Diarium Neminis

Soltanto chi è abbastanza folle da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambia davvero

La raccolta a punti universitaria

Personalmente sono un laureando del vecchio ordinamento universitario e quindi ho pochi contatti con questa nuova realtà dei crediti formativi. So cosa sono, come funzionano (più o meno) e il perché sono stati introdotti (uniformarsi al sistema universitario Europeo). Chi è stato formato col vecchio ordinamento aborra questa realtà, in genere. E spesso è odiata anche da chi ha vissuto direttamente il nuovo ordinamento. In realtà, se non si facesse abuso del concetto di credito, ci potrebbe anche stare, anche se personalmente lo trovo inutile. Come al solito, inventiamo noi le cose (l’Italia, con Bologna, è stata la prima a istituire le università nel mondo occidentale) e poi ci lasciamo dominare dagli altri nel nostro stesso campo.

Citando dalle pagine del sito del prof. Renzo Davoli

un gruppo di intraprendenti studenti bolognesi mette in piedi una satira divulgando per l’università false cartoline che valgono un credito formativo. È una provocazione degli studenti per protestare contro un’Università che dal loro punto di vista converge pericolosamente verso un esamificio, quasi fosse una raccolta punti.

Le cartoline indirizzano ad un sito che dietro la falsa apparenza del portale dell’università www.unibologna.eu (la falsità è preannunciata da apposita schermata introduttiva) tramite un video svela l’inganno e invita gli studenti a riflettere.

Il video è quello allegato a questo post. La cosa triste è che l’Ateneo bolognese ha censurato l’iniziativa, impedendo di accedere al sito “clone” dall’interno della rete universitaria. I dettagli sulla questione li trovate sempre sulla pagina del prof. Davoli.

Se anche un’università, la più antica del mondo occidentale (e forse di tutto il mondo), si oppone alla libera circolazione delle idee e di ideali in un luogo che storicamente nasce per obiettivi diametralmente opposti, vuol dire che questo paese sta andando sul serio a rotoli.

Ad ogni modo, sembra che i ragazzi di Bologna abbiano raggiunto il proprio obiettivo. Come recita il loro sito “clone”,

Centinaia di crediti, migliaia di contatti, Alma Mater nel panico: missione compiuta!

E bravi! ;)

5 Commenti

  1. Anche io faccio parte del vecchio ordinamento, ma la mia facoltà ha comunque inserito “una raccolta” crediti formativi per i laboratori ed i tirocini che sono propedeutici alla laurea: in pratica se non accumulo questi 24 crediti i miei 38 esami possono anche andare a farsi fottere!!!!
    Questa riforma universitaria è la più grande cazzata nel mondo dell’istruzione!!!

  2. Posso dire che, se te ne sbatti dei crediti e semplicemente fai lo studente, crediti o non crediti stai apposto. Onestamente, sono passato al nuovo ordinamento 3 anni fa, e non ho assolutamente sofferto del cambiamento: nessuno e’ venuto a chiedermi di crediti, ne la mia laurea si e’ trasformata in una raccolta a punti.
    Ma penso che questo sia dovuto al fatto che… a me non me ne fotteva di fare punti, a me interessava (ed interessa ed interessera’ sempre) solo IMPARARE/CAPIRE.

    Quindi, a finale, sta agli studenti capire qual’e’ il migliore approccio.

    Concordo pero’ che questa riforma, alla fine, nun serv: l’Universita’ non deve trasformarsi nella Berna, ma deve essere il luogo dove si cresce socialmente e culturalmente. Ma, crediti o non crediti, se questo avviene e’ solo “up to the students”, e non ci sono Riforme che possono cambiare questo.

  3. @Detro: come dicevo prima “In realtà, se non si facesse abuso del concetto di credito, ci potrebbe anche stare”. Tu, come me, hai studiato in un’università che, almeno finora, si è mantenuta “razionale” e ha fatto poco più che affibbiare i crediti agli esami che già c’erano, avendo già strutturato il vecchio ordinamento a moduli anziché a semestralità. Finché è così, praticamente non fa quasi differenza. Ma non tutte le università si sono comportate allo stesso modo.

    1. Nella nostra stessa università, da quest’anno, se vuoi prendere la specialistica (e non la quinquennale VO come me) sei OBBLIGATO ad accumulare i crediti di un particolare esame, “Laboratorio interdisciplinare”. Questa è una cagata, ad esempio.

    2. I crediti, formalmente, sono una misura per lo sforzo che lo studente deve fare per ottenere l’esame. Lo sforzo è diviso tra ore di studio e ore di corso. Se si sbagliano ad assegnare crediti o cmq tutta una serie di vincoli non permettono al corpo docenti di attribuire più di TOT crediti a un esame (o insieme di essi), si rischia di avere degli esami “alleggeriti”, che non ha più la vecchia qualità.

    3. Meritocrazia. Sparisce, o quasi. A te interessa studiare e imparare. Questo rende ancora più ingiusto vedere gente effettuare la scalata alla media e alla laurea attraverso acquisizione “indebita” di crediti. Cosa che da noi si vede poco (per quanto ne sappiamo), ma credimi, si fa e si può fare.

    Certo se vuoi imparare, impari sempre, ma questo non vuol dire che il sistema universitario debba trasformarsi in uno schema rigido e complesso che spesso rende difficile lo scopo primario dell’Università: la formazione stessa. Il sistema dovrebbe facilitare il connubio tra studio, formazione e raggiungimento della laurea, no renderlo un problema NP-hard.

  4. Concordo su tutta la linea.

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