Diarium Neminis

Soltanto chi è abbastanza folle da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambia davvero

Le amministrative a Napoli

napoli-map.png

Come tutti ben sanno, tra non molto ci saranno le elezioni amminstrative in (quasi?) tutti i comuni di Italia. Un “metro” importante per misurare meglio la vera “tendenza” delle persone attraverso un sistema elettorale diverso da quello che ha caratterizzato le elezioni politiche di quest’anno, nonché uno strumento importante per migliorare l’amministrazione della propria città.
A Napoli (per le cui amminstrative io purtroppo non voterò, essendo residente in provincia) siamo in una situazione molto critica. Innanzitutto abbiamo ben otto candidati alla poltrona di sindaco:

  • Il sindaco uscente Rosa Russo Iervolino, per il centrosinistra.
  • L’ex questore di Napoli, Franco Malvano, per la Cdl che alle scorse politiche era fra i tanto chiacchierati candidati imprensentabili, in quanto indagato per concorso esterno in associazione camorristica.
  • Il maestro di strada, Marco Rossi Doria, con una lista civica nel suo nome dell’area di centrosinistra.
  • Salvatore Lauro, senatore della Cdl nella scorsa legislatura.
  • Angelo Tramontano, a capo di un cartello di liste.
  • Mario Esposito, consigliere comunale uscente di Unità delle Sinistre.
  • Luigi Sito, per la Lista comunista.
  • Aurora Zilberstein, per il Terzo Polo.

Il malcontento nel napoletano c’è, e si vede. Napoli è una città da sempre amata e odiata al contempo dai suoi cittadini. A mio avviso, i problemi più urgenti della città sono attualmente tre: la Camorra, l’emergenza riufiuti e le strade. Questo “formalmente” parlando; in pratica tutti i problemi si possono ricondurre ad uno solo: la Camorra. A Napoli, infatti, sia la “gestione” dei riufiuti che quella delle strade è decisamente nelle mani della malavita organizzata. Questo “particolare” rende ben difficile risolvere questi problemi, per qualunque “sindaco” e qualunque “giunta regionale”. Certo qualcosa sarebbe sicuramente fattibile, ma ci si può rendere ben conto dei rischi e delle difficoltà. Poi ci sarebbe il traffico stradale, questione davvero complessa. Il traffico a Napoli è dovuto, secondo il mio modesto parere, a vari fattori, quali:

  • la natura strutturale delle strade di Napoli
  • il numero eccessivo di auto circolanti: a qualunque ora c’è per strada un numero di auto inspiegabile, specialmente negli orari che normalmente non dovrebbero essere di punta.
  • la maleducazione stradale
  • la mancanza dei collegamenti con le province più lontane dalla città, che spinge molti pendolari a fare uso dell’auto

Questo problema è davvero complesso intrinsecamente e seppur migliorabile non è certamente possibile farlo svanire con la bacchetta magica come Malvano millanta sui propri manifesti elettorali.
Come se non bastasse, Berlusconi ha deciso anche di candidarsi come capolista sostenendo Malvano. Giustamente avrà pensato che legarsi a stretto giro con la Camorra è una delle poche carte che gli resta da giocare. O forse lo fa solo per ambizione: solo la Mafia era troppo poco per un criminale del suo calibro.

Beh la situazione non è delle più rosee. Speriamo che i Napoletani abbiano giudizio, fiducia e speranza. Molta speranza.

Categorie: Politica

2 Commenti

  1. Non so proprio per chi votare…vivo in questo “dubbio amletico” da un bel pò. La Jervolino non mi convince più e non la voglio votare, Malvano meno che mai, primo perchè di Forza Italia, secondo perchè Napoli sta iniziando ad essere tappezzata da manifesti con la faccia di Berlusconi sorridente con alle spalle Napoli e la classica veduta del Vesuvio…Malvano poi mi ricorda Mangano…L’unico sarebbe Doria, ma se non lo votano in tanti rischierei di favorire Malvano, dato che chi vota Doria sottrae preferenza alla Jervolino essendo suo ex votante. Insomma mi ritrovo a dover scegliere tra ciò che non mi piace e ciò che odio. Aiuto!!!

  2. Bel dilemma in effetti. Votare Doria e rischiare di disperdere i voti favorendo Malvano, o votare la Iervolino per non far salire Malvano ma rischiando cmq di non cambiare le cose. Oggettivamente tra far restare le cose come stanno e farle peggiorare sicuramente, uno dovrebbe propendere per la prima, ma capisco perfettamente il non riuscire a decidersi. Quando non si vuole votare per qualcuno è difficile farlo soltanto perché è il “male minore”…

Il tuo commento