o, magari, dalla faccia rivolta verso l’alto dalla moneta che si è lanciata in aria nella cabina elettorare. Ripeto, per me non c’è niente di male in quello che ha detto la persona intervistata, purchè però alla base ci siano delle logiche argomentazioni.