L’Italia è morta
- 16 Nov '07
- 271 visite
- Segui i commenti
No, non solo perché è subissata di violenza, ladri, mafiosi, camorristi, politici, criminali, etc.
Non solo perché non esiste più l’informazione e siamo un paese semi-libero.
Non solo perché le aziende seguono una politica sanguisuga, non creano lavoro, sfruttano, e lucrano sulle spalle di tutti i dipendenti e non.
Non solo perché la ricerca è ormai morta in questo paese.
Ma anche perché quando abbiamo davanti agli occhi 10 milioni di dollari, non ce li possiamo prendere. Anche se ne siamo capaci e lo vogliamo con tutto il cuore.
In questa settimana, infatti, s’è parlato molto del contest milionario indetto da Google per la creazione di nuove applicazioni per Android, il giovane sistema operativo per dispositivi mobili rilasciato da Google. Il motivo è che, per restrizioni legislative locali, l’Italia - assieme come la metà francese del Canada, il Québec - è esclusa dal contest.
Migliaia, forse più, di giovani che potrebbero e vorrebbero partecipare, sono esclusi per colpa delle assurde leggi Italiane.
All’inizio la faccenda era un po’ oscura e per capire cosa effettivamente limitasse l’inclusione dell’Italia, ho chiesto a Felipe di dare un po’ di visibilità alla questione.
Il fatto non ha impiegato molto a invadere Blog e giornali di mezza rete. Anche Repubblica.it ne ha parlato e lì vi troviamo svelati quali sono le famose “local restrictions” di cui parla Google
Da noi ci sono infatti norme che in tempi di internet hanno sapore borbonico e che spaventerebbero qualsiasi organizzatore di concorsi internazionali. Per prima cosa, bisogna depositare una somma di garanzia, in anticipo, per coprire l’intero valore del concorso. Insomma, Google dovrebbe stanziare 10 milioni di dollari in un conto corrente solo per lanciare il concorso in Italia. Poi, in Italia i premi dovrebbero essere assegnati in presenza di un notaio e di un rappresentante di un’associazione dei consumatori riconosciuta; Google dovrebbe infine compilare moduli e fare registrare il concorso da due ministeri e dai monopoli di Stato.
Cioè, è praticamente impossibile che l’Italia possa mai partecipare a un evento del genere. E secondo me è fatto pure di proposito. Le solite magagne economico-politiche all’italiana.
Ettore ha scritto una lettera a Di Pietro in cui testimonia le possibilità che hanno i giovani negli USA
Vivo nella Silicon Valley, in California, e tutt’attorno a me vedo ragazzi ventenni che mettono su aziende dopo aziende e creano lavoro, creano innovazione, continuamente. Qui c’è anche una parola bellissima per identificare le aziende che iniziano: “startup”.
La Apple, la HP, Google, Flickr, Facebook, sono tutti nati così. Per aprire un’azienda in California bisogna compilare un foglio, pagare qualche dollaro, e in mezz’ora sei libero.
Già. Non mi ci far pensare, caro Ettore.
Siamo morti. Morti su ogni piano della società. Piano politico, piano commerciale, piano del lavoro dipendente, piano criminalità, piano burocratico e tutti gli altri piani su cui si può porre la questione arretratezza di questo paese.
L’Italia mi dà l’impressione di un malato terminale tenuto in vita dalle macchine. Macchine che non possiamo staccare perché la legge sull’eutanasia non c’è.








Eppure…
Ci deve essere un eppure, santo padre…
O non ci sta ?
Eppure facciamo il vino buono, dei formaggi eccelsi, prodotti di terre il cui “stato” ci è ignoto.
Ah, vogliamo dimenticare l’alta moda? I bellissimi vestiti di Dolce&Gabbana e amici, dai prezzi da capogiro, che vengono cuciti nei sottoscala di quella che viene chiamata la “Las Vegas del sud” (Melito, Casavatore, Caivano, Cardito, Sant’Antimo) da persone a nero che lavorano 12-14 ore al giorno, in condizioni pietose, per 5-600 euro al mese?
Non appena ho Internet, inizio a spenderci un po’ di tempo la sera. Magari mi faccio quel paio di Tutorial che viene con la SDK: sono sicuro che sara’ veloce familiarizzare con Android.
Io confermo: possiamo muoverci e, se ci riesce qualcosa di buono, possiamo trovare il modo di aggirare il problema. A costo di prendermi la Residenza a Londra
Non ci siamo ancora resi conto che lo stato italiano è solo una facciata. Le lobby di potere internazionali se lo stanno mangiando… troppo lentamente per i miei gusti.
@Detro: Bravo! L’unica soluzione è quella. In realtà la scelta più coraggiosa è quella che hai fatto tu. Anche se a malincuore per questa nazione, bisognerebbe (avendone la capacità) mandarli tutti a farsi benedire ed andarsene.