Niente Ponte sullo Stretto
- 22 Mag '06
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E’ un po’ che non riesco a scrivere nulla sul Blog. Nel frattempo il nuovo governo è divenuto ufficiale, ne è stata votata la fiducia a camera e senato, Berlusconi e i suoi sudditi hanno fatto l’ennesima figuraccia e dimostrato l’ennesima incoerenza con se stessi (criticando persone che stimavano pubblicamente fino a due giorni prima, come Ciampi), i ministeri sono stati assegnati, etc.
Ora leggo dello “scandalo” scoppiato per la volontà di non continuare (?!) il Ponte sullo Stretto di Messina.
Innanzitutto non vedo dove sia lo scandalo, visto che l’Unione è una vita che si oppone a quel progetto e non l’ha mai avuto nel programma. In seconda istanza, vorrei capire la vera urgenza di questo progetto. E la voglio mettere sul piano dell’urgenza e non su quello dell’utilità per essere super partes e prescindere dal suo impatto ambientale, dimenticare che gli Igegneri Giapponesi leader nel campo hanno detto che un ponte a singola arcata di quelle dimensione cadrebbe il giorno dopo l’inaugurazione, dimenticare che si spenderebbero vagonate di milioni di euro per un guadagno effettivo sul tragitto di circa 20 minuti. Ecco, cataloghiamo questo progetto invece di inutile, come una “figata”. Lo posso ancora ammettere e, in fondo, dimenticate le cose citate prima, sarebbe proprio una “figata”. Ma resta tale, una cosa da fare quando l’Italia non avrà più problemi da risolvere e non saprà più come diavolo spendere i soldi che si ritrova. Visto che una cosa del genere la vedo alquanto utopistica (dato il grado di devastazione del nostro paese), insistere con lo buttare i soldi nel progetto del Ponte è proprio una mancanza di rispetto verso l’Italia, che vede i problemi più gravi e seri messi in secondo piano per un capriccio populistico; capriccio, tra l’altro, di una cerchia di persone che non corrisponde con i più diretti interessati delle popolazioni di Sicilia e Calabria. Soprattutto i primi hanno ben altri problemi per interessarsi a un’opera attualmente inutile; anzi, non urgente.








Nei giorni scorsi ho seguito un servizio di studio aperto riguardante proprio questo argomento. Il servizio ovviamente enfatizzava il fatto che il governo già litigasse, in riferimento alla “polemica” tra Bianchi (minstro dei trasporti) e Di Pietro (ministro delle Infrastrutture).Secondo studio aperto la polemica riguardava il fatto che Bianchi era contrario mentre Di Pietro no e, siccome non è chiaro chi tra i due ministeri è competente di questo lavoro pubblico (a mio avviso, entrambi), questo dimostrava la prima contraddizione del governo Prodi. Il punto è che, in realtà, tale polemica non esiste:
1) tra Bianchi e Di Pietro c’è stato soltanto qualche scambio di dichiarazioni in cui ognuno dava per scontato che la questione fosse di competenza del proprio ministero, ma mai in tono eccessivamente polemico, a mio avviso (tant’è che i due in questi giorni si incontreranno proprio per discutere della questione)
2) io che seguo Di Pietro attraverso il suo Blog da un po’ di tempo, non ho mai avuto l’impressione che considerasse l’opera come prioritaria, anzi.
Oggi avevo intenzione di cercare nel blog qualche post passato a riguardo, ma il buon ministro mi ha preceduto: qui http://www.antoniodipietro.com/2006/05/intervista_al_corriere_della_s.html trovate l’intervista che Di Pietro ha rilasciato ieri al CDS. Non credo che sia difficile notare che, alla luce di questa intervista, tutto si può dire tranne che Bianchi e Di Pietro la pensino diversamente.
Ma si sa, Di Pietro non sa parlare…. Che colpa ne hanno i vari Fede Rossella Belpietro Giordano