Mi ricordo quel coglione di Casini che dopo il primo V-Day, affermò

È la più grande delle mistificazioni. Una manifestazione di cui dovremo vergognarci perché è stato attaccato Marco Biagi, che invece andrebbe santificato.

Tutti sanno che, a prescindere dall’essere d’accordo o meno con tale manifestazione, questa cosa non è mai successa

Ho trascorso l’intero pomeriggio sotto il palco e sul palco, e mai ho sentito parlare non dico “contro” Marco Biagi, ma “di” Marco Biagi. Il nome “Marco Biagi” non è mai strato citato per esteso. S’è parlato un paio di volte della legge 30 che abusivamente il governo Berlusconi intestò al professore assassinato, che non poteva più ribellarsi, mentre un ministro di quel governo lo chiamava “rompicoglioni”.

Il ministro del governo Berlusconi che chiamava rompicoglioni Marco Biagi è Scajola, allora ministro dell’Interno, come ci ricorda anche oggi Ska dal suo Terzo Occhio

Fatevi dire da Maroni se Marco Biagi era una figura centrale – è sbottato Scajola durante una visita di Stato a Cipro – . Era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza

Oggi quello stesso Scajola contro il quale quel bigotto fanta-cattolico di Casini non ha mai detto nulla (forse perché all’epoca era ancora sul libro paga di Berlusconi), è al Ministero per lo Sviluppo Economico, ministero che magicamente ingloba anche il Ministero per le Comunicazioni, che sparisce come ministero a sé stante (che strano, eh?).

Come ci ricorda Piero Ricca alla fine di questo video, la memoria rende l’uomo libero. Non perdetela mai.

Su Marco Biagi io penso solo una cosa: conosco poco di lui, ma penso che tutti, e dico tutti, dovrebbero smetterla di mettergli in bocca parole di altri, e strumentalizzare di continuo la sua figura. Tutti si lamentano sempre della mancanza di contraddittorio e poi parlano di/su/con qualcuno che non potrà mai più rispondere e commentare ad alcunché. È semplicemente da vigliacchi.